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Maradona, ora spunta un video dopo l’operazione e le pressioni che subiva il campione sempre più solo

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A meno di tre mesi dalla sua morte e nel pieno delle indagini che dovranno accertare se vi sia stata negligenza da parte dei medici che avevano in cura Diego Armando Maradona, spunta un nuovo video dell’argentino, risalente a pochi giorni prima del decesso, nel quale si rivolge al medico Leopoldo Luque. “Sono ammaccato, ma va tutto bene”, dice Maradona ripreso nella cucina dell’appartamento di Tigre (dove poi è morto), al fianco dell’ex compagna Veronica Ojeda. Maradona parla lentamente ed ha ancora la medicazione alla testa dopo l’operazione per la rimozione di un ematoma subdurale al cervello. “Sai che non mi piacciono le intimità ma quando sono con gente buona esco dalla mia tana”, dice ancora l’argentino che poi saluta il medico. Proprio la figura di Luque è al centro dell’attenzione degli investigatori e hanno provocato scalpore gli audio diffusi nei giorni scorsi nei quali il neurochirurgo usa toni sprezzanti nel parlare di Maradona saputo della sua morte. Nuovi messaggi sono stati diffusi e stavolta Luque è duro nel parlare di Jana, una delle figlie di Maradona, che insisteva per il ricovero in una struttura specializzata e definita “una terribile cogliona”. E secondo quanto riporta Ole’, gli investigatori sarebbero in possesso di altri audio che confermerebbero la figura controversa di Luque in tutta la vicenda, definendo “un quadro terrificante”. E dopo le dichiarazioni della cuoca dell’argentino, Romina Milagros Rodriguez detta ‘Monona’, che ai media argentini ha raccontato di un Maradona “stanco” che “voleva stare da solo, riposare e stare tranquillo. Ha detto basta, la gente intorno lo faceva diventare matto”, anche il nipote Johnny Esposito, figlio della sorella Maria, e tra i fedelissimi del pibe in una intervista al programma “Vino para Vos” racconta di un Maradona “che non desiderava più niente”. Secondo Esposito “non voleva più vivere. Non si sarebbe lasciato aiutare. Non capisco perche’. Forse perche’ non riusciva piu’ a calciare un pallone”. Intanto la psichiatra Agustina Cosachov, secondo quanto riporta il quotidiano argentino La Nacion, è stata accusata di falso ideologico. Il medico, vicina a Luque, avrebbe falsificato un certificato nel quale attestava che il suo paziente era “attento, orientato nella persona, nel tempo e nello spazio”.

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Serie A, Inter scudetto in vista: super volata Champions

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Le mani di Antonio Conte sullo scudetto. Essenziale ma implacabile, l’Inter vince di misura sul Cagliari la sua 11/a partita di fila mantenendo gli 11 punti di vantaggio sul Milan a otto gare dal termine. Ci vorrebbe un suicidio calcistico per sciupare questa stagione da sogno. Il risultato ha il sapore del pollice verso per le chance salvezza del Cagliari: dopo il successo del Torino, che deve comunque recuperare una gara, prende forma l’incubo dei sardi che sono a -5 dai granata. Sempre piu’ incandescente la volata per la Champions: dopo il successo del Milan (nonostante il rosso a Ibra a Parma) e in attesa del posticipo della Fiorentina, fanno il loro dovere Juventus, Napoli e Lazio. I bianconeri regalano un altro assist a Pirlo superando con pochi affanni e molta sostanza un Genoa che sfodera uno Scamacca sempre piu’ protagonista. Produce e sbaglia tanto il Napoli che pero’ vince a Marassi col decimo gol di Fabian Ruiz. La Lazio costruisce piu’ del Verona ma il risultato si sblocca solo nel recupero con un gol di testa di Milinkovic Savic . E’ un risultato importante che tiene i biancazzurri in corsa dovendo recuperare la gara col Torino. Un’Inter chirurgica controlla, attacca e vince la sua 12/a gara interna consecutiva avvicinandosi allo scudetto che manca dai tempi di Mourinho. Sanchez, preferito a Lautaro, si vede annullare un gol per fuorigioco, Eriksen sfiora il vantaggio, De Vrij colpisce la traversa, poi un’azione splendida con Lukaku che apre a Hakimi, cross per Darmian che confeziona tre punti pesantissimi. Il Cagliari prende quota quando e’ in svantaggio, ma e’ troppo tardi. Dopo cinque anni sembra destinato a scendere in serie B. C’e’ la conferma del ritrovato vigore dopo il successo sul Napoli: la Juve prende di petto la gara col Genoa, la sblocca con Kulusevski, la mette in sicurezza con Morata, poi Scamacca la riapre, Pjaca sfiora il pari, entra Mckennie e la chiude. Pirlo sembra ritornato al timone con sicurezza dopo lo choc col Porto. La qualificazione in Champions e una vittoria in Coppa Italia potrebbero raddrizzare in parte la stagione. Il Genoa, ormai salvo con l’ottimo Ballardini, da’ sporadici segni di vitalita’, ma la Juve e’ di un’altra categoria. Il Napoli si prepara nel modo migliore allo scontro con l’Inter: gioca una gara di qualita’ a Genova: segna con Fabian Ruiz Ruiz, sfiora ripetutamente il raddoppio con Insigne, Zielinski e Politano, poi tira un sospiro di sollievo perche’ il pari di testa di Thorsby viene annullato per un fallo di Keita su Ospina. Infine raddoppia con Osimhen con un risultato che meglio fotografa la prova opaca della Sampdoria. Delle squadre che lottano ancora per la Champions la Lazio aveva il compito piu’ difficile, in casa dell’ottimo Verona, ma alla fine e’ riuscita a spuntarla con un colpo di testa nel recupero di Milinkovic Savic. Il risultato non fa una piega perche’ la Lazio costruisce di piu’ nel corso della partita: Immobile colpisce un palo, un gol di Caicedo viene annullato mentre il Verona si batte con impegno ma ci mette meno mordente e sembra avere le pile un po’ scariche dopo un torneo di alto livello.

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Roma, col Bologna basta un tiro per vincere

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Prendere tre punti e pensare subito all’Ajax. Alla Roma bastano un gol e un paio di tiri in porta in tutta la partita per battere un Bologna che gioca bene ma che in avanti si conferma assolutamente inconsistente. Ma oggi la mente degli uomini di Fonseca era gia’ tutta alla sfida di giovedi’ prossimo quando all’Olimpico senza spettatori arrivera’ l’Ajax, squadra capace di tutto nel bene e nel male, e quindi anche di ribaltare l’1-2 dell’andata ad Amsterdam. Intanto, nel suo campionato, oggi ha battuto per 1-0 il Waalwijk con un gol di quell’Haller che in Europa non puo’ giocare per un errore burocratico dei suoi dirigenti. In palio ci sara’ la semifinale di Europa League, nel frattempo la Roma tiene viva la fiammella della speranza del quarto posto che vorrebbe dire Champions. Impresa comunque ardua, ecco perche’ diventa una priorita’ l’Europa dove finora in questa stagione la Roma non ha mai deluso, e dove adesso spera di confermare il trend, magari grazie all’apporto di giocatori come il redivivo Mkhitaryan, tornato in campo e messosi in evidenza nei minuti che ha giocato. Ma contro il Bologna si e’ rivisto perfino Pastore, oggetto misterioso giallorosso per eccellenza, entrato al posto del match winner Borja Mayoral il quale, pur essendo una riserva, in campionato e’ gia’ arrivato a sette gol e quindi sta facendo la sua parte.

Alle spalle dello spagnolo sono stati schierati i connazionali Pedro, di nuovo deludente, e Carles Perez che a sinistra non ha mai preso palla. Dietro, come esterno destro basso, nel ruolo solitamente occupato da Karsdorp e’ stato schierato l’acquisto di gennaio Reynolds, apparso un pesce fuor d’acqua e che ha esordito nel match facendosi fare un tunnel da un avversario per poi acquisire maggiore confidenza con il passare dei minuti. E il Bologna? Spinto dalle urla dell’ottimo Mihajlovic e in campo dalle giocate di Soriano, il team rossoblu’ ha confermato di giocare un buon calcio, che pero’ quando arriva al limite dell’area avversaria diventa assolutamente poco efficace. Se si pensa che prima punta gioca il vecchio Palacio, che pure si da’ un gran da fare, si capisce come gli emiliani siano penalizzati dalla loro incapacita’ di concretizzare. In piu’, nello specifico, oggi Mancini e Ibanez hanno chiuso bene tutti i varchi. Vincendo oggi la Roma ha sfatato la maledizione che finora nelle 10 partite dopo l’impegno europeo del giovedi’ l’aveva vista conquistare solo 12 punti sui 30 a disposizione, con 3 vittorie (arrivate sempre dopo le gare dei gironi), altrettanti pareggi e 4 sconfitte (tre delle quali dopo gli scontri nella fase a eliminazione diretta con Braga e Shakhtar). La rete della vittoria arrivava in chiusura di primo tempo, dopo che il Bologna aveva avuto due occasioni con Svanberg e Soriano (bravo Mirante in questa circostanza). Poi al 44′ ecco la Roma: Borja Mayoral veniva lanciato in campo aperto da Ibanez, e dopo aver vinto uno scontro con Danilo, saltava Skorupski in uscita fuori dall’area, depositando poi nella porta vuota il pallone. Tanto e’ bastato per vincere, e ora sotto con l’Ajax.

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Napoli corsaro, Sampdoria sconfitta a Marassi

Valeria Grasso

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Vince il Napoli con la Sampdoria per 2-0 dopo un match molto combattuto, con tante occasioni sprecate dagli azzurri che volano al quarto posto in classifica a 59 punti scavalcando l’Atalanta impegnata nel tardo pomeriggio con la Fiorentina. Il Napoli arriva a Genova dopo il KO infrasettimanale con la Juventus nell’intento di riprendere la scia positiva interrotta mercoledì quando il Napoli veniva da 4 vittorie consecutive. Era vietato sbagliare in vista della corsa per un posto in Champions. Dopo la vittoria di Milan e Inter gli azzurri possono sperare – in quest’ultima parte della stagione – solo in un passo falso di Atalanta e Juventus per raggiungere l’obiettivo ma ciò che conta di più era portare a casa i tre punti contro i blucerchiati, tranquilli nella loro posizione di centroclassifica.
Rino Gattuso opera 5 cambi rispetto alla gara con la Juve: in porta ritorna Ospina, mentre in difesa accanto a Koulibaly e Di Lorenzo si rivedono Manolas e Mario Rui. A centrocampo confermati Fabian e Demme. Per i tre giocatori dietro la prima punta Osimhen (preferito a Mertens) scelto dal primo minuto Politano (e non Lozano) di fianco a Zielinski e Insigne. Nella Sampdoria in attacco due ex: oltre Gabbiadini, l’immancabile Fabio Quagliarella che contro i partenopei quasi sempre ha fatto ottime prestazioni con goal anche spettacolari.
La Samp tiene palla dall’inizio ma al 4’ ottima occasione per Zielinki che a centro area raccoglie al volo un cross di Politano: il suo siluro finisce fuori. La gara procede con un certo equilibrio anche se le folate del Napoli in attacco creano non pochi pericoli agli avversari spesso in affanno.
Al 21’ imbeccata di Insigne per Zielinki in area che dal fondo mette in mezzo ma la Samp si salva. Al 24’ discesa del capitano azzurro che entra in area ma Audero si oppone al suo tiro e devia in angolo.
Bella l’azione del Napoli al 34’: passaggi di prima alla trequarti campo tra Fabian, Osimhen, Zielinski e ancora Fabian che dal limite non sbaglia e porta il Napoli in vantaggio. Fallisce un agevole raddoppio Politano al 42’ spedendo sul fondo da due passi. Finisce così il primo tempo.
Nella ripresa i blucerchiati entrano in campo con un piglio diverso, più aggressivi. Viene ammonito Koulibaly per fallo su Candreva (al 24’ era stato ammonito anche Manolas). Gli azzurri hanno una occasione d’oro per il 2-0: al 51’ ripartenza per il Napoli con Fabian che verticalizza per Zielinski il cui tiro in porta, a colpo sicuro, viene mandato da Audero in calcio d’ angolo. Al 53’ fa tutto Fabian ma tira alto e un minuto dopo Insigne raccoglie la respinta di Audero su tiro di Fabian ma anche qui l’estremo difensore blucerchiato si supera. Il Napoli ha ripreso nelle mani il pallino del gioco, esercita una certa pressione provando a chiudere la gara.
Al 61’ e al 64’ Ospina si fa trovare pronto su Quagliarella e Gabbiadini. Al 66’ la Samp sostituisce Quagliarella con Keita.
Al 73 momenti di confusione in area del Napoli. Palla in angolo. Ospina a terra, sospetti crampi muscolari ma il portiere resta in campo nonostante Meret fosse già pronto a subentrare. Gattuso ne approfitta per sostituire Politano e Zielinski con Lozano e Mertens. Nel frattempo segna per i doria Thorsby di testa ma il Var richiama Valeri al controllo e l’arbitro annulla per fallo del norvegese su Koulibaly.
Il match resta vivo e fa registrare continui capovolgimenti di fronte. Fa la sua parte Osimhen all’87’: palla persa dalla Samp e verticalizzazione immediata per il nigeriano che in corsa brucia Yoshida e batte Audero per lo 0-2.
Due sostituzioni per il Napoli al 90’: fuori Insigne per Elmas e Fabian per Bakayoko. L’arbitro Valeri concede sei minuti di recupero. Ma gli azzurri difendono bene e chiudono la gara portando a casa i tre punti.

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