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Economia

Manovra, Giorgetti apre alla flat tax sugli aumenti. Prudenza sulla tassa alle banche

Giorgetti delinea la manovra 2027: flat tax sugli aumenti di stipendio, possibile soglia a 100 mila euro per le partite Iva e pensione a 64 anni. La Lega propone una tassa del 5% sugli utili bancari, mentre incombe la scadenza del taglio delle accise sul gasolio.

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Una tassazione agevolata sugli aumenti di stipendio, soprattutto per i giovani, l’ampliamento della flat tax per le partite Iva e una possibile correzione delle regole per andare in pensione a 64 anni. Sono alcune delle ipotesi indicate dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per la manovra 2027.

Più prudente, invece, la posizione sulla proposta della Lega di imporre alle banche un contributo del 5% sugli utili. Giorgetti preferisce puntare sulla concorrenza per ridurre rendite di posizione ed extraprofitti.

Il ministro è intervenuto alla manifestazione leghista “In tua difesa – Verso la finanziaria 2027”, tracciando le prime coordinate di una legge di bilancio condizionata dal caro energia, dalle tensioni sui mercati e dall’elevato debito pubblico.

Flat tax sugli aumenti di stipendio

Giorgetti propone un vantaggio fiscale per le imprese disposte ad aumentare le retribuzioni, con particolare attenzione ai lavoratori più giovani.

«Penso che dobbiamo fare una proposta di tassazione agevolata, una sorta di flat tax per gli aumenti di stipendio», afferma il ministro. La misura dovrebbe accompagnare la disponibilità delle aziende ad adeguare le retribuzioni e contribuire a contrastare la perdita di potere d’acquisto e la fuga dei lavoratori qualificati.

Il modello richiamato è quello degli incentivi fiscali introdotti dalla manovra 2026 per le imprese che rinnovavano i contratti di lavoro.

Partite Iva, la soglia potrebbe salire a 100 mila euro

Sul tavolo c’è anche l’innalzamento del limite di reddito per accedere alla flat tax al 15% riservata alle partite Iva. La soglia è attualmente fissata a 85 mila euro, mentre la Lega propone da tempo di portarla a 100 mila euro.

Giorgetti considera il limite europeo ingiustificato, ma riconosce che sarà necessario negoziare con Bruxelles.

La misura, che potrebbe arrivare nell’anno delle elezioni politiche, è contestata dalle opposizioni. Il nodo sollevato riguarda l’equità rispetto ai lavoratori dipendenti, sottoposti alle aliquote progressive dell’Irpef.

Banche, la Lega chiede fino a tre miliardi

La Lega propone un contributo del 5% sugli utili bancari, indicati in oltre 50 miliardi di euro. L’obiettivo è recuperare tra due e tre miliardi da destinare al sostegno di famiglie e imprese contro il caro energia e al rafforzamento della sicurezza.

L’ipotesi incontra la netta contrarietà di Forza Italia. Giorgetti non si pronuncia direttamente sulla tassa e sposta l’attenzione sulla scarsa competizione nel sistema creditizio.

«Se introduci elementi di concorrenza, alcune rendite di posizione e alcuni extraprofitti si abbassano automaticamente a beneficio della collettività», osserva il ministro, interrogandosi sulle condizioni offerte dalle banche agli imprenditori e sulle difficoltà incontrate da un pensionato nel trasferire il proprio conto corrente.

La proposta leghista potrebbe produrre un gettito compreso tra due e tre miliardi, ma modalità e base imponibile devono ancora essere definite.

Pensione a 64 anni, ma salvaguardando i conti

Giorgetti apre anche alla proposta della Lega sull’uscita dal lavoro a 64 anni. L’intervento dovrebbe correggere la differenza tra chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 e chi ricade interamente nel sistema contributivo.

Il ministro avverte però che qualsiasi modifica dovrà garantire la sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico nel lungo periodo.

Euro digitale senza commissioni fino a 10 euro

Sul fronte europeo, Giorgetti sostiene la proposta italiana di azzerare le commissioni sui pagamenti in euro digitale fino a dieci euro.

La misura punta a tutelare piccoli commercianti e microimprese, favorendo la diffusione dei pagamenti elettronici senza far pesare i costi delle transazioni sugli importi più bassi.

Debito e mercati, la linea della prudenza

Il ministro rivendica di avere portato «la barca in acque sicure» nonostante le turbolenze internazionali. L’elevato debito pubblico impone però prudenza e rende l’Italia particolarmente esposta alle reazioni dei mercati.

Giorgetti si definisce sovranista nel senso di voler difendere gli interessi nazionali. Per farlo, sostiene, occorre ridurre il rischio che le scelte del Paese siano condizionate dalla pressione finanziaria, muovendosi comunque «nell’ambito del principio di realtà».

Carburanti, il taglio delle accise scade giovedì

La questione più urgente riguarda i carburanti. Il taglio di 17 centesimi al litro delle accise sul gasolio, prorogato dal 6 al 10 settembre, scadrà giovedì. Ansa

Il governo sta lavorando a nuovi interventi mirati contro il caro carburanti. Non è esclusa una riunione del Consiglio dei ministri già giovedì, anche se all’interno dell’esecutivo vengono valutati tempi più lunghi per definire platea, durata e coperture delle misure.

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Economia

SpaceX cerca 40 miliardi per i chip Nvidia: Apollo guida il piano

SpaceX punta a raccogliere 40 miliardi di dollari per un maxi acquisto di chip Nvidia: 10 miliardi attraverso prestiti bancari e 30 miliardi con debito investment grade. Apollo dovrebbe coordinare l’operazione, mentre Pimco è tra i soggetti in trattativa. La chiusura è prevista nel 2027, ma l’accordo non è ancora concluso.

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SpaceX punta a raccogliere 40 miliardi di dollari per acquistare chip Nvidia e rafforzare le proprie infrastrutture di intelligenza artificiale. Il gruppo guidato da Elon Musk sta trattando un finanziamento che combinerebbe prestiti bancari e debito destinato agli investitori istituzionali, con Apollo Global Management attesa alla guida dell’operazione.

Il piano prevede circa 10 miliardi di dollari di prestiti bancari e 30 miliardi di debito investment grade. Tra i soggetti in trattativa figura Pimco, uno dei maggiori gestori obbligazionari mondiali. La chiusura è prevista nel 2027, ma l’accordo non risulta ancora concluso.

Un maxi finanziamento per la potenza di calcolo

L’obiettivo è sostenere un grande ordine di semiconduttori Nvidia, necessari per ampliare la capacità di elaborazione utilizzata nei progetti di intelligenza artificiale.

Il piano evidenzia le dimensioni finanziarie della corsa all’IA: lo sviluppo dei modelli richiede investimenti ingenti in processori, reti, data center e infrastrutture energetiche.

Per SpaceX, il ricorso al debito consentirebbe di finanziare gli acquisti senza effettuare una nuova raccolta di capitale azionario. Comporterebbe però maggiori obblighi di rimborso e oneri finanziari.

Il ruolo di Apollo e le trattative con Pimco

Apollo dovrebbe coordinare il finanziamento e contribuire a collocare il debito presso una platea ampia di investitori.

Pimco sarebbe tra i soggetti coinvolti nei negoziati. La partecipazione e gli importi definitivi restano da stabilire, insieme alle condizioni economiche dell’operazione.

Apollo e Pimco non hanno commentato le trattative. SpaceX e Nvidia non hanno fornito una risposta immediata alle richieste di chiarimento riportate negli aggiornamenti disponibili.

Il rating BBB e gli investitori istituzionali

Il rating BBB di SpaceX colloca il debito nella categoria investment grade, il livello considerato di qualità creditizia superiore a quella speculativa.

Questa classificazione può favorire l’interesse di compagnie assicurative e fondi pensione, i cui mandati spesso limitano l’esposizione ai titoli con rating più basso.

Il giudizio creditizio, tuttavia, non elimina i rischi: la sostenibilità del finanziamento dipenderà anche dai flussi di cassa, dalle condizioni del debito e dal rendimento degli investimenti.

Musk punta sulla piattaforma Vera Rubin

Il progetto rafforzerebbe il rapporto tra SpaceX e Nvidia, dopo la scelta indicata da Musk di basare le infrastrutture di intelligenza artificiale sulla tecnologia del gruppo californiano.

Durante la presentazione dei risultati di agosto, Musk ha espresso una preferenza per Vera Rubin, la nuova architettura Nvidia destinata al calcolo avanzato e all’IA.

Per Nvidia, un ordine di queste dimensioni rappresenterebbe un ulteriore consolidamento della propria posizione nel mercato degli acceleratori per l’intelligenza artificiale, mentre cresce la concorrenza di altri produttori e delle soluzioni sviluppate dai grandi gruppi tecnologici.

Dopo l’Ipo, altri investimenti finanziati a debito

SpaceX ha completato a giugno un’offerta pubblica iniziale da circa 86 miliardi di dollari. Nello stesso mese ha emesso 25 miliardi di dollari di obbligazioni senior non garantite, articolate in cinque scadenze.

Il nuovo piano da 40 miliardi si aggiungerebbe quindi a una raccolta finanziaria già molto consistente.

Dopo il collocamento obbligazionario, i titoli di debito hanno subito pressioni legate alle preoccupazioni per l’indebitamento e gli elevati investimenti. La capacità di trasformare la nuova potenza di calcolo in ricavi e liquidità resta un elemento centrale per la valutazione del progetto.

Un accordo ancora da definire

La struttura prospettata segnala l’ambizione di SpaceX nell’intelligenza artificiale, ma restano aperti i dettagli del finanziamento e dell’ordine di chip.

Tempi di consegna, condizioni del debito e utilizzo delle infrastrutture saranno determinanti per misurare gli effetti dell’operazione. I 40 miliardi rappresentano un obiettivo di raccolta in trattativa, non un finanziamento già ottenuto.

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Economia

Mps, anche i Benetton sostengono l’Opas di Intesa

La holding dei Benetton, Edizione, annuncia l’intenzione di aderire all’Opas di Intesa Sanpaolo conferendo l’1,45% di Mps. Il sostegno segue l’impegno formale di Delfin, titolare del 17,6%. Lovaglio continua a valutare alternative, mentre l’assemblea del 29 ottobre sarà decisiva per le operazioni proposte dal management senese.

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Anche i Benetton scelgono l’offerta di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena. Dopo l’impegno di Delfin, primo azionista della banca senese con il 17,6%, la holding Edizione annuncia l’intenzione di conferire il proprio 1,45% di Mps all’Opas. Un sostegno che rafforza la posizione di Intesa e rende più complessa la ricerca di un’alternativa da parte dell’amministratore delegato di Siena, Luigi Lovaglio.

Le partecipazioni dei due soci rappresentano complessivamente il 19,05% del capitale di Mps. Restano però distinti l’impegno formale assunto da Delfin e l’intenzione di adesione dichiarata da Edizione: non si tratta ancora di azioni già consegnate all’offerta.

Benetton: l’offerta può creare valore

«L’Opas promossa su Mps può creare valore sia per la banca senese, sia per i suoi azionisti», afferma Alessandro Benetton, presidente di Edizione.

La holding intende partecipare conferendo l’intera quota detenuta nel Monte, con l’obiettivo di diventare azionista stabile di Intesa Sanpaolo.

Benetton richiama inoltre le indicazioni dell’amministratore delegato di Intesa, Carlo Messina, sul contributo dell’operazione alla stabilità dell’azionariato e all’indipendenza di Assicurazioni Generali. Il futuro assetto del gruppo assicurativo resta uno dei temi centrali del confronto tra i protagonisti del riassetto bancario.

Delfin ha assunto un impegno formale

La decisione di Edizione segue quella di Delfin, holding della famiglia Del Vecchio, che ha assunto un impegno a conferire all’offerta tutte le proprie 534,7 milioni di azioni Mps, pari al 17,6% del capitale.

L’accordo comprende anche la partecipazione all’assemblea del 29 ottobre, con comportamenti di voto coerenti con le condizioni dell’Opas.

Il peso di Delfin riguarda quindi sia l’adesione all’offerta sia il confronto assembleare sulle operazioni proposte dal management senese.

Il rilancio di Intesa e le condizioni dell’Opas

Intesa ha aumentato la componente in denaro dell’offerta da 1 a 1,25 euro per ogni azione Mps, mantenendo il rapporto di scambio di 1,6 azioni Intesa di nuova emissione.

Il valore complessivo del corrispettivo dipende quindi anche dall’andamento del titolo Intesa in Borsa.

Il rilancio si accompagna a una posizione netta sulle operazioni alternative di Mps. Intesa ha dichiarato che, qualora l’assemblea approvasse i punti indicati relativi alle Ops su Banco Bpm e Banca Generali, agli aumenti di capitale e alla riduzione volontaria del capitale sociale, non rinuncerebbe alle relative condizioni di efficacia. In quel caso, la propria offerta diventerebbe inefficace.

Il voto del 29 ottobre assume così un ruolo decisivo nella scelta tra i progetti in campo.

Lovaglio lavora a un’alternativa

Luigi Lovaglio continua a esaminare con gli advisor possibili risposte all’offerta di Intesa. Al momento non emerge una nuova proposta definita.

In calendario figura un consiglio di amministrazione ordinario il 15 ottobre. L’eventuale convocazione di una riunione straordinaria dipenderà dalla disponibilità di un quadro più preciso sulle iniziative da sottoporre al board.

Tra le ipotesi discusse dal mercato c’è un aumento delle distribuzioni agli azionisti rispetto ai 4 miliardi di europrospettati. Un’altra variabile riguarda la valorizzazione della partecipazione in Generali. Si tratta di scenari, non di decisioni già approvate.

Dividendi e capitale: cosa cambia per i soci

Una maggiore distribuzione potrebbe rendere più interessante il progetto autonomo di Mps, ma richiederebbe una valutazione delle conseguenze patrimoniali e dei passaggi autorizzativi.

Distribuire liquidità non equivale automaticamente a creare nuovo valore: il pagamento di un dividendo trasferisce risorse dalla banca agli azionisti e, a parità delle altre condizioni, riduce il valore economico rimasto nell’istituto.

Allo stesso modo, vendere una partecipazione trasforma un investimento in liquidità. Il risultato dipende dal prezzo ottenuto, dai tempi dell’operazione e dagli effetti sui ricavi futuri.

Eventuali distribuzioni straordinarie dovrebbero inoltre rispettare i requisiti di capitale e le valutazioni della vigilanza bancaria, anche sulla sostenibilità della posizione patrimoniale nel tempo.

Le prossime tappe del confronto

L’annuncio dei Benetton consolida il fronte favorevole all’Opas, mentre il mercato attende le eventuali nuove proposte di Siena e i giudizi dei proxy advisor, che orientano le valutazioni di molti investitori istituzionali.

La partita resta aperta: il sostegno di azionisti rilevanti rafforza Intesa, ma l’esito dipenderà dalle decisioni assembleari, dalle condizioni dell’offerta e dalle scelte degli altri soci.

 

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Economia

Salone del Mobile 2027, il Contract per rilanciare il legnoarredo

Il Salone del Mobile 2027 punta sul debutto del Salone Contract per offrire nuove opportunità alle imprese del legnoarredo. La piattaforma, con masterplan di Rem Koolhaas e David Gianotten/OMA, sarà dedicata alle grandi forniture integrate. Dal 13 al 18 aprile torneranno anche Euroluce e Salone Raritas. Il tour internazionale accompagnerà le aziende sui mercati esteri, mentre Federlegnoarredo segnala le difficoltà del settore e la concorrenza cinese.

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Grandi forniture per hotel, abitazioni, uffici e spazi pubblici: il Salone del Mobile punta sul Contract per aprire nuove opportunità alle imprese del legnoarredo, alle prese con un mercato in contrazione. La nuova piattaforma debutterà nella 65ª edizione, in programma dal 13 al 18 aprile 2027 a Fiera Milano Rho, mentre il settore si avvia verso una chiusura d’anno negativa.

La flessione indicata nell’aggiornamento a giugno è del 4,5%. Il bilancio definitivo del 2026 deve ancora essere consolidato, ma le aspettative illustrate da Federlegnoarredo restano prudenti.

Salone Contract, dal mobile al progetto completo

Il Salone Contract sarà dedicato alle commesse che richiedono progettazione, produzione, fornitura e coordinamento di arredi e servizi.

È un mercato nel quale la competitività dipende dalla capacità di gestire progetti complessi: dall’allestimento di un albergo agli ambienti di lavoro, fino agli sviluppi residenziali e agli spazi collettivi.

«Il Salone del Mobile del 2027 può innovare con il Salone Contract e aprire nuove prospettive per le aziende», ha spiegato la presidente Maria Porro (foto Imagoeconomica), richiamando anche il possibile contributo delle imprese al tema della casa.

Il masterplan di Rem Koolhaas e David Gianotten

A dare forma alla piattaforma sarà il masterplan firmato da Rem Koolhaas e David Gianotten dello studio OMA.

Il progetto prevede spazi espositivi e luoghi di confronto tra committenti, architetti, produttori e operatori. L’obiettivo è favorire incontri professionali e nuove collaborazioni lungo le diverse fasi delle commesse.

Per le aziende italiane, il Contract rappresenta la possibilità di valorizzare insieme design, manifattura e competenze progettuali.

Un mercato potenziale da 80 a 100 miliardi

Le elaborazioni presentate stimano tra 80 e 100 miliardi di euro il valore potenziale globale delle forniture Contract considerate nell’analisi. Si tratta di una stima di mercato, non del valore delle commesse già disponibili per le imprese italiane.

Le Americhe costituiscono l’area più consistente, con un intervallo compreso tra 34,8 e 42,6 miliardi di euro, seguite dall’Asia Pacifico, tra 27,9 e 34,2 miliardi.

Per destinazione d’uso, il segmento residenziale vale circa 40-49 miliardi, seguito dagli uffici con 17-21 miliardi, dal retail con 15-18 miliardi e dall’ospitalità con 7-9 miliardi.

Tornano Euroluce e Salone Raritas

L’edizione 2027 vedrà il ritorno di Euroluce, la manifestazione biennale dedicata al design dell’illuminazione.

È confermata anche la seconda edizione di Salone Raritas, la piattaforma riservata a pezzi unici, edizioni limitate, antiquariato e alta manifattura creativa.

Il programma affiancherà così ai grandi progetti Contract la ricerca sulla luce e le produzioni d’autore.

Il tour internazionale e la tappa di Riyad

Prima dell’appuntamento milanese, il Salone porterà le proprie iniziative in diversi mercati internazionali, con l’obiettivo di accompagnare le aziende nella ricerca di interlocutori e opportunità commerciali.

In Europa sono previste tappe a Londra, Parigi, Madrid e Amburgo. In Asia il percorso comprende Singapore, Seoul, Shanghai, Hong Kong, New Delhi e Bangalore. Restano centrali Stati Uniti e Canada, mentre Riyad, Lagos, Cape Town e Città del Messico figurano tra le destinazioni sulle quali sviluppare nuove relazioni.

La tappa saudita è indicata per gennaio 2027, rispetto all’originaria previsione di novembre. Porro ha collegato lo spostamento alle difficoltà del quadro internazionale, ribadendo l’intenzione di realizzare il progetto fieristico compatibilmente con le condizioni.

La collaborazione con Art Basel rafforza inoltre la presenza del Salone negli appuntamenti di Miami Beach e Hong Kong.

Federlegnoarredo chiede attenzione alla concorrenza cinese

Alla ricerca di nuovi mercati si affianca la preoccupazione per la pressione competitiva sulle imprese italiane.

Il presidente di Federlegnoarredo, Claudio Feltrin, ha segnalato sia le difficoltà delle vendite verso la Cina sia la crescente concorrenza dei produttori cinesi sul mercato europeo.

«Oltre che essere diventata un cattivo cliente, sta purtroppo diventando un concorrente agguerrito», ha dichiarato, chiedendo un intervento dell’Europa.

L’appello esprime la posizione della rappresentanza industriale. Nel frattempo, la strategia del Salone punta ad ampliare le occasioni commerciali attraverso grandi commesse, relazioni internazionali e servizi integrati.

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