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Marotta difende Lautaro Martinez: “Merita più rispetto, esclusione sorprendente dal premio The Best Fifa”

Beppe Marotta, presidente dell’Inter, ha espresso delusione e sorpresa per l’assenza di Lautaro Martinez nella lista dei candidati al premio The Best Man Player della Fifa.

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In una dichiarazione ufficiale, Marotta ha sottolineato come l’attaccante argentino abbia vissuto una stagione straordinaria, sia con la maglia nerazzurra che con la nazionale argentina. «È sorprendente e deludente che Lautaro Martinez non sia stato considerato tra i candidati del The Best Man Player della Fifa dopo una stagione eccezionale», ha affermato.

Una stagione da protagonista

Marotta ha elogiato le prestazioni di Lautaro, che ha contribuito a portare l’Inter a raggiungere traguardi storici e la nazionale argentina alla vittoria della Coppa America. In entrambe le competizioni, Martinez si è distinto come il miglior realizzatore del torneo.

«Le sue prestazioni straordinarie hanno avuto un impatto decisivo nelle partite più importanti. Lautaro merita più rispetto e un riconoscimento maggiore», ha aggiunto il dirigente nerazzurro, evidenziando il ruolo cruciale del giocatore nel successo delle squadre in cui milita.

L’appello per il futuro

Marotta non ha nascosto la sua amarezza per quella che considera un’ingiustizia. «Questa esclusione sembra ignorare non solo i numeri e i successi, ma anche l’impatto che ha avuto nelle partite decisive. Questo è un segnale negativo: dovrebbero essere premiati i giocatori che si distinguono in modo così importante», ha dichiarato.

Il presidente dell’Inter ha concluso lanciando un appello affinché, in futuro, venga riconosciuto il valore di giocatori come Lautaro Martinez: «Speriamo che venga dato il giusto riconoscimento a chi continua a brillare sul campo».

Lautaro Martinez: un campione senza premi?

L’esclusione di Lautaro Martinez dalla lista del premio The Best Fifa alimenta il dibattito sui criteri di selezione e sui meriti sportivi dei giocatori. Con i suoi numeri impressionanti e il contributo decisivo a livello di club e nazionale, il nome di Lautaro resta un simbolo di eccellenza, anche al di là dei riconoscimenti ufficiali.

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Como-Fiorentina 1-2, viola vincono al Sinigaglia tra espulsioni e polemiche

La Fiorentina batte il Como 2-1 al Sinigaglia in una gara nervosa con tre espulsioni, un rigore e polemiche arbitrali. Tre punti pesanti per i viola.

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La Fiorentina espugna il Sinigaglia battendo il Como 1907 per 2-1 e conquista tre punti pesanti nella corsa a risalire la classifica. Una partita dai due volti: primo tempo bloccato e povero di occasioni, ripresa nervosa e ricca di episodi, tra espulsioni, proteste e polemiche arbitrali.

Per il Como si allontana la zona europea, al termine di una gara combattuta e caratterizzata da tensione crescente.

Primo tempo bloccato, decide Fagioli

Avvio sotto ritmo, poche occasioni e squadre attente a non scoprirsi. I lariani vanno vicino al gol nei primi minuti ma l’azione viene fermata per fuorigioco.

La svolta arriva con il gol di Nicolò Fagioli, bravo a imporsi in area e a trovare la prima rete stagionale. La Fiorentina passa in vantaggio e si compatta, lasciando il pallino del gioco al Como che fatica però a trovare spazi.

Nico Paz si muove molto ma non riesce a incidere, mentre De Gea controlla senza particolari affanni.

Rigore, espulsioni e nervi tesi

La ripresa cambia ritmo. Il Como prova a spingere, ma la Fiorentina raddoppia su rigore trasformato da Kean dopo un fallo in area.

Da quel momento la partita si accende. Il Como reclama per un contatto in area e scattano le proteste. Viene espulso Paolo Vanoli, mentre aumenta la tensione in campo e sulle panchine.

L’autorete di Parisi riapre la gara e dà nuova energia ai padroni di casa. I lariani chiedono ancora un rigore per un presunto tocco di mano in area. L’arbitro lascia correre e la tensione cresce: rosso anche per un collaboratore della panchina comasca e, nel finale, espulsione per Morata per somma di ammonizioni.

Tre punti d’oro per i viola

Il finale è concitato, con la Fiorentina che sfiora il terzo gol e il Como che tenta l’assalto senza riuscire a completare la rimonta.

Al di là degli episodi contestati, la squadra viola ha mostrato solidità e capacità di soffrire. Per il Como resta l’amarezza per una partita giocata a strappi e per le decisioni arbitrali ritenute discutibili.

La Fiorentina porta a casa una vittoria che può rappresentare un punto di svolta nella stagione.

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Milano-Cortina, Auro Bulbarelli alla telecronaca Rai della cerimonia di chiusura

Auro Bulbarelli commenterà per la Rai la cerimonia conclusiva di Milano-Cortina dopo le polemiche sull’apertura. Con lui il soprano Cecilia Gasdia.

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Sarà Auro Bulbarelli (foto Imagoeconomica) a condurre per la Rai la telecronaca della cerimonia conclusiva delle Olimpiadi di Milano-Cortina.

La scelta arriva dopo le polemiche che avevano accompagnato la vigilia della cerimonia di apertura, quando il giornalista aveva chiesto, con una lettera, di non commentare l’evento a seguito delle discussioni suscitate da un suo riferimento a una “sorpresa” legata alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Le polemiche sull’apertura

In occasione della cerimonia inaugurale, la telecronaca era stata affidata al direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, scelta che aveva generato ulteriori reazioni e dibattiti.

Con la chiusura dei Giochi, la Rai torna dunque alla conduzione originariamente prevista, affidando a Bulbarelli il racconto dell’atto finale della manifestazione.

Al suo fianco Cecilia Gasdia

Accanto al giornalista ci sarà il soprano Cecilia Gasdia, sovrintendente dell’Arena di Verona.

La cerimonia conclusiva rappresenta uno dei momenti simbolici dei Giochi, con il passaggio di consegne alla città che ospiterà la prossima edizione invernale.

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Rebecca Passler, incognita staffetta: rischio deferimento e medaglia a rischio

Rebecca Passler resta in bilico per la staffetta femminile: possibile deferimento della Procura antidoping e rischio squalifica con effetti su un’eventuale medaglia.

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La posizione di Rebecca Passler non si è chiusa con la revoca della sospensione da parte della Corte nazionale d’appello antidoping.

La Procura nazionale antidoping può infatti chiedere il deferimento dell’atleta, aprendo un processo sportivo davanti al Tribunale competente. Una scelta che appare possibile e che renderebbe complicato, se non improbabile, l’impiego della biatleta sudtirolese nella staffetta femminile del 18 febbraio.

Il nodo squalifica e medaglia

In caso di squalifica, il tema centrale diventerebbe la decorrenza della sanzione. Se il periodo partisse dal 2 febbraio, data della sospensione, e fosse limitato a due settimane, l’eventuale medaglia della staffetta non verrebbe intaccata.

Diverso lo scenario con una squalifica più lunga, ad esempio di un mese: in quel caso l’eventuale risultato del quartetto azzurro rischierebbe di essere annullato.

Il Codice sportivo antidoping prevede, all’articolo 11.10, che “per ragioni di equità” il Tribunale possa disporre una diversa decorrenza della sanzione, ad esempio dalla data della sentenza. Ipotesi ritenuta poco probabile, ma non del tutto esclusa.

Giustizia sportiva italiana e internazionale

La vicenda ha messo in evidenza differenze tra il sistema italiano e quello internazionale. Passler aveva la possibilità di ricorrere al Tribunale Arbitrale dello Sport, al Tribunale nazionale antidoping o alla Corte d’Appello antidoping.

È stata scelta la strada del TAS, che consente appello. Tuttavia, i giudici della sezione distaccata a Milano hanno rinviato il caso alla giustizia italiana, che non prevede un ulteriore grado di impugnazione in caso di decisione sfavorevole.

Sul filo della scadenza del 12 febbraio, l’atleta e il legale Ernesto De Toni hanno ottenuto la revoca della sospensione.

Le conseguenze sportive

Saltate individuale, sprint e inseguimento, Passler non può qualificarsi per la mass start. Resta la staffetta, con tutte le incognite legate al procedimento.

Secondo quanto riferito negli ambienti federali, sulla sua onorabilità non sarebbero stati espressi dubbi. La decisione finale dipenderà ora dalle mosse della Procura e dai tempi del giudizio, in una vicenda che resta aperta e che potrebbe avere effetti non solo sull’atleta ma sull’intera squadra italiana.

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