L’avvocato del popolo Giuseppe Conte gongola per la sofferta vittoria contro Rousseau. La sua strada però si fa di nuovo in salita.
Il leader in pectore del M5S (ancora deve essere votato anche se lo celebrano già tutti, persino Luigi Di Maio) si sarebbe infatti incontrato con il fondatore Beppe Grillo nella sua villa a Marina di Bibbona. Un pellegrinaggio necessario ad ogni passaggio importante per il MoVimento. E questo è un periodo difficile. Di che cosa avrebbero parlato Conte e Grillo? Nel Movimento non confermano il faccia a faccia, manco le negano però. Ma pare abbiano parlato della possibilità, per i parlamentari grillini, di candidarsi anche dopo due mandati. L’ex premier avrebbe ribadito che il terzo mandato “non sarà nel nuovo statuto Cinque Stelle”. Mentre Grillo, che resta garante, insiste per il mantenimento del tetto del secondo mandato. Intanto Conte sta lavorando ai nomi della sua nuova “segreteria”. Che cosa significherebbe tutto ciò se fosse vero? Che per Di Maio e tanti altri big o presunti tali del MoVimento quello in corso è l’ultimo giro di giostra. Per capirci, tutti quelli che hanno fatto due esperienze, hanno compreso i meccanismi parlamentari, sono passati dal giustizialismo al garantismo, dal “vaffanculo a tutti” al “proviamo a risolvere i problemi”, dal ‘’mai accordi con altri’’ o “con Berlusconi manco il caffè al bar” a “ci alleiamo con chiunque purchè restiamo al Governo” è l’ultimo giro di giostra. A fine mandato, toccherà tornare a casa e tornare a lavorare. In  ossequio a quelli che sono i tratti distintivi del M5S delle origini. Ma sarà davvero così?