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Maradona, l’addio struggente degli argentini in processione nel palazzo presidenziale di Buenos Aires

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Nelle ore precedenti all’apertura della camera ardente al pubblico, nella sala dove si trovano i resti di Diego Maradona sono entrati i famigliari (la ex moglie Claudia Villafanes e le figlie Dalma e Giannina) e numerosi calciatori ed amici storici del ‘pibe de oro’ (Carlos Tevez, Martin Palermo, i membri della nazionale argentina vittoriosa a Messico 1986, e Guillermo Coppola. Nella notte e’ stata nella sala dove dieci anni fa fu reso l’estremo omaggio all’ex presidente Nestor Kirchner anche l’ultima fidanzata di Maradona, Veronica Ojeda, con il figlio Dieguito Fernando. Non c’è Diego Junior, il figlio napoletano perchè immobilizzato a Napoli e ancora in pericolo per i postumi del Covid. Diego Jr ha una polmonite bilaterale da curare. Voleva, vuole partire ma i medici gli hanno intimato di non muoversi perché rischia di morire. La famiglia di Maradona non ha fatto richieste particolari per le modalità della cerimonia, si è appreso, che accanto alla bara, o sara il feretro ci sarà una bandiera argentina.

Alle 6.18 locali (le 10.18 italiane)  sono state aperte le porte della camera ardente nella Casa Rosada presidenziale di Buenos Aires dove si trova il feretro che contiene il corpo di Diego Armando Maradona. Numerosi tifosi erano in fila dalla notte. Alla vigilia si parlava di un omaggio che doveva durare 48-72 ore, ma la famiglia ha disposto che l’ingresso delle persone avvenga solo per dieci ore, ossia fino alle 16 (le 20). Per tutta la notte, in prima fila in attesa dell’apertura delle porte, si e’ schierata ‘La Doce’, la tifoseria ufficiale della squadra Boca Juniors. Sono decine di questi tifosi che hanno forzato il loro ingresso per essere i primi a poter tributare il loro omaggio a Maradona.

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F1, Leclerc riparte da Ferrari 2018: la Rossa mi mancava

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“Si torna al volante della ‘bestia’, mi e’ mancato molto tutto questo”. Riparte la stagione di Charles Leclerc alla guida della Ferrari, una rossa del 2018 in attesa di togliere i veli alla monoposto che partecipera’ al Mondiale 2021 al via in Bahrain il 28 marzo. Il pilota monegasco e’ sceso in pista a Fiorano al volante della SF71H del 2018: 113 giri per il ferrarista, guarito pochi giorni fa dal Covid. Prima di salire nell’abitacolo Leclerc ha immortalato nelle proprie Stories su Instagram il garage di Fiorano all’interno del quale si nota il cofano motore con il numero #16 che contraddistingue le vetture del monegasco da quando esordi’ in F1 con la Sauber nel 2018. Alle 9.30 in punto di questa mattina Leclerc e’ uscito dai box della pista di Fiorano per un installation lap sulla SF71H del 2018 dando formalmente il via alla stagione 2021 della scuderia di Maranello. Il pilota monegasco, che e’ tornato al volante a 44 giorni dal Gran Premio conclusivo della stagione 2020, disputato il 13 dicembre ad Abu Dhabi, oggi ha dunque avuto modo riprendere contatto con la squadra, le procedure e la guida di una monoposto di Formula 1. Leclerc ha seguito un programma articolato, provando diverse partenze e lavorando in previsione del nuovo campionato che prendera’ il via a marzo con i test pre-stagionali. Ad osservare attentamente il pilota del Principato di Monaco c’era il suo compagno di squadra Carlos Sainz che domani gli dara’ il cambio sulla stessa monoposto. Per lo spagnolo si trattera’ dell’esordio assoluto al volante di una Ferrari di Formula 1. Sainz sara’ in pista anche nella mattinata di giovedi’, mentre nel pomeriggio lascera’ il posto a Mick Schumacher, pilota della Ferrari Driver Academy che in questa stagione sara’ impegnato in Formula 1 con l’Haas F1 Team. Venerdi’ sulla SF71H si alterneranno invece il tedesco, che girera’ al mattino, e Callum Ilott, collaudatore della scuderia, che salira’ in macchina nel pomeriggio.

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Olimpiadi salve, approvato il decreto per l’autonomia del Coni

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Sembra scongiurato il pericolo di una mancata partecipazione dell’Italia alle Olimpiadi paventato a causa della mancata autonomia del nostro Comitato Olimpico Nazionale. Infatti il consiglio dei ministri di questa mattina, riunitosi sotto la presidenza di Giuseppe Conte ha approvato un decreto-legge recante misure urgenti in materia di organizzazione e funzionamento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) su proposta dello stesso Conte e del ministro per le Politiche giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora. È stato l’ultimo atto proposto e firmato dal presidente del Consiglio Conte prima di consegnare le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato.

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La pandemia mette in crisi i top club del calcio, persi 2 miliardi di ricavi

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Il Barcellona si conferma la societa’ di calcio dal maggior fatturato al mondo, ma la crisi legata alla pandemia del Covid ha avuto un impatto pesante sui conti dei miglior club. E’ quanto emerge dalla 24/a edizione della Football Money League, l’annuale classifica dei ricavi delle societa’ di calcio pubblicata dallo Sports Business Group di Deloitte. La top 20 mondiale dei club per fatturato ha generato 8,2 miliardi di euro di ricavi complessivi nel 2019/20, in calo del -12% rispetto alla stagione precedente (9,3 miliardi). La contrazione di 1,1 miliardi e’ dovuta principalmente alla riduzione dei proventi da diritti tv (-937 milioni o -23%) legato al differimento di alcune entrate e agli sconti concessi alle tv e al crollo dei ricavi da stadio (-257 milioni o -17%). I top 20 club hanno cosi’ generato in media 409 milioni di ricavi, 55 milioni in meno rispetto al 2018/19 (464 milioni). E la crisi legata alla pandemia si sentira’ ulteriormente nel 2020/21: secondo Deloitte, le piu’ ricche societa’ al mondo entro la fine della stagione 2020/21 avranno perso oltre 2 miliardi in termini di mancate entrate, a causa non solo della prolungata chiusura degli stadi ma anche di ulteriori sconti alle emittenti per complessivi 1,2 miliardi. Decisivo, quindi, sara’ “il rientro in sicurezza dei tifosi negli stadi”, dato che, secondo Deloitte, “la dimensione dell’impatto finanziario globale della pandemia sull’industry del calcio dipendera’ in gran parte dal ritorno dei tifosi allo stadio”. L’impatto pesante della pandemia e’ quindi evidente gia’ nella graduatoria della stagione 2019/20 (resa difficile dagli approcci diversi utilizzati dai club nella redazione dei bilanci), in cui il dominio in termini di ricavi e’ rimasto spagnolo: in testa infatti troviamo il Barcellona (715,1 milioni di euro) e Real Madrid ( 714,9), con una differenza di soli 0,2 milioni. Seguono al terzo posto Bayern Monaco (634,1 milioni), Manchester United (580,4) e Liverpool (558,6). Primo club italiano, e unico nella top ten, e’ la Juventus, decima con un fatturato pari a 397,9 milioni (-13% con -36% per i ricavi da matchday), precedendo tra i club della Serie A l’Inter (14/a con 291,5, -20%) e il Napoli (19/o con 176,3, -15%). Fuori dalla top 20 invece il Milan (30/o con 148) mentre la Roma, 16/a nel 2018/19, esce addirittura dalla top 30 a causa della mancata partecipazione alla Champions League. Tra i migliori 20 club, soltanto Zenit (15/o con 236,5) ed Everton (17/o con 212 milioni) hanno visto crescere i propri ricavi.

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