Collegati con noi

Sport

Maresca lascia il City di Guardiola, è il nuovo tecnico del Leicester

Pubblicato

del

Il Leicester si affida ancora a un tecnico italiano. Enzo Maresca è infatti il nuovo allenatore del club inglese, che con Claudio Ranieri in panchina fece l’impresa vincendo la Premier nel 2016, ma quest’anno retrocesso in ‘serie B’. L’ex centrocampista, 43 anni, lascia il Manchester City vincitore tra l’altro della Champions League, dove ha lavorato nel team di Pep Guardiola. Ora l’avventura in Championship per cercare di riportare nel massimo campionato il Leicester. Maresca ha firmato un contratto triennale. “Con lui avremo un bel mix di personalità, metodo e ambizione – le parole del presidente del club, Aiyawatt Srivaddhanaprabha – che si sposa molto bene con la direzione calcistica che stiamo cercando di prendere. La sua filosofia è stata costruita su una carriera ricca e variegata, inclusa un’eccezionale formazione come allenatore, e si adatta alla visione che abbiamo per questo prossimo capitolo della storia del Leicester City”.

Advertisement

Sport

Senza Sinner il tennis italiano resta senza ombrello: ora Musetti e Cobolli devono diventare grandi

Lo US Open si chiude senza italiani nei quarti per la prima volta da Melbourne 2024. L’assenza di Sinner mette in evidenza i limiti di Musetti, Cobolli e Darderi, chiamati a conquistare maggiore autonomia tecnica e mentale.

Pubblicato

del

Il primo Slam senza Jannik Sinner avrebbe dovuto segnare l’emancipazione del tennis italiano dal suo campione più luminoso. È diventato invece il torneo delle occasioni perdute, dei limiti fisici e delle responsabilità ancora da assumere.

Con l’eliminazione di Luciano Darderi, lo US Open diventa il primo Major dagli Australian Open del 2024 senza italiani nei quarti di finale. Un risultato sorprendente per un movimento che aveva portato dieci giocatori nel tabellone maschile e che soltanto tre mesi prima aveva piazzato Matteo Berrettini, Matteo Arnaldi e Flavio Cobolli tra gli ultimi otto.

Sinner è fermo da Wimbledon per una tendinite al ginocchio. Senza di lui, gli altri azzurri sono stati costretti a uscire dalla zona protetta creata dai suoi successi. E il salto di qualità non è arrivato.

Sinner e la scelta compiuta a tredici anni

La differenza non è soltanto tecnica. Sinner ha lasciato la famiglia a tredici anni, abbandonando lo sci per costruire una carriera nel tennis. Una scelta precoce che lo ha costretto ad assumersi direttamente il peso delle vittorie e delle sconfitte.

Quell’indipendenza non garantisce il successo, ma aiuta a sviluppare autonomia, disciplina e capacità decisionale. Per Sinner significava anche dimostrare alla propria famiglia che il tennis non era un capriccio adolescenziale.

La crescita di un atleta passa spesso dalla capacità di allontanarsi, almeno professionalmente, dalle figure che lo hanno formato. Non necessariamente per interrompere i rapporti, ma per aggiungere competenze e accettare nuove responsabilità.

Darderi sconfitto dal favorito

Luciano Darderi ha trovato sulla propria strada Alexander Zverev, uno dei principali candidati al titolo. Alla prima esperienza sull’Arthur Ashe, l’azzurro ha pagato anche la tensione provocata dall’atmosfera del campo centrale.

Il suo torneo non può essere considerato un fallimento. Nella stagione del miglior piazzamento in classifica, raggiunto con il numero 16, Darderi è stato eliminato negli Slam da Sinner e Zverev, i primi due giocatori del mondo.

La possibile convocazione per le finali di Coppa Davis a Bologna sarebbe il riconoscimento di una crescita evidente, nonostante i limiti mostrati nei momenti più importanti.

Musetti e Cobolli, il passo che manca

Le maggiori delusioni riguardano Lorenzo Musetti e Flavio Cobolli. Il primo ha subito un netto calo fisico, mentre il secondo è arrivato a New York svuotato dalle fatiche accumulate durante la stagione.

Entrambi hanno raggiunto livelli altissimi lavorando con persone legate profondamente alla propria storia. Simone Tartarini ha accompagnato Musetti dai campi di club fino al numero 5 del mondo. Stefano Cobolli ha guidato il figlio Flavio fino alla settima posizione.

Risultati simili meritano rispetto e rendono semplicistica qualsiasi richiesta di separazione. Il punto non è necessariamente cambiare allenatore, ma capire se sia arrivato il momento di affiancare nuove competenze tecniche, atletiche e mentali a quelle già presenti.

Il difficile equilibrio con i padri-allenatori

Anche Darderi è allenato dal padre Gino. Durante la partita contro Zverev gli ha chiesto di cambiare posto sugli spalti per scaramanzia, provocando le risate del pubblico.

Il rapporto tra un atleta e un genitore-allenatore può essere una risorsa straordinaria, ma richiede confini chiari. La fiducia assoluta e la conoscenza reciproca possono trasformarsi, nei momenti di difficoltà, in dipendenza o sovrapposizione dei ruoli.

Non esiste una regola valida per tutti. Licenziare chi ha costruito un campione può essere ingiusto e controproducente. Restare immobili, però, rischia di impedire l’ingresso di idee nuove proprio quando il livello internazionale richiede un ulteriore salto.

L’attesa per il ritorno di Sinner

Sinner non ha ancora ripreso ad allenarsi con continuità e spera di rientrare a Pechino alla fine del mese. Il suo ritorno restituirebbe al tennis italiano il suo principale riferimento.

Ma Musetti, Cobolli e Darderi non possono limitarsi ad aspettarlo. Il movimento ha bisogno che imparino a occupare il centro della scena anche quando il numero uno non c’è.

Diventare grandi non significa rinnegare chi ti ha accompagnato. Significa smettere di cercare riparo, assumersi la responsabilità delle sconfitte e trovare dentro di sé, e nella propria squadra, gli strumenti per non dipendere dalla luce di un altro.

Continua a leggere

Napoli

America’s Cup, il Golfo si riempie di vele: fino a otto AC40 davanti a Napoli

I team dell’America’s Cup iniziano a provare il campo di regata di Napoli. Attesi fino a otto AC40 nel Golfo, mentre procedono i lavori alle basi di Bagnoli. Il Race Village aprirà il 24 settembre e le regate si svolgeranno dal 25 al 27.

Pubblicato

del

L’America’s Cup comincia a prendere possesso del Golfo di Napoli. Le basi si animano, gli AC40 vengono preparati e il campo di regata si avvia a ospitare fino a sette-otto imbarcazioni contemporaneamente lungo via Caracciolo.

Gli ultimi ad arrivare sono stati gli uomini di American Racing Challenger. Il team statunitense ha sistemato le proprie barche sulle selle, i supporti che consentono di lavorare sia sulla parte superiore sia su quella inferiore dello scafo.

Per gli americani è iniziata una corsa contro il tempo: l’obiettivo è scendere subito in acqua per provare condizioni del vento, onde e caratteristiche del percorso napoletano.

Il debutto degli americani

American Racing Challenger non aveva partecipato alla precedente regata di Cagliari perché l’iscrizione era arrivata da poco. Il sindacato, finanziato dal magnate ceco Karel Komárek, ha acquistato parte del materiale appartenuto ad American Magic, compreso l’AC75 sottoposto a un profondo intervento di adeguamento in vista della prossima Coppa.

Il debutto nelle acque napoletane rappresenterà il primo vero battesimo della nuova sfida americana.

In mare sono già usciti l’AC40 francese di La Roche-Posay e Alinghi, rientrato a Nisida intorno alle 17.30 dopo la sessione di allenamento.

Fino a otto barche nel Golfo

Il programma della giornata prevede la presenza in acqua di Alinghi, La Roche-Posay, Emirates Team New Zealand e Luna Rossa, impegnata dalla propria struttura presso i cantieri Palumbo. Soltanto GB1 potrebbe restare fermo per un problema all’albero.

Se non interverranno inconvenienti, nel Golfo potranno incrociarsi sette o otto AC40. Non saranno ancora regate ufficiali, ma sessioni fondamentali per studiare vento, onda e configurazione del percorso.

Luna Rossa dovrebbe trasferire i suoi due AC40 nella base operativa di Nisida il 15 settembre. Il team italiano ha scelto di completare la preparazione lontano da occhi indiscreti prima di entrare nel cuore della competizione.

Napoli ricorda i trionfi di Swordfish e Piranha

Il ritorno della vela più prestigiosa del mondo riporta alla memoria le World Series disputate a Napoli nel 2012 e nel 2013. Luna Rossa ha celebrato sui social le vittorie ottenute allora dalle imbarcazioni Swordfish e Piranha.

Nisida, intanto, è passata in pochi giorni da una presenza quasi nulla a circa 300 persone tra tecnici, velisti e componenti delle squadre.

Le basi di Bagnoli prendono forma

Procedono anche i lavori per le strutture permanenti di Bagnoli. GB1 ha quasi completato la propria base e punta a inaugurarla in ottobre. Dopo le due preregate, gli AC40 dovrebbero lasciare Nisida e trasferirsi nel grande hangar realizzato sulla terraferma.

Emirates Team New Zealand ha iniziato a personalizzare la propria struttura. Sono in fase di montaggio anche i telai della base di Luna Rossa, mentre i francesi hanno scelto una soluzione architettonica che integra diversi container.

L’area destinata agli americani dovrebbe essere consegnata nei prossimi giorni. Gli australiani dispongono già del proprio spazio. In ottobre è atteso anche l’arrivo dei primi AC75, con La Roche-Posay in prima fila dopo gli allenamenti svolti a Lorient.

Regate dal 25 al 27 settembre

Il Race Village sarà aperto dal 24 al 27 settembre, ogni giorno a partire dalle 11. La presentazione ufficiale dei team è prevista il 24 settembre alle 18.30 sul palco principale.

Dal 25 al 27 settembre gli show di uscita e rientro delle barche sono programmati alle 12 e alle 17. Le regate cominceranno alle 14.

Sono previste otto prove di flotta: tre venerdì, tre sabato e due domenica. Le prime due imbarcazioni della classifica accederanno alla finale di match race che assegnerà la vittoria.

Il villaggio chiuderà alle 21 giovedì e venerdì, alle 20.30 sabato e alle 22 domenica, dopo la cerimonia di premiazione.

I ragazzi di Caivano sulle barche

Le preregate coinvolgeranno anche i ragazzi di Caivano. Sport e Salute e la Federazione italiana vela li porteranno in mare per assistere alle prove sulle imbarcazioni messe a disposizione dalla Fiv.

Venerdì 11 settembre sarà inoltre presentato alla Mostra del Cinema di Venezia “Sail”, documentario diretto dai premi Oscar Frank Marshall ed Evan Hayes e dedicato alla 37ª America’s Cup disputata a Barcellona nel 2024.

Napoli non aspetta più soltanto la Coppa: le barche sono nel Golfo, le basi si riempiono e la sfida è già cominciata.

Continua a leggere

In Evidenza

Inter, troppi regali al Real Madrid: Mbappé e Mourinho castigano Chivu al Bernabeu

Esordio amaro in Champions League per l’Inter, sconfitta 2-1 dal Real Madrid di Mourinho. Mbappé e Valverde sfruttano due errori nerazzurri, mentre Carlos Augusto accorcia nel finale.

Pubblicato

del

L’Inter comincia la Champions League con una sconfitta. Al Santiago Bernabeu il Real Madrid vince 2-1, approfittando di due gravi errori difensivi dei nerazzurri. La squadra di Cristian Chivu gioca, crea e mantiene a lungo il controllo del pallone, ma paga carissimo le proprie ingenuità.

La rete di Carlos Augusto riapre la partita nel finale, senza però evitare il primo passo falso europeo delle formazioni italiane.

Prima del calcio d’inizio è stato osservato un minuto di raccoglimento per le vittime dell’alluvione in Nepal, accompagnato dalle musiche di Sergio Leone.

L’Inter parte meglio, Mbappé la punisce

L’avvio è tutto nerazzurro. L’Inter prende immediatamente il controllo del gioco e nei primi quattordici minuti mette in difficoltà il Real.

Thuram sfiora il vantaggio, fermato da una grande risposta di Courtois. Poco dopo, un’iniziativa di Diouf rischia di provocare l’autorete di Huijsen.

Nel momento migliore dell’Inter arriva però il primo regalo. Un’incomprensione tra Jones e Bisseck consegna il pallone a Mbappé, che impiega pochi secondi per superare Martinez e portare avanti il Real Madrid.

L’errore di Martinez vale il raddoppio

Il secondo gol nasce da un’altra ingenuità. Martinez prova a dribblare Valverde dentro l’area, ma il centrocampista del Real gli sottrae il pallone e firma il 2-0.

Due errori difficili da assorbire, soprattutto al Bernabeu e contro una squadra capace di trasformare ogni disattenzione in un’occasione decisiva.

L’Inter continua comunque a produrre gioco. Calhanoglu e Jones impegnano la difesa spagnola, mentre lo stesso Martinez si riscatta parzialmente evitando il possibile terzo gol su Bellingham.

Chivu cambia la difesa

Nella ripresa Chivu sostituisce Pavard con Stones e alza il baricentro della squadra. Il Real, schierato da Mourinho per difendere e ripartire rapidamente, trova maggiori spazi e costruisce diverse opportunità senza riuscire a chiudere definitivamente l’incontro.

L’Inter conserva un prolungato possesso del pallone, ma fatica a trasformarlo in occasioni limpide. Courtois offre sicurezza e neutralizza i tentativi degli attaccanti nerazzurri.

Carlos Augusto riapre la partita

Nel finale l’Inter torna a spingere. Carlos Augusto raccoglie il suggerimento di Lautaro Martinez e realizza la rete del 2-1, restituendo speranza ai nerazzurri.

La squadra di Chivu tenta l’assalto fino all’ultimo minuto. L’occasione più importante capita a Mkhitaryan al 90’, ma Courtois salva il Real e mette al sicuro il risultato.

L’Inter esce dal Bernabeu a testa alta per il gioco espresso, ma con il peso di una sconfitta costruita soprattutto sui propri errori. In Champions, contro avversari di questo livello, due regali sono troppi.

Frase chiave

L’Inter perde 2-1 contro il Real Madrid al Bernabeu dopo due gravi errori difensivi, nonostante il gol finale di Carlos Augusto.

Meta description

L’Inter cade 2-1 al Bernabeu contro il Real Madrid: segnano Mbappé, Valverde e Carlos Augusto. Decisivi due errori dei nerazzurri.

Riassunto SEO

Esordio amaro in Champions League per l’Inter, sconfitta 2-1 dal Real Madrid di Mourinho. Mbappé e Valverde sfruttano due errori nerazzurri, mentre Carlos Augusto accorcia nel finale.

Suggerimento immagini

Continua a leggere
error: Contenuto Protetto