Cronache
Mergellina, agguato nella movida: arrestato il presunto killer del 19enne Antonio Gaetano
Sei colpi di pistola esplosi nella folla, nella notte del 12 marzo 2023, nella zona degli chalet di Mergellina. A farne le spese Antonio Gaetano, 19 anni, ritenuto contiguo al gruppo camorristico Esposito-Calone-Marsicano, morto dieci giorni dopo in ospedale. A un anno di distanza, le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli hanno portato all’arresto di Emanuele Bruno, 24 anni, indicato come presunto autore materiale dell’agguato.
L’INCHIESTA SULLA FAIDA DI PIANURA
Secondo gli investigatori, l’omicidio si inserisce nella faida di Pianura, che da mesi contrappone due clan per il controllo delle piazze di spaccio dell’area occidentale di Napoli: da una parte gli Esposito-Calone-Marsicano, dall’altra i Carillo-Cuffaro. La peculiarità del raid è nel luogo scelto: Mergellina, zona neutra, affollata e lontana dai territori usuali dello scontro.
L’inchiesta coordinata dalla Dda, supportata da intercettazioni ambientali e telefoniche, ha ricostruito i contorni dell’agguato. Bruno, secondo l’accusa, avrebbe agito a volto scoperto e a distanza ravvicinata. Fondamentali per l’indagine anche alcune dichiarazioni fatte in maniera informale dal presunto autista della vittima ai familiari, raccolte grazie ad attività di intercettazione.
IL RISCHIO EDUCATIVO E LA RISPOSTA ISTITUZIONALE
La vicenda rilancia l’allarme sulla criminalità giovanile. Durante un convegno su minori e legalità, la presidente del Tribunale dei minori di Napoli, Paola Brunese, ha ribadito l’urgenza di rafforzare le reti educative e sociali nei territori fragili: sono oltre 160 i minori coinvolti in procedimenti giudiziari attualmente in corso nel distretto partenopeo.
L’OMBRA DEI CLAN DAL CARCERE
Sempre secondo gli inquirenti, l’omicidio avrebbe innescato una richiesta di vendetta da parte di Emanuele Marsicano, ritenuto esponente del clan avversario, che avrebbe utilizzato un telefono cellulare all’interno del carcere per impartire ordini ai suoi affiliati. Una dinamica che conferma il collegamento attivo e pericoloso tra i clan e le carceri.
DODICI ARRESTI PER DROGA, UNO PER OMICIDIO
La Procura ha disposto dodici ordinanze di custodia cautelare per reati legati al traffico di droga. Gli arrestati sono: Roberto Allocca, Beniamino Ambra, Antonio Campagna, Vincenzo Cuciniello, Patrizio Cuffaro, Gennaro Gaetano, Luca Improta, Salvatore Luongo, Emanuele Marotta, Emanuele Marsicano e lo stesso Emanuele Bruno, che dovrà rispondere anche dell’accusa di omicidio.
I soggetti coinvolti sono ritenuti legati a clan contrapposti, che continuano ad avere una presenza forte sul territorio nonostante l’attività repressiva. Tutti gli indagati avranno modo di difendersi nelle sedi opportune e vanno considerati, come previsto dalla legge, presunti innocenti fino a sentenza definitiva.
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