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Cronache

Maltempo, bomba d’acqua a Napoli e allagamenti in tutta Campania

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Bomba d’acqua all’alba, intorno alle 3 a Napoli. Vento e pioggia scrosciante hanno provocato allagamenti e diverse chiamate ai vigili del fuoco. Forti raffiche di vento e un violento temporale con fulmini hanno interessato, la notte scorsa e nelle prime ore del mattino, tutta la Campania dove, dalla mezzanotte e fino alle 14, a esclusione di alta Irpinia e Sannio e Tanagro, e’ in vigore una allerta meteo gialla per piogge e temporali. Le condizioni meteo avverse hanno causato anche la sospensione, per circa un’ora, del traffico ferroviario sulla linea Caserta-Foggia in prossimita’ di Frasso Telesino, dove c’e’ stata la caduta di alberi sulla sede ferroviaria. La situazione, alle 7.35, e’ tornata alla normalita’ dopo l’intervento dei tecnici di Rfi che hanno liberato la linea. In diverse aree della regione si sono avuti allagamenti, rami di alberi spezzati e disagi. Nel Salernitano, in particolare nelle zone costiere, tende divelte e qualche vetro in frantumi a causa del vento. All’inizio del corso Reginna a Maiori sono cadute le luminarie allestite in occasione della festa patronale. In Irpinia, oltre trenta gli interventi dei vigili del fuoco, tra cui, in via Ferrante ad Avellino, per il forte vento che ha divelto una copertura in lamiere di un edificio, finita su di una scuola per l’infanzia senza conseguenze perche’ vuota. Nel Sannio, sono diversi gli interventi dei vigili del fuoco, in particolare per alberi caduti e per la messa in sicurezza delle aree interessate.

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Cronache

Riemerge la storia di Salvia, “eroe” contro la camorra di Cutolo

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 “Salvia fu un servitore dello Stato, un martire, che conosceva la condanna ma che non si e’ tirato indietro. Non fu pero’ un eroe che cercava il sacrificio a tutti i costi ma piu’ semplicemente fu un uomo fedele allo spirito della Costituzione”. Lo dice il fondatore della Comunita’ di Sant’Egidio e storico, Andrea Riccardi, presentando questa sera il libro “La vendetta del boss. L’omicidio di Giuseppe Salvia” (Giunta editori), di Antonio Mattone. Il libro inchiesta che e’ divenuto anche un documentario che andra’ in onda venerdi’ sera su Rai Due, ripercorre la storia di Giuseppe Salvia, il vicedirettore del carcere di Poggioreale ucciso nel 1981 dalla Nuova Camorra organizzata di Raffaele Cutolo perche’ cercava di contrastare il suo potere all’interno del penitenziario. Il volume contiene anche una descrizione della vita nel carcere di quegli anni, con un collegamento ad alcuni avvenimenti che accaddero in quel periodo, come il rapimento di Ciro Cirillo e le vicende del terrorismo. Nel volume vengono ripercorse le motivazioni e le ipotesi per cui Cutolo decise di ucciderlo, la cronaca del giorno dell’omicidio, le fasi del processo. Tra le testimonianze inedite raccolte, quelle di Raffaele Cutolo e di Mario Incarnato, autore dell’omicidio. “Una vicenda dimenticata – dice Mattone – che a distanza di 40 anni riemerge, facendo venire alla luce omissioni, connivenze e storie di malavita, ma anche la figura di un valoroso e fedele servitore dello Stato che non si piego’ davanti all’arroganza del boss di Ottaviano e che rappresenta un esempio di onesta’ e rettitudine per le giovani generazioni”.

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Cronache

Diffida Bernardini De Pace: non pubblicate foto della figlia Meloni

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Giorgia Meloni ed il compagno Andrea Giambruno diffidano i media “a evitare in qualunque modo e con qualunque mezzo di pubblicare o divulgare immagini che ritraggano la figlia minore; e ad astenersi altresì dal pedinarla, accerchiarla e intimorirla con presenze inopportune; nonchè, infine, dal rendere pubblici e riconoscibili, anche visivamente, nomi, indirizzi e recapiti dei luoghi abitualmente frequentati dalla minore (casa, scuola, centri sportivi e ricreativi, e altro), come già incautamente e illegittimamente accaduto in queste ore”. La diffida è stata inviata per Meloni e Giambruno dall’avvocato Annamaria Bernardini De Pace, ed e’ rivolta ad “ogni mezzo di informazione pubblico o privato, cartaceo o online – agenzie di stampa, editori, quotidiani, rotocalchi, riviste, magazine, periodici, settimanali”.

La diffida, spiega il legale, e’ “nel rispetto dell’attuale normativa comunitaria in materia di privacy (GDPR – Regolamento UE 2016/679), cosi’ come interpretata dal Garante per la Protezione dei Dati Personali italiano, nonche’ dell’art. 2 della Carta di Treviso, che impone la garanzia de “l’anonimato, la riservatezza, la protezione dei dati personali e dell’immagine del minorenne in qualsiasi veste coinvolto in fatti di cronaca, anche non aventi rilevanza penale ma lesivi della sua personalita’”; e che vieta la pubblicazione di ogni e qualsiasi informazione o dato che possa permettere l’identificazione del bambino, quali, per esempio, “l’indirizzo dell’abitazione o della residenza, la scuola, le associazioni, le comunita’ fisiche e virtuali, i luoghi di culto frequentati e qualsiasi altra indicazione o elemento di riconoscimento”. “Chiunque disattendera’ questi moniti, andra’ incontro alle inevitabili conseguenze di legge in tutte le opportune sedi, giudiziarie e disciplinari”, si conclude la lettera del legale.

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Minori ‘ingaggiati’ per spacciare, dieci in carcere a Modena

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Minorenni non accompagnati, prevalentemente di nazionalita’ tunisina e anche marocchina, che una volta giunti a Modena ed affidati a strutture per la loro accoglienza, fuggivano dalle stesse e venivano puntualmente coinvolti nella rete di spaccio diffusa nelle zone piu’ sensibili al problema della citta’ emiliana (dalla stazione delle corriere al parco Novi Sad). Documentate centinaia di cessioni di stupefacenti tra intercettazioni telefoniche e riprese video. E’ da alcune segnalazioni arrivate dal Comune, attraverso i servizi sociali e la polizia locale, che la squadra mobile, coordinata dalla procura di Modena e anche da quella per i minori di Bologna, ha condotto un’indagine oggi concretizzatasi in un’ordinanza di custodia cautelare per 18 indagati (10 in carcere e per 8 il divieto di dimora): le ipotesi parlano di detenzione e cessione continuata di sostanze stupefacenti, cocaina ed hascisc, tra marzo e settembre 2021 in citta’. “Sono state impiegate sessanta unita’ tra polizia di Stato e polizia locale – spiega Mario Paternoster, capo della mobile – e anche un reparto in volo. L’indagine e’ nata da una precedente che era concentrata sul fenomeno dei minori stranieri non accompagnati. Avevamo notato come questi minori una volta che giungevano a Modena si allontanavano volontariamente dalle comunita’ in cui erano ospitati e si dedicavano o meglio venivano dedicati ad attivita’ di spaccio. Nella rete c’erano i soggetti principali che provvedevano all’acquisto degli stupefacenti e poi c’era una filiera che attraverso questi ‘centralinisti’, che ricevevano le telefonate, provvedevano a rifornire i vari clienti”. Durante le perquisizioni in un’abitazione sono stati rinvenuti 380 grammi di cocaina e 23mila euro in contanti. Complessivamente sono stati rinvenuti e sequestrati 32mila euro e 400 grammi di stupefacente. Due dei destinatari della misura cautelare in carcere sono stati rintracciati ad Asti e Macerata.

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