Cronache
Maxi inchiesta dossieraggi, sequestrati server e file: indagine sulla “squadra Fiore”
Maxi inchiesta a Roma su dossieraggi illeciti: sequestrati server e documenti. Indagati ex appartenenti a servizi e forze dell’ordine. Coinvolto il Copasir.
È una quantità di dati definita “enorme” quella acquisita dagli investigatori nell’ambito della maxi inchiesta sulla cosiddetta “squadra Fiore”, gruppo composto da ex appartenenti alle forze dell’ordine e ai servizi, accusato di aver realizzato dossier illeciti.
I carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale, su delega della procura di Roma coordinata dall’aggiunto Stefano Pesci, hanno sequestrato server contenenti migliaia di file, oltre a documentazione cartacea e dispositivi elettronici. Il materiale dovrà ora essere analizzato per ricostruire attività, contatti e finalità del gruppo.
Gli indagati e le ipotesi di reato
Tra gli 11 indagati figurano Giuseppe Del Deo, già numero due del Dis, e Giuliano Tavaroli. Le contestazioni riguardano, a vario titolo, la creazione di dossier illegali, attività di spionaggio e presunti ricatti finalizzati al profitto.
Secondo gli inquirenti, il gruppo avrebbe operato per influenzare ambienti della politica e dell’imprenditoria, raccogliendo informazioni sensibili attraverso modalità illecite, poi confluite in report e dossier.
Il ruolo dei dossier e il sistema di raccolta informazioni
Dalle prime risultanze emergerebbe un sistema strutturato di raccolta dati, con video e audio di incontri privati destinati, secondo l’accusa, a essere utilizzati come strumenti di pressione.
Una parte del materiale sarebbe stata rielaborata sotto forma di apparenti contenuti giornalistici, celando informazioni raccolte abusivamente. Un meccanismo che, se confermato, delineerebbe un uso distorto dell’informazione come veicolo di dossieraggio.
Il coinvolgimento del Copasir e i profili sull’intelligence
Il Copasir ha acquisito gli atti dell’indagine e valuterà eventuali approfondimenti sui profili che riguardano l’intelligence, anche attraverso possibili audizioni.
Gli investigatori stanno cercando di chiarire anche l’esistenza di un gruppo parallelo, definito “i neri”, che avrebbe operato su banche dati istituzionali per finalità non riconducibili ai compiti ufficiali.
Un’indagine complessa e ancora in evoluzione
Tra gli elementi emersi, anche un riferimento a un episodio distinto, legato all’auto di Andrea Giambruno, sul quale procedono accertamenti separati.
Al momento non risultano indagini interne avviate nel comparto intelligence, mentre viene segnalata collaborazione con la magistratura. La posizione degli indagati resta al vaglio degli inquirenti e dovrà essere chiarita nelle prossime fasi dell’indagine, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
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