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Cronache

Mediaset contro Fabrizio Corona: querela e richiesta di misura di prevenzione sui social

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Non solo una denuncia per diffamazione e minacce, ma anche la richiesta di una misura di prevenzione per impedirgli l’uso dei social network e del telefono per la diffusione di contenuti ritenuti dannosi. È l’iniziativa intrapresa da Mediasetnei confronti di Fabrizio Corona (Foto Imagoeconomica), ex agente fotografico e ideatore del format web Falsissimo, dal quale starebbe prendendo di mira trasmissioni e conduttori del gruppo.

La querela e l’istanza alla magistratura

Nei giorni scorsi Mediaset ha depositato una querela corredata da un’istanza affinché sia la magistratura a valutare il divieto per Corona di proseguire quella che l’azienda ritiene una campagna diffamatoria. Secondo fonti vicine al dossier, l’iniziativa mira a tutelare la reputazione del Gruppo, i suoi asset patrimoniali e artistici e i contenuti delle trasmissioni oggetto di attacchi, più che singole figure apicali.

Il caso Signorini e le iniziative parallele

L’azione del gruppo prescinde dalla posizione di Alfonso Signorini, primo a finire al centro delle dichiarazioni di Corona. Signorini, che si è autosospeso dall’azienda, ha a sua volta chiesto una misura di prevenzione analoga. Le vicende personali e giudiziarie citate restano al vaglio degli inquirenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.

La replica di Corona e l’udienza imminente

La risposta dell’ex agente fotografico è arrivata a stretto giro, con toni durissimi. Corona è atteso domani in Tribunale per una richiesta di provvedimento cautelare d’urgenza avanzata dai legali del direttore editoriale di Chi, Daniela Missaglia, e di Domenico Aiello, finalizzata a bloccare la messa in onda della prossima puntata del suo programma, prevista per il 26 gennaio.

La linea della difesa

L’avvocato Ivano Chiesa, storico difensore di Corona, parla di tentativo di “censura preventiva”, richiamando la libertà di pensiero e di parola sancita dall’ordinamento. Una posizione che sarà valutata nelle sedi competenti.

I profili giuridici

Quanto alla richiesta di misura di prevenzione avanzata dal gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi, l’istanza – formulata in base al codice antimafia – dovrà ora essere esaminata dalla Procura, che valuterà l’eventuale trasmissione agli organi giudicanti. Il confronto si sposta così sul terreno giudiziario, dove saranno accertati fatti e responsabilità.

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Cronache

Lotto, la cinquina di Napoli sbanca: 28,4 milioni di euro in vincite

La cinquina 9-19-34-43-90 sulla ruota di Napoli genera vincite per 28,4 milioni di euro. A Poggiomarino centrata una quaterna da 216.600 euro con 4 euro.

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9-19-34-43-90: sono i cinque numeri usciti sulla ruota di Napoli che hanno letteralmente “sbancato” il Lotto. Secondo quanto segnalato da Agimeg, le vincite complessive legate a questi estratti ammontano a 28,4 milioni di euro.

Una cifra nettamente superiore ai circa 12 milioni incassati complessivamente dal gioco nell’estrazione precedente. Si tratta di uno dei rarissimi casi in cui il Lotto viene definito “sbancato”, per l’entità delle somme distribuite ai giocatori.

La vincita più alta a Poggiomarino

La vincita più ricca è stata centrata a Poggiomarino, in provincia di Napoli. Con una puntata di soli 4 euro sulla quaterna 9-19-43-90, un giocatore ha incassato 216.600 euro.

È la vincita più alta del Lotto nel 2026, a pari merito con quelle registrate a gennaio a Cantù e Roma.

Premi in tutta Italia

Le prime nove vincite più alte dell’estrazione fanno tutte riferimento alla cinquina napoletana. A Bojano, in provincia di Campobasso, sono stati vinti oltre 134.000 euro.

Premi compresi tra 50.000 e 90.000 euro sono stati registrati a Bergamo, Enna, Taranto, Napoli, Fermo e Milano, a testimonianza di una distribuzione capillare delle giocate.

Un’estrazione che entra tra le più significative dell’anno per volume di vincite e che riporta al centro dell’attenzione la ruota di Napoli, tradizionalmente tra le più seguite dagli appassionati dei 90 numeri.

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Cronache

Bastoni dopo Inter-Juve: “Ho sbagliato, ma è stata una gogna mediatica”

Alessandro Bastoni ammette l’errore per la simulazione in Inter-Juve ma denuncia una gogna mediatica e minacce alla famiglia. Conferenza alla vigilia della sfida col Bodo Glimt.

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“Bastoni ha sbagliato”. Con queste parole Alessandro Bastoni ha ammesso l’errore per la simulazione avvenuta durante Inter-Juventus, episodio che ha portato all’espulsione di Kalulu.

Il difensore dell’Inter ha parlato in conferenza stampa alla vigilia dello spareggio d’andata di Champions League contro il Bodø/Glimt.

Bastoni ha riconosciuto la propria responsabilità, spiegando di aver esagerato la caduta e definendo la reazione successiva “molto brutta ma molto umana”.

Minacce e clima sui social

Il calciatore ha denunciato il clima che si è creato dopo l’episodio. “È stata una gogna mediatica, io sono capace di gestirla”, ha affermato, aggiungendo che la moglie ha ricevuto minacce di morte e auguri di malattie.

Ha inoltre espresso solidarietà all’arbitro Federico La Penna, che a sua volta sarebbe stato bersaglio di minacce via social.

“Non si può definire una persona da un episodio”

Bastoni ha ribadito di aver voluto “metterci la faccia”, sottolineando però che un singolo episodio non può definire l’intera persona o la carriera di un atleta.

Le parole del difensore arrivano in un momento delicato della stagione, con l’Inter impegnata su più fronti e attesa ora dal confronto europeo.

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Cronache

Bandecchi rinviato a giudizio per evasione fiscale, processo al via il 4 giugno

Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi rinviato a giudizio a Roma per evasione fiscale legata a Unicusano. Contestate imposte non versate per oltre 20 milioni di euro. Processo il 4 giugno.

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Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi è stato rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Roma con l’accusa di evasione fiscale. “Nessuna sorpresa, tutto come previsto”, ha commentato lasciando piazzale Clodio.

Il giudice ha accolto la richiesta della Procura, che contesta all’imputato, nella sua veste di amministratore di fatto dell’Università Niccolò Cusano, il mancato pagamento di imposte per oltre 20 milioni di euro nel periodo compreso tra il 2018 e il 2022.

Le contestazioni della Procura

Secondo l’impostazione accusatoria, Bandecchi, in concorso con altri tre imputati — l’allora presidente del Cda, l’amministratore delegato pro tempore e il firmatario del Modello Unico — avrebbe omesso di indicare nella dichiarazione Ires elementi imponibili per una cifra complessiva superiore ai 20 milioni di euro.

Nella richiesta di rinvio a giudizio si parla di illecita fruizione fiscale prevista dall’articolo 74 del Testo unico delle imposte sui redditi.

Il processo è stato fissato per il 4 giugno davanti al giudice del tribunale monocratico.

Sequestri e accertamenti della Guardia di Finanza

Nel gennaio 2023 la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro patrimoniale ritenuto significativo dagli inquirenti.

Tra i beni sequestrati figurano una Rolls Royce Phantom acquistata nel 2018 per 550mila euro con bonifici provenienti dai conti dell’Ateneo e una Ferrari acquistata nel 2020 per 505mila euro, in parte con fondi riconducibili ai conti dell’università.

Gli inquirenti contestano inoltre l’acquisto di un elicottero e quattro auto di lusso, oltre all’addebito all’ente di spese personali per circa 1,9 milioni di euro, tra biglietti aerei e soggiorni alberghieri ritenuti estranei all’attività istituzionale.

Le accuse saranno ora oggetto di verifica nel contraddittorio processuale, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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