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Marte, tracce di antichi mari scoperte dal rover Zhurong

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Dopo il cratere marziano Jezero, dove il rover Perseverance della Nasa ha scoperto molecole organiche, anche il bacino Utopia e’ ricco di sedimenti di antichi mari: a indicarlo sono le nuove immagini radar realizzate e pubblicate su Nature da un gruppo di ricerca dell’Accademia delle Scienze della Cina grazie al rover Zhurong su Marte dal 2021. Una radiografia del sottosuolo marziano fino a circa 80 metri di profondita’ che permette di riconoscere in dettagli i vari strati geologici del sottosuolo e avere importanti informazioni del passato del pianeta. E’ quel che e’ stato ottenuto dallo strumento radar installato a bordo del rover che da un anno sta esplorando il bacino di Utopia Planitia, una zona pianeggiante dove scese anche la sonda americana Viking 2 e che potrebbe aver ospitato nel passato un grande bacino d’acqua. In questi mesi il rover si e’ spostato lungo l’area analizzando alcuni campioni di terreno e ora ha finalizzato una raccolta dati attraverso il suo strumento radar. L’immagine rivela che il terreno dell’Utopia Planitia e’ composto dall’alternanza di piu’ strati: in superficie esiste uno strato di regolite (roccia ‘sbriciolata’ e polvere) spesso meno di 10 metri mentre al di sotto si riconoscono depositi di sedimenti che indicherebbero che il bacino ha subito cicliche inondazioni d’acqua. I dati non indicano la presenza di sacche di acqua liquida intrappolata nel sottosuolo ma, aggiungono gli autori, non si puo’ escludere che esistano bacini piu’ o meno grandi oltre gli 80 metri di profondita’.

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Esa, nasce in Italia il gemello digitale della Terra

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Sta prendendo forma dall’Antartide, il gemello digitale della Terra che nasce combinando l’incredibile mole dei dati rilevati dai satelliti con la potenza dei supercomputer. Il risultato sarà una copia fedele del pianeta, che permetterà di comprenderne meglio i cambiamenti. Promosso dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa), il progetto Digital Twin of the Earth è uno dei progetti più innovativi nel settore dell’Osservazione della Terra, forte del grande riconoscimento avuto nella Conferenza Ministeriale dell’Esa che si è conclusa il 23 novembre.

Nella Ministeriale “c’è stato un forte riconoscimento per lo spazio in generale in questi tempi di crisi, e una forte attenzione al programma di Osservazione della Terra, con il finanziamento di 2,7 miliardi sui tre proposti inizialmente, pari al 90% della cifra proposta”, dice all’Ansa Simonetta Cheli, a capo del direttorato dell’Esa per l’Osservazione della Terra e responsabile del Centro dell’Esa in Italia, l’Esrin.

“E’ il budget più importante mai avuto nel settore, un ottimo risultato”. Digital Twin of the Earth “è un modello digitale della Terra, che utilizza i dati dei satelliti e li integra con tecnologie digitali per capire come saranno modelli di evoluzione”, osserva Proprio all’Esrin è nato il nuovo centro scientifico che ospita il progetto. Accanto al modello dell’Antartide, con il delicatissimo equilibrio dei suoi ghiacci, si sta delineando quello dei corsi d’acqua delle aree che si affacciano sul Mediterraneo. “Abbiamo anche cominciato ad acquisire infrastrutture di calcolo con nell’ambito del progetto europeo Destiny, in collaborazione con il Centro Meteorologico Europeo, istituto in Italia con competenze come quelle di Cineca e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare”, dice ancora Cheli.

Il nuovo cuore delle attività europee per l’Osservazione della Terra è il programma Future EO, con missioni che studieranno gli oceani e le foreste, fino alla gestione dell’agricoltura. Per il 2028 sono attese i due satelliti Harmony che analizzeranno gli oceani con una risoluzione mai vista, studiando in particolare l’interazione fra atmosfera, l’acqua e il ghiaccio grazie a radar ad apertura sintetica (Sar) e uno strumento a infrarossi. In programma c’è anche la missione Nggm (NextGeneration Gravity Mission) Magic, che studierà la gravità terrestre, la circolazione delle correnti oceaniche e i corsi d’acqua, e poi missioni per studiare la deforestazione, la gestione dell’agricoltura e la sicurezza del cibo.

“Sul tavolo – osserva Cheli – ci sono molte altre proposte”, alle quali si aggiungono la continuità con i programmi in corso, a partire da Copernicus, che l’Esa gestisce con la Commissione Europea e che si basa sulle Sentinelle, i satelliti progettati per studiare suolo, acque, ghiacci e vegetazione. Luce verde, quindi ai satelliti Sentinel 1 Next generation Sentinel 3 Next generation. C’è poi Aeolus 2 in collaborazione con l’organizzazione europea Eumetsat, “che migliorerà in modo drammatico le previsioni meteo, con strumento costruito in Italia”.

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Futuro remoto, il festival della scienza di Napoli, alla 36. edizione

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Quanto sarebbe importante vivere in un mondo più ‘equilibrato’ sotto tutti i punti di vista? Futuro Remoto nel 2022 affronta un tema quanto mai attuale. Il titolo della più longeva manifestazione scientifica italiana, giunta alla sua XXXVI edizione è infatti “Equilibri” e va in scena negli spazi di Città della Scienza fino a domenica 27 novembre. Il format del festival, interamente gratuito per i visitatori, è quello consueto: mostre, grandi eventi, caffè scientifici, science show ed escape room, e prova a fornire ai giovani – accorsi con le loro scuole in migliaia nella Galleria della struttura di via Coroglio – gli strumenti per costruire nuovi punti di equilibrio in ambito sociale, geopolitico e ambientale guardando a quanto la ricerca scientifica e l’innovazione stanno elaborando per la definizione di un nuovo e più armonico rapporto tra l’essere umano e la natura.

Futuro Remoto 2022

Ricercatori, scienziati e rappresentanti della cultura scientifica italiani e internazionali, in queste giornate, lasciano i laboratori delle Università e dei Centri di Ricerca per mostrare studi e progetti al pubblico e dialogare con gli studenti intorno ai risultati più avanzati della ricerca in settori strategici per lo sviluppo della nazione, affrontando gli intrecci tra scienza e società, ricerca e tecnologia, oltre che per riflettere sulle grandi sfide del presente e del futuro.

Cinque finestre

Tra le mostre più significative: “Cinque Finestre”, proposta dall’Università degli Studi di Salerno, è una installazione sonora multimediale interattiva che grazie al field recording e alla realtà aumentata acustica mira a ristabilire una posizione di ascolto del paesaggio sonoro intima e meditativa. L’installazione è composta da cinque finestre sorrette da piedistalli e disposte a semicerchio. Ogni finestra è dotata di sensori per rilevarne il grado di apertura: più la finestra è aperta e più lascerà passare in modo nitido un determinato paesaggio sonoro composto in modo trasparente sui Monti Picentini, riproposti in un perfetto equilibrio (dalla pioggia, al cinguettio degli uccelli, alle campanelle…).

Da un progetto dell’Università Federico II, Dipartimento di Architettura, nasce Re,C (Rebalancing the cell) dove viene riprodotta una cella-tipo del carcere del nostro Paese, lì dove la ‘Sentenza Torreggiani’ del 2014 ha condannato l’Italia per la violazione dell’art.3 della Convenzione Europea dei Diritti Dell’Uomo, per “trattamento inumano e degradante” dei detenuti. Toccare con mano una realtà della nostra società per sviluppare più di una riflessione.

Luca Parmitano

E ancora la mostra “Spazio al futuro”, promossa dalla Federico II e dall’INFN, trascina il pubblico in un avvincente viaggio alla scoperta dell’Universo e delle leggi fisiche che ne regolano il funzionamento. Partendo dagli straordinari traguardi raggiunti più di tremila anni fa dagli astronomi babilonesi, la mostra apre una finestra sul caleidoscopio degli “universi” di culture al tempo stesso lontane e vicine, cui ci legano fili invisibili e spesso sorprendenti. La mostra racconta come grazie ai risultati della ricerca contemporanea con le missioni spaziali, gli innovativi telescopi e le tecniche di osservazione da Terra sempre più performanti si siano arricchite le nostre conoscenze sull’Universo. Dall’exhibit dedicato ai ‘Buchi neri’ a quello della ‘Materia Oscura’: astronauti virtuali’ raccontano le loro esperienze.
‘Aquae – Il futuro è nell’oceano’ è invece il titolo della suggestiva mostra del CNR interamente dedicata agli oceani che illustra le principali caratteristiche dell’ambiente marino, con particolare attenzione all’utilizzo e alla conservazione delle sue risorse per uno sviluppo sostenibile.

Le mostre saranno visitabili fino alla fine dell’anno (www.futuroremoto.eu)

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Luna: Artemis 1, capsula Orion verso orbita ‘distante’

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 La missione Artemis 1 si trova davanti a un’altra tappa importante: alle 22,42 italiane è previsto l’ingresso della capsula Orion nell’orbita retrograda distante (Dro), ossia un’orbita nella quale il veicolo si muoverà intorno alla Luna nella direzione opposta a quella in cui la Luna si muove intorno alla Terra, e che si trova a un’altitudine elevata, a quasi 80.500 chilometri dalla superficie lunare. Si tratta perciò di un’orbita molto larga, tanto che la capsula impiegherà sei giorni per percorrerne la metà. Durante questo periodo sono previsti nuovi esperimenti, oltre a quelli condotti negli ultimi giorni, durante lo spostamento di Orion verso l’orbita distante. Al momento, informa la Nasa, è stato eseguito circa un terzo dei test previsti per lo strumento di navigazione che misura le posizioni delle stelle per aiutare il veicolo a orientarsi in modo corretto. In questi test, come in quelli previsti nei prossimi giorni, si metteranno alla prova gli strumenti del Modulo di servizio europeo (Esm) fornito dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e con tanta tecnologia del nostro Paese, attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l’industria. Il primo dicembre Orion tornerà ad avvicinarsi alla Luna per iniziare il suo viaggio di ritorno verso la Terra, dove il rientro è previsto l’11 dicembre con un ammaraggio nell’oceano Pacifico, al largo delle coste della California. Il modulo di servizio è invece destinato a bruciare nell’impatto con l’atmosfera.

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