Cronache
Messina Denaro, le motivazioni della condanna del medico Tumbarello: “Sapeva chi stava curando”
Depositate le motivazioni della sentenza che ha condannato il medico Alfonso Tumbarello a 15 anni di carcere. Per il Tribunale di Marsala il sanitario era consapevole di curare Matteo Messina Denaro sotto falsa identità.
È una premessa che attraversa tutta la motivazione della sentenza. Per il Tribunale di Marsala, un boss del livello di Matteo Messina Denaro, latitante per quasi trent’anni e vertice di Cosa Nostra, non avrebbe mai corso il rischio di affidarsi a un medico inconsapevole della sua vera identità.
Partendo da questo presupposto, i giudici hanno motivato la condanna a 15 anni di reclusione inflitta il 10 dicembre 2025 al medico Alfonso Tumbarello, 73 anni, di Campobello di Mazara, riconosciuto colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa e falso.
La tesi accolta dal Tribunale
Secondo il collegio giudicante, il medico non sarebbe stato vittima di un inganno, ma avrebbe agito con piena consapevolezza. Nelle motivazioni si legge che è stata raggiunta la prova “oltre ogni ragionevole dubbio” che Tumbarello abbia consapevolmente garantito al boss l’accesso alle cure sanitarie utilizzando l’identità fittizia di Andrea Bonafede, classe 1963.
Per i giudici, il sanitario sapeva che il paziente gravemente malato che stava curando non era Bonafede, persona che conosceva da anni, ma Matteo Messina Denaro, allora ancora latitante.
Due anni di cure sotto falsa identità
La sentenza evidenzia come le prescrizioni mediche e l’assistenza sanitaria siano state assicurate per un lungo periodo, consentendo al boss di affrontare le cure oncologiche senza esporsi e senza essere individuato dalle forze dell’ordine.
Secondo il Tribunale, il contributo del medico non fu episodico ma continuativo. Le cure avrebbero consentito a Messina Denaro di proseguire la propria latitanza e di mantenere il ruolo di guida dell’organizzazione mafiosa trapanese fino alla cattura del 16 gennaio 2023 davanti alla clinica La Maddalena di Palermo.
Respinta la linea difensiva
La difesa aveva sostenuto che Tumbarello fosse stato ingannato dal paziente e dalle persone che lo circondavano, senza conoscere la reale identità dell’uomo che stava curando.
Una ricostruzione che il Tribunale ha respinto in modo netto. I giudici ritengono incompatibile con le modalità operative del superlatitante l’ipotesi di affidarsi a un professionista inconsapevole e costantemente esposto al rischio di scoprire la sostituzione di identità.
Il riferimento ai rapporti con l’ambiente del boss
Nelle motivazioni compare anche il richiamo a una vicenda risalente ai primi anni Duemila, legata ai contatti tra l’ex sindaco di Castelvetrano Tonino Vaccarino e il fratello del boss, Salvatore Messina Denaro.
Secondo il Tribunale, quel contesto rappresenta uno degli elementi che contribuiscono a delineare il quadro relazionale nel quale maturò la condotta contestata al medico.
“Non un favore personale, ma un contributo a Cosa Nostra”
Il passaggio più severo della sentenza riguarda la qualificazione giuridica del comportamento attribuito a Tumbarello. Per i giudici, non si sarebbe trattato di un semplice favore personale a un paziente.
Il contributo fornito dal medico avrebbe inciso direttamente sulla capacità operativa dell’organizzazione mafiosa, permettendo al suo massimo esponente di restare libero e continuare a esercitare funzioni di direzione e coordinamento.
La sentenza è di primo grado e il procedimento non è ancora definitivo. Per l’imputato resta fermo il diritto di impugnare la decisione nei successivi gradi di giudizio previsti dall’ordinamento.
Cronache
Enego, salta l’incontro con Ranucci: minaccia attribuita al giovane che simulò l’attentato
Annullata la presentazione del libro di Sigfrido Ranucci prevista il 20 agosto a Enego. La decisione sarebbe legata a una lettera di minaccia che, secondo quanto emerso nell’indagine, sarebbe stata scritta da Adriano Cappellari, il giovane che ha ammesso di aver simulato un attentato ai propri danni.
La presentazione del libro di Sigfrido Ranucci prevista il 20 agosto a Enego, in provincia di Vicenza, è stata cancellata dopo una lettera di minaccia che sarebbe riconducibile ad Adriano Cappellari, il 21enne aspirante giornalista già al centro dell’inchiesta sul falso attentato incendiario denunciato nei mesi scorsi.
Secondo quanto riportato dal Giornale di Vicenza, nella missiva compariva una frase esplicita: «Fate saltare l’appuntamento a Enego con Sigfrido Ranucci altrimenti facciamo “saltare” lui».
La minaccia sarebbe stata recapitata a un fornaio del paese pochi giorni prima della svolta investigativa che ha portato alle perquisizioni nell’abitazione di Cappellari.
L’ammissione durante l’interrogatorio
La nuova circostanza sarebbe emersa nel corso dell’interrogatorio condotto la settimana scorsa dalla pm di Vicenza Alessia Grenna.
Cappellari avrebbe ammesso di essere l’autore anche della lettera relativa all’incontro con Ranucci. Il giovane aveva già confessato di aver simulato l’attentato incendiario denunciato come un atto intimidatorio ai propri danni, vicenda che aveva determinato anche l’attivazione di misure di protezione da parte dei carabinieri.
Le indagini avevano successivamente ribaltato il quadro iniziale, portando gli investigatori a contestare l’attendibilità delle minacce denunciate dal ventunenne.
L’incontro cancellato
La lettera contenente la minaccia a Ranucci era nel frattempo arrivata all’attenzione delle forze dell’ordine e dell’amministrazione comunale.
Il Comune di Enego aveva già deciso di annullare l’appuntamento con il conduttore di Report, motivando la scelta con la necessità di evitare ulteriori tensioni nel paese. La cancellazione dell’evento era stata resa nota nei giorni scorsi.
L’incontro avrebbe dovuto tenersi il 20 agosto nell’ambito di una presentazione pubblica del libro del giornalista Rai.
Una vicenda che si allarga
Il nome di Cappellari era diventato noto dopo la denuncia di minacce e di un presunto attentato incendiario contro la sua abitazione. In un primo momento la vicenda aveva destato forte allarme e solidarietà, fino alla successiva svolta investigativa e alla confessione del giovane sulla simulazione dell’attacco.
Ora l’inchiesta si arricchisce di un nuovo capitolo, con la presunta ammissione sulla lettera indirizzata a impedire l’incontro di Enego con Sigfrido Ranucci.
Gli accertamenti della Procura di Vicenza proseguono per ricostruire nel dettaglio tutte le condotte attribuite al ventunenne e verificare eventuali ulteriori episodi collegati alla vicenda.
Cronache
Maltempo in Campania, allerta gialla fino alle 20: temporali, grandine e raffiche di vento
Allerta meteo gialla in Campania dalle 13 alle 20 di oggi, 11 agosto, su Alto Volturno e Matese, Penisola sorrentino-amalfitana, Tusciano e Alto Sele. Possibili temporali, grandine e raffiche di vento.
La Protezione Civile della Regione Campania ha emanato una nuova allerta meteo di colore giallo, valida dalle 13 alle 20 di oggi, martedì 11 agosto.
L’avviso riguarda la Zona 2, Alto Volturno e Matese, la Zona 3, Penisola sorrentino-amalfitana, e la Zona 5, Tusciano e Alto Sele.
Temporali, grandine e raffiche di vento
Nelle aree interessate sono previsti isolati rovesci e temporali, localmente di moderata intensità.
La Protezione Civile segnala che i fenomeni potranno essere caratterizzati da una forte incertezza previsionale e da una rapida evoluzione.
Nel corso dei temporali saranno possibili anche grandinate, raffiche di vento e una intensa attività elettrica. Non si esclude inoltre la caduta di rami o alberi, con possibili danni alle coperture e alle strutture maggiormente esposte.
Rischio allagamenti e frane
L’avviso del Centro Funzionale evidenzia anche un rischio idrogeologico.
Tra gli effetti possibili vengono indicati l’innalzamento dei livelli dei corsi d’acqua minori, con eventuali inondazioni delle aree circostanti, e allagamenti di locali interrati o situati al pian terreno.
Possibile anche lo scorrimento superficiale delle acque sulle strade, con rigurgiti dei sistemi di smaltimento delle acque piovane e coinvolgimento delle aree urbane più depresse.
Nelle zone maggiormente fragili dal punto di vista idrogeologico non vengono escluse cadute di massi e occasionali fenomeni franosi.
L’appello ai Comuni
La Protezione Civile regionale raccomanda alle autorità competenti di attivare tutte le misure previste dai rispettivi piani comunali, con l’obiettivo di prevenire e limitare gli effetti dei fenomeni meteorologici annunciati.
L’allerta resterà in vigore fino alle ore 20 di oggi.
Cronache
Trova i ladri in casa e li insegue, travolto dal Suv durante la fuga
Un uomo di 61 anni sorprende i ladri nella propria abitazione a Spessa Po, nel Pavese, e li insegue. Durante la fuga viene investito dal loro Suv. È ricoverato al San Matteo, non è in pericolo di vita.


