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Marco Greco, voce calda e sonorità malinconiche canta l’amore e dedica il suo album al maestro e produttore Fausto Mesolella che non c’è più

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“Il maestro sta in cielo e quando tramonta il sole cerca un ristorante lì in mezzo alle stelle per fermarsi a mangiare qualche cosa di buono che lo possa ispirare.” Sono le parole che il giovane cantautore romano, Marco Greco, ha dedicato a Fausto Mesolella, nell’omonimo disco (Joe & Joe, 2019) di debutto. “Ho racchiuso tutta la stima e l’affetto – spiega il cantautore – per un artista unico e una persona genuina che mi ha lasciato un segno indelebile.” L’album è stato prodotto proprio dal musicista casertano Fausto Mesolella scomparso il 30 marzo di due anni fa. “Mi ha insegnato tantissimo su cosa significhi cercare la Bellezza dentro la musica senza farsi distrarre da logiche meno nobili, togliere il superfluo per valorizzare l’essenza”. Marco Greco è un cantautore classico dalla voce calda e malinconica che canta l’amore con una scrittura semplice ma mai banale come nel trascinante singolo, “Cercami qui”. Vincitore nel 2016 del Premio Fabrizio De Andrè, Marco Greco nel suo primo album già vanta una collaborazione con Federico Zampaglione dei Tiromancino, che con la sua voce ha impreziosito la bonus track, “Sconosciuti”.

Qual è il primo disco che hai ascoltato?

Da bambino ricordo che la giornata cominciava sempre con un disco di Louis Armstrong, credo fosse un “greatest hits” e la prima traccia era “ What a wonderfull world”. Mi ricordo quella voce così unica, così umana che non sapevo neanche di chi fosse ma che portava il sole dentro di me. La mano che metteva il disco era quella di mio nonno e quello era il suo modo di cominciare bene la giornata.

Come nascono i tuoi brani?

Nasce strimpellando e “passeggiando“ sulla tastiera dello strumento senza una meta precisa. Ad un certo punto fai un passaggio armonico o un fraseggio melodico e ti si apre una strada che ti fa intravedere un qualcosa di indefinito, un colore, un’ atmosfera, una storia; bisogna lasciarsi portare, tutto qui. Questa è l’ispirazione ed è questione di un attimo, il resto è mestiere.

C’è un ospite nell’album, ci parli di questa collaborazione?

L‘ospite è Federico Zampaglione dei Tiromancino. Ci siamo conosciuti ad una masterclass di composizione ed è nata immediatamente una sintonia ed una curiosità reciproca. Siamo tutti e due di Monteverde vecchio, il quartiere più bello di Roma, e abitando vicini spesso ci vediamo spesso e ogni tanto ci facciamo lunghe “schitarrate”. Con lui è nata una bella amicizia e subito dopo, in maniera molto naturale, l’ idea di duettare nel mio album: è stata un‘ emozione forte sentire “Sconosciuti “ (brano a cui tengo molto) cantato dalla sua voce! Mi ha fatto davvero un bel regalo.

Qual è secondo te lo stato di salute della musica italiana in questo momento?

Non buono. C’è poco coraggio e poca autenticità, si cerca troppo spesso di compiacere il mercato e di ammiccare alle mode sonore del momento perdendo di vista il punto centrale del lavoro artistico: la ricerca dell’unicità. Portare avanti un proprio discorso artistico ponendosi come unici obiettivi la qualità e la coincidenza con il proprio sentire, in questo momento storico, rappresenta quasi un atto eroico, significa prendere un sentiero lungo, tortuoso e pieno di ostacoli ma credo che sia l’unica strada possibile per lasciare un segno di bellezza che duri nel tempo.

Quanto sei social?

Dipende dai periodi. A volte mi diverte fare entrare le persone che mi seguono nel mio quotidiano e mostrargli un lato meno ufficiale di me, altre volte invece ho voglia di tenerlo per me e di starmene un po’ in disparte. Non credo che un artista debba sentirsi obbligato a sbandierare qualsiasi cosa ogni giorno sui social. Detto questo come piattaforma per divulgare e amplificare la propria musica i social sono eccezionali e accorciano le distanze con i fans che poi è bellissimo.

Quali sono i concetti fondamentali nella tua musica?

Credo che la prima regola sia che la musica aiuti a vivere, cioè che sia in grado di accendere una luce magica sulla nostra vita, e che ci metta in contatto con i nostri desideri, i nostri sogni e le nostre emozioni più profonde e nel mondo spersonalizzante in cui viviamo questo ruolo può essere importantissimo. La seconda regola è la semplicità, dire tanto con poco. Mi piace pensare che comporre sia come versare un‘emozione profonda dentro un contenitore agile e fischiettabile come la canzone. La terza è l’autenticità: quello che scrivo deve coincidere con quello che sono, con quello che desidero e quello che sento; questa “coincidenza“ è fondamentale e va difesa sempre.

 

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Difesa e Viminale, ora i dispetucci sono sugli straordinari ai militari di Strade sicure

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Il Viminale intende dire no ad un emendamento al Decreto sicurezza bis che stanzia 7 milioni di euro per gli straordinari dei militari di Strade sicure e il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, si infuria: “voglio una spiegazione di questa ingiustizia, i nostri militari meritano rispetto”, scrive su Facebook. “I nostri ragazzi di Strade Sicure – scrive il ministro della Difesa su Fb – vigilano ogni giorno per la nostra sicurezza. Sono uomini e donne che meritano rispetto. E lo ripeto: rispetto! Fanno turni stancanti, pesanti e solo una piccolissima parte di straordinari possono essergli riconosciuti. Sono 7 milioni di euro, la Difesa ce li ha e io ho deciso, attraverso un emendamento al Dl Sicurezza bis, di metterli sul piatto per riconoscere a questi ragazzi quello che, piu’ semplicemente, rappresenta un loro diritto. Se ti spacchi la schiena e lavori il doppio per la sicurezza del Paese, rischiando a volte la vita stessa, lo Stato non si puo’ girare dall’altra parte”.

“Ma proprio in questo momento dal Viminale, che ha competenza in materia, ci e’ stato comunicato – continua Trenta – che c’e’ l’orientamento ad esprimere parere negativo sull’emendamento, che tra l’altro ha gia’ avuto il parere positivo di altri dicasteri dopo essere stato rivisto dal Mef. Ed ora voglio capire il perche’. Lo esigo! Voglio capire se esistono figli e figliastri, visto che nemmeno due giorni fa ho sentito alzare la voce sulla presunta inammissibilita’ di altri emendamenti per i corpi di polizia civile, fortunatamente poi passati. Mi aspetto una risposta chiara. Io i miei ragazzi non li lascio soli. Io voglio una spiegazione a questa ingiustizia. Il Viminale spieghi”.

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Rubli russi col petroli per finanziare la Lega, l’unico indagato per corruzione internazionale per ora fa scena muta davanti ai pm

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Gianluca Savoini, primo e principale indagato con l’accusa di corruzione internazionale nell’inchiesta sui presunti rubli alla Lega attraverso la commercializzazione di petrolio russo, nel corso del suo primo interrogatorio in Procura a Milano si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nel corso l’interrogatorio davanti ai pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta, titolari della delicata inchiesta, avrebbe fatto scena muta. Lo si apprende da fonti investigative. Il presidente dell’associazione culturale Lombardia Russia al momento risulta essere l’unico indagato nell’inchiesta per corruzione internazionale maturata secondo l’accusa nell’incontro dello scorso 18 ottobre al Hotel Metropol di Mosca durante la trattativa sulla presunta compravendita di petrolio russo a prezzo scontato per far arrivare dei fondi alla Lega. Siamo ancora in una fase embrionale dell’inchiesta. Ma, stando sempre a fonti investigative degne di fede, i pm hanno chiesto alcuni accertamenti alla polizia giudiziaria che nelle prossime ore potrebbero portare ad un primo show down dell’inchiesta e ad una prima discovery degli atti.

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L’orso M49 è in fuga in Trentino? Il ministro dell’ambiente Costa: nessuno osi provocarne la morte con la scusa della cattura

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Una diffida affinche’ non si dia nessun ordine di abbattimento dell’orSo M49 é stata inviata dalla Direzione generale del ministero dell’Ambiente agli uffici della Provincia di Trento. “Nessuna istruttoria fin qui elaborata dagli uffici, in collaborazione con Ispra, ha mai valutato il tema dell’uccisione dell’esemplare – sottolinea il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. Il fatto che sia scappato dall’area attrezzata per ospitarlo, non puo’ giustificare un intervento che ne provochi la morte. Il presidente Fugatti moduli legittimamente il suo intervento”. “Le inefficienze mostrate nella cattura, che non mi vedono e mai mi hanno visto concorde, reclamano professionalita’ e attenzione massima – ha proseguito il ministro -. Cosa che invece fin qui non e’ stata mostrata. E adesso si parla di abbattimento? Assurdo e paradossale”.

 

Il ministro dell’Ambiente. La diffida di Costa a non fare del male all’orso M49

“Ho chiesto a Ispra – ha concluso Costa – di mandare subito una squadra che, congiuntamente ai tecnici della Provincia autonoma di Trento, faccia chiarezza sulla fuga di M49. E poi si intervenga con la cautela del caso, senza minare la vita dell’animale”.

 

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