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Messi show, 3-0 alla Croazia e Argentina in finale
Facile facile. E’ l’ARGENTINA la prima finalista di un Mondiale poco qualitativo sul piano tecnico, ma ricco di emozioni e retroscena. In semifinale la squadra di Scaloni ha battuto la Croazia con un rigore di Messi e il raddoppio di Alvarez in 5′ nel primo tempo. Poi la “Pulce” ha dato ad Alvarez anche la palla del terzo gol. Arbitro l’italiano Orsato (bene). Curiosità: il rigore è stato provocato da quel Livakovic che aveva portato avanti i biancorossi a suon di prodezze sui rigori. Sono 36 anni che l’albiceleste non conquista il titolo, dai tempi di Maradona (1986 in Messico). Messi, il suo attuale profeta, ha vinto tutto (sette Palloni d’oro, sei Scarpe d’oro, coppe e coppette) e spera di conquistare l’unico titolo che manca alla sua vasta collezione di trofei; ha superato con 11 gol il suo connazionale Batistuta fra i cannonieri argentini della Coppa del Mondo. Ha trascinato una squadra che in Russia ne aveva presi tre dalla Croazia, a una vittoria significativa.
Squalificati nell’ARGENTINA Acuna e Montiel, Di Maria è andato in panchina e si è visto anche Dybala. La Croazia aveva cominciato bene, ma alla lunga ha avuto ragione la squadra della “Pulce”. Meritatamente. Sarà quindi l’ARGENTINA ad affrontare domenica la vincitrice di Francia-Marocco. La vigilia della seconda semifinale ha suscitato l’interesse di intellettuali e storici, autori di dotti articolesse sull’argomento. Mentre tre giornalisti ci hanno lasciato la pelle, in Qatar, qualsiasi tuttologo ha potuto parlare di colonie e colonizzatori, di passato e presente. Si è scavato nei sentimenti della gente nata in Francia, che si sente tuttavia marocchina, e anche nelle origini di tanti giocatori che hanno (forse) il cuore diviso a metà. Si è parlato anche degli scandali europei, dei soldi circolati per rendere meno indigesto il Mondiale qatariota all’occidente, dell’influenza della Francia sull’attribuzione della manifestazione al Qatar. Ricchi premi e cotillons, insomma. E’ difficile credere che Francia-Marocco sarà solo una partita di calcio. Volendo restare nell’ambito delle pallonate, dato che la tuttologia non è il nostro forte, è stato curioso leggere l’aneddoto secondo cui il tecnico marocchino Regragrui, quando era già giocatore affermato della nazionale africana, giocò un tempo di un’amichevole nel Grenoble con un giovane Giroud, ora suo avversario.
E che Hakimi e M’Bappè sono amici per la pelle e ora avversari. Sul piano tecnico, c’è da dire che le due squadre hanno caratteristiche ben diverse: più portati all’attacco gli uomini di Deschamps (11 gol in questo Mondiale: 5 M’Bappè e 4 Giroud, fra i primi cannonieri), mentre la difesa marocchina ha subito solo un autogol. L’attacco africano è andato a segno solo cinque volte, meno della metà di quello francese. Inoltre il portiere Bounou del Marocco è stato miracoloso, il francese Lloris normale. Mentre Deschamps non cambierà formazione, Regragui (“Vogliamo vincere il Mondiale”) ha il dubbio difensivo che riguarda Aguerd e Mazzaoui. Pronti El Yamiq e Attiat-Allah. Squalificato Cheddira. Assisteremo a un cronico assalto francese alla roccaforte marocchina, e quanto durerà, se durerà ? Due filosofie e due modi di giocare opposti a confronto che ci diranno se il calcio è andato avanti o indietro: dipende dai punti di vista.
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