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Marta Cartabia, presidente della Consulta: i processi troppo lunghi diventano una pena anticipata

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Se l’avesse detto la casalinga di Voghera sarebbe passata in cavalleria. Lo dice invece il presidente della Corte Costituzionale, dunque conviene prestare un po’ più di attenzione.   “E’ evidente che i processi troppo lunghi si tramutano in un anticipo di pena anche se l’imputato non e’ in carcere. Che il processo debba avere una ragionevole durata e’ un principio di civilta’ giuridica scritto nelle norme internazionali ed esplicitato nella Costituzione dal ’99. Sono molti i fattori che concorrono alla lunga durata del processo, alcuni di natura organizzativa, altri legati alla necessita’ di accuratezza delle prove e alle garanzie per l’imputato. Percio’, risolvere questo problema richiede un’azione su vari fronti e certamente una riflessione pacata di tutti, al di la’ di ogni steccato ideologico”. Lo dice la presidente della Corte costituzionale, Marta Cartabia, in una lunga intervista su Repubblica. “La giustizia deve sempre esprimere un volto umano”, evidenza Cartabia. “Cio’ significa anzitutto – come dice l’articolo 27 della Costituzione – che la pena non deve mai essere contraria al senso di umanita’; ma anche che la giustizia deve essere capace di tenere conto e bilanciare le esigenze di tutti: la sicurezza sociale, il bisogno di giustizia delle vittime e lo scopo ultimo della pena che e’ quello di recuperare, riappacificare, permettere di ricominciare anche a chi ha sbagliato”. “La Carta tutela tutti, a partire dagli ultimi: poveri, migranti e carcerati”, sottolinea Cartabia, secondo cui il carcere deve “rispecchiare il volto costituzionale della pena” e dare al detenuto una seconda chance. “Negli anni piu’ recenti la Corte sta sviluppando in particolare tre principi: proporzionalita’, flessibilita’ della pena, individualizzazione. La proporzionalita’ e’ contro le pene eccessive, l’individualizzazione e’ contro le pene fisse, la flessibilita’ contro le pene che non possono essere modificate nel corso dell’esecuzione”. In merito alla sentenza sullo Spazzacorrotti, “la Corte ha semplicemente applicato uno dei principi fondamentali della civilta’ giuridica in materia penale che vieta l’applicazione delle leggi piu’ severe ai fatti commessi prima della loro entrata in vigore”, spiega Cartabia. “La Spazzacorrotti ha inasprito il regime penitenziario per i reati contro la pubblica amministrazione, assimilandoli a quelli di criminalita’ organizzata e terrorismo, ed e’ stata applicata anche ai reati commessi prima della sua entrata in vigore”.

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Berlusconi vuole il M5S fuori dal Governo: pronti a verificare una maggioranza diversa ma…

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“Un governo di unita’ nazionale? Non credo che ne esistano le condizioni e non credo servirebbe all’Italia un governo con forze politiche antitetiche fra loro. Noi e i 5Stelle, per esempio, abbiamo una visione diametralmente opposta su tutto. Se però in questo Parlamento si creassero davvero le condizioni per una maggioranza diversa, piu’ efficiente, piu’ rappresentativa della reale volonta’ degli italiani, andrebbe verificata, naturalmente prima di tutto con i nostri alleati”. Lo afferma il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in un’intervista a Repubblica. In merito all’invito rivolto ieri dal premier Conte alle opposizioni, “sin dall’inizio della crisi Forza Italia e’ stata disponibile al confronto. Parteciperemo, insieme con Lega e FdI, e consegneremo un dossier di proposte per la ripartenza”, dice Berlusconi. Sul Mes “non e’ un mistero che abbiamo opinioni diverse dai nostri alleati. Il centrodestra e’ un’alleanza, non un partito unico e non lo diventera’ mai. Quindi e’ ovvio che vi siano differenze di vedute”. Parlando della sentenza Mediaset, “fare chiarezza su fatti cosi’ gravi penso vada nell’interesse della credibilita’ della stessa magistratura: molti magistrati sono persone serie e perbene che non meritano di essere accomunate con quel gruppo di loro colleghi che si sono prestati ad operazioni politico-giudiziarie come quella condotta ai miei danni”, rileva l’ex premier. Quanto alla richiesta di nomina a senatore a vita, “sono onorato della proposta e grato a chi l’ha avanzata ma non sta certo a me dare valutazioni in merito”, conclude.

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Al via bonus vacanze, gia’ erogati circa 150mila

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Sono circa 150mila (146.030) i bonus vacanze gia’ erogati alle 21 del primo giorno di applicazione, per un controvalore economico vicino a 70 milioni di euro (67.761.450 euro). E sono 451 i nuclei familiari che hanno gia’ speso il buono nelle strutture ricettive che aderiscono all’iniziativa voluta dal governo nel decreto Rilancio come misura di sostegno al turismo interno dopo l’emergenza Covid-19. La ‘punta di diamante’ del provvedimento, dotata da ben 2,4 miliardi di fondi, che il ministro Dario Franceschini definisce “un aiuto concerto alle famiglie, agli alberghi e alle imprese turistiche”. E’ il bilancio del Mibact, stilato al termine di una giornata che ha visto l’arrivo a Roma di Zurab Pololikashvili, segretario generale dell’Unwto, agenzia del turismo dell’Onu che ha scelto l’Italia per il suo #RestartTourism mondiale. Ma anche le stime del calo di presenze registrato sulle spiagge a giugno, tra Covid e maltempo (-80% Sardegna, -75% Lazio, -70% Campania), stando ai calcoli dei balneari. Il buono vacanze, che puo’ essere richiesto dalle famiglie con Isee entro i 40 mila euro, per pagare strutture ricettive come alberghi, b&b o campeggi in Italia, viene erogato attraverso IO, la app per i servizi pubblici, cui si accede con Spid o carta d’identita’ digitale, che generera’ un codice qrcode da presentare alle strutture. L’80% si traduce in uno sconto immediato, il resto arriva come detrazione con la dichiarazione dei redditi. La partenza del provvedimento ha scatenato anche un botta e risposta social tra Matteo Salvini e Franceschini. “Il bonus, oltre a essere demenziale (chiedendo a albergatori e imprenditori del turismo di anticipare i soldi!) – scrive su Twitter il leader della Lega – ha anche un po’ di problemi lato utente. Molte richieste inviate risultano subito scadute. Per i siti del governo siamo gia’ al 2 luglio?”. Pronta la replica del ministro della Cultura e del Turismo: “Informo volentieri Matteo Salvini che mentre lui tifa per un flop del bonus vacanze sulla pelle di cittadini e alberghi, i bonus gia’ erogati da mezzanotte hanno appena superato i 100.000 e il tempo medio di attesa tra richiesta e ricevimento del bonus e’ di 1 minuto”. Dopo che molte delle associazioni (da Confturismo a Federturismo, da Assoturismo a Confindustria Alberghi) si erano dimostrate “tiepide” e dubbiose sull’efficienza del provvedimento, oggi e’ e’ intervenuto nuovamente il presidente di Federalberghi, Bernabo’ Bocca: “Come ho gia’ detto saremo contenti se tante famiglie scaricheranno i buoni, verranno negli alberghi e saremo smentiti. Li aspettiamo a braccia aperte, pero’ torno a ripetere che la situazione degli alberghi italiani e’ gravissima e pesantissima, non ci sono segnali di ripresa neanche minimi. C’e’ stato un fuoco di paglia la scorsa settimana con il weekend di San Pietro e Paolo per cui si sono mossi un po’ di romani, ma gia’ oggi siamo tornati sotto il 40% di occupazione camere sugli alberghi al mare, figuriamoci nelle citta’ d’arte, contro l’80-90% dello scorso anno. Sento in giro – aggiunge – polemiche di alberghi che non accettano i bonus, e’ una falsita’. Con questa situazione, non credo che nessuno mandi via i clienti anche con il buono vacanze. Poi se magari si pensa di utilizzare un buono vacanza a Ferragosto a Forte dei Marmi, probabilmente si avra’ difficolta’ a farserlo accettare. Il fatto e’ che non tutti gli alberghi sono riusciti a riaprire per la crisi che stanno attraversando”. Intanto Abi e Confindustria Alberghi hanno stipulato un protocollo di intesa sul bonus. “In questa fase cosi’ delicata per il settore che si trova ad affrontare una difficile ripresa dell’attivita’ con una forte carenza di liquidita’ ed una domanda turistica ancora molto debole – spiega Maria Carmela Colaiacovo, vicepresidente Confindustria Alberghi – abbiamo siglato il protocollo con Abi a supporto delle imprese per cercare di favorire la diffusione del bonus attraverso una migliore conoscenza dello strumento e specifici approfondimenti utili a semplificarne la gestione”.

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Politica

La Camera dei deputati nel 2019 è costata quasi un miliardo di euro

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Nel 2019 la spesa complessiva della Camera, al netto di quanto restituito al bilancio dello Stato, sara’ inferiore rispetto all’anno precedente di 1,2 milioni di euro. La spesa della Camera, che nel 2011 ammontava a 1.108 milioni di euro, nel 2020 sara’ pari a 958,3 milioni di euro, con una riduzione di 149,7 milioni di euro. Emerge dalla Nota di variazione al bilancio di previsione della Camera per il 2020 e al bilancio pluriennale 2020-2022 approvati dall’Ufficio di presidenza della Camera. I documenti saranno sottoposti all’esame dell’Assemblea di Montecitorio. La Nota di variazione prevede la restituzione allo Stato nel 2020 di 80 milioni di euro. Dal 2013 l’importo complessivo delle restituzioni della Camera ammonta a 465 milioni di euro, di cui 200 milioni nella precedente legislatura e 265 milioni nella legislatura in corso (periodo 2018-2020).

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