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Massacra l’intera famiglia con un’ascia e poi si suicida, l’assassino ha solo 16 anni

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Un ragazzino di 16 anni ha massacrato la sua famiglia con un’accetta e poi si è suicidato. La notizia raccapricciante è stata data da RussiaToday, secondo cui la tragedia è avvenuta ieri in un villaggio della regione russa di Ulyanovsk, nella zona del Volga. Il ragazzo ha ucciso cinque persone: la madre, la sorella, il fratellino di quattro anni e i nonni. Poi, stando alle prime ricostruzioni, si sarebbe arrampicato su una torre per telecomunicazioni e si sarebbe gettato di sotto. Secondo una fonte sentita dall’agenzia Interfax, l’adolescente avrebbe lasciato una nota in cui scriveva: “Ho deciso di lasciare questa vita e per non far stare male i miei familiari ho deciso di prenderli con me”. Il ragazzo, descritto come uno studente modello, aveva pero’ prima mandato un messaggio vocale a un amico lamentandosi per “il continuo conflitto” con sua madre, sua sorella e suo fratello. – I corpi senza vita sono stati trovati nell’abitazione dai vicini, che si erano preoccupati perche’ quel giorno non avevano visto i nonni del ragazzo nell’orto che coltivavano con cura. Secondo la testata Komsomolskaya Pravda, il 16enne non incontrava spesso il padre, che si era separato dalla madre e in passato aveva fatto abuso di alcol. I due bambini uccisi dall’adolescente erano il fratellastro e la sorellastra del ragazzo: due gemellini di appena quattro anni. Anche il padre dei due piccoli non viveva con la famiglia. Stando a fonti nel Comitato Investigativo sentite dall’agenzia Ria Novosti, e’ possibile che il ragazzo che ha fatto strage dei suoi familiari soffrisse di schizofrenia.

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Attacco al greggio saudita, colpita una maxi raffineria con i droni degli Houthi

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Gli Houthi alzano il tiro. Con un attacco di droni destinato inevitabilmente a fare aumentare ulteriormente le tensioni fra l’Iran da una parte e Arabia Saudita e gli Usa dall’altra, i ribelli yemeniti alleati di Teheran hanno colpito due delle strutture della compagnia petrolifera saudita Aramco, tra le piu’ importanti non solo per Riad ma per l’industria energetica globale. Giganteschi incendi si sono sprigionati quando gli ordigni sganciati dai velivoli senza pilota – una decina secondo la rivendicazione degli stessi Houthi – si sono abbattuti nelle prime ore di sabato sulla raffineria di Abqaiq, la piu’ grande del mondo, e sul giacimento di Khurais. La prima con una capacita’ di raffinazione di 7 milioni di barili al giorno, il secondo con estrazioni di 1 milione di barili al giorno. Secondo le autorita’ saudite le fiamme sono ora sotto controllo e la televisione Al Arabiya ha detto che non si registrano vittime. Un tentativo di Al Qaida di colpire la raffineria di Abqaiq con attentatori suicidi era stato sventato dalle forze di sicurezza saudite nel 2006. In una dichiarazione trasmessa dalla televisione dei ribelli Al Masirah, un portavoce militare degli Houthi ha minacciato altri attacchi simili in futuro, se le forze saudite continueranno il loro intervento militare in Yemen, dove dal 2015 Riad e’ impegnata nell’ambito di una coalizione araba nei bombardamenti contro le milizie filo-iraniane e a sostegno del governo internazionalmente riconosciuto del presidente Abd Rabbo Mansur Hadi. Quest’ultimo e’ fuggito nel 2014 dalla capitale Sanaa, occupata dagli Houthi, e ora vive in Arabia Saudita. Martin Griffiths, l’inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, si e’ detto “estremamente preoccupato” per l’attacco e ha esortato tutte le parti a “impedire ulteriori atti di questo tipo”. “L’unica opzione per il governo saudita e’ smettere di attaccarci”, ha tuttavia intimato il portavoce dei ribelli sciiti, una cui delegazione di alto livello e’ stata recentemente ricevuta a Teheran dalla Guida suprema, Ali Khamenei, con una manifestazione di sostegno senza precedenti dall’inizio della guerra. Una conferma che la Repubblica islamica intende utilizzare fino in fondo tutti i mezzi a sua disposizione nel braccio di ferro che la vede opposta a Riad e agli Usa. Il portavoce degli Houthi, tra l’altro, ha detto che gli attacchi sono stati effettuati “con la collaborazione di persone rispettabili all’interno del Regno” saudita. E la raffineria di Abqaiq si trova nella Provincia Orientale del Paese, la piu’ ricca di greggio e dove e’ piu’ forte la presenza della minoranza sciita, che Riad vede come una quinta colonna di Teheran. Altri attacchi missilistici o con i droni erano stati effettuati in precedenza dagli Houthi in Arabia Saudita, anche se non di questa portata. Nel maggio scorso i ribelli yemeniti avevano in particolare rivendicato un raid con velivoli senza pilota contro una stazione di pompaggio ad Al Dawadmi, lungo l’oleodotto di vitale importanza che attraversa il Paese da est ad ovest. Negli stessi giorni quattro petroliere, due delle quali saudite, erano state danneggiate da esplosioni nelle acque degli Emirati arabi uniti, nel Golfo dell’Oman. Azioni per le quali gli Usa e Riad hanno accusato l’Iran, che da parte sua ha definito tali affermazioni “ridicole”. Gli osservatori attendono ora la riapertura dei mercati lunedi’ per sapere se ci saranno ripercussioni in seguito agli ultimi attacchi contro l’Aramco, la piu’ grande compagnia petroliera al mondo, che prossimamente dovrebbe fare la sua prima offerta pubblica di azioni. Un passo fondamentale nel quadro delle ambiziose riforme economiche volute dal principe ereditario Mohammad bin Salman.

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Inondazioni nel Sud-Est della Spagna, 5 morti e 3.500 evacuati

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Cinque persone sono morte a causa delle piogge torrenziali e delle inondazioni che hanno colpito il sudest della Spagna. Lo rendono noto i servizi d’emergenza spagnoli, citati dai media locali. Colpite le comunita’ autonome di Valencia, Alicante, Almeria e Albacete. A Orihuela per l’esondazione del fiume Segura sono state evacuate almeno 3.500 persone.

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Molestie, il procuratore del Missouri: indaghiamo su 163 preti cattolici

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L’attorney general del Missouri Eric Schnitt trasmettera’ gli atti ai competenti procuratori locali per perseguire decine di preti o membri del clero cattolico di quattro diocesi accusati di abusi sessuali o condotta inappropriata nei confronti di minori. Lo scrive il New York Times. Dei 163 religiosi individuati, circa 80 sono morti mentre altri 16 erano gia’ stati portati all’attenzione dei procuratori locali. Le presunte vittime sarebbero centinaia.

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