Cronache
Medicina, aperte le iscrizioni al semestre filtro: esami a dicembre e gennaio, domande fino al 3 agosto
Aperte le iscrizioni al nuovo semestre filtro per l’accesso a Medicina e Chirurgia. Le lezioni inizieranno il 1° settembre e dureranno tre mesi. Gli esami sono fissati il 10 dicembre e l’11 gennaio. Le domande potranno essere presentate fino al 3 agosto.
Si apre la corsa per decine di migliaia di aspiranti medici. Da ieri è possibile iscriversi al semestre filtro di Medicina e Chirurgia, il nuovo sistema introdotto per regolare l’accesso al corso di laurea senza il tradizionale test d’ingresso iniziale.
Il semestre è aperto a tutti e prevede lo studio di tre materie: Chimica, Fisica e Biologia. Il numero programmato, tuttavia, resta in vigore. Saranno infatti gli esami finali e la successiva graduatoria nazionale a stabilire quali studenti potranno proseguire gli studi in Medicina.
Lo scorso anno si erano iscritti circa 53 mila candidati per poco più di 17 mila posti disponibili nelle università statali. Chi non riesce a superare la selezione può ripetere il semestre per altre due volte.
Le lezioni dureranno tre mesi
Il decreto firmato dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini conferma l’impianto generale della riforma, ma introduce alcune modifiche dopo l’elevato numero di bocciature registrato nel primo anno.
Le lezioni inizieranno il 1° settembre, ma potranno svilupparsi nell’arco di tre mesi invece dei due inizialmente previsti. L’obiettivo è consentire ai docenti di completare con maggiore gradualità i programmi e agli studenti di avere più tempo per prepararsi.
Il primo appello d’esame è fissato per il 10 dicembre, con pubblicazione dei risultati il 23 dicembre. Il secondo si svolgerà l’11 gennaio, mentre gli esiti saranno resi noti il 20 gennaio.
Sarà considerato il voto migliore
Una delle principali novità riguarda gli studenti che decidono di ripetere una prova al secondo appello. Qualora il risultato fosse peggiore rispetto a quello ottenuto in precedenza, sarà automaticamente considerato il voto più alto, purché almeno pari a 18 trentesimi.
Per entrare nella graduatoria nazionale non sarà inoltre necessario superare tutti e tre gli esami.
Il sistema prevede tre fasce separate. Nella prima saranno inseriti gli studenti che hanno superato tutte le prove, nella seconda coloro che ne hanno superate due e nella terza chi ha ottenuto la sufficienza in una sola materia.
Gli studenti con uno o due debiti formativi potranno immatricolarsi al secondo semestre soltanto dopo aver recuperato gli esami non superati, attraverso percorsi organizzati dai singoli atenei.
Tre esami nella stessa giornata
Resta confermata la scelta di svolgere i tre esami nella stessa giornata, nonostante le perplessità espresse da una parte degli studenti e dei docenti.
Alcuni regolamenti universitari vietano più prove nello stesso giorno, ma gli atenei dovranno prevedere una deroga. La pausa tra un test e l’altro sarà però portata da quindici a trenta minuti.
Aumenta anche il tempo a disposizione per ciascuna prova: 50 minuti anziché 45. I quesiti resteranno 31 per ogni materia, con dieci domande a completamento e 21 a risposta multipla.
Domande entro il 3 agosto
Le iscrizioni resteranno aperte fino al 3 agosto. Ogni candidato dovrà indicare almeno dieci sedi universitarie nelle quali sarebbe disposto a proseguire il corso di Medicina.
Sarà inoltre necessario scegliere un corso affine, tra Biologia, Biotecnologie, Farmacia, Scienze zootecniche e Professioni sanitarie, nel quale eventualmente proseguire gli studi in caso di mancato accesso a Medicina.
Il numero definitivo dei posti disponibili non è ancora stato comunicato. Nell’ultimo anno erano oltre 24 mila complessivi, considerando università statali, corsi in lingua inglese e atenei privati. La ministra Bernini ha indicato l’obiettivo di arrivare progressivamente a 30 mila posti.
Lezioni in presenza e online
I corsi continueranno a svolgersi in modalità mista. Gli studenti potranno seguire in presenza nei limiti della capienza delle strutture oppure collegarsi da casa.
Il ministero ha inoltre attivato una piattaforma gratuita per lo studio e le esercitazioni. Secondo i dati diffusi, nei primi dieci giorni il portale avrebbe registrato circa un milione di accessi.
Resta critica l’Unione degli universitari, secondo cui, nonostante gli aggiustamenti introdotti, l’impianto complessivo della riforma continua a presentare problemi e rischia di spostare la selezione dal momento dell’ingresso alla conclusione del semestre.
Cronache
Triora, il sindaco rinuncia all’indennità ma lo Stato si riprende il contributo: voglio lasciarli al paese
Il sindaco di Triora, Massimo Di Fazio, ha rinunciato alla sua indennità per lasciarla al Comune, ma la Corte dei Conti della Liguria ha stabilito che l’ente deve restituire allo Stato i fondi integrativi per gli stipendi dei primi cittadini, scatenando la protesta dell’amministratore.
Un paradosso burocratico che penalizza l’altruismo e i piccoli centri di montagna. È quello che sta vivendo Massimo Di Fazio, primo cittadino di Triora — il celebre “paese delle streghe” in provincia di Imperia —, dopo il parere espresso dalla Corte dei Conti della Liguria. La Magistratura contabile ha infatti stabilito l’impossibilità per il piccolo Comune (poco più di 400 abitanti distribuiti su ben 67 chilometri quadrati) di trattenere nei propri bilanci le risorse statali destinate a coprire l’aumento delle indennità di funzione degli amministratori.
Fin dal suo primo insediamento, otto anni fa, il sindaco Di Fazio ha scelto di rinunciare integralmente al proprio stipendio per lasciare le risorse nelle casse comunali. Tuttavia, con la fine della disciplina transitoria scattata il primo gennaio 2026, la normativa prevede che i contributi integrativi dello Stato vengano erogati solo se l’ente versa l’indennità nella misura massima consentita. Se il sindaco rinuncia al compenso, la quota statale aggiuntiva non può essere riutilizzata per servizi o interventi sul territorio, ma deve essere restituita a Roma.
Una decisione che ha suscitato la forte protesta del primo cittadino, da sempre abituato a gestire in prima persona e a proprie spese le criticità di un territorio vasto e complesso: «Se la rinuncia è mia a favore del Comune, per quale motivo non posso decidere dove devono rimanere questi fondi? Non mi faccio rimborsare le spese e facciamo tantissimo volontariato per la comunità. Trovo profondamente ingiusto essere privato di risorse che vorrei unicamente destinare ai miei cittadini».
Nonostante il parere negativo dei giudici contabili, Di Fazio non intende arrendersi e annuncia di voler proseguire la battaglia politica e amministrativa per far valere le ragioni dei piccoli Comuni e del lavoro sul campo.
Meta descrizione SEO Niente fondi statali al Comune se il sindaco rinuncia allo stipendio: la decisione della Corte dei Conti spiazza il primo cittadino di Triora.
Riassunto Il sindaco di Triora, Massimo Di Fazio, ha rinunciato alla sua indennità per lasciarla al Comune, ma la Corte dei Conti della Liguria ha stabilito che l’ente deve restituire allo Stato i fondi integrativi per gli stipendi dei primi cittadini, scatenando la protesta dell’amministratore.
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Descrizione: Scorcio suggestivo del borgo medievale di Triora situato sulle montagne dell’entroterra ligure.
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Alt Text: Vista panoramica del borgo di Triora in Liguria.
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Addio a Varenne: è morto il “Capitano”, leggenda assoluta del trotto mondiale
Varenne si è spento all’età di 31 anni per un infarto fulminante. Nato a Copparo nel 1995, il cavallo trottatore più celebre d’Italia ha segnato la storia dell’ippica vincendo due volte il Grand Slam e collezionando 62 vittorie prima di diventare un acclamato stallone.
Il mondo dello sport e dell’ippica è in lutto per la scomparsa di Varenne. Il trottatore italiano, ritenuto da esperti e appassionati il più grande e vincente di tutti i tempi, si è spento all’età di 31 anni a causa di un infarto fulminante sopraggiunto durante la notte.
La notizia è stata annunciata sui canali social ufficiali del campione con un toccante messaggio rivolto ai suoi numerosi fan: «È con immenso dolore che diamo la notizia della morte del Capitano. Questa notte Varenne è venuto a mancare e il veterinario ne ha accertato la causa per infarto fulminante. Siamo distrutti e vogliamo ricordarlo insieme a tutti i suoi fan a volare verso le sue vittorie. Oggi Varenne quelle ali le ha messe per viaggiare altrove, corri sempre libero e sempre nostro Capitano, che la terra ti sia lieve». Nel post viene dedicato un pensiero speciale anche a Enzo Giordano, lo storico proprietario scomparso negli anni scorsi: «Raggiungi Enzo lassù». Fu proprio Giordano ad acquistare il cavallo per circa 180 milioni di lire, scommettendo su quel talento unico.
Nato a Copparo nel maggio del 1995 dallo stallone americano Waikiki Beach e dalla fattrice italiana Ialmaz, Varenne ha segnato un’epoca irripetibile nei tracciati internazionali. Guidato dal driver Giampaolo Minnucci, il fuoriclasse ha collezionato 62 vittorie su 73 corse disputate, accumulando oltre 6 milioni di euro in premi. Tra i suoi successi più memorabili spiccano i due Grand Slam consecutivi conquistati nel 2001 e nel 2002, quando si aggiudicò nello stesso anno le tre prove di Gruppo 1 più prestigiose d’Europa: il Prix d’Amerique, il Gran Premio Lotteria e l’Elitloppet.
Dopo il ritiro dalle competizioni agonistiche nel 2002, il “Capitano” ha proseguito una brillante carriera da stallone, generando oltre 2.000 figli e trasmettendo la sua genetica vincente alle generazioni successive dell’allevamento mondiale.
Meta descrizione SEO È morto Varenne, il trottatore più forte della storia dell’ippica. Il “Capitano” si è spento a 31 anni per un infarto fulminante. In carriera vinse 62 gare su 73.
Riassunto Varenne si è spento all’età di 31 anni per un infarto fulminante. Nato a Copparo nel 1995, il cavallo trottatore più celebre d’Italia ha segnato la storia dell’ippica vincendo due volte il Grand Slam e collezionando 62 vittorie prima di diventare un acclamato stallone.
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Descrizione: Varenne impegnato al trotto sulla pista di gara, affiancato dal driver Giampaolo Minnucci sul sulky durante un trionfo ufficiale.
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Alt Text: Il cavallo Varenne con il driver Giampaolo Minnucci durante una corsa di trotto.
Cronache
Barano d’Ischia, scoperto resort di lusso abusivo nascosto tra gli scogli: devastata un’area protetta R4
I Carabinieri hanno sequestrato a Barano d’Ischia un resort abusivo mimetizzato nella macchia mediterranea a Capo Grosso – Scarrupata. Costruita in zona a elevato rischio idrogeologico (R4), la struttura comprendeva impianti idrici, elettrici e condotte clandestine. Denunciate quattro persone.
Un’aggressione sistematica al territorio, perpetrata in una delle aree più fragili e suggestive dell’Isola Verde. I Carabinieri della Stazione di Barano d’Ischia hanno scoperto un vero e proprio villaggio-resort abusivo realizzato in località “Capo Grosso – Scarrupata”, un tratto di costa selvaggio raggiungibile quasi esclusivamente dal mare o attraverso impervi sentieri naturali.
Le indagini, scattate nel mese di luglio, hanno svelato un complesso sistema di opere edificate a ridosso di una parete rocciosa per trasformare la zona in una struttura ricettiva di lusso clandestina. I militari del Nucleo Navale sono dovuti giungere sul posto via mare e raggiungere la riva a nuoto, individuando scale in ferro e legno ancorate alla roccia per 16 metri e una rete di tubazioni idriche intubate nel sottosuolo per oltre 120 metri. L’area, livellata con uno sbancamento di terreno per posizionare una struttura di 32 metri quadrati, era dotata di impianti elettrici nascosti in una grotta naturale, adibita a deposito per un gruppo elettrogeno e motori artigianali.
Per eludere i controlli aerei e marittimi, l’intero abuso era stato occultato sotto una rete mimetica vegetata integrata nella macchia mediterranea. Il successivo sorvolo dei droni ha consentito di mappare con precisione l’impatto dei manufatti su un’area classificata dal Piano Paesaggistico Regionale come “Coste Alte”, soggetta a vincolo sismico e ricadente in zona R4 — ossia a rischio frana molto elevato — in prossimità di un impluvio naturale per il deflusso delle acque piovane.
Considerato il concreto pericolo di prosecuzione dei lavori, testimoniato dal rinvenimento di attrezzi e materiali edili pronti all’uso, i Carabinieri e l’Ufficio Tecnico Comunale hanno eseguito due sequestri preventivi d’urgenza. Quattro persone, tra proprietari e comproprietari dei terreni, sono state denunciate alla Procura per reati edilizi, paesaggistici e per danneggiamento di beni ambientali. Le perizie tecniche hanno escluso ogni possibilità di sanatoria per le opere realizzate.


