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Mattarella e Papa contro lavoro minori

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Sono 160 milioni i ‘piccoli schiavi’ nel mondo: bambini costretti a lavorare in vari settori e ben 120 milioni tra questi sono impiegati nel settore agricolo. Contro la piaga del lavoro minorile si e’ levata oggi, Giornata mondiale contro lo sfruttamento lavorativo dei piu’ piccoli, la voce del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di papa Francesco. “I Bambini sono il futuro della famiglia umana: a tutti noi spetta il compito di favorirne la crescita, la salute e la serenita’! #NoChildLabourDay”, e’ il messaggio che il Papa ha diffuso con un tweet. Ed il presidente Mattarella ha sottolineato come occorra “uno sforzo corale di tutta la societa’ e delle sue istituzioni, per porre fine a questa grave violazione dei diritti dell’infanzia e rendere effettivamente vigente il diritto dei bambini a un avvenire da loro liberamente scelto”. L’obiettivo, ha ricordato il Capo dello Stato, “e’ di porre fine al lavoro minorile in tutte le sue forme (compreso il turpe reclutamento e uso di bambini soldato), entro il 2025. Si calcola che oltre 70 milioni di ragazze e ragazzi siano costretti nel mondo a svolgere attivita’ di lavoro pericolose che mettono a rischio la salute, la sicurezza e la loro integrita’”. E se oltre 100 milioni di bambini, negli ultimi vent’anni, sono stati affrancati dal lavoro minorile, il rischio, ha avvertito Mattarella, “si e’, invece, accentuato durante la pandemia specie nei Paesi piu’ fragili, ove si e’ manifestato un rapporto tra aumento della poverta’, chiusura delle scuole e spinta all’ingresso di minori nel mercato informale del lavoro”. L’Italia “non e’ esente, purtroppo, dal fenomeno del lavoro infantile – ha avvertito – incluso lo sfruttamento da parte della malavita organizzata, situazione che compromette il futuro di nostri giovani e della intera societa’”. Tra i settori che vedono maggiormente lo sfruttamento dei bambini vi e’ quello agricolo, come ha ricordato Maurizio Martina, Special Advisor Fao, sottolineando che proprio tale settore rappresenta il 70% dei bambini occupati in forme di lavoro minorile. E’ seguito dal 20% di minori sfruttati nei servizi (31,4 milioni) e dal 10% nell’industria (16,5 milioni). Inoltre, la prevalenza del fenomeno nelle aree rurali (14%) e’ quasi tre volte superiore a quella delle aree urbane (5%). Un allarme arriva pure dalla direttrice generale dell’UNICEF Henrietta Fore, secondo cui si sta oggi perdendo terreno nella lotta contro questa piaga mondiale. Il richiamo di Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) e Unicef e’ dunque quello alle “azioni concrete”. Chiedono protezione sociale per tutti, l’aumento degli investimenti a favore di un’istruzione di qualita’, il ritorno di tutti i bambini a scuola, la promozione del lavoro dignitoso per gli adulti affinche’ le famiglie non debbano ricorrere al lavoro dei loro bambini, investimenti in sistemi di protezione dell’infanzia, sviluppo agricolo. In Italia, ha affermato il ministro del Lavoro Andrea Orlando, “contro il lavoro minorile faremo la nostra parte: il ministero del Lavoro avviera’ un’azione di ascolto, per produrre un piano di azione strategico e fare in modo che l’anno in corso – che l’Onu ha proclamato Anno Internazionale per l’eliminazione del lavoro minorile – sia veramente una tappa essenziale”. Un fenomeno piu’ vicino alla quotidianita’ di quanto si pensi. Sono tanti infatti, ricorda la Coldiretti, i prodotti alimentari extracomunitari ottenuti dallo sfruttamento del lavoro minorile e che finiscono anche sulle tavole italiane “per effetto di una globalizzazione senza regole”, dalle banane dal Brasile al riso birmano, dalle nocciole turche ai fagioli messicani. In realta’, denuncia Coldiretti, “l’Unione Europea non solo lascia entrare senza ostacoli sul proprio mercato prodotti alimentari ottenuti dallo sfruttamento dei bambini, ma in alcuni casi li agevola attraverso accordi commerciali preferenziali. Si tratta di un comportamento che dietro l’obiettivo del libero commercio nasconde spesso precisi interessi economici che speculano sul lavoro anche minorile”.

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Ambiente

Nel Parco del Cilento il primo acquario virtuale d’Italia

Marina Delfi

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Conoscere da vicino le specie che popolano quel patrimonio di biodiversità che è il mare del Cilento, trovarsi a tu per tu con una cernia: e proprio nel Parco del Cilento, nella splendida cornice di Villa Matarazzo, a Santa Maria di Castellabate, è stato inaugurato il primo Acquario Virtuale d’Italia.

“Qui il turismo sostenibile diventa una realtà concreta, dice Felice Casucci, assessore regionale al turismo, inteso come virtù, non come infrazione e violenza ma rispetto per l’altro, per l’ambiente, per il paesaggio e i suoi tesori. La digitalizzazione non sottrae nulla alla realtà ma ci consente di conoscerla in modo ravvicinato”.

Il taglio del nastro del primo acquario virtuale d’Italia nel Parco del Cilento

 

“Abbiamo realizzato una straordinaria opera di innovazione tecnologica, che attraverso la riproduzione fedele della realtà, ci guida alla conoscenza del nostro mare tra i più belli, più puliti e più premiati d’Italia , sottolinea orgoglioso Tommaso Pellegrino, presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. È nostra intenzione – ha continuato Pellegrino – portare avanti un percorso di conoscenza ritenendo indispensabile che i ragazzi possano fare propri gli elementi di pregio del nostro mare per poterlo amare sempre di più e difenderlo”.

Al taglio del nastro oltre all’assessore Casucci, al presidente del Parco Pellegrino e al suo direttore Romano Gregorio, c’erano il  procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania, Antonio Ricci, il sindaco di Castellabate Luisa Maiuri e numerosi sindaci e amministratori del territorio.

 

 

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Riforma della Giustizia, il ministro Cartabia: ok convinto di tutti, ora si accelera

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“E’ una giornata importante: lunghe riflessioni per arrivare a un’approvazione all’unanimita’ con convinzione da parte di tutte le forze politiche. Ora c’e’ l’obiettivo di accelerare il piu’ possibile per concludere se possibile prima della pausa estiva questa importantissima riforma” dice il ministro della Giustizia Marta Cartabia al termine del Cdm, annunciando dunque l’accordo per approvare la riforma. “Abbiamo apportato degli aggiustamenti, come annunciato la scorsa settimana con Draghi, alla luce del dibattito molto vivace che si e’ sviluppato in queste settimane sia da parte delle forze politiche che degli operatori e degli uffici giudiziari che saranno i primi ad essere chiamati alla grande sfida di implementare una riforma cosi’ significativa e innovativa nel nostro Paese”. Lo dice il ministro della Giustizia Marta Cartabia all’uscita da Palazzo Chigi dopo il Cdm. “L’obiettivo e’ garantire una giustizia celere, nel rispetto della ragionevole durata del processo, e allo stesso tempo garantire che nessun processo vada in fumo”.   “Il piu’ importante aggiustamento e’ una norma transitoria per arrivare con una gradualita’ ai termini che ci siamo dati e che rimangono fissi e la seconda modifica e’ un regime particolare per i reati che nel nostro Paese hanno destato allarme particolare come i reati di mafia, di terrorismo, grande traffico internazionale di stupefacenti, violenza sessuale, che avranno norme specifiche con possibilita’ di proroghe da parte del giudice che possono essere rinnovare per assicurare che si arrivi fino in fondo”. Così il ministro Cartabia ha illustrato la mediazione raggiunta in Consiglio dei ministri sulle modifiche alla riforma del processo penale.

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Corona Virus

Covid, due neonati positivi a Palermo: una intubata

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Una neonata di 10 giorni, nata nell’Agrigentino, positiva al Covid e’ ricoverata, dove e’ stata intubata, nel reparto di terapia intensiva neonatale all’ospedale Cervello di Palermo. Nonostante l’iniziale apprensione, adesso le sue condizioni appaiono migliorate. Nello stesso reparto c’e’ un bambino di due mesi, anche lui affetto dal virus Sars-CoV-2, arrivato dall’ospedale dei Bambini che e’ costantemente monitorato. “Sia la bimba di Agrigento che il piccolo di appena due mesi stanno meglio – dicono i medici che li hanno in cura – certo le condizioni sono diverse, ma possiamo dire che al momento rispondono alle terapie. E’ ancora presto per dire che sono fuori pericolo, ma siamo fiduciosi”. Nella zona ‘grigia’ dell’ospedale di Palermo ci sono anche due neonati, negativi, che sono tenuti sotto osservazione perche’ le loro madri sono entrambe positive al Covid. I loro tamponi continuano ad essere negativi ed entro la prossima settimana potrebbero essere dimessi. Altre due puerpere positive entro stasera, sempre al Cervello di Palermo, daranno alla luce i loro bimbi che subito saranno sottoposti al test per verificare se sono o meno contagiati dal virus. “In questo anno di pandemia – spiegano i medici della neonatologia – sono stati almeno 150 i parti da mamme positive. Non e’ certo una novita’. Adesso davvero se volessero darci una mano per affrontare questo ennesimo periodo dovrebbero vaccinarsi tutti”. Sono stati celebrati oggi nel cimitero di Casteldaccia i funerali della piccola Ariele, la bimba di undici anni morta dopo 16 giorni di ricovero nell’ospedale Di Cristina di Palermo dopo avere contratto la variante Delta del Covid, probabilmente dalla sorella rientrata da una vacanza in Spagna. “Invito tutti a vaccinarsi – ha detto la mamma di Ariele – noi non lo abbiamo potuto fare perche’ dovevamo accudire nostra figlia che aveva bisogno di un’assistenza continua”. Ariele era affetta da una malattia metabolica rarissima e nel 2015 i genitori avevano deciso di sottoporla a una cura vietata in Italia perche’ non riconosciuta dalla comunita’ scientifica.

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