In Evidenza
Meloni sfida Bruxelles davanti a Confindustria: “L’Ue deve fare meno e meglio”
Giorgia Meloni all’assemblea di Confindustria attacca la burocrazia europea e chiede a Bruxelles maggiore flessibilità sugli investimenti energetici. La premier rilancia il nucleare, difende l’azione del governo e apre alle richieste degli industriali su fisco, investimenti e innovazione.
Dal palco dell’assemblea di Confindustria, Giorgia Meloni lancia un messaggio diretto a Unione Europea e alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
L’Europa, sostiene la premier, deve “fare meno e meglio” e smettere di essere “un gigante burocratico” incapace di reagire con rapidità alle grandi crisi economiche ed energetiche.
Nel suo intervento alla Nuvola di Roma, Meloni insiste soprattutto sulla necessità di garantire all’Italia la stessa flessibilità prevista per le spese militari anche sugli investimenti legati all’energia.
“La difesa è libertà, ma oggi dobbiamo difendere famiglie e imprese”, afferma, collegando il tema energetico agli effetti della crisi internazionale e alle tensioni nello Stretto di Hormuz.
La richiesta a Bruxelles sulla crisi energetica
La presidente del Consiglio conferma di avere inviato una lettera a Ursula von der Leyen chiedendo maggiore flessibilità europea per affrontare il caro energia.
Secondo il governo italiano, gli effetti della possibile chiusura dello Stretto di Hormuz rappresentano una situazione eccezionale che giustifica l’estensione della cosiddetta “National Escape Clause”.
Meloni precisa che non si tratta di creare nuovo debito pubblico, ma di utilizzare in maniera diversa e più flessibile le risorse già disponibili.
“Puro e semplice buonsenso”, lo definisce la premier.
“Il governo non arretra di un millimetro”
Nel suo discorso, durato oltre mezz’ora, Meloni rivendica la solidità dell’esecutivo dopo la recente tornata elettorale amministrativa.
“Il governo c’è e non intende indietreggiare di un solo millimetro”, assicura alla platea degli industriali.
La presidente del Consiglio sottolinea anche il rapporto costruito con Confindustria in questi anni, fatto di confronti “senza pregiudizi e senza sconti”.
Ringrazia il presidente Emanuele Orsini per avere riconosciuto “gli sforzi del governo per rimettere al centro lavoro, impresa e produzione”.
Energia e nucleare al centro della strategia italiana
Il tema dominante resta quello energetico. Meloni rilancia la battaglia contro gli Ets europei e conferma la volontà del governo di accelerare sul ritorno del nucleare civile in Italia.
“Entro l’estate sarà approvata la legge delega”, annuncia, indicando nei mini-reattori modulari il modello di riferimento per il futuro energetico italiano.
Secondo la premier, si tratta di tecnologie “sicure e pulite” indispensabili per garantire indipendenza energetica e competitività industriale.
“Disboscare la giungla normativa europea”
Meloni critica apertamente la struttura burocratica europea, accusata di moltiplicare regole e vincoli senza riuscire ad avere peso reale negli equilibri geopolitici mondiali.
Ricorda il lavoro avviato insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz per “disboscare la giungla normativa” europea.
“La burocrazia non può sostituirsi alla politica”, dice, rilanciando uno dei temi centrali del suo intervento.
Aperture alle richieste di Confindustria
Nel finale del discorso, la premier apre a diverse richieste avanzate dagli industriali.
Tra queste: il rafforzamento dell’iperammortamento, la revisione delle tax expenditures, la riforma della responsabilità d’impresa, il rilancio dei piani individuali di risparmio e nuovi strumenti per favorire gli investimenti dei fondi pensione nell’economia reale.
Meloni cita anche il tema della formazione dei giovani sull’Intelligenza Artificiale, considerata strategica per la competitività futura del Paese.
Nel suo intervento emerge così la volontà del governo di consolidare il rapporto con il mondo produttivo italiano in una fase internazionale segnata da instabilità geopolitica, caro energia e crescente competizione globale.
Economia
Carburanti ancora più cari: benzina a 2,10 euro, diesel oltre 2,20
Continuano a salire i prezzi dei carburanti. Secondo i dati del Mimit, la benzina self raggiunge 2,100 euro al litro e il gasolio 2,208. Ancora più elevati i prezzi sulla rete autostradale.
Non si ferma la corsa dei prezzi dei carburanti. Gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy registrano un nuovo aumento sia per la benzina sia per il gasolio, con rincari anche sulla rete autostradale.
Benzina a 2,10 euro, diesel a 2,208
Sulla rete stradale nazionale il prezzo medio in modalità self service della benzina è salito a 2,100 euro al litro, contro i 2,086 euro della precedente rilevazione.
Ancora più elevato il prezzo del gasolio, arrivato a 2,208 euro al litro, rispetto ai 2,193 euro precedenti.
In appena un giorno l’aumento è quindi di 1,4 centesimi al litro per la benzina e di 1,5 centesimi per il diesel.
In autostrada diesel vicino a 2,30 euro
Il conto diventa ancora più pesante per chi viaggia in autostrada. La benzina self raggiunge una media di 2,192 euro al litro, in aumento rispetto ai 2,176 euro della precedente rilevazione.
Il gasolio sale invece a 2,285 euro al litro, contro 2,268 euro: un incremento di 1,7 centesimi in ventiquattro ore.
Per un pieno da 50 litri significa, ai prezzi medi nazionali, spendere circa 105 euro per la benzina e 110,40 euro per il diesel. In autostrada il conto sale rispettivamente a 109,60 e 114,25 euro.
In Evidenza
Campo largo, D’Alema boccia le primarie: «Una follia». Schlein e Conte restano in trincea
Massimo D’Alema chiede al Campo largo di evitare le primarie tra Elly Schlein e Giuseppe Conte e di trovare un candidato premier di mediazione. Nel centrosinistra restano però distanti le posizioni sulla leadership.
Economia
Itala e O.S.C.A. tornano insieme a Torino: cinque modelli e due concept per la rinascita
Itala e O.S.C.A. portano al Salone Auto Torino 2026 cinque modelli e anticipano la futura gamma ibrida. Il progetto di Massimo Di Risio comprende anche due nuovi impianti e la crescita industriale di Fabbrica Italia.
Cinque modelli, due concept Full Hybrid e un progetto industriale che punta a riportare sulle strade due nomi storici dell’automobilismo italiano. Itala e O.S.C.A. si presentano insieme al Salone Auto Torino 2026, riunendo per la prima volta l’intera gamma sviluppata per il rilancio dei due marchi.
Nello spazio espositivo trovano posto Itala 35, Itala 56, Itala 61, O.S.C.A. MT6 e O.S.C.A. MT8. Il progetto, guidato dall’imprenditore Massimo Di Risio, guarda anche alla crescita di Fabbrica Italia e alla realizzazione di due nuovi impianti a Macchia d’Isernia.

MASSIMO DI RISIO PRESIDENTE DEL GRUPPO DR AUTO
Itala 35, il ritorno alle origini
La Itala 35 torna a Torino dopo il debutto al Museo nazionale dell’Automobile. Il nome richiama la 35/45 HP che nel 1907 vinse la leggendaria Pechino-Parigi.
Il nuovo modello è un crossover compatto con interni in Alcantara e pelle italiana, cerchi diamantati da 20 pollici, tetto panoramico e sistemi di assistenza alla guida di secondo livello.
Al lancio sarà disponibile con un motore 1.5 turbo benzina, capace — secondo i dati dichiarati dalla casa — di superare i 190 chilometri orari e accelerare da zero a cento in 7,5 secondi. Il prezzo annunciato è di 35 mila euro, con dotazione completa.
O.S.C.A. MT6, sportività nel nome dei Maserati
La MT6 segna invece il ritorno su strada di O.S.C.A., la casa fondata nel 1947 dai fratelli Maserati. È un crossover coupé compatto con assetto specifico, impianto frenante maggiorato, cerchi da 21 pollici e pneumatici Pirelli P Zero.
Il modello punta a reinterpretare in chiave contemporanea la tradizione sportiva del marchio, protagonista nel passato di circa mille vittorie ottenute in vent’anni di competizioni.

Itala 61, l’ammiraglia a sette posti
Con una lunghezza prossima ai cinque metri, la Itala 61 occupa il vertice della nuova gamma. Offre sette posti, trazione integrale predittiva, sedili posteriori reclinabili elettricamente e Head-Up Display.
Sotto il cofano è previsto un motore 2.0 turbo benzina da 231 cavalli, abbinato a un cambio automatico a otto rapporti. Tra i particolari più originali figura una borsa in pelle integrata nel portellone, richiamo ai modelli storici della casa.

Itala 56 e O.S.C.A. MT8 anticipano l’ibrido
Il futuro dei due marchi passa attraverso l’elettrificazione. A Torino vengono presentati i concept Full Hybrid di Itala 56 e O.S.C.A. MT8.
La Itala 56 abbina un motore 2.0 turbo benzina a un’unità elettrica, per una potenza complessiva dichiarata superiore ai 230 cavalli. La versione con motore 1.5 turbo dovrebbe arrivare sul mercato già nell’autunno del 2026.
La O.S.C.A. MT8, crossover coupé lungo 4,87 metri, mostra invece per la prima volta le sue forme definitive. Il concept ibrido supera, secondo il costruttore, i 300 cavalli e anticipa una variante attesa nel 2027. La gamma iniziale sarà proposta con motore 2.0 turbo e trazione anteriore o integrale.
Per il 2027 è annunciata anche una nuova O.S.C.A. Sportscar, destinata a celebrare gli ottant’anni dalla fondazione del marchio.
Il progetto industriale di Fabbrica Italia
Il piano di rilancio prevede che Fabbrica Italia si occupi di progettazione, sviluppo, industrializzazione e produzione, partendo da piattaforme tecnologiche sulle quali integrare competenze e componenti di aziende italiane.
Tra le collaborazioni annunciate figurano Italdesign per il design, Pirelli per gli pneumatici, MAK per i cerchi e RE:LAB e ART per elettronica di bordo e infotainment.
Durante il Salone, BiAuto Group affianca i due marchi con iniziative e test drive. Il primo showroom dedicato a Itala e O.S.C.A. è stato aperto in via Bologna 102, a Torino.



