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Meloni predica prudenza, ma sui ministri è alta tensione Lega-Fi

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“Prudenza”. Oltre al silenzio, suo e dei suoi piu’ stretti collaboratori, Giorgia Meloni invita tutti a non lasciare correre troppo la fantasia nel gioco del toto-ministri. La squadra quando sara’ il momento sara’ pronta e sara’ all’altezza, e’ il refrain che ripetono anche da Lega e Forza Italia, che si sono affrettati a specificare che l’esecutivo di centrodestra sara’ “politico”, dopo che la sola idea circolata nel fine settimana di una prevalenza di tecnici, e nei ruoli chiave, aveva sollevato un vespaio tra gli alleati. La leder di Fdi come oramai d’abitudine trascorre tutto il pomeriggio Montecitorio. “Leggo cose surreali che poi dovrei commentare” le uniche parole che dice prima di chiudersi negli uffici del gruppo a occuparsi dei dossier economici, la crisi dell’energia su tutti, con la “stella polare” della difesa dell’interesse nazionale. Al Consiglio europeo del 20 e del 21 ottobre molto probabilmente sara’ ancora Mario Draghi – con cui i contatti sono continui – a rappresentare l’Italia e, sottolineano da via della Scrofa, non c’e’ nessuna intenzione di creare “fratture” tra vecchio e nuovo governo. Ma i documenti, e la proposta italiana in arrivo, mettono le mani avanti da Fdi, sono quelli elaborati dall’esecutivo ancora in carica. Fazzolari e’ l’unico che si ferma a parlare coi cronisti. Oggi “c’e’ Cingolani”. E domani ancora non si sa – dice forse anche con una dose di scaramanzia – “chi avra’ le sue funzioni ne’ chi sara’ il premier”. Non entra nel merito del “borsino” dei ministri Fazzolari – che in molti vedono in pole come sottosegretario alla presidenza – ma minimizza le tensioni con gli alleati (“non c’e’ polemica sui tecnici”) e anche il polverone alzato dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi. Fa fede, assicura, il programma condiviso dal centrodestra che prevede, almeno per ora l’opzione minimal della flat tax incrementale e dell’aumento a 100mila euro della soglia per gli autonomi. Si vedono andare e venire anche Francesco Lollobrigida e Giovanni Donzelli. E alla Camera si affaccia anche la neoeletta senatrice Lavinia Mennuni (che ha battuto nel suo collegio Emma Bonino e Carlo Calenda). Ma sulla composizione del puzzle nessuno si sbilancia. Bisogna fare presto, e’ la convinzione di tutti, perche’ le emergenze sono tante e servono risposte rapide. L’idea sarebbe quella di arrivare all’appuntamento del 13 ottobre con l’intesa tra alleati sul pacchetto completo, presidenze delle Camere e ministri, da sottoporre ovviamente poi al vaglio del presidente della Repubblica. Anche perche’ e’ un gioco a incastri: se, come risale nelle quotazioni di oggi, dovesse passare lo schema che vede Ignazio La Russa sullo scranno piu’ alto di Palazzo Madama e un leghista alla Camera – si fanno i nomi di Riccardo Molinari o di Giancarlo Giorgetti – Forza Italia andrebbe compensata con un ministero di peso come la Farnesina, dove resta in campo anche l’ipotesi Elisabetta Belloni ma a quel punto potrebbe andare invece Antonio Tajani, che sarebbe anche il capodelegazione di Fi al governo. Per Silvio Berlusconi, poi, in Consiglio dei ministri non potra’ mancare – e’ un suo puntiglio – la fidatissima Licia Ronzulli. Nell’idea del Cav potrebbe essere destinata alla sanita’ ma per quel dicastero si guarda a una figura con maggiori competenze specifiche. Altri papabili in casa Fi sono Alessandro Cattaneo e Anna Maria Bernini (che potrebbe anche essere riconfermata nel ruolo di capogruppo). Per gli Affari europei resta forte il nome di Raffaele Fitto, mentre al momento Giulia Bongiorno avrebbe perso il derby con Carlo Nordio per la Giustizia. E se resta ancora da riempire la casella del ministero dell’Economia (il pressing su Fabio Panetta si farebbe sempre piu’ incalzante) l’altro nodo ancora da sciogliere rimane quello del ruolo di Matteo Salvini, che domani fara’ la sua mossa riunendo il consiglio federale a Roma (Meloni fara’ un punto con l’esecutivo di Fdi mercoledi’). Il leader leghista – se davvero non dovesse spuntare il ritorno al ministero dell’Interno, cui guarda anche Tajani in alternativa agli Esteri – vorrebbe almeno la vicepresidenza del Consiglio. Che riaprirebbe all’ipotesi della prima ora di due vice.

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Politica

Ad aprile e luglio accesso a corsi laurea numero chiuso

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Dal 13 al 22 aprile e dal 15 al 25 luglio del 2023. Sono le due sessioni in cui potranno essere effettuate le prove per il TOLC (acronimo di Test On Line CISIA). È stato pubblicato il decreto ministeriale – il numero1925 – che detta le disposizioni per il nuovo test per l’accesso ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico di Medicina e chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria e Medicina veterinaria in lingua italiana. Le nuove prove saranno in vigore per il prossimo anno accademico, il 2023-2024. A differenza dei precedenti test di selezione le prove sono ripetibili. Due i periodi previsti nell’anno solare.

Le nuove prove – spiega il ministero dell’Università – saranno in vigore per il prossimo anno accademico, il 2023-2024. Sono state previste dalla risoluzione approvata all’unanimità il 15 febbraio scorso dalla VII Commissione parlamentare e poi attuate con il decreto ministeriale n. 1107 del 24 settembre 2022. Il TOLC-MED è per l’accesso ai corsi di Medicina e chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria, mentre il TOLC-VET riguarderà l’accesso a Medicina veterinaria. A differenza dei precedenti test di selezione le prove sono ripetibili. Due i periodi previsti nell’anno solare. Per il 2023 è previsto un primo periodo per le prove tra il 13 e il 22 aprile. Il secondo è invece fissato tra il 15 e il 25 luglio. Una scelta voluta per evitare sovrapposizioni con lo svolgimento delle prove di Maturità.

Per l’anno accademico 2024-2025 i periodi delle sessioni di svolgimento dei test saranno a febbraio e aprile 2024. Nell’ambito di queste sessioni ciascun ateneo individua i giorni e i turni di erogazione delle prove. Una volta sostenuti i test i candidati potranno scegliere – nel tempo a disposizione – il punteggio migliore tra quelli conseguiti nelle due sessioni ai fini dell’immatricolazione così da poter poi indicare, in ordine di preferenza, le sedi per cui intendono concorrere. I candidati potranno inserire la domanda con le proprie opzioni dal 31 luglio 2023 e fino al 24 agosto 2023, alle ore 15.00, attraverso il portale CINECA. La successiva pubblicazione della graduatoria nazionale avverrà il 5 settembre 2023, in anticipo rispetto agli anni precedenti. Un anticipo che ha l’obiettivo di favorire lo scorrimento della graduatoria nazionale e permettere il corretto avvio del nuovo anno accademico per il 2023-2024. L’anticipo nella pubblicazione della graduatoria sarà maggiore per l’anno accademico 2024-2025 con i periodi di somministrazione dei TOLC a febbraio e aprile 2024. I candidati potranno iscriversi ai TOLC tramite la piattaforma web del CISIA (www.cisiaonline.it).

Le università dovranno consentire la prenotazione del test a partire almeno dal trentesimo giorno prima dell’inizio del periodo di erogazione. La prenotazione sarà permessa sino al decimo giorno prima dell’inizio di ciascun periodo di erogazione. I posti a disposizione per l’ammissione ai corsi ad accesso programmato saranno stabiliti con un successivo decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca. La partecipazione, le modalità di ammissione e le varie fasi della procedura, la struttura del test e le modalità di svolgimento sono state fissate dal decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca 1107, del 24 settembre 2022. Ai TOLC possono partecipare gli studenti iscritti all’ultimo o penultimo anno delle scuole secondarie di secondo grado italiane o estere che consentono l’acquisizione di titolo idoneo all’accesso ai corsi universitari, oltre a tutti coloro che sono già in possesso di un diploma di scuola secondaria di secondo grado.

Gli studenti che partecipino al TOLC nel 2023, in quanto iscritti al penultimo anno delle secondarie di secondo grado, potranno fare domanda per l’inserimento nella graduatoria soltanto nell’anno accademico 2024-2025. Per le prove, sia per il TOLC-MED e sia per il TOLC-VET, i candidati avranno a disposizione al massimo 90 minuti per risolvere i 50 quesiti previsti. I quesiti saranno distribuiti in quattro sezioni per ciascuna delle quali è previsto un tempo prestabilito: comprensione del testo e conoscenze acquisite negli studi, biologia, chimica e fisica, matematica e ragionamento. L’iscrizione al TOLC consentirà al candidato di accedere anche ai MOOC (Massive Open Online Courses), le esercitazioni disciplinari per ogni materia contenuta nel test. Sul sito dedicato all’accesso programmato (https://accessoprogrammato.miur.it/2022/) tutti gli studenti potranno trovare informazioni e strumenti gratuiti, messi a disposizione dalle diverse sedi universitarie, come supporto all’orientamento e per il miglioramento della preparazione iniziale alle prove di selezione.

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Casamicciola, arrivano gli aiuti, e Pichetto scopre gli abusi in Italia (non solo a Ischia)

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Il Consiglio dei ministri si riunisce domani per varare le prime misure di aiuto per l’alluvione di Ischia. Probabile un decreto legge ad hoc. Il ministro dell’Ambiente Pichetto annuncia a breve un piano da 350 milioni per 139 interventi contro il dissesto. Vuole una mappatura dell’abusivismo in Italia, ma chiede di distinguere fra le violazioni di poco conto e le costruzioni in zone pericolose. E il collega Salviniper una volta spegne le polemiche: “Non è tempo della caccia al colpevole”. Intanto il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci annuncia in serata: “Una delle ipotesi che metterò sul tavolo” è quella che “il prefetto potrebbe essere l’autorità maggiormente deputata alla demolizione” degli abusi edilizi, dietro ai quali “spesso si nascondono le organizzazioni criminali”. Ed aggiunge che “non c’è solo il caso di Casamicciola. Noi, al Dipartimento, temiamo che siano circa un migliaio i Comuni in Italia privi di piano comunale di Protezione Civile”.

Oggi intanto il Consiglio dei ministri dovrebbe esaminare un Decreto legge Ischia, con aiuti alle aree colpite dalla frana. Le misure riguarderebbero le zone su cui è stato dichiarato lo stato di emergenza, i comuni di Casamicciola e Lacco Ameno. Sarebbero allo studio la sospensione dei tributi nel 2022 e 2023, la proroga degli adempimenti per i professionisti che non possono lavorare, la proroga di un altro anno dello smantellamento dei tribunali distaccati. “Non è il momento della caccia al colpevole, ma della caccia alla vita, al miracolo, alla speranza, alla messa in sicurezza”, ha detto il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Il suo collega Pichetto, rispondendo al question time alla Camera, spiega che a breve saranno finanziati dal suo ministero 139 interventi contro il dissesto idrogeologico, per oltre 350 milioni di euro

. Su Ischia ammette che “il 49% del territorio dell’isola è classificato a pericolosità elevata e molto elevata per frane, e sono oltre 13.000 gli abitanti residenti nelle aree a maggiore pericolosità”. Il ministro non manca di ricordare che per la messa in sicurezza di Casamicciola erano stati stanziati dal suo Ministero 3 milioni e 100 mila euro ben 12 anni fa, “ma gli interventi risultano ancora in fase di progettazione” da parte del Comune. Una constatazione che a caldo lo aveva portato a invocare “la galera” per i sindaci che permettono gli abusi, frase poi parzialmente ritrattata. A un webinar de La Stampa Pichetto dice che “c’è un problema di edificazione abusiva nei luoghi di pericolo, che deve portarci a una mappatura”. Ma poi aggiunge che bisogna “fare una valutazione puntuale”.

Bisogna distinguere fra “una porta o un finestra non accatastata” e “l’edificazione in luoghi di pericolo”. Da ex sindaco ed ex assessore regionale, Pichetto ripete un argomento che gli è molto caro: “Se una amministrazione locale è in difficoltà perché non ha i tecnici, non ce la fa, deve esserci un potere sostitutivo, della Regione o dello Stato. Non possiamo accorgerci di queste cose solo quando succedono le disgrazie”. Alla Camera, al deputato di Avs Angelo Bonelli che gli chiede se il governo vuole fare un altro condono, il ministro risponde di no: “Ci impegniamo nell’approvazione di un piano di adattamento ai cambiamenti climatici, non possiamo avallare misure che andrebbero a minare la sicurezza del territorio”. Bocciata invece la ricostituzione, chiesta da Maria Elena Boschi, dell’unità di missione Italia Sicura, voluta da Matteo Renzi e cancellata da Giuseppe Conte: “Si creerebbero nuovi blocchi procedurali”.

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Cronache

Alessandra Locatelli, la ministra leghista delle Disabilità che ha “conquistato” le associazioni della Campania

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La grande sensibilità del ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, non può lasciare indifferente nessuno. All’Hotel Ramada, a Napoli, Locatelli, esponente della Lega, ha incontrato le associazioni di rappresentanza delle persone con disabilità, e al di là delle importanti dichiarazioni ha colpito tutti. Per la sua straordinaria umanità, lo spirito di servizio che profonde nella sua attività di governo, la passione civile da ogni suo abbraccio a chi purtroppo vive la condizione di disabilità.

“Una persona”, dice la Locatelli, “non può essere identificata con la sua malattia. Le priorità sono stimolare gli enti locali e fare rete con le associazioni. Abbiamo visto anche durante l’emergenza sanitaria che da soli si fa fatica ad andare avanti, se non ci fossero stati associazioni ed enti del terzo settore a dare una mano, saremmo stati ancora più in difficoltà. Energie così preziose vanno impegnate anche sui temi del sociale e della disabilità. I fondi vanno distribuiti a chi ne ha bisogno”.

Accompagnata dai consiglieri regionali della Lega Severino Nappi e Carmela Rescigno, la Locatelli non si risparmia. “Voglio dare una mano alla Campania”, aggiunge, “ascolterò prima le famiglie, poi i politici. Mi metto a disposizione, non mi tiro indietro. Tutti hanno diritto ad avere una vita autonoma ad avere un lavoro secondo le proprie potenzialità. Occorre”, sottolinea la Locatelli, rivolgendosi alle famiglie e alle persone con disabilità presenti in sala,“ribaltare il modo di vedere la disabilità. Puntiamo su tutti per far crescere questa nazione. Occorre predisporre corsi di formazione individuali, valorizzare le risorse che avete”.

Alcune azioni concrete sono già in campo. “Siamo a un punto di chiusura con un primo decreto attuativo che è quello sull’istituzione del garante nazionale”, sottolinea il ministro. Che poi, in merito all’attuazione di una apposita legge delega, aggiunge. “Ne abbiamo due che sono al vaglio della commissione redigente e poi verranno condivisi con i ministeri e io conto che tra gennaio e febbraio possano andare sia in Consiglio dei ministri – dice Locatelli – che alle Camere. E poi – conclude – ce ne sono due molto complesse, che richiederanno tempo. Sono quella sull’accertamento e quello sul progetto di vita che richiedono sicuramente anche un tavolo tecnico perché sono elementi essenziali su cui ragionare bene per dare delle risposte alle persone con disabilità”.

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