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Cronache

Maxi processo Hydra, spunta un nuovo collaboratore: slitta ancora la sentenza

Un nuovo pentito entra nel maxi procedimento “Hydra”, l’inchiesta che vede 146 imputati accusati, a vario titolo, di aver dato vita a un presunto “sistema mafioso lombardo”, fondato su un’alleanza stabile tra esponenti di Cosa Nostra, ’ndrangheta e camorra operanti in Lombardia. Il nuovo collaboratore e i verbali depositati Nel corso dell’ultima udienza dedicata alla […]

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Un nuovo pentito entra nel maxi procedimento “Hydra”, l’inchiesta che vede 146 imputati accusati, a vario titolo, di aver dato vita a un presunto “sistema mafioso lombardo”, fondato su un’alleanza stabile tra esponenti di Cosa Nostra, ’ndrangheta e camorra operanti in Lombardia.

Il nuovo collaboratore e i verbali depositati

Nel corso dell’ultima udienza dedicata alla discussione delle difese, davanti al gup di Milano Emanuele Mancini, la Procura di Milano, guidata da Marcello Viola con i pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, ha depositato nuovi verbali di collaborazione.

Dopo quelli di William Alfonso Cerbo, detto Scarface, questa volta si tratta degli interrogatori di Francesco Bellusci, 38 anni, imputato ritenuto vicino a uno dei clan del cosiddetto “consorzio” criminale, in particolare alla locale di Legnano-Lonate Pozzolo, area tra Milano e Varese.

Udienza rinviata e tempi che si allungano

Alla luce delle nuove produzioni documentali, il giudice ha disposto una nuova udienza per il 22 dicembre, nella quale le parti potranno discutere sull’eventuale acquisizione dei verbali. Di conseguenza, la sentenza prevista inizialmente per gennaio potrebbe subire un ulteriore slittamento.

Le richieste della Procura

Già lo scorso novembre, nel filone del processo abbreviato che coinvolge 78 imputati, i pm avevano avanzato 75 richieste di condanna, per un totale complessivo di circa 570 anni di reclusione. Tra le richieste più pesanti figurano 20 anni di carcere per Filippo Crea e Giuseppe Fidanzati, oltre a tre richieste di assoluzione.

Gli altri imputati – poco meno di una sessantina – si trovano ancora in udienza preliminare, sempre davanti al gup, mentre alcuni stanno valutando la strada del patteggiamento.

Le collaborazioni e l’impianto accusatorio

Nei sei verbali resi tra settembre e ottobre, Cerbo ha confermato l’impianto accusatorio della Procura, fornendo anche dettagli sul suo presunto ruolo di “collettore economico a Milano” del clan Mazzei di Catania.

Ora, con le dichiarazioni di Bellusci, si aggiunge un ulteriore tassello al quadro investigativo. Un altro collaboratore, Saverio Pintaudi della cosca Iamonte, aveva già fornito elementi prima dell’approdo del procedimento davanti al gup.

Un processo ancora aperto

Il procedimento Hydra resta dunque in piena evoluzione. Le nuove collaborazioni potrebbero rafforzare l’ipotesi accusatoria di una struttura criminale trasversale, capace di mettere insieme diverse organizzazioni mafiose per gestire affari comuni nel Nord Italia.

Tutte le posizioni restano comunque sub iudice, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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Cronache

Pozzuoli, cold case Campana: 4 arresti per omicidio aggravato dal metodo mafioso

A Pozzuoli risolto dopo oltre 15 anni l’omicidio di Carmine Campana: 4 persone in carcere su richiesta della DDA di Napoli, aggravante mafiosa.

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Cold case risolto dopo oltre quindici anni. I Carabinieri della Compagnia di Pozzuoli hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro persone gravemente indiziate di omicidio premeditato e di detenzione e porto illegale di arma comune da sparo.

Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura Distrettuale di Napoli.

L’omicidio di Carmine Campana

Gli indagati avrebbero preso parte, in qualità di mandanti ed esecutori, all’omicidio di Carmine Campana, avvenuto a Giugliano in Campania il 15 maggio 2010.

Secondo l’impostazione accusatoria, il delitto sarebbe stato commesso per affermare il controllo del territorio in contrapposizione al gruppo criminale “Beneduce”, al quale sarebbe stata ritenuta vicina la vittima. Campana venne colpito al volto con diversi colpi d’arma da fuoco.

L’aggravante mafiosa

I reati contestati sono aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare il clan camorristico “Pagliuca”, ritenuto operante sul territorio di Pozzuoli.

Il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Avverso l’ordinanza sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari della misura sono persone sottoposte a indagine e devono considerarsi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

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Cronache

Milano, accoltella il compagno: la 39enne era già stata condannata per omicidio

A Milano una donna di 39 anni arrestata per aver accoltellato il compagno: in passato era stata condannata per l’omicidio dell’ex convivente.

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Oksana Murasova, 39enne di origine lituana, è stata fermata oggi a Milano con l’accusa di aver accoltellato il compagno 50enne.

La donna si trova attualmente in Questura, in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.

Il precedente per omicidio

Secondo quanto emerso, Murasova era già stata arrestata per l’omicidio dell’allora convivente Bilous Ruslan, 31 anni, avvenuto anch’esso a Milano.

Per quel delitto aveva scontato una pena di otto anni di detenzione. Nel 2019, quando la sentenza era diventata definitiva, i carabinieri l’avevano arrestata a Copiano, in provincia di Pavia.

Le indagini in corso

Le forze dell’ordine stanno ricostruendo la dinamica dell’ultimo episodio e le condizioni del 50enne ferito.

Come previsto dalla legge, la donna è da considerarsi innocente fino a eventuale condanna definitiva.

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Cronache

Sabotaggi alle linee ferroviarie, vertice al Viminale: indagini per terrorismo

Escalation di sabotaggi sulle linee ferroviarie tra Bologna, Pesaro e Roma. Vertice al Viminale convocato da Matteo Piantedosi. Indagini per possibile terrorismo.

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Da Bologna a Pesaro fino a Roma: una serie di sabotaggi ha mandato in tilt negli ultimi giorni la circolazione ferroviaria, in particolare sulla linea dell’Alta Velocità.

Sabato, poco prima dell’alba, sono stati segnalati due danneggiamenti sulla tratta Roma-Firenze a distanza di un’ora l’uno dall’altro. Secondo gli investigatori, la pista dolosa appare evidente: sono stati trovati pozzetti manomessi, cavi bruciati e, in un caso, un innesco.

Un episodio analogo, avvenuto a Pesaro nel primo giorno dei Giochi di Milano Cortina 2026, è stato rivendicato su un blog di controinformazione anarchica. Gli inquirenti ipotizzano un possibile collegamento tra i diversi episodi, inserendoli in una stessa campagna.

Vertice al Viminale

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha convocato per domani pomeriggio al Viminale un Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Al tavolo siederanno i vertici delle forze di polizia, dell’intelligence e i referenti del Ferrovie dello Stato Italiane.

Dopo una prima informativa della Digos, la Procura di Roma potrebbe aprire un fascicolo. Non si esclude che, come già avvenuto a Bologna e Ancona, si possa procedere anche per associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti.

Rafforzata la vigilanza sulla rete

È stato nel frattempo innalzato il livello di attenzione sulla rete ferroviaria, con il potenziamento dei pattugliamenti lungo i binari e il monitoraggio dei nodi tecnici e delle aree meno coperte da videosorveglianza.

Lunedì sono previsti accertamenti della polizia scientifica sull’ordigno incendiario rimasto intatto nei pressi di Castel Maggiore, nel Bolognese. L’ordigno sarà confrontato con altri reperti sequestrati in precedenti attentati. Saranno inoltre ricercate eventuali tracce biologiche utili alle indagini.

Le reazioni politiche

Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha parlato di “odiosi atti criminali”, assicurando il massimo impegno per individuare i responsabili.

Il presidente dei senatori della Lega Massimiliano Romeo ha invitato la sinistra a prendere le distanze da simili gesti, richiamando il rischio di un clima che richiama stagioni di tensione del passato.

Le indagini sono in corso e l’eventuale qualificazione giuridica dei fatti spetterà all’autorità giudiziaria, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.

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