Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha indicato come priorità assoluta il rafforzamento della difesa aerea del Paese, chiedendo agli alleati europei sostegno per acquistare e produrre nuovi sistemi, in particolare i Patriot.
“Ogni giorno servono missili di difesa aerea”, ha ribadito, mentre proseguono gli attacchi russi contro infrastrutture e aree civili.
Nuovi aiuti da Europa e alleati
Nel corso della sua missione diplomatica, Zelensky ha incassato nuovi impegni:
- Germania e Ucraina hanno concordato un pacchetto da 4 miliardi di euro
- Norvegia ha promesso 9 miliardi di assistenza
- Il Regno Unito ha annunciato l’invio di 120mila droni entro l’anno
Anche l’Italia, con la premier Giorgia Meloni, ha espresso interesse a rafforzare la cooperazione industriale, soprattutto nel settore dei droni.
La risposta della Russia: “Obiettivi in Europa”
Mosca ha reagito duramente all’intensificazione del sostegno occidentale. Il ministero della Difesa russo ha definito la produzione europea di droni per Kiev “un passo deliberato verso l’escalation”, indicando i siti industriali coinvolti come “potenziali obiettivi”.
Un avvertimento rilanciato anche da Dmitry Medvedev, che ha parlato apertamente della possibilità di attacchi contro infrastrutture legate alla produzione militare per l’Ucraina.
Guerra che si allarga sul piano tecnologico
Il conflitto entra sempre più in una fase tecnologica. Kiev ha sviluppato competenze avanzate nell’uso di droni e sistemi di intercettazione, ma resta limitata dalla disponibilità finanziaria per aumentare la produzione.
Parallelamente, gli attacchi a lungo raggio ucraini stanno colpendo obiettivi strategici russi, inclusi impianti energetici e industriali.
Attacchi continui e bilancio pesante
Secondo dati ucraini, negli ultimi mesi la Russia ha lanciato migliaia di droni e centinaia di missili contro il Paese.
Nelle ultime ore nuovi raid hanno colpito diverse regioni, con vittime civili e danni a infrastrutture, tra cui università e impianti sportivi.
Coordinamento internazionale
Oltre 50 Paesi stanno coordinando gli aiuti militari a Kiev in riunioni periodiche. Al tavolo anche la Nato, con il segretario generale Mark Rutte che ha invitato a non distogliere l’attenzione dall’Ucraina nonostante le crisi in Medio Oriente.
Il conflitto resta aperto e senza una prospettiva immediata di soluzione diplomatica, mentre cresce il rischio di un allargamento delle tensioni anche fuori dai confini ucraini.