Collegati con noi

In Evidenza

Maggioranza in tensione su preferenze e intercettazioni, Meloni cerca una tregua fino a settembre

Il centrodestra tenta di rinviare a settembre lo scontro sulle preferenze e di trovare una soluzione sulle intercettazioni. Sul governo pesano le divisioni parlamentari e la crescita nei sondaggi del partito di Roberto Vannacci.

Pubblicato

del

Congelare fino alla fine di agosto lo scontro sulle preferenze e trovare una via d’uscita sulle intercettazioni prima che le divisioni diventino una rottura politica. Sono le due priorità sulle quali si stanno muovendo le diplomazie del centrodestra alla vigilia di una settimana particolarmente delicata per il governo.

Tra i parlamentari della maggioranza circola l’ipotesi di un nuovo vertice tra Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi. L’incontro, tuttavia, non risulta ancora formalmente convocato.

La presidente del Consiglio è impegnata anche sul fronte economico. Nelle ultime ore avrebbe avuto un lungo confronto con il ministro Giancarlo Giorgetti sulle possibili misure per contenere l’aumento dei carburanti, uno dei temi sui quali Palazzo Chigi intende concentrare l’azione del governo insieme alla sicurezza.

La crescita di Vannacci agita il centrodestra

Ad aumentare la pressione sulla coalizione sono i sondaggi. Nell’ultima rilevazione YouTrend, Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci dopo la separazione dalla Lega, raggiunge il 7,6%, con una crescita di 1,2 punti.

Il movimento si avvicina così a Forza Italia, stimata al 7,9%, mentre Fratelli d’Italia resta il primo partito con il 26,4% e la Lega scende al 4,9%. Futuro Nazionale è ormai la quinta forza politica nazionale e sottrae consensi soprattutto ai partiti della maggioranza.

La sua collocazione alle prossime elezioni potrebbe risultare decisiva. Le simulazioni mostrano infatti che un’alleanza tra Vannacci e il centrodestra rafforzerebbe le possibilità della coalizione, mentre una corsa separata rischierebbe di favorire il campo progressista.

Piantedosi chiude l’ipotesi di un ritorno di Salvini al Viminale

Nel frattempo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ridimensionato le indiscrezioni su un possibile ritorno di Salvini al Viminale.

Piantedosi ha assicurato di voler restare al proprio posto e ha ricordato che lo stesso leader della Lega ha indicato la permanenza al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti almeno per il prossimo anno.

Una smentita che prova a spegnere un’altra fonte di tensione interna, mentre Salvini cerca di rilanciare la Lega dopo il sorpasso subito nei sondaggi da Futuro Nazionale.

Lo scontro sulle intercettazioni

Il primo banco di prova parlamentare sarà il decreto Giustizia e migranti, destinato ad arrivare nell’Aula del Senato senza mandato al relatore.

Fratelli d’Italia intende ripresentare una norma che consentirebbe di utilizzare le intercettazioni anche per avviare indagini sui cosiddetti reati spia della criminalità organizzata, come corruzione, riciclaggio e intestazione fittizia di beni, quando emergono durante conversazioni autorizzate per altri reati.

Forza Italia si oppone. La capogruppo al Senato Stefania Craxi ha ribadito che gli azzurri non voteranno la modifica nella formulazione proposta, temendo un ritorno alle intercettazioni “a strascico”. Il contrasto tra FdI e FI su questo punto è aperto da settimane.

Una possibile soluzione potrebbe arrivare dalla presidenza del Senato. Qualora l’emendamento fosse dichiarato inammissibile perché estraneo al contenuto del decreto, la maggioranza eviterebbe di contarsi in Aula e, almeno temporaneamente, una spaccatura politica esplicita.

Il disegno di legge sul sequestro degli smartphone

La partita sulle intercettazioni si intreccia con il disegno di legge presentato dal senatore di Forza Italia Pierantonio Zanettin sul sequestro di telefoni cellulari e dispositivi elettronici.

Il provvedimento, già approvato dal Senato, è rimasto fermo per mesi nella commissione Giustizia della Camera. La sua ripresa potrebbe entrare nella trattativa tra gli alleati, offrendo a Forza Italia una compensazione politica in cambio di un compromesso sui reati spia.

Preferenze, emendamenti attesi ad agosto

L’altro fronte è la riforma elettorale. La Camera ha già approvato il nuovo sistema proporzionale con premio alla coalizione che supera il 42%, ma la proposta di introdurre le preferenze è stata bocciata anche per le defezioni registrate nella maggioranza. Il testo deve ora passare al Senato.

Il termine per presentare gli emendamenti in commissione Affari costituzionali potrebbe essere fissato il 5 o il 6 agosto. Noi Moderati ha annunciato una proposta sulle preferenze e Fratelli d’Italia dovrebbe fare altrettanto, probabilmente affiancandola a norme per garantire l’equilibrio di genere.

L’obiettivo delle diplomazie di maggioranza sarebbe presentare le modifiche e poi sospendere il confronto durante la pausa estiva, rinviando la discussione vera all’inizio di settembre.

I dubbi di Lega e Forza Italia

Salvini e Tajani avrebbero dato un assenso politico alla ricerca di un compromesso, ma resta da verificare la tenuta dei rispettivi gruppi parlamentari.

Nella Lega non mancano i contrari alle preferenze. Anche in Forza Italia esiste un’area ostile alla modifica, vicina agli ambienti di Arcore e preoccupata che il nuovo sistema riduca il controllo dei vertici sulle candidature.

Il gruppo dei senatori azzurri si riunirà mercoledì alla presenza di Tajani. Sarà uno dei passaggi decisivi per capire se la mediazione possa reggere oppure se il confronto sia destinato a riaprirsi in Aula.

La legge elettorale diventa una prova per il governo

Nella maggioranza viene attribuita a Meloni una linea molto netta: la riforma elettorale è considerata strategica per arrivare alle elezioni del 2027 con un sistema in grado di garantire una maggioranza stabile.

Non risulta però una dichiarazione pubblica e formale della premier secondo cui la mancata approvazione provocherebbe automaticamente la caduta del governo. L’ipotesi viene riferita nei retroscena parlamentari come uno strumento di pressione sugli alleati e sui gruppi più riottosi.

Il calcolo di Palazzo Chigi è che, al momento del voto decisivo, il timore di elezioni anticipate possa prevalere sulle resistenze dei parlamentari. Soprattutto di quelli alla prima legislatura, che non hanno ancora maturato i requisiti necessari per il trattamento pensionistico.

La tregua estiva, dunque, potrebbe soltanto rinviare lo scontro. A settembre la maggioranza dovrà scegliere se approvare la riforma mantenendo unita la coalizione oppure trasformare preferenze e intercettazioni in una vera prova di sopravvivenza per il governo.

Advertisement

In Evidenza

Campo largo, D’Alema boccia le primarie: «Una follia». Schlein e Conte restano in trincea

Massimo D’Alema chiede al Campo largo di evitare le primarie tra Elly Schlein e Giuseppe Conte e di trovare un candidato premier di mediazione. Nel centrosinistra restano però distanti le posizioni sulla leadership.

Pubblicato

del

Massimo D’Alema boccia senza mezzi termini le primarie per scegliere il candidato premier del Campo largo. «In questo contesto sono una follia», sostiene l’ex presidente del Consiglio, secondo il quale sarebbe necessario un «processo ordinato» per individuare una figura condivisa.

Il ragionamento è politico ed elettorale: una competizione diretta tra Elly Schlein e Giuseppe Conte rischierebbe di trasformarsi in una resa dei conti tra Pd e Movimento 5 Stelle. «Le primarie tra due leader di partito producono la crisi del partito che perde», è la convinzione di D’Alema. Una sfida combattuta potrebbe quindi indebolire la coalizione prima ancora dell’apertura delle urne.

Schlein non rinuncia alla candidatura

La segretaria del Pd, almeno per ora, non sembra intenzionata a fare un passo indietro. Nel suo gruppo dirigente prevale la convinzione che Schlein possa vincere le primarie e rivendicare così la guida dell’eventuale governo di centrosinistra.

Attorno alla contesa si muovono però interessi e ambizioni differenti. Secondo ricostruzioni interne al Pd, una candidatura di Schlein a Palazzo Chigi potrebbe modificare anche gli equilibri futuri nella corsa al Quirinale. Si tratta di valutazioni affidate a fonti anonime e non accompagnate, al momento, da prese di posizione pubbliche dei diretti interessati.

La difficile ricerca di un terzo nome

Una parte del centrosinistra continua a esplorare la possibilità di un candidato di mediazione. Tra i nomi evocati figura quello di Pier Luigi Bersani, sul quale avrebbe lavorato anche Roberto Speranza. Conte nutre stima per l’ex segretario del Pd, ma non risulta disponibile a cedergli la candidatura.

Nel dibattito vengono citati anche Ernesto Maria Ruffini, Franco Gabrielli e Paolo Gentiloni. Nessuno di loro, tuttavia, avrebbe finora manifestato la volontà di esporsi in una competizione che si annuncia particolarmente aspra.

L’area più attiva nella ricerca di una soluzione alternativa viene individuata attorno alla rivista Rinascita, guidata da Goffredo Bettini e con Andrea Orlando alla direzione scientifica. Sullo sfondo resta l’influenza politica di D’Alema.

Conte aspetta e marca le differenze

Il leader del Movimento 5 Stelle continua intanto a muoversi autonomamente sui temi più divisivi per la coalizione: politica estera, difesa, sicurezza e immigrazione. Conte si considera preparato e affidabile per tornare a Palazzo Chigi e non sembra intenzionato a rinunciare senza una vera competizione.

Il tempo, però, stringe. Il Campo largo deve ancora stabilire regole, programma e leadership. D’Alema indica la strada dell’accordo, Schlein punta sulle primarie e Conte mantiene aperta la sfida. Prima di affrontare il centrodestra, il centrosinistra dovrà decidere come evitare che la scelta del candidato si trasformi nella sua prima sconfitta.

Continua a leggere

Economia

Itala e O.S.C.A. tornano insieme a Torino: cinque modelli e due concept per la rinascita

Itala e O.S.C.A. portano al Salone Auto Torino 2026 cinque modelli e anticipano la futura gamma ibrida. Il progetto di Massimo Di Risio comprende anche due nuovi impianti e la crescita industriale di Fabbrica Italia.

Pubblicato

del

Cinque modelli, due concept Full Hybrid e un progetto industriale che punta a riportare sulle strade due nomi storici dell’automobilismo italiano. Itala e O.S.C.A. si presentano insieme al Salone Auto Torino 2026, riunendo per la prima volta l’intera gamma sviluppata per il rilancio dei due marchi.

Nello spazio espositivo trovano posto Itala 35, Itala 56, Itala 61, O.S.C.A. MT6 e O.S.C.A. MT8. Il progetto, guidato dall’imprenditore Massimo Di Risio, guarda anche alla crescita di Fabbrica Italia e alla realizzazione di due nuovi impianti a Macchia d’Isernia.

MASSIMO DI RISIO PRESIDENTE DEL GRUPPO DR AUTO 

Itala 35, il ritorno alle origini

La Itala 35 torna a Torino dopo il debutto al Museo nazionale dell’Automobile. Il nome richiama la 35/45 HP che nel 1907 vinse la leggendaria Pechino-Parigi.

Il nuovo modello è un crossover compatto con interni in Alcantara e pelle italiana, cerchi diamantati da 20 pollici, tetto panoramico e sistemi di assistenza alla guida di secondo livello.

Al lancio sarà disponibile con un motore 1.5 turbo benzina, capace — secondo i dati dichiarati dalla casa — di superare i 190 chilometri orari e accelerare da zero a cento in 7,5 secondi. Il prezzo annunciato è di 35 mila euro, con dotazione completa.

O.S.C.A. MT6, sportività nel nome dei Maserati

La MT6 segna invece il ritorno su strada di O.S.C.A., la casa fondata nel 1947 dai fratelli Maserati. È un crossover coupé compatto con assetto specifico, impianto frenante maggiorato, cerchi da 21 pollici e pneumatici Pirelli P Zero.

Il modello punta a reinterpretare in chiave contemporanea la tradizione sportiva del marchio, protagonista nel passato di circa mille vittorie ottenute in vent’anni di competizioni.

Itala 61, l’ammiraglia a sette posti

Con una lunghezza prossima ai cinque metri, la Itala 61 occupa il vertice della nuova gamma. Offre sette posti, trazione integrale predittiva, sedili posteriori reclinabili elettricamente e Head-Up Display.

Sotto il cofano è previsto un motore 2.0 turbo benzina da 231 cavalli, abbinato a un cambio automatico a otto rapporti. Tra i particolari più originali figura una borsa in pelle integrata nel portellone, richiamo ai modelli storici della casa.

Itala 56 e O.S.C.A. MT8 anticipano l’ibrido

Il futuro dei due marchi passa attraverso l’elettrificazione. A Torino vengono presentati i concept Full Hybrid di Itala 56 e O.S.C.A. MT8.

La Itala 56 abbina un motore 2.0 turbo benzina a un’unità elettrica, per una potenza complessiva dichiarata superiore ai 230 cavalli. La versione con motore 1.5 turbo dovrebbe arrivare sul mercato già nell’autunno del 2026.

La O.S.C.A. MT8, crossover coupé lungo 4,87 metri, mostra invece per la prima volta le sue forme definitive. Il concept ibrido supera, secondo il costruttore, i 300 cavalli e anticipa una variante attesa nel 2027. La gamma iniziale sarà proposta con motore 2.0 turbo e trazione anteriore o integrale.

Per il 2027 è annunciata anche una nuova O.S.C.A. Sportscar, destinata a celebrare gli ottant’anni dalla fondazione del marchio.

Il progetto industriale di Fabbrica Italia

Il piano di rilancio prevede che Fabbrica Italia si occupi di progettazione, sviluppo, industrializzazione e produzione, partendo da piattaforme tecnologiche sulle quali integrare competenze e componenti di aziende italiane.

Tra le collaborazioni annunciate figurano Italdesign per il design, Pirelli per gli pneumatici, MAK per i cerchi e RE:LAB e ART per elettronica di bordo e infotainment.

Durante il Salone, BiAuto Group affianca i due marchi con iniziative e test drive. Il primo showroom dedicato a Itala e O.S.C.A. è stato aperto in via Bologna 102, a Torino.

Continua a leggere

In Evidenza

Antonelli domina le libere al Madring, Ferrari subito alle spalle

Kimi Antonelli è il protagonista del venerdì di Formula 1 sul nuovo circuito Madring di Madrid. Dopo il secondo posto ottenuto nella prima sessione alle spalle di George Russell, il pilota italiano della Mercedes chiude al comando le seconde libere davanti alle Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Incidente senza conseguenze per Arvid Lindblad, mentre il nuovo tracciato divide i tifosi tra spettacolo e dubbi sulla sicurezza.

Pubblicato

del

Kimi Antonelli non impiega molto a prendere confidenza con il Madring. Nel venerdì che inaugura il nuovo circuito di Madrid, il pilota italiano della Mercedes chiude secondo nella prima sessione di prove libere e conquista il miglior tempo nel pomeriggio. Alle sue spalle crescono le Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton, separate da pochi millesimi.

Mercedes subito davanti

La Mercedes detta il ritmo fin dal mattino. George Russell gira in 1’34”077 e precede Antonelli di 286 millesimi. Leclerc è terzo, davanti a Hamilton, mentre diversi piloti faticano a trovare i riferimenti su un tracciato mai affrontato prima.

Nel pomeriggio è Antonelli a prendersi la scena. Il ventenne bolognese ferma il cronometro sull’1’33”662, precedendo Leclerc di 113 millesimi e Hamilton di 149. Russell conclude quinto, a 337 millesimi dal compagno di squadra.

Ferrari vicina ad Antonelli

Dopo qualche difficoltà iniziale, le Ferrari riducono sensibilmente il distacco dalla Mercedes. Leclerc e Hamilton mostrano un buon passo e si candidano a inserirsi nella lotta per la pole position.

Più indietro Max Verstappen e Oscar Piastri, entrambi protagonisti di alcuni lunghi mentre cercavano di prendere le misure al circuito. Giornata complicata anche per Lando Norris, fermato nella seconda sessione da un problema al cambio.

Lindblad contro le barriere

L’unico incidente delle prove di Formula 1 coinvolge Arvid Lindblad. Il pilota della Racing Bulls perde il controllo della monoposto e finisce contro le barriere alla curva 13, provocando l’esposizione della bandiera rossa. Nessuna conseguenza fisica per lui, che conserva comunque il quarto tempo della sessione.

Momenti di paura anche nelle prove di Formula 2: la vettura di Tasanapol Inthraphuvasak prende fuoco dopo un impatto contro le protezioni. Il pilota thailandese riesce fortunatamente a uscire da solo dall’abitacolo.

Il Madring divide i tifosi

Il nuovo tracciato conquista il pubblico soprattutto con la lunga parabolica sopraelevata denominata “La Monumental”. Le immagini riprese dagli abitacoli diventano immediatamente virali, ma non mancano le critiche per alcuni passaggi particolarmente stretti.

Il traffico rappresenta già uno dei problemi principali. Numerosi piloti sono costretti ad abortire i propri giri veloci per la presenza di altre monoposto. Nelle qualifiche, oltre alla prestazione pura, saranno quindi fondamentali la scelta del momento giusto e la gestione delle uscite dalla pit lane.

Continua a leggere
error: Contenuto Protetto