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Medico 73enne va in ospedale per una coronografia, cade dalla barella e batte la testa: muore dopo 2 mesi di agonia

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Quella che raccontiamo è un’altra brutta storia di cui avremmo volentieri fatto a meno. Nella pubblicistica la chiamano malasanità, noi oramai siamo certi che si tratta di mancanza di umanità. Che non è reato perché i reati, quando vengono commessi li persegue la magistratura non i giornalisti. Che tutt’al più li segnalano.

Quasi due mesi fa vi raccontammo di un medico di 73 anni che arrivò all’ospedale civile di Nola. Doveva fare una coronografia. Il cuore a quella età comincia a fare le bizze ed Antonio Spiezia, che di professione faceva il medico, si era prevenuto con degli esami clinici per verificare la funzionalità del cuore. Abbiamo scritto “faceva”. Di lui ora ne parliamo al passato perchè Antonio Spiezia è morto dopo un calvario durato oltre un mese, in rianimazione, in fin di vita, perchè nell’ospedale cadde dal lettino operatorio mentre eseguiva l’esame e finì con la testa a terra. Una caduta rovinosa che provocò  una emorragia cerebrale che poi  l’ha ucciso. Anche  perchè, per debito di onestà, il quadro clinico dell’anziano medico era già non proprio roseo tra morbo di Parkinson e diabete. Tutto quello che è accaduto al medico di 73 anni fu “registrato” dal figlio (Nicola Spiezia, anche lui medico), presente quando il padre cadde dal lettino. E fui proprio lui, il figlio della vittima, che presentò ai carabinieri della stazione di Cimitile una dettagliata denuncia su quanto era accaduto. All’epoca si parlava di lesioni personali. Oggi il fascicolo aperto dal magistrato della procura di Nola potrebbe cambiare in omicidio colposo.

Ospedale di Nola. Reparti interni

Qello che fu scritto nella denuncia presentata dal figlio di quella che allo stato è una persona deceduta in conseguenza di quella rovinosa caduta da un lettino di ospedale mentre doveva eseguire una coronografia sembra inverosimile. E invece è il racconto di un medico giovane (Nicola Spiezia) che ha assistito a tutto quello che è accaduto al suo papà (Antonio Spiezia), anziano medico. La magistratura che sta già indagando ora ha disposto l’autopsia sulla salma. Ci sono già delle persone indagate solo che ora il titolo del reato, ammesso che sia stato consumato un reato, non è più quello di lesioni ma di omicidio colposo. E questo accade nell’ospedale che finì nella bufera perchè i pazienti al pronto soccorso venivano curati a terra, sul pavimento. E nell’ospedale dove pochi giorni fa è crollato il tetto in  sala di rianimazione. Per fortuna senza investire i sette pazienti che c’erano nei letti del reparto.

Anziano medico entra nell’ospedale di Nola per una coronografia, lo fanno cadere in sala operatoria, batte la testa ed ora è in fin di vita

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Cambi telefono, antitrojan,’guardie e ladri’ a Venezia

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Cambi di telefono, soffiate (anche da un militare infedele) sulle intercettazioni in corso, sistemi anti-trojan, tecnologie anti-infiltrazione, oppure incontri rigorosamente faccia a faccia, di persona, lasciando i cellulari fuori della porta. Ricorda film d’antan alla ‘guardie e ladri’, però sul filo della più moderna tecnologia, il racconto che si ritrova nelle pagine dell’inchiesta veneziana sulla corruzione. Sono i pm Roberto Terzo e Federica Baccaglini ad elencare il poderoso lavoro di intercettazione fatto dalla polizia giudiziaria per ricostruire gli intrecci all’ombra del campanile di San Marco. Un’attività che, alla fine, ha premiato la perseveranza e la qualità investigativa della Guardia di Finanza. Nella richiesta di misure cautelari, infatti, compare ad un certo punto il capitolo “Le difficoltà nell’attività intercettiva”. Si spiega così come per alcuni indagati l’intercettazione telematica con captatore informatico abbia “avuto successo”: uno è l’assessore Renato Boraso (arrestato nell’inchiesta), un’altra è la dirigente Bolognini.

Al contrario, per altri indagati nei confronti dei quali è stata disposta l’attività di intercettazione – si tratta di Derek Donadini e Morris Ceron, capo di gabinetto e vice capo di gabinetto del Comune, questa “non ha avuto successo, essendosi fatti dotare dalla società comunale di servizi Venis di apparti di ultima generazione non infiltrabili”. Anche Boraso, “decide da ultimo di dismettere il suo apparato, richiedendo alla Venis di essere dotato di un apparto analogo a quelli in uso a Ceron e Donadini”. Una decisione, il cambio di telefono, che l’assessore assume “dopo ripetuti avvisi ricevuti da persone diverse (tra cui anche un militare infedele) e dallo stesso sindaco Brugnaro”, che lo avvisano di essere sottoposto ad indagini. Il trojan è una sorta di microspia che una volta installata consente di controllare lo smartphone di una persona da remoto, utilizzandone microfono e telecamera. Il telefono diventa così una sorta di ‘ambientale’ portatile. Un dato che non tarda ad essere compreso dagli indagati, che iniziano a prestare molta più attenzione per i loro incontri: “Ci vediamo di persona?”, “dimmi il posto e ti raggiungo”. E tutti senza telefonino in tasca.

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Fa il bagno nel lago e viene inghiottito dalle sabbie mobili

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Un uomo di 40 anni residente a Santo Stefano d’Aveto è ‘scomparso’ nel lago di Giacopiane, a Borzonasca. Secondo alcuni testimoni stava uscendo dall’acqua e si stava avvicinando alla riva quando sarebbe stato inghiottito dalle sabbie mobili. Sul posto si trovano adesso i sommozzatori dei vigili del fuoco con la squadra di Chiavari, l’elicottero Drago, il medico del 118, ambulanza e carabinieri. Il lago di Giacopiane è un bacino artificiale e attorno alle sue rive si trovano cartelli di divieto di fare il bagno e annunciano la presenza di sabbie mobili. L’uomo probabilmente per riemergere ha messo i piedi su una massa di fango che lo ha inghiottito.

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La tennista Camila Giorgi: fake su di me, presto torno in Italia

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“Purtroppo i giornalisti di poco valore fanno fake news, e per avere qualche click in più alla loro pagina venderebbero anche la propria dignità”. L’ormai ex tennista azzurra Camila Giorgi torna a scrivere sui social parlando della sua irreperibilità e rispondendo ad un suo fan. “Ho un avvocato che mi segue e se avessi problemi non sarei tornata in Italia due settimane fa. E ritornerò presto. Grazie per il vostro amore”, le parole di Giorgi, dopo che nei giorni scorsi il legale che la difende nel procedimento per i falsi vaccini anti-Covid aveva annunciato la rinuncia al suo mandato. Rispondendo ad un altro suo tifoso sul perchè si fosse ritirata così improvvisamente l’ex tennista ha aggiunto: “per me era il momento giusto”.

La Giorgi deve affrontare accuse su mancati vaccini e accertamenti fiscali della Guardia di Finanza: la famiglia non avrebbe presentato la dichiarazione dei redditi, per un ammontare di milioni di euro di debiti.

Nella pagina Instagram della ormai ex tennista sono visibili anche delle foto che la ritraggono a Dallas, in Texas, dove avrebbe fatto ritorno dopo la breve visita in Italia. Giorgi indossa diversi completi estivi, a conferma della sua passione per la moda e l’abbigliamento. Nel 2021 i suoi genitori, il padre Luis Sergio Giorgi e la mamma stilista di moda Claudia Fullone, lanciarono la linea di moda Giomila, fusione di cognome e nome della sportiva, che è stata la principale testimonial del marchio.

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