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Mentre la vittima del Covid combatte per la vita e muore, l’infemiere gli svuota il bancomat

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Lui è un infermiere del pronto soccorso. È accusato di aver rubato il bancomat a un anziano ricoverato per Covid. Mentre questo  paziente era in agonia, avrebbe prelevato quasi 7 mila euro dal suo bancomat. Il fatto è accaduto al Policlinico San Marco di Zingonia nei giorni dell’epidemia. È il 13 marzo quando Antonio Cavati, 66 anni, celibe, di Cividate al Piano, accusa i sintomi del virus che pochi giorni prima gli ha ucciso la mamma. Il pensionato finisce al Policlinico di Zingonia. In pronto soccorso si occupa di lui R. D., 41 anni, infermiere assunto da tempo nella struttura. È in questo momento che a Cavati, con ogni probabilità, vengono sottratti il bancomat e il relativo pin che conserva nel portafoglio. Il 66enne si aggrava, al quinto giorno viene trasferito in Terapia intensiva dove rimane un mese. Poi purtroppo Antonio non  ce la fa. Muore il 14 aprile. Intanto l’infermiere e la fidanzata, una 24enne di Fara d’Adda, prelevano a ripetizione contanti, fanno il pieno di benzina e si danno allo shopping in un market di elettronica.
Acquistano televisore, computer, airpod e un regolabarba. La vicenda salta fuori a metà maggio. Sono le sorelle di Cavati, scorrendo l’estratto conto, ad accorgersene. Il loro fratello risulta aver speso tanti soldi mentre era in agonia e nei giorni in cui era morto. Si rivolgono così al legale di famiglia, l’avvocato Marco Geroni, che sporge denuncia alla polizia locale di Romano. E così i vigili urbani . E dagli acquisti nel supermercato ottengono la traccia giusta. Lunedì il blitz con le perquisizioni negli appartamenti dell’ infermiere e della fidanzata: vengono ritrovati gli acquisti incriminati e gli scontrini, conservati come garanzia.
Scattano le denunce a piede libero. Il policlinico San Marco ha sospeso il dipendente in via cautelare.

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Superato il picco dei decessi Covid, verso decremento

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Il picco dei decessi da Covid-19 per questa ondata pandemica e’ stato raggiunto e, nei prossimi giorni, e’ atteso un decremento nel numero dei morti. Una inversione di trend attesa, sottolinea all’ANSA l’epidemiologo Cesare Cislaghi, anche se in numeri assoluti le vittime restano ancora tante: sono 113 nelle ultime 24 ore, in aumento rispetto alle 74 di ieri, secondo i dati del ministero della Salute. Si confermano invece in calo i nuovi contagi: sono 11.976 rispetto ai 26.662 registrati ieri dal bollettino ministeriale. Il tasso di positivita’ e’ al 15,8%, stabile rispetto al 16% di ieri, e sono stati eseguiti in tutto, tra antigenici e molecolari, 75.602 tamponi. Sul fronte degli ospedali, sono invece 339 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, tre in meno rispetto a ieri, mentre gli ingressi giornalieri sono 23. I ricoverati nei reparti ordinari sono 9.052, cioe’ 126 in piu’ rispetto a ieri. Gli italiani positivi al Coronavirus tornano cosi’ a scendere verso la quota un milione: sono attualmente 1.054.167, ovvero 40.789 in meno rispetto a ieri. In totale sono 21.325.402 i contagiati dall’inizio della pandemia, mentre i morti salgono a 173.249. I dimessi e i guariti sono 20.097.986 con un incremento di 52.651. L’occupazione dei posti letto ospedalieri da parte di pazienti Covid si mantiene comunque sotto il livello di soglia a livello nazionale. Secondo la rilevazione dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) sui dati del 7 agosto, pubblicata oggi, e’ infatti stabile al 14%, nell’arco di 24 ore in Italia, la percentuale di posti occupati per Covid nei reparti ordinari (un anno fa era al 5%) e sono in calo ma restano ancora 6, le regioni in cui il valore supera la soglia del 15%: Umbria (37%), Calabria (29%), Liguria (24%), Sicilia (22%), Marche (18%), Emilia Romagna (16%). Sempre a livello nazionale, e’ inoltre stabile al 4% – ben al di sotto della soglia di allerta fissata al 10% – la percentuale di intensive occupate da pazienti Covid (un anno fa era pari al 3%). Siamo dunque nella “fase di picco dei decessi per questa ondata” epidemica di Covid-19 e, nelle prossime settimane, dovremmo assistere ad un loro decremento”, spiega Cislaghi sottolineando come attualmente “la letalita’ grezza, ovvero senza correzioni per eta’ e genere, sta decrescendo ed e’ di circa di 1,5 decessi ogni mille contagiati diagnosticati”. Per una stima ancora piu’ corretta, precisa l’esperto, “si dovrebbero considerare anche alcuni altri fattori concomitanti come l’eta’, il genere, la residenza e possibilmente anche le condizioni di salute dei contagiati, ma nel medio periodo questi fattori non sembra siano molto cambiati e quindi non dovrebbero influire sui trend, ma potrebbero farlo se si volessero confrontare situazioni diverse come la letalita’ di altre nazioni”. La mortalita’ per Covid-19 in dati assoluti “resta ancora elevata – chiarisce – perche’ la mortalita’ dipende dal numero di contagi e dalla latenza tra diagnosi e decessi, che e’ mediamente di circa tre settimane. Quindi, poiche’ tre settimane fa ci trovavamo nella fase di picco dei contagi, chiaramente in questi giorni si sta assistendo anche al picco dei decessi: il picco dei contagi e’ stato infatti a meta’ luglio ed ora siamo al periodo di picco dei decessi per questa ondata rispetto al loro valore assoluto”. Tuttavia, rileva Cislaghi, “l’aspetto positivo e’ che nonostante la mortalita’ come numero assoluto sia aumentata, la letalita’ come proporzione tra decessi e contagi e’ invece diminuita e da ora in poi – conclude – dovremmo assistere ad un calo dei decessi se non ci saranno situazioni impreviste”. (ANSA

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Quarte dosi al palo, appello delle Regioni: vaccinatevi

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Ad ormai un mese dal via libera per la quarta dose per gli over 60, la curva vaccinale registra un sostanziale stallo, con poche decine di migliaia di somministrazioni al giorno, complice probabilmente anche il periodo estivo e le ferie d’agosto. Al momento la fascia d’eta’ che meglio ha risposto all’appello e’ quella degli over 80, mentre stenta quella tra i 60 e i 69 anni. Per questo da parte delle regioni e’ arrivato l’ennesimo invito ad aderire alla campagna vaccinale, con la vicepresidente della Regione Lombardia, Letizia Moratti, che ha sollecitato i concittadini a “non aspettare ancora”. Attualmente le persone che hanno ricevuto la quarta dose, il cosiddetto secondo booster, sono 1.980.389, cui si aggiungono 636.251 immunodepressi o fragili. Oltre due milioni e mezzo di persone alle quali vanno sommate 1,8 milioni di guariti dopo la terza dose da al massimo sei mesi. In totale si tratta di 4,4 milioni di persone, pari a circa il 25% della platea. Andando piu’ a fondo emerge che la fascia d’eta’ con il maggior numero di vaccinati con quarta dose e’ quella degli ultraottantenni con il 29,2%, seguita dai settantenni con l’11,8%. Molto indietro, invece, la fascia che comprende le persone tra i 60 e i 69 anni. In questo caso solo il 6,5% della platea ha deciso di sottoporsi alla quarta dose. La regione con il maggior numero di quarte dosi somministrate e’ la Lombardia – con mezzo milioni di vaccinati – seguita da Piemonte (372 mila) ed Emilia-Romagna (313 mila). Fanalino di coda e’ la Valle d’Aosta con appena 5.104 dosi. Di fronte alla curva che non accenna a schiodarsi dal sostanziale equilibrio, arriva l’appello delle Regioni, guidate in particolare dalla Lombardia. “Proteggiamoci con il vaccino”, scrive su Twitter la vicepresidente Letizia Moratti invitando “i fragili, le persone con piu’ di 60 anni e chi non si e’ ancora vaccinato a non attendere ancora”. Un appello che di fatto riprende quello dei giorni scorsi del ministro della Salute, Roberto Speranza. “I dati in miglioramento non devono farci pensare che sia finita – ha detto -. Dobbiamo continuare a tenere alto il livello di attenzione, proteggere i piu’ fragili e continuare la campagna di vaccinazione”. Dello stesso parere il direttore generale per la prevenzione del ministero, Gianni Rezza. “Nonostante la diminuita velocita’ di circolazione virale – ha spiegato – e’ sempre bene adottare comportamenti volti alla massima prudenza specialmente quando ci sono grandi aggregazioni di persone e ricordiamo soprattutto alle persone che abbiano piu’ di sessant’anni che sono particolarmente fragili di effettuare la quarta dose di vaccino”. Ed effettivamente, dopo l’ennesimo picco delle prime due settimane di luglio, la curva epidemiologica continua calare attestandosi sui valori dello scorso maggio. Oggi il bollettino ha registrato 26.662 nuovi contagi, con 74 vittime e un tasso di positivita’ al 16%. In leggero aumento le terapie intensive, mentre continuano a calare i ricoveri nei reparti ordinari. In totale sono un milione gli italiani attualmente positivi, mentre oltre 21 milioni – cioe’ un italiano su tre – ha contratto il virus dall’inizio della pandemia.

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Covid: 35.004 contagiati, 158 le vittime. Tasso al 15,3%

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Sono 35.004 i nuovi contagi da Covid registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri i contagiati erano stati 38.219. Le vittime sono 158, in calo rispetto alle 175 di ieri. Il tasso e’ al 15,3%, in calo rispetto al 17,1% di ieri. Sono stati eseguiti in tutto, tra antigenici e molecolari, 229.180 tamponi. Sono invece 336 i pazienti ricoverati in terapia intensiva, 15 in meno rispetto a ieri, mentre gli ingressi giornalieri sono 26. I ricoverati nei reparti ordinari sono invece 9.028, cioe’ 369 in meno rispetto a ieri.

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