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Cronache

Manovra, vertice di maggioranza senza accordo: affitti brevi, pensioni, canone Rai e nuove entrate ancora in bilico

Vertice di maggioranza a Palazzo Chigi senza intesa sulla manovra. Restano irrisolti affitti brevi, pensioni, Isee prima casa, sicurezza, nuove entrate e ipotesi di condono. Giorgetti: «Senza risorse certificate, nessuna modifica».

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La vigilia agitata aveva anticipato il clima. Il vertice di maggioranza convocato a Palazzo Chigi sulla manovra si è concluso senza un accordo. La nota ufficiale parla di confronto «proficuo e costruttivo», ma le distanze tra i partiti restano profonde.

Il nodo principale riguarda la necessità di trovare nuove risorse e definire gli aggiustamenti da apportare alla legge di Bilancio. Tutto rinviato a una riunione conclusiva fissata per la fine della prossima settimana, quando Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini, Maurizio Lupi e il ministro Giancarlo Giorgetti torneranno a esaminare i dossier.

I dossier più controversi: affitti brevi, dividendi, Isee e oro da investimento

La lista dei temi ancora senza soluzione è lunga e politicamente sensibile:

  • affitti brevi e cedolare al 21% per chi possiede fino a tre immobili;

  • iper ammortamento e incentivi agli investimenti;

  • regime fiscale sui dividendi;

  • ampliamento dell’esenzione Isee sulla prima casa;

  • misure per far emergere l’oro da investimento.

Sono i punti che dividono la coalizione e frenano ogni intesa, aggravati dal fatto che la campagna elettorale nelle regioni impone prudenza e visibilità ai diversi partiti.

La posizione della Lega: sicurezza, Irap e casa

Il Carroccio non arretra. Chiede:

  • nuove assunzioni in forze dell’ordine e comparto militare;

  • aumento dello 0,5% dell’Irap per i grandi istituti bancari;

  • cedolare secca al 21% sugli affitti brevi per i proprietari di fino a tre immobili.

La ricerca delle coperture sarà decisiva per valutare se il governo potrà davvero intervenire su pensioni, rottamazione, canone Rai a 70 euro e detassazione dei rinnovi contrattuali.

Le coperture: proposte fragili e ipotesi a rischio

Le soluzioni sul tavolo appaiono incerte o difficili da realizzare:

  • tassazione del 12,5% sulla rivalutazione dell’oro dei privati;

  • nuovo prelievo su banche e assicurazioni, già colpite per 11 miliardi nel triennio;

  • utilizzo dell’oro di Bankitalia o quote del Mes, ipotesi giudicate impraticabili.

Restano in ballo misure contenute negli emendamenti segnalati:

  • tassa sui pacchi extra Ue;

  • imposta da 500 euro sui pagamenti in contanti fra 5.000 e 10.000 euro;

  • un controverso condono edilizio, già accolto con freddezza da Salvini, che ora punta su un Piano Casa da 877 milioni entro il 2030.

Le proposte Lotito e il capitolo sanzioni

Nel dibattito sono entrate anche le proposte del senatore Claudio Lotito (FI):

  • riduzione delle multe per il mancato o ritardato versamento dei contributi;

  • abolizione del divieto di pubblicità indiretta per gioco e scommesse.

Ipotesi che rischiano di alimentare nuove tensioni nella coalizione.

Il precedente Consiglio dei ministri e la proroga per il Terzo settore

Poche ore prima del vertice, il Consiglio dei ministri aveva approvato alcune misure, tra cui il prolungamento fino al 2036 dell’esenzione Iva per il Terzo settore. Un intervento salutato positivamente dal sottosegretario Alfredo Mantovano, che ha parlato di «soluzione concreta e stabile».

Giorgetti frena: «Nessuna modifica senza risorse»

La linea del ministro dell’Economia resta inflessibile: ogni ipotesi dovrà essere coperta da risorse certe. In serata il Mef ha smentito categoricamente le indiscrezioni sulle possibili modifiche alla manovra.

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Cronache

Maltempo sull’Italia, allerta gialla in 11 regioni: evacuazioni a Fiumicino e Sibari

Piogge e vento colpiscono Centro e Sud. Allerta gialla in 11 regioni, evacuazioni a Fiumicino e Sibari, richiesta di stato di emergenza in Calabria.

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L’Italia resta nella morsa del maltempo. Piogge intense e venti forti stanno interessando in particolare il Centro e il Sud, con la Protezione Civile che per domenica ha diramato un’allerta gialla in undici regioni.

L’avviso riguarda settori di Emilia-Romagna, Abruzzo, Campania, Basilicata, Puglia e Sardegna, e l’intero territorio di Lazio, Umbria, Molise, Calabria e Sicilia. Massima attenzione in Puglia e Sicilia, dove sono attesi temporali più intensi.

Centinaia di interventi nel Lazio

In provincia di Roma si contano circa cento interventi dei vigili del fuoco nelle ultime ore. Le richieste hanno riguardato allagamenti in abitazioni, negozi e cantine, oltre a segnalazioni di alberi e rami pericolanti.

Alcuni fulmini hanno colpito alberi, pali della luce e cabine elettriche. Danni anche alla centrale termica di via di Grottarossa 214, a Roma, dove sono intervenuti vigili del fuoco e tecnici Enel per la messa in sicurezza.

A Fiumicino una cinquantina di famiglie è stata evacuata a seguito dell’esondazione del mare che ha allagato le abitazioni vicino agli scogli.

Soccorsi nel Ternano e Calabria in emergenza

Nel Ternano i vigili del fuoco hanno soccorso circa venti persone sorprese da una piena improvvisa.

Situazione particolarmente complessa in Calabria. Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha annunciato la convocazione urgente di una Giunta straordinaria che ha deliberato la richiesta formale al Governo del riconoscimento dello stato di emergenza nazionale.

Nel Cosentino, soprattutto nell’area di Cassano allo Ionio, è stata disposta l’evacuazione delle abitazioni del centro nautico di Sibari. Il vescovo della diocesi di Cassano, monsignor Francesco Savino, ha parlato di case invase dall’acqua, famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni e attività sospese.

Oltre mille interventi in Sardegna

Danni anche in Sardegna, dove dall’11 febbraio i vigili del fuoco hanno effettuato oltre mille interventi.

Il quadro resta in evoluzione e l’attenzione delle autorità è massima in vista delle prossime ore, con la priorità rivolta alla tutela delle persone e alla messa in sicurezza delle aree colpite.

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Cronache

Messina, sequestro da 1,3 milioni per presunta truffa finanziaria

La Guardia di Finanza di Messina ha sequestrato beni per 1,3 milioni di euro a due indagati per truffa ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

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Beni per circa 1,3 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Messina a due persone indagate per truffa ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

Il provvedimento è stato disposto dal gip del Tribunale di Messina su richiesta della Procura, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla sezione Criminalità economica.

Il meccanismo contestato

Secondo l’accusa, i due indagati – uno operante nel Messinese e l’altro in Svizzera – avrebbero sfruttato la loro esperienza nel settore della consulenza finanziaria per proporre investimenti nel comparto obbligazionario di società maltesi, promettendo rendimenti elevati e sicuri.

In realtà, i titoli sarebbero stati riconducibili a una società facente capo direttamente a uno degli indagati. Per rendere credibile l’operazione, sarebbero state inizialmente corrisposte cedole periodiche, presentate come provenienti da una società fiduciaria nazionale, alimentando la fiducia degli investitori.

Società non autorizzate

Gli accertamenti, svolti anche con il supporto degli organismi di vigilanza, avrebbero confermato che nessuna delle società coinvolte era autorizzata alla raccolta del risparmio e che i soggetti indagati non possedevano i requisiti per operare nel settore.

Il giudice ha ravvisato il pericolo di dispersione del patrimonio verso l’estero, disponendo il sequestro per un importo corrispondente al presunto profitto illecito.

Coinvolta anche la moglie

Dall’inchiesta è emerso anche il ruolo della moglie di uno dei consulenti, indagata per aver messo a disposizione il proprio conto corrente al fine di occultare le provvigioni ritenute indebite.

La posizione degli indagati è al vaglio dell’autorità giudiziaria e vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Cronache

Morto Claudio Sterpin, figura centrale nel caso Liliana Resinovich

È morto a Trieste Claudio Sterpin, 86 anni, legato a Liliana Resinovich. Fu l’ultimo a sentirla il giorno della scomparsa nel 2021.

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È morto a Trieste Claudio Sterpin, 86 anni, ex maratoneta e figura legata al caso di Liliana Resinovich.

La notizia è stata diffusa dalla trasmissione Quarto Grado e si è rapidamente diffusa in città e sui social.

Sterpin era stato l’ultimo a parlare al telefono con Liliana la mattina del 14 dicembre 2021, giorno della sua scomparsa. Il corpo della donna fu ritrovato il 5 gennaio successivo nel boschetto dell’ex Opp di Trieste.

Il rapporto con Liliana

Sterpin aveva sempre sostenuto di avere con Resinovich un legame affettivo destinato a trasformarsi in una convivenza. Una ricostruzione che è stata costantemente smentita dal marito della donna, Sebastiano Visintin.

Tra Sterpin e Resinovich vi era stata in gioventù una relazione, circostanza mai negata. Negli ultimi anni, però, il confronto pubblico tra Sterpin e Visintin si è trasformato in un acceso dibattito mediatico e in iniziative giudiziarie.

Le dichiarazioni e l’incidente probatorio

Sterpin aveva partecipato al recente incidente probatorio disposto dalla pm Ilaria Iozzi per raccogliere la sua testimonianza. In quell’occasione aveva ribadito di aver sempre fornito la stessa versione dei fatti.

Poco tempo fa aveva dichiarato di non ritenere il marito della donna responsabile dell’omicidio, aggiungendo però che, a suo avviso, quest’ultimo sapesse chi fosse l’autore.

Si ricorda che sul caso sono in corso accertamenti giudiziari e vale il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

La battaglia per la verità

Sterpin aveva portato avanti negli anni una battaglia pubblica, tra interviste, appelli e manifestazioni, per sostenere la propria versione del rapporto con Resinovich e chiedere chiarezza sulla morte della donna.

Tra le sue ultime apparizioni pubbliche, un sit-in davanti al tribunale di Trieste lo scorso dicembre, durante il quale aveva ribadito la necessità di arrivare alla verità.

Con la sua scomparsa si chiude una delle voci più presenti e controverse di una vicenda che continua a essere al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica.

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