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Mercato: Theo apre all’Al Hilal, per Jackson idea Napoli

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Intenzionato a fare più che bene anche in Europa, il Napoli continua la ricerca di un attaccante di peso che possa fungere da alternativa a Lukaku. L’obiettivo principale rimane NUNEZ del Liverpool (club con il quale il ds Manna parla anche di CHIESA), ma ora per i campioni d’Italia è spuntata l’ipotesi JACKSON, 24enne bomber che il Chelsea ha acquistato due anno fa dal Villarreal per 37 milioni ma che ora sarebbe disposto a cedere anche in prestito vista l’abbondanza di giocatori a disposizione del tecnico Maresca. Il Napoli continua anche a lavorare per prendere NDOYE dal Bologna, ma c’è ancora da discutere sulla quotazione che in Emilia viene data a questo calciatore.

A facilitare le cose potrebbe essere il fatto che nella rosa degli azzurri è appena tornato LINDSTROM, reduce dal prestito all’Everton, che non rientra nei piani di Conte ma piace molto al dg bolognese Sartori. In casa Milan tiene banco il caso THEO HERNANDEZ, rientrato temporaneamente per ascoltare ‘de visu’ le proposte dell’Al Hilal, che lo avrebbero convinto ad accettare il trasferimento in Arabia Saudita, se non fosse che ora il francese deve parlarne in famiglia. E a proposito di sauditi, i media locali riferiscono di una faraonica proposta del solito Al Hilal a OSIMHEN, già più volte cercato in passato, al quale sarebbe stato offerto un ingaggio da 40 milioni all’anno. Al Napoli andrebbero invece i 75 della clausola per i club esteri. Tornando al Milan, sta cercando di stringere i tempi per JAVI GUERRA e XHAKA, i due elementi indicati da Allegri per il centrocampo che ha perso Reijnders.

CAMARDA verrà ceduto in prestito, possibilmente a un club di Serie A dove possa giocare un buon numero di partite: l’Udinese (che ha ceduto BIJOL al Leeds e preso BERTOLA dallo Spezia), a cui il giovanissimo attaccante era stato offerto, ha detto di no, ora ci stanno pensando le neopromosse Cremonese e Pisa. E a proposito di matricole: il Sassuolo, saputo dell’interesse del Genoa per COLPANI sta cercando di stringere per questo giocatore che la Fiorentina non ha riscattato dal Monza. In Serie B ufficializzato l’arrivo di STROPPA sulla panchina del Venezia, che adesso punta a prendere ADORANTE dalla Juve Stabia. Nella squadra campana c’è anche FLORIANI MUSSOLINI che potrebbe tornare alla Lazio dopo l’ottima stagione disputata. In casa Roma è spuntato il nome dell’islandese HARALDSSON, 22enne centrocampista stimato dal neo ds dei giallorossi Massara.

Per LUCUMI il Bologna non molla e continua a chiedere 28 milioni. E’ sfumata la cessione di ANGELINO all’Al Hilal e ora a partire potrebbe essere NDICKA, offerto al Real Madrid da alcuni intermediari. SHOMURODOV avrebbe scelto il Rennes, mentre per DE CUYPER del Bruges c’è la concorrenza di un paio di club inglesi. Le ottime prove del centravanti della Germania U.21 WOLTEMADE nell’Europeo di categoria ne hanno fatto lievitare il prezzo ma la Roma, che seguiva questo giocatore, non intende partecipare ad un’asta. Intanto si stanno stringendo i tempi per la cessione di PAREDES al Boca Juniors, che dovrebbe fruttare al club giallorosso 3,5 milioni.

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Figc, Taucer archivia il caso Malagò ma passa la palla al Coni: verifiche sulle elezioni

Il procuratore generale dello Sport Ugo Taucer archivia il caso sul mancato tesseramento di Giovanni Malagò prima dell’elezione alla presidenza Figc. Chiesta però al Coni una verifica sull’operato della Federazione e sul rispetto dei principi statutari.

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Il fascicolo della giustizia sportiva sul mancato tesseramento di Giovanni Malagò prima dell’elezione alla presidenza della Figc viene archiviato. Ma la vicenda non è definitivamente chiusa. Il procuratore generale dello Sport Ugo Taucerha infatti chiesto al Coni di verificare l’operato della Federcalcio in occasione delle elezioni dello scorso 22 giugno.

La questione si sposta così dal terreno strettamente disciplinare a quello politico-amministrativo. Al Comitato olimpico toccherà valutare se nell’iter seguito dalla Figc possano esserci stati profili di inosservanza dei principi fondamentali degli statuti federali.

Il ricorso sul tesseramento di Malagò

Il caso nasce dal ricorso presentato da Renato Miele, che non era stato ammesso dalla Federcalcio alla corsa per la presidenza.

Al centro della contestazione c’era il mancato tesseramento di Malagò in Figc, indicato dal ricorrente come requisito necessario per potersi candidare e quindi essere eletto alla guida della Federazione.

La Procura federale, guidata da Giuseppe Chiné, aveva inizialmente archiviato il caso. Taucer aveva però chiesto ulteriori chiarimenti, rinviando il fascicolo alla Procura Figc per nuovi approfondimenti.

Ricevute le integrazioni richieste, anche il procuratore generale dello Sport ha adesso deciso per l’archiviazione.

Il fascicolo passa al Coni

L’archiviazione contiene però un passaggio destinato a tenere aperta la vicenda. Taucer ha chiesto al Coni, attraverso il segretario generale Carlo Mornati, di effettuare verifiche sull’operato della Federcalcio.

In sostanza, sul piano della giustizia sportiva non emergono elementi per proseguire il procedimento nei confronti di Malagò. Resta invece da chiarire se la procedura seguita dalla Figc sia stata pienamente conforme ai principi che regolano gli statuti delle federazioni sportive.

La Giunta nazionale del Coni si riunirà domani, anche se al momento il dossier Figc non compare nell’ordine del giorno.

Malagò: «Non ho paura di decadere»

Malagò continua a mostrarsi tranquillo e respinge l’ipotesi che la vicenda possa mettere in discussione la sua presidenza.

«Non ho paura di decadere da presidente della Federcalcio. Io sono assolutamente sereno», afferma.

Il presidente Figc interpreta le contestazioni come parte di una sequenza di tentativi diretti a mettere in discussione la sua posizione: «C’è stato un chiaro tentativo di andare al commissariamento e non si poteva fare, poi gli ostacoli del pantouflage e ora c’è questa nuova puntata. C’è una precisa logica dietro tutto questo».

Resta aperto anche il dossier Bianchedi

Sul tavolo del Coni c’è inoltre un’altra questione che riguarda la Federcalcio: quella di Diana Bianchedi come capo delegazione della Nazionale.

Il Comitato olimpico ha chiesto un parere all’Anac e attende ancora la risposta.

Anche su questo dossier Malagò si dice tranquillo, sostenendo che nel sistema sportivo esistano numerosi casi di persone con incarichi ben più direttamente coinvolti nell’organizzazione delle attività.

Il fascicolo disciplinare sul presidente Figc è dunque archiviato, ma la partita non è ancora conclusa. Adesso la palla passa al Coni, chiamato a verificare non l’elezione in sé sul piano disciplinare, ma la correttezza dell’operato della Federazione.

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La Roma non sbaglia più: Malen e Pisilli stendono il Torino, quattro vittorie e vetta prima dell’Inter

La Roma supera 2-0 il Torino e centra la quarta vittoria consecutiva. Malen sblocca la gara nel primo tempo, Svilar salva su Simeone e Pisilli chiude i conti nel recupero. Ora lo scontro al vertice contro l’Inter.

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È ancora Malen, è ancora Roma. I giallorossi vincono anche sotto la Mole, superano 2-0 il Torino e centrano la quarta vittoria consecutiva in campionato. La squadra di Gian Piero Gasperini resta così in vetta a punteggio pieno e si prepara nel migliore dei modi al big match di sabato contro l’Inter.

A decidere la sfida sono Malen nel finale del primo tempo e Pisilli in pieno recupero. Nel mezzo c’è anche un altro protagonista: Svilar, decisivo nella ripresa e al terzo clean sheet stagionale.

Gasperini punta sui big, Malen sfiora subito il gol

Gasperini non fa turnover e ripropone il tridente con Dybala e Soulé alle spalle di Malen. In difesa, con Ndicka fermo, Balerdi gioca tra Mancini ed Hermoso. Lulli è confermato sulla destra, Molina viene spostato sul versante opposto, mentre a centrocampo Pisilli affianca Cristante.

Abate recupera Simeone, nonostante i problemi alla schiena, ma deve rinunciare ad Adams. Vlasic agisce alle spalle del Cholito, con Belghali e Fortini sulle fasce.

Il Torino parte ordinato ma fatica a costruire. Malen, invece, comincia subito a creare pericoli: tra l’11’ e il 12′ sfiora due volte il vantaggio, prima di testa e poi con una conclusione deviata.

Malen segna, ma il primo gol è annullato

L’olandese trova la rete una prima volta una decina di minuti più tardi. Dybala lo manda davanti a Perri e Malen non sbaglia, ma l’arbitro Maresca annulla per fuorigioco.

Il Torino riesce a rendersi pericoloso soltanto con una conclusione dalla distanza di Mandragora, sulla quale Svilar interviene respingendo.

Gasperini prova anche a invertire le posizioni di Soulé e Dybala, ma il protagonista resta sempre lo stesso.

Perri sbaglia, Malen non perdona

Nel finale del primo tempo arriva il vantaggio della Roma. Perri commette un grave errore con i piedi, Malen approfitta della situazione, vince anche un rimpallo e deposita il pallone nella porta rimasta sguarnita.

È il gol che rompe l’equilibrio e manda i giallorossi negli spogliatoi avanti 1-0.

Abate interviene subito: fuori Belghali e Gineitis, dentro Cacciamani e Bragança. Gasperini aspetta una decina di minuti e risponde inserendo Mora e Castro al posto di Soulé e Malen.

Svilar salva la Roma su Simeone

La grande occasione del Torino arriva intorno all’ora di gioco. Bragança trova il corridoio per Simeone, ma Svilar esce con grande tempismo e impedisce al Cholito di pareggiare.

Gasperini continua a cambiare, togliendo Dybala e Cristante per De Roon e Koné. Il Torino aumenta la pressione e Balerdi deve intervenire con un paio di chiusure decisive.

Abate prova anche la carta Zapata per l’assalto finale, ma la difesa giallorossa resiste.

Pisilli chiude i conti, ora arriva l’Inter

Al terzo dei quattro minuti di recupero è Pisilli a mettere definitivamente al sicuro la partita con il gol dello 0-2.

La Roma lascia Torino con quattro vittorie in quattro giornate e nessun punto perso. Sabato alle 18 nella Capitale arriverà l’Inter, anch’essa in vetta: il primo vero scontro diretto di una stagione che comincia già a proporre profumo di scudetto.

Situazione opposta per il Torino. La squadra di Abate resta ferma a tre punti e incassa la seconda sconfitta casalinga dopo quella contro il Milan. La trasferta di Bologna diventa già un appuntamento da non fallire.

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Il Como non si ferma più: batte 2-1 il Parma e centra la terza vittoria consecutiva

Il Como supera 2-1 il Parma e centra la terza vittoria consecutiva in campionato dopo il successo in Champions. Ramon sblocca la gara su assist di Nico Paz, Kaiki firma il raddoppio. Inutile nel recupero il gol di Romero.

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La festa del Como continua. Dopo il brillante successo in Champions League, la squadra di Cesc Fabregas supera 2-1 il Parma e conquista la terza vittoria consecutiva in campionato. Un successo meritato ma tutt’altro che semplice contro una formazione emiliana rimasta in partita fino all’ultimo.

Al Sinigaglia, alla prima gara casalinga di campionato della stagione, Fabregas presenta diverse novità. Kean parte per la prima volta titolare al centro dell’attacco, sostenuto dal trio Diao-Paz-Baturina. In porta c’è Sanchez al posto di Butez, mentre Kaiki debutta dal primo minuto sulla sinistra. In difesa Kempf affianca Ramon.

Nico Paz inventa, Ramon porta avanti il Como

Il Como parte meglio e conquista sette calci d’angolo già nella prima parte della gara. La pressione viene premiata al 23′.

Nico Paz trova uno splendido suggerimento dalla destra e Ramon si inserisce trasformandolo nel gol dell’1-0.

La squadra di Fabregas costruisce soprattutto sulla fascia destra, dove Diao è tra i più attivi. Provano a rendersi pericolosi anche Couto e Kaiki, mentre Kean cerca due volte la conclusione senza trovare il gol.

Il Parma, però, non rinuncia ad attaccare. Nel finale del primo tempo aumenta la pressione e al 45′ costruisce con Lontani la migliore occasione prima dell’intervallo.

Il Parma sfiora il pareggio con Romero

Il Como comincia la ripresa cercando immediatamente il raddoppio, mentre Fabregas interviene presto con i cambi. Diao e Baturina lasciano spazio a Rodriguez e Caqueret, poi termina anche la partita di Kean, sostituito da Douvikas.

Il Parma resta vivo e al 66′ va vicinissimo all’1-1. Il neoentrato Romero colpisce il palo approfittando di un’esitazione della difesa comasca. Sulla respinta Britschgi prova a intervenire, ma Sanchez controlla.

La partita diventa più aperta. Kaiki spreca una grande occasione dopo una giocata di Caqueret, mentre dall’altra parte Romero costringe ancora Sanchez all’intervento.

Kaiki firma il raddoppio

Il gol che decide la partita arriva nel finale. L’azione parte dalla destra con Ricci e prosegue attraverso i tentativi di Douvikas e Perrone. Alla fine è Kaiki, proprio nel giorno del debutto da titolare, a trovare la conclusione vincente per il 2-0.

Un gol fondamentale perché il Parma non si arrende.

Nel recupero Romero riesce finalmente a battere Sanchez e firma il 2-1, premiando almeno in parte la buona prestazione degli emiliani. È però troppo tardi per completare la rimonta.

Fabregas continua a vincere

Al fischio finale festeggia ancora il Como. Dopo l’impegno europeo, la squadra di Fabregas dimostra di saper gestire anche una partita complicata e conquista la terza vittoria consecutiva in Serie A.

Il Parma torna a casa senza punti, ma dopo aver tenuto aperta la partita fino al recupero. Il Como, invece, continua il suo momento d’oro: vince in Europa, vince in campionato e conferma al Sinigaglia un avvio di stagione di altissimo livello.

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