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Matrimonio trash napulitano tra il cantante neomelodico e la vedova del boss ammazzato, città paralizzata e sfregiata da cortei nuziali, concertini e altro sfarzo

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Al confronto i funerali dei Casamonica con cavalli da tiro, orchestra ed elicottero dall’alto per lanciare petali di rose lungo il percorso del feretro del boss morto è roba per educande svizzere. A Napoli, in fatto di trash, c’è gente che non ha eguali al mondo. E ci fermiamo ad apprezzamenti che hanno a che vedere con i diversi canoni estetici cui ognuno di noi fa riferimento. Sulle violazioni di norme, leggi, regolamenti occorre aspettare che lo Stato italiano (perchè Napoli è Italia) faccia il suo lavoro. La prima risposta all’addio al celibato di Tony Colombo (cantante trash neo melodico siculo-napoletano) arriva, con un po’ di ritardo, da Palazzo San Giacomo, sede dell’amministrazione comunale di Napoli.

Ci mette la faccia l’assessore alla polizia locale Alessandra Clemente. In una nota stampa fa sapere che  “non consentiremo (loro, gli amministratori, ndr) che Napoli si trasformi in un palcoscenico oleografico dove celebrare nozze sfarzose, di dubbio gusto e senza rispettare le regole minime”.

Purtroppo, quand’anche non lo si volesse consentire, una piazza pubblica occupata abusivamente, sporcata con coriandoli e cartacce, con l’organizzazione di un concerto con migliaia di persone senza alcuna autorizzazione è roba già archiviata. Insomma Napoli è stata già scempiata e vilipesa senza che nessuno abbia mosso un dito. Basta andare sul web per rivedere come Piazza del Plebiscito è stata trasformata abusivamente nel set di un addio al celibato con assembramento di migliaia di persone senza che nessuno sapesse alcunché, senza alcuna autorizzazione, esponendo a rischi e pericoli centinaia di persone, in violazione anche delle norme più recenti emanate dal Capo della Polizia in fatto di spettacoli pubblici. Non può succedere tutto quello che è accaduto nel bel mezzo di piazza Plebiscito, davanti all’ingresso principale della Prefettura di Napoli, sotto le finestre dell’abitazione del prefetto, senza che nessuno (polizia del corpo di guardia del palazzo di Governo, vigili urbani) si premuri di capire che cos’è quella manifestazione.

Tina Rispoli e Tony Colombo sposi. Quelle che vedete sono immagini prese dal profilo Instagram dello sposo

Ma siccome al peggio non c’è mai limite, a Napoli si fa presto a raschiare il fondo. E così dopo l’occupazione abusiva di piazza Plebiscito, il Charles Aznavour di Secondigliano ovvero Tony Colombo, non pago di aver già sputtanato un’intera città con le immagini della festa abusiva al Plebiscito, quest’oggi ha organizzato nel quartiere della faida di camorra e dove risiede la donna che ha poi sposato (la signora Tina Rispoli, vedova del boss Gaetano Marino detto moncherino, assassinato sul lungomare di Terracina) un corteo nuziale con cavalli, limousine, furgoni, saltimbanchi, orchestrina, codazzo di telecamere e altra gente addobbata per l’occasione per arrivare al Maschio Angioino dove sono state celebrate le nozze. Risultato? Napoli messa in ginocchio. Una vergogna senza scuse che si è conclusa con la celebrazione delle fastose nozze nel tempio della cultura e della storia della Napoli Spagnola, Aragonese, il Maschio Angioino.

 

Alessandra Clemente, l’assessore che ci mette la faccia, è donna mite, tranquilla, una di quelle persone che non alzano mai la voce. La domanda a cui risponde è: come è potuto accadere una cosa simile? “Ci era stato solo comunicato un flash mob in piazza del Plebiscito, tale comunicazione era stata inviata dagli organizzatori anche agli altri uffici preposti –  sottolinea l’assessore – invece dalle immagini che abbiamo acquisito nella piazza si è svolto un mini concerto con installazione di un box, un palco, luci, musica, band”. “È un fatto grave ed ovviamente non autorizzato – le immagini sono eloquenti – addirittura sono affluiti nei pressi di piazza del Plebiscito auto, furgoni e una limousine”. “Ho dato mandato agli uffici della nostra Polizia Locale in tempi solleciti di inviarmi un report completo – aggiunge Alessandra Clemente – ed è già in nostro possesso una prima relazione stilata dalla polizia municipale – che ha già elevato contravvenzioni e contestato le irregolarità – per quanto è avvenuto stamane nelle strade di Secondigliano e presso il Maschio Angioino”. “Contesteremo ai responsabili ed all’organizzazione tutte le violazioni di legge e le sanzioni relative perché non passi il concetto che chiunque può fare il proprio comodo a Napoli infischiandosene delle regole, delle leggi e delle norme”.

La polizia locale ha fatto già un po’ di multe, ha bloccato il corteo nuziale che ha paralizzato Napoli ed ha individuato e identificato un bel po’ di persone che hanno avuto ruoli nella organizzazione della festa a piazza del Plebiscito e del matrimonio al Maschio Angioino, dove si sono presentati personaggi di varia umanità persino con droni.

Gli organizzatori dell’evento, grazie all’acquisizione di filmati e video pubblicati sui social, dovranno spiegare un sacco di cose. E non solo alla polizia locale. C’è anche la polizia di Stato allertata per seguire con attenzione questa vicenda che ha gettato discredito su Napoli per la quantità di errori, omissioni, violazioni di regole e di buon senso che concorrono a guastare l’immagine di una città che a fatica si libera da pregiudizi, preconcetti, oleografia e cafonaggine che ingiustamente la marchiano d’infamia.

Tutto quello che è accaduto è passato su Canale 5, Pomeriggio 5, e come officiante c’era Barbara D’Urso. A Napoli per il rito e per le coreografie c’erano Tina Cipollari e Gianni Sperti, i due provocatori di “Uomini e Donne ” sempre su Canale 5. Insomma se figura di me… è stata, lo è stata in diretta tv nazionale davanti a qualche milione di telespettatori.

Ah, per la cronaca: il pranzo nuziale si è tenuto alla Sonrisa ovvero al ristorante del boss delle cerimonie. Degna conclusione di un matrimonio che doveva restare nella nostra memoria per molto tempo, e infatti difficilmente lo dimenticheremo. Tra le poche reazioni dure su questa pacchianata registriamo quella del consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, che si pone alcune domande. “Troviamo assurdo che si permetta a qualcuno di prendere in ostaggio un’intera città per un matrimonio. Come è stato possibile allestire e tenere un concerto non autorizzato in piazza Plebiscito? Come è stato possibile che un corteo circense non autorizzato con un cocchio in stile Casamonica abbia mandato in tilt Secondigliano? Tra l’altro il convegno anticamorra previsto al Maschio Angioino è stato spostato per celebrare il matrimonio di una vedova di camorra”. Inquietante la denuncia di Borrelli.

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Usa, l’Università Yale accusata di discriminare le iscrizioni di asiatici e bianchi

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Il Dipartimento di Giustizia Usa ha accusato la prestigiosa universita’ di Yale di violare la legge sui diritti civili discriminando le domande di ammissione degli studenti asiatici e bianchi a favore di quelli afroamericani, usando la razza non come uno dei fattori, secondo quanto stabilito dalla Corte Suprema, ma come fattore predominante o determinante. E’ la seconda offensiva dell’amministrazione Trump contro una universita’ della Ivy League, dopo quella contro Harvard per una vicenda analoga. Due anni fa l’amministrazione Trump aveva sostenuto la causa di un gruppo di studenti asiatici contro Harvard. Ora il Dipartimento di Giustizia ha ordinato a Yale, che respinge ogni accusa, di sospendere l’uso della razza o dell’origine nazionale nel processo di ammissione per un anno, dopo il quale dovra’ chiedere l’ok del governo per cominciare ad riutilizzare questo fattore.

 

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Bimbo ferito da colpo pistola del nonno, morte cerebrale

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E’ stata dichiarata la morte cerebrale per il bimbo di 7 anni che questa mattina e’ stato raggiunto da un colpo di pistola esploso dal nonno, un 76enne, alle 10.30 in un appartamento di via Val Sillaro, in zona Fidene, a Roma. E’ quanto si apprende da fonti inquirenti. Al momento chi indaga esclude il gesto volontario e fa rientrare la vicenda in una tragica fatalita’. Il procedimento in procura sara’ rubricato con il reato di omicidio colposo. L’uomo deteneva legalmente l’arma. La tragedia ha squassato la serenità di una famiglia normale.

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Donna trovata morta, arrestato il marito per omicidio

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E’ stato fermato dalla polizia il marito di Caterina Di Stefano, 46 anni, trovata morta nel pianerottolo di casa del condominio in cui viveva a Caltagirone. Giuseppe Randazzo, 50 anni, ceramista, e’ accusato dell’omicidio della donna, che era un’operatrice sociale. La coppia aveva due figli. La vittima aveva deciso di interrompere il matrimonio avviando le pratiche della separazione. Una scelta che il marito non ha accettato e che sarebbe stato il motivo di diversi litigi. L’ultimo quello di oggi. L’uomo avrebbe sostenuto che la moglie sarebbe caduta dalle scale, ferendosi mortalmente. Una ricostruzione che non ha convinto la Procura di Caltagirone. L’uomo e’ stato portato in carcere da agenti del locale commissariato.

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