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Mazzette per gli appalti dei rifiuti, in casa nascondeva una tangente da 350mila euro: 3 indagati

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Denaro per circa 350mila euro e’ stato sequestrato tra Napoli, Torre del Greco e Portici, in provincia di Napoli, dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna che hanno notificato a tre persone gravemente indiziate, a vario titolo, di “fraudolento trasferimento di valori” e “riciclaggio”. Il decreto di sequestro e’ stato emesso dal Tribunale di Napoli su richiesta della Procura (sostituto procuratore Mariella Di Mauro, procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio). L’indagine parte dal ritrovamento, lo scorso agosto, di una cospicua somma di denaro contante nell’abitazione di uno degli indagati, durante una perquisizione “d’iniziativa” della polizia giudiziaria. Sulla scorta delle indagini in itinere, e’ stato accertato che la somma in questione, per un totale di euro 350.050, era custodita da uno degli indagati per conto degli altri due, per eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniale e di agevolare i reati di ricettazione, riciclaggio e auto riciclaggio, nonche’ di favorire il reimpiego di denaro provento delle attivita’ delittuose, tra le quali “associazione per delinquere finalizzata a plurime ipotesi di turbative d’asta, turbata liberta’ del procedimento di scelta del contraente, corruzione, concussione consumata, associazione a delinquere finalizzata alla compravendita di voti elettorali”, attribuite, a vario titolo, a due dei destinatari del provvedimento di sequestro.

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Nubifragi, vento forte, fiumi che esondano, feriti, dispersi e morti: Catania città martoriata dal maltempo

Temporali, nubifragi, fiumi esondati. L’area orientale della Sicilia è da domenica sott’acqua. Drammatica la situazione nel Catanese, dove il sindaco ha chiuso tutti i negozi.

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Il Sicilia c’è l’allarme rosso diramato dalla Protezione Civile. Nel Catanese violenti nubifragi e raffiche di vento hanno provocato allagamenti e frane. Drammatiche le parole del sindaco del capoluogo etneo, Salvo Pogliese: “Esorto tutta la popolazione a non uscire di casa se non per ragioni di emergenza, perché le strade sono invase dall’acqua — ha dichiarato poco fa —. Per la gravità della situazione ho disposto, in accordo con il Prefetto, la chiusura immediata di tutte le attività commerciali fino alla mezzanotte di oggi martedì 26 ottobre, a eccezione di farmacie, delle attività alimentari e di prima necessità”.

Nel capoluogo etneo l’acqua ha invaso anche piazza Duomo e la circonvallazione: la tangenziale ovest è stata chiusa perchè pericoloso il transito. Le piogge violente hanno provocato l’esondazione di alcuni corsi d’acqua che hanno in breve occupato le strade. Sempre a Catania è stato allagato lo storico mercato della Pescheria ed è stata invasa la fontana da cui emerge per un tratto il fiume sotterraneo Amenano. Sott’acqua anche il pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Garibaldi. Per ore si è verificato anche un black out in centro. Colpito anche il municipio. La prefettura ha rinnovato il provvedimento di sospensione dell’attività didattica in tutte le scuole proprio in conseguenza dell’allerta meteo. In provincia situazione difficile a Misterbianco, dove una frana ha costretto quattro famiglie ad abbandonare per precauzione le loro case. Le zone maggiormente colpite sono quelle a Sud del capoluogo etneo. Nuovi allagamenti si sono verificati nel villaggio Santa Maria Goretti, che si trova vicino all’aeroporto Fontanarossa di Catania.

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L’appello di una mamma, “mia figlia minacciata e aggredita da un parcheggiatore abusivo”: la video-denuncia

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“Ma figlia aggredita da un parcheggiatore abusivo che le ha gettato le monete in faccia, erano troppo poche per lui. Denunciamoli tutti e sempre e non diamogli più un centesimo.” – l’appello di una mamma e cittadina di San Sebastiano a Vesuvio. Borrelli: “Denunciamo il fenomeno da anni. I cittadini non possono pagare sulla propria pelle l ‘arroganza di questi criminali. Ora le istituzioni intervengano sul serio.”

“Sabato 23 ottobre mia figlia si è recata presso la casetta dell’acqua a San Sebastiano al Vesuvio dove opera un parcheggiatore abusivo che si rivolge a lei dicendole che se si fosse comportata bene l‘avrebbe lasciata parcheggiare. Dopo 10 minuti mia figlia va a ritirare l’auto dal parcheggio per andarsene via ma l’uomo la blocca dicendole che non era stato pagato, così lei estrae dalla borsa delle monete e gliele porge ma lui giudica il compenso troppo esiguo e le getta le monete in faccia insultandola e minacciandola. Io quel giorno non c’ero, così il giorno dopo siamo andate a sporgere denuncia dai carabinieri e dalla Polizia Municipale scoprendo che l’uomo era già noto alle forze dell’ordine avendo già a suo carico diverse denunce per comportamenti simili a quelli presi nei confronti di mia figlia ma nonostante ciò continua ad agire impunemente. Allora dato che le istituzioni adottano due mesi e due misure non ci resta che fare una cosa: non dare neanche più un centesimo a questi abusivi in modo che siano costretti a trovarsi un altro lavoro e denunciare tutto al 112, sono le nostre uniche armi.”- è l’appello di una cittadina e mamma che attraverso i canali social ha denunciato la vicenda arrivando al Consigliere Regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli che da anni combatte il fenomeno dei parcheggiatori abusivi, tropo spesso violenti e prepotenti o legati ai clan.
“Ogni sacrosanto giorno un cittadino in più apre gli occhi si accorge della piaga dei parcheggiatori abusivi che noi denunciamo da anni. È possibile che si debba pagare sulla propria pelle o su quella di un familiare l’arroganza criminale e violenta di questi soggetti? Le istituzioni devono intervenire, soprattutto in quelle are strategiche, come quelle ospedaliere e della movida, dove i parcheggiatori abusivi hanno occupato militarmente le strade mettendo su un mercato molto proficuo che va impolpare, il più delle volte, le casse dei clan, con delle operazioni ad alto impatto, continue e senza sosta e modificando le normative perché certi soggetti dovrebbero finire in galera. Da tempo chiediamo al parlamento norme più severe ma per ora poco si è fatto per debellare questa piaga”- è stato il commento di Borrelli.

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Rave party nell’area industriale di Marcianise fermato da carabinieri e polizia, decine di identificati e denunciati

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Un rave party organizzato in un capannone abbandonato nella zona industriale di Marcianise. La folle iniziativa è stata bloccata dai carabinieri e dalla Polizia. Le pattuglie delle forze dell’ordine sono intervenute tempestivamente e per tutta la notte hanno identificati tutti i partecipanti che poi sono stati allontanati, accompagnati fuori Comune di Marcianise. Alcuni di loro, quelli che presumibilmente sono stati individuati come organizzatori, sono stati poi anche denunciati. I partecipanti – provenienti anche da fuori regione – non sono segnalati in zona, a conferma che l’attività di controllo delle forze dell’ordine è stata molto efficiente. Vivo è ancora il ricordo del rave party svoltosi nei mesi scorsi in provincia di Viterbo, con l’inevitabile coda di polemiche per i danni provocati.
“Ho chiamato il questore di Caserta, il dottor Antonio Borrelli, per ringraziarlo dell’attività svolta. Certo, ci mancava anche il rave party: a Marcianise per le forze dell’ordine non c’è un attimo di tregua. Per parte nostra – ha spiegato il sindaco di Marcianise, Antonello Velardi -, abbiamo sollecitato la polizia municipale ad intensificare l’attività di prevenzione. Analogamente, stiamo contattando le organizzazioni degli agricoltori – storiche “sentinelle” sul territorio – per poter raccogliere ogni segnalazione utile”.

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