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Maradona, il re amato da tutti: fiumi di lacrime sui social

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L’amore per Diego ha messo insieme tutti i mondi possibili, e qui c’è una piccola galleria dai social che lo dimostra ancora una volta: c’è il gruppo internazionale (i Massive Attack) e il Premier Giuseppe Conte. Il Napoli, ovvio,ma anche il Barcellona, Siviglia, la Roma, il Milan e pure i fans della Juventus. E il ministro dello sport Spadafora, e tanti calciatori, e poi attori, cantanti. I napoletani tutti ma non solo piangono il re del calcio, quello vero.

 

 

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Esteri

L’ex amante Corinna Larse racconta minacce e maneggio di milioni di euro del re emerito di Spagna Juan Carlos

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Corinna Larsen, amante per l’ex Re di Spagna, sarebbe stata minacciata da capo dei servizi segreti spagnoli per tenere la bocca ben chiusa sulla relazione extraconiugale reale. Il capo dell’intelligence spagnola (epurato dal nuovo Re nel 2019), il generale Félix Sanz Roldán è accusato di aver minacciato la bella cortigiana che era al corrente degli opachi movimenti finanziari internazionali del monarca. Risultato: la vittima, vera o presunta, è stata convocata dal tribunale spagnolo e, in video conferenza da Londra, dove risiede, ha rincarato spifferato quel che sapeva. Anche su minacce e provenienza delle minacce oltre che dei maneggi del Re  emerito Juan Carlos di Borbone. Una testimonianza che arriva nei giorni del dibattito politico in Spagna sul varo di una “Legge della Corona” per modernizzare la monarchia. Proprio a pochi giorni dalla mediazione del governo rosso-viola di Pedro Sánchez per placare le polemiche: Juan Carlos I manterrà il titolo di “re emerito” a vita e le future riforme saranno concordate con la casa reale e il re in carica, Felipe VI.
Socialista, Sánchez presiede un governo di coalizione con “Unidas Podemos”, il partito nato da una costola degli “Indignados” e guidato dal fervente repubblicano Pablo Iglesias.

Servizio segreto. Il generale Félix Sanz Roldán

È probabile che siano i monarchici, più dei repubblicani, a scandalizzarsi dell’intrigo amoroso (Corinna Larsen, divorziata dal principe tedesco Casimir zu Sayn-Wittgenstein, è stata la relazione extraconiugale più stabile e vistosa di Juan Carlos I), e forse anche degli ultimi sviluppi spionistici divulgati dalla protagonista. Le minacce risalirebbero al 2012, poco dopo la fine della love-story con il re, quando Félix Sanz Roldán la incontrò in un hotel di Londra, The Connaught, combinazione in Carlos place, per avvisarla che, se lei non avesse seguito le istruzioni, lui non avrebbe potuto “garantire la sicurezza fisica sua e dei suoi figli”. Tornata nella sua casa di Villars-sur-Ollon, in Svizzera, Corinna Larsen trovò, lasciato in bella vista, un libro sulla morte di Lady D nel tunnel dell’Alma e ricevette una telefonata anonima che alludeva in spagnolo alle gallerie tra Nizza e Monaco, dove risiede e gestisce i propri affari.
Ma i retroscena sui quali la magistratura svizzera, gli agenti del fisco spagnolo (e molti repubblicani) vorrebbero ascoltarla riguardano piuttosto i 100 milioni di dollari versati al re dall’Arabia Saudita e transitati su conti off shore, tra il 2008 e il 2012, quando Juan Carlos era protetto dall’immunità e dall’appoggio dell’ amante, omaggiata infine con 65 milioni di euro.


A dicembre i legali dell’anziano re, esule volontario ad Abu Dhabi, hanno presentato all’Agenzia delle Entrate una “dichiarazione integrativa” per gli anni 2016-2018, un ravvedimento operoso sostenuto da un conguaglio di 678 mila euro, a proposito dell’utilizzo (dopo l’ abdicazione) di carte di credito intestate a un imprenditore messicano già sotto inchiesta, Allen Sanginés-Krause, e alimentate da fondi fino ad allora sfuggiti al fisco spagnolo. Così i soci di governo hanno ricominciato a litigare sull’opportunità di istituire una commissione d’ inchiesta parlamentare sulle fortune occulte di Juan Carlos.

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Esteri

Navalny arrestato al rientro a Mosca

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L’hanno fermato appena messo piede sul suolo russo. Era stato avvisato però che fosse tornato sarebbe stato arrestato. Aleksej Navalny, che si trovava da agosto in Germania dove i medici lo hanno salvato dall’ avvelenamento al Novichok che aveva subìto in Siberia, non aveva potuto presentarsi negli ultimi mesi ai controlli di legge proprio perché ancora convalescente. Ma il fatto di non essersi precipitato a Mosca ha spinto l’autorità penitenziaria a sospendere la libertà condizionale di cui il principale oppositore russo godeva. Il 29 verrà portato davanti a un tribunale che dovrà decidere se fargli scontare per intero i tre anni e mezzo ai quali era stato condannato nel 2014 in un processo per truffa giudicato ingiusto anche dalla Corte europea. Nelle ultime settimane, quasi a volerlo convincere che non era il caso di tornare in patria, è scattata una nuova denuncia di appropriazione indebita.Per questo reato potrebbe farsi fino a dieci anni dietro le sbarre. Decine di persone che erano in attesa del blogger, tra cui alcuni collaboratori del suo fondo anticorruzione, sono stati fermati. Navalny si è difeso spiegando che la Russia è casa sua e che non era all’estero per sua scelta “ma perché ero stato avvelenato”.
Fin dall’ inizio l’esponente dell’ opposizione ha accusato direttamente il Cremlino dell’attentato. Poi, con la collaborazione dell’organizzazione investigativa “Bellingcat”, ha individuato gli agenti dell’Fsb (il successore del Kgb) che lo avevano seguito in Siberia.
Negli ultimi giorni Navalny aveva telefonato a uno degli agenti del commando spacciandosi per un alto funzionario governativo. Nella conversazione registrata, l’uomo aveva raccontato di come lui e altri specialisti erano stati inviati in Siberia per far sparire le tracce del Novichok, soprattutto dalle mutande che erano state impregnate particolarmente “attorno all’area genitale”. La telefonata è stata definita falsa dal Cremlino.

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Derby d’Italia ad una Inter perfetta, la Juventus peggiore della stagione perde 2 a 0

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L’Inter perfetta domina la Juventus e si prende il derby d’Italia. Il grande ex Vidal e Barella riportano la squadra di Conte in vetta alla classifica, regalando il primo successo al tecnico contro la sua ex squadra e mandando gli uomini di Pirlo a -7 in classifica. Il 2-0 sta addirittura stretto ai nerazzurri, alla miglior prestazione stagionale anche agevolati da una Juventus raramente cosi’ impalpabile. E le assenze, seppur pesanti, dei vari De Ligt e Dybala non puo’ bastare a giustificare una gara cosi’ da parte dei bianconeri. La fredda serata di San Siro si apre con i fuochi d’artificio da parte dei tifosi fuori dal Meazza, segnale forse premonitore della serata per l’Inter. La Juventus parte bene, creando subito il primo pericolo per la porta di Handanovic. Il capitano nerazzurro respinge un mancino da fuori di Rabiot, Chiesa serve Ronaldo che insacca a porta vuota ma l’esterno italiano e’ in fuorigioco.

Nell’altra area, invece, alla prima palla buona l’Inter passa: cross dalla sinistra di Barella, Vidal anticipa Danilo e di testa insacca il classico gol dell’ex, scatenando ulteriori polemiche non esultando dopo essersi fatto beccare baciando il logo bianconero nel prepartita. La Juve alza il baricentro, ma lascia praterie sulle quali la squadra di Conte in contropiede va a nozze, creando diverse occasioni per raddoppiare. La palla migliore capita sui piedi di Lautaro dopo una respinta Szczesny su tiro dal limite di Lukaku, l’argentino pero’ a porta vuota spara alto. L’asse che trascina l’Inter e’ sempre la LuLa, anche se in versione sprecona, perche’ Lautaro poco dopo non trova lo specchio dal limite e poi Lukaku strozza un destro da dentro l’area. La reazione Juve e’ tutta in un paio di conclusioni di Ronaldo dalla distanza, ma niente di piu’. Un copione che si ripete anche ad inizio ripresa, quando l’Inter galoppa negli spazi lasciati da Chiellini e compagni.

E proprio in ripartenza i nerazzurri raddoppiano: Bastoni con un lancio di 50 metri trova la difesa bianconera scoperta e mette praticamente in porta Barella, che a tu per tu con Szczesny non sbaglia. Non basta nemmeno il doppio svantaggio a svegliare unaJuventus troppo brutta per essere vera, incapace non solo di creare problemi dalle parte di Handanovic ma anche di arginare le continue ripartenze dell’Inter, che sfiora addirittura il 3-0 in diverse occasioni. Ronaldo prova a rianimare i suoi con qualche urlaccio, che pero’ non basta anche perche’ il portoghese e’ impalpabile, come pure i tentativi di Pirlo dalla panchina visto che gli ingressi di Kulusevsksi e McKennie stavolta non portano risultati. L’unica occasione bianconera arriva nel finale, quando Handanovic si esalta su un destro ravvicinato di Chiesa. Troppo poco per impensierire davvero un’Inter praticamente perfetta, che appaia il Milan in testa alla classifica in attesa della sfida di domani dei rossoneri contro il Cagliari. Una vittoria che pesa e che rilancia le ambizioni scudetto degli uomini di Conte, in un momento comunque complicato a livello societario con le voci di cessione da parte di Suning: “Nessun allarme”, ha spiegato Marotta nel prepartita. L’allarme, semmai, se Lukaku e compagni continuano a giocare cosi’ potrebbe suonare per le avversarie.

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