Sport
Merino decide Spagna-Portogallo, Ronaldo saluta il Mondiale
La Spagna batte il Portogallo 1-0 agli ottavi del Mondiale grazie a un gol di Mikel Merino nel recupero. Cristiano Ronaldo chiude con una sconfitta la sua ultima Coppa del mondo.
Non sempre le grandi partite regalano spettacolo. A Dallas, nell’ottavo di finale tra Spagna e Portogallo, la posta in palio pesa più della fantasia e per novanta minuti il talento resta spesso imbrigliato dalla prudenza. Alla fine decide un protagonista inatteso: Mikel Merino, entrato da pochi minuti, firma nel recupero il gol che manda la Roja ai quarti e chiude in modo amaro l’ultimo Mondiale di Cristiano Ronaldo.
Primo tempo bloccato, ma con occasioni
Le due squadre si affrontano con moduli speculari e grande attenzione tattica. La Spagna prova subito a prendere campo, con Oyarzabal pericoloso nei primi minuti e Dani Olmo spesso al centro della manovra.
Il Portogallo risponde con Ronaldo e Joao Felix, mentre Diogo Costa tiene in piedi i suoi con due interventi decisivi, prima su Lamine Yamal e poi su Alex Baena.
La Roja spinge di più, ma rischia nel finale di primo tempo: Unai Simon deve opporsi a Joao Felix e Ronaldo, poi Nuno Mendes colpisce la traversa sugli sviluppi di un calcio d’angolo.
La ripresa si accende e poi rallenta
Nel secondo tempo il ritmo sale per qualche minuto, con più ribaltamenti e spazi. Il Portogallo perde Nuno Mendes per un problema muscolare, una assenza pesante soprattutto nel duello con Yamal.
Poi la partita torna a farsi bloccata. Roberto Martinez inserisce Dalot e Leao, mentre Luis de la Fuente cambia volto alla Spagna con Ferran Torres, Fabian Ruiz e Merino.
L’invenzione di Torres, il colpo di Merino
Quando la partita sembra destinata ai supplementari, la Spagna trova il varco decisivo. Al primo minuto di recupero, una punizione battuta rapidamente sulla trequarti libera Ferran Torres, che taglia la difesa portoghese con un assist perfetto.
Merino si presenta davanti a Diogo Costa e non sbaglia: sinistro sul primo palo e 1-0 per la Spagna.
Ronaldo fuori, Spagna ai quarti
Il Portogallo prova a reagire nel finale con due occasioni di testa, prima con Bernardo Silva e poi con Joao Neves, ma senza trovare la porta.
La Spagna conquista così i quarti di finale, dove affronterà il Belgio. Per Ronaldo resta l’immagine più dura: l’uscita dal Mondiale nella notte del suo addio alla competizione. Per la Roja, invece, una vittoria pesante, forse non brillante, ma da grande squadra.
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Jodar batte ancora Musetti
Rafael Jodar supera nuovamente Lorenzo Musetti: 6-4, 6-3 al terzo turno del Masters 1000 di Montreal. L’azzurro cerca ancora la forma migliore.
Prima Washington, poi Montreal. Nel giro di sette giorni Rafael Jodar batte nuovamente Lorenzo Musetti, eliminandolo al terzo turno del Masters 1000 canadese.
Il diciannovenne spagnolo si è imposto con un netto 6-4, 6-3, chiudendo la partita in un’ora e 35 minuti. A Washington aveva rimontato l’azzurro nei quarti di finale con il punteggio di 1-6, 6-1, 6-4.
Musetti ancora lontano dalla forma migliore
Per il numero 13 del mondo si tratta di un passo indietro rispetto ai progressi mostrati negli Stati Uniti. Musetti è soltanto al secondo torneo dopo l’infortunio alla coscia che lo aveva tenuto fermo per circa due mesi e mezzo.
«A tratti ho espresso un buon tennis, ma mi manca ancora la costanza. Contro un avversario così solido si paga», ha ammesso l’azzurro a Ubitennis.
Musetti ritiene di aver giocato meglio rispetto alla sfida di Washington, ma non abbastanza per mettere in difficoltà uno Jodar apparso più continuo nei momenti decisivi. Lo spagnolo ha trasformato sei delle undici palle break conquistate.
Jodar continua la sua corsa
Con questa vittoria Jodar raggiunge gli ottavi di finale, dove affronterà Jiri Lehecka. Il giovane madrileno è salito al numero 15 del ranking mondiale ed è undicesimo nella corsa alle Nitto ATP Finals di Torino. ATP Tour
Per Musetti il prossimo appuntamento sarà il Masters 1000 di Cincinnati, penultima tappa della tournée nordamericana prima degli US Open. L’obiettivo sarà ritrovare continuità, fiducia e soprattutto il ritmo delle partite importanti.
«È qualcosa che si acquisisce man mano, anche vincendo partite sporche e prendendo tutto», ha spiegato il carrarino. Anche le sconfitte, in questa fase, possono diventare parte del percorso.


