Collegati con noi

Cronache

Massimo Ciarelli muore dopo un inseguimento: nel 2012 uccise l’ultrà Domenico Rigante

Massimo Ciarelli, condannato per l’omicidio dell’ultrà del Pescara Domenico Rigante, è morto in un incidente dopo un inseguimento tra Città Sant’Angelo e Silvi.

Pubblicato

del

Una fuga, un inseguimento, poi lo schianto. È morto così Massimo Ciarelli, 43 anni, l’uomo condannato per l’omicidio di Domenico Rigante, ultrà del Pescara Calcio ucciso nel 2012. L’incidente è avvenuto in serata al confine tra Città Sant’Angelo e Silvi. Sulla dinamica indaga la Procura di Teramo.

Lo scooter non si sarebbe fermato all’alt

Secondo le prime ricostruzioni, Ciarelli viaggiava su uno scooter insieme a un’altra persona. Il mezzo non si sarebbe fermato all’alt dei carabinieri e da lì sarebbe partito l’inseguimento lungo la statale 16. Al confine tra Città Sant’Angelo e Silvi lo scooter è finito fuori strada, dopo un possibile urto con l’auto dei militari.

Gli accertamenti sono ancora in corso e sarà l’inchiesta della Procura a chiarire con precisione la sequenza dei fatti.

Il precedente dell’omicidio Rigante

Il nome di Massimo Ciarelli è legato alla morte di Domenico Rigante, 24 anni, tifoso del Pescara, ucciso la sera del primo maggio 2012 in via Polacchi, nel capoluogo adriatico. Secondo la ricostruzione processuale, Ciarelli partecipò a una spedizione punitiva e sparò a Rigante, che morì poco dopo.

In primo grado era stato condannato a 30 anni. La pena fu poi ridotta a 17 anni dopo l’annullamento dell’aggravante della premeditazione e la successiva rimodulazione disposta dalla Corte d’assise d’appello di Perugia nel 2017.

Era in semilibertà

Ciarelli aveva ottenuto la semilibertà lo scorso anno: durante il giorno poteva uscire dal carcere, ma la sera doveva rientrare nell’istituto penitenziario.

La sua morte riapre inevitabilmente una ferita mai chiusa per Pescara e per la famiglia Rigante. Ma ora il centro dell’inchiesta è la dinamica dell’incidente: perché lo scooter non si sia fermato, come si sia sviluppato l’inseguimento e quale sia stato l’esatto contatto che ha preceduto lo schianto.

Advertisement

Cronache

Siccità, colpito oltre il 60% dell’Italia

Secondo una stima Coldiretti su mappe Copernicus, oltre il 60% del territorio italiano è interessato da diversi livelli di siccità.

Pubblicato

del

Oltre il 60% del territorio italiano è interessato dalla siccità, con livelli di allerta lieve, moderata o grave. Il dato emerge da una stima Coldiretti elaborata sulle mappe del programma europeo Copernicus.

Le maggiori difficoltà riguardano mais, riso, soia e pascoli, ma lo stress idrico interessa anche ortaggi, vigneti, oliveti e frutteti. Secondo l’organizzazione agricola, il caldo avrebbe inoltre determinato una riduzione del 20% della produzione di latte nelle stalle.

Il dato è una valutazione di Coldiretti e non una rilevazione nazionale definitiva sulla produzione lattiera.

Quasi 75mila ettari bruciati

Alla scarsità d’acqua si aggiunge l’emergenza incendi. Dall’inizio del 2026 sarebbero andati in fumo quasi 75mila ettaritra boschi e terreni, secondo un’elaborazione Coldiretti basata sui dati del sistema europeo Effis.

L’organizzazione chiede un piano nazionale per realizzare nuovi invasi, recuperare quelli esistenti e migliorare le reti di distribuzione. Secondo Coldiretti, attualmente l’Italia riuscirebbe a trattenere soltanto l’11% dell’acqua piovana.

La proposta comprende bacini destinati agli usi agricoli e civili, sistemi di pompaggio per produrre energia idroelettrica e interventi di manutenzione dei corsi d’acqua. Negli ultimi quattro anni, conclude Coldiretti, gli eventi climatici estremi avrebbero provocato danni per circa 20 miliardi di euro all’agricoltura italiana.

Continua a leggere

Cronache

Malore nel Taro, bimbo salvato dai carabinieri

Un bambino di tre anni e mezzo ha perso conoscenza dopo un bagno nel Taro. Decisivo il massaggio cardiaco praticato da un carabiniere.

Pubblicato

del

Un bambino di tre anni e mezzo ha accusato un malore dopo essere uscito dalle acque del fiume Taro, accasciandosi al suolo privo di sensi. È accaduto a Groppo, nel comune di Tornolo, sull’Appennino parmense.

Il piccolo, residente in provincia di Parma, stava partecipando a un campus estivo. Decisivo l’intervento dei carabinieri di Borgotaro: un sovrintendente, constatata l’assenza di reazioni agli stimoli, ha iniziato il massaggio cardiaco. Dopo pochi istanti il bambino ha ripreso conoscenza.

Il trasferimento in elisoccorso

Un altro militare ha allertato il 118 e messo in sicurezza l’area. Ai soccorsi hanno partecipato anche due infermiere dell’ospedale di Borgotaro, libere dal servizio e residenti nella zona.

Il bambino è stato mantenuto in condizioni di sicurezza fino all’arrivo del personale sanitario e successivamente trasferito in elisoccorso al pronto soccorso di Parma. Secondo le informazioni disponibili, non è in pericolo di vita.

Continua a leggere

Cronache

Deepfake su Mentana, stop del Garante a Rti

Il Garante della Privacy ammonisce Rti per alcuni deepfake di Enrico Mentana trasmessi da Striscia la Notizia. Vietato riutilizzare i dati con le modalità contestate.

Pubblicato

del

Anche la satira realizzata attraverso l’intelligenza artificiale deve rispettare la dignità delle persone e i principi di liceità, correttezza e trasparenza. Lo stabilisce il Garante per la protezione dei dati personali, che ha ammonito Rti per alcuni servizi di Striscia la Notizia contenenti deepfake di Enrico Mentana.

L’istruttoria è stata avviata dopo un reclamo del direttore del TgLa7. Nei filmati, l’immagine e la voce del giornalista erano state manipolate attribuendogli dichiarazioni mai pronunciate e collocandolo virtualmente nello studio dell’emittente per la quale lavora.

Video ritenuti poco riconoscibili

Secondo il Garante, il realismo delle immagini, la plausibilità delle frasi e la difficoltà nel riconoscere l’alterazione potevano indurre parte del pubblico a considerare autentici i contenuti.

Le avvertenze sulla natura artificiale dei video non sono state giudicate sufficientemente chiare ed evidenti, soprattutto negli estratti diffusi sui social network. Numerosi commenti degli utenti, richiamati nel provvedimento, dimostravano che parte del pubblico aveva creduto che Mentana avesse realmente pronunciato quelle frasi.

Rti aveva sostenuto che si trattasse di una parodia tutelata dal diritto di satira e che i filmati originali fossero stati concessi in licenza da La7.

Ammonimento, nessuna multa

Il Garante ha accertato la violazione degli articoli 5 e 25 del Gdpr, relativi rispettivamente ai principi di liceità, correttezza e trasparenza e alla protezione dei dati fin dalla progettazione.

L’Autorità ha adottato un ammonimento, non una sanzione pecuniaria, e ha vietato l’ulteriore utilizzo dei dati di Mentana con le modalità contestate. I contenuti potranno essere conservati soltanto per eventuali esigenze giudiziarie. Provvedimento del Garante

Continua a leggere
error: Contenuto Protetto