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Politica

M5S, i capicommissione smentiscono “le chiacchiere di giornali”: nessun documento contro Di Maio

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“La Capicommissione è un organo fondamentale, dove si decidono in maniera condivisa tutte le decisioni che riguardano il M5S a Montecitorio. Ne consegue la necessità di un confronto periodico perchè ognuno deve essere un pezzo di un ingranaggio collegiale. Nello specifico, a differenza di quanto riportato da alcuni organi di stampa, nessun documento è stato redatto circa l’operato di Luigi Di Maio”. È scritto in una nota, firmata dal capogruppo vicario M5S alla Camera, Francesco Silvestri e da tutti i 14 capicommissione del Movimento a Montecitorio. “Capiamo che, per uscire tutti i giorni, i quotidiani abbiano continuamente bisogno di nuove storie. Capiamo meno quando, pur di riempire le pagine, le inventino. E’ facile intuire che descrivere un Movimento spaccato al suo interno, possa fare comodo a tanti, ma non è così. E lo dimostriamo in aula quando portiamo a casa, grazie alla nostra compattezza riforme importanti per il Paese o come è accaduto anche ieri, con l’importante stanziamemto del Governo per adeguare gli stipendi dei Vigili del fuoco a quelli delle forze di polizia. Stanziamento per il quale tutto il MoVimento si è battuto e per il quale esprimiamo grande soddisfazione”, spiegano i capicommissione.

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Politica

Cubeddu resta deputato, impossibile il riconteggio delle schede distrutte da un allagamento

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L’Aula della Camera ha confermato l’elezione – contestata dalla Lega – di Sebastiano Cubeddu, deputato di M5s. Ma la sua conferma è passata attraverso una storia incredibile emersa dagli approfondimenti della Giunta per le elezioni. Cubeddu, nel 2018, è infatti risultato eletto nel collegio uninominale 12 della circoscrizione Lazio 1 (Tivoli) superando di 17 voti la candidata del centrodestra, Barbara Saltamartini (poi risultata eletta in un collegio proporzionale). Saltamartini ha fatto ricorso chiedendo una verifica, avviata dalla Giunta, alla luce anche delle numerosissime schede bianche e di quelle dichiarate nulle. La Giunta ha riesaminato i verbali di tutti i seggi, da cui è emerso il sorpasso di Saltamartini su Cubeddu. Si e’ quindi deciso di ricontrollare le schede bianche e nulle, da cui è emerso che la candidata del centrodestra aveva ottenuto 115 voti piu’ di quello di M5s. La Giunta ha voluto quindi procedere ad un riconteggio delle schede dichiarate valide, attraverso un campione del 10%, ma qui ci si e’ scontrati con un incredibile imprevisto: il Presidente del Tribunale di Tivoli ha comunicato che le schede valide erano “ridotte in poltiglia inconsultabile”, perche’ l’allagamento della toilette – dove erano conservato le schede – aveva provocato la loro distruzione.

La Giunta si e’ quindi divisa e in aula con 14 voti contro 11 ha portato la proposta di confermare l’elezione di Cubeddu per l’impossibilita’ di concludere la verifica. Il centrodestra ha contestato la scelta inusuale di riconteggiare i voti validi. Una spaccatura rarissima in Giunta, dove in genere si vota all’unanimita’. La stessa divisione si e’ rispecchiata in Aula, dove la maggioranza ha approvato con 272 voti l’elezione di Cubeddu, mentre il centrodestra ha votato contro (208 i no), affermando che si e’ trattato in una scelta “politica e non giuridica”. Se Saltamartini fosse risultata eletta, sarebbe entrato a Montecitorio Fabio Forte, primo dei non eletti dietro Saltamartini nel collegio proporzionale numero 2 della Circoscrizione Lazio 1.

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In Evidenza

Ciarambino, candidata presidente Regione Campania: subito i saldi per riavviare il commercio, De Luca non perda tempo

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È stata approvata all’unanimità la mozione a firma di Valeria Ciarambino, candidata del Movimento 5 Stelle alla presidenza della Regione Campania e capogruppo regionale, per far partire immediatamente la stagione dei saldi, originariamente prevista per il 1 agosto. Oggi abbiamo conseguito un risultato fondamentale per la ripresa delleconomia nella nostra Regione, grazie al quale possiamo dare una speranza concreta a tantissime piccole imprese in seria difficoltà per gli effetti dellemergenza sanitaria, ha commentato Ciarambino a margine della seduta del Consiglio regionale.Una mozione frutto del confronto della candidata alla Regione con le associazioni degli esercenti e delle piccole imprese, per comprendere come fosse possibile sostenerli concretamente in questa fase così delicata. Dopo aver recepito le loro istanze – spiega Ciarambino – ho lanciato la proposta di anticipare la stagione dei saldi, la cui partenza era stata inizialmente prevista per il 1 agosto. Una scelta che reputo assurda in un momento così drammatico per una categoria messa letteralmente in ginocchio dalla recessione post Covid.

Per Ciarambino far partire subito i saldi potrà dare ossigeno a commercianti e imprese, contribuendo a far tornare la gente nei negozi. La speranza ora è che la giunta regionale dia immediatamente attuazione alla mia proposta approvata oggi, senza attendere un solo giorno di più. Il risultato ottenuto – conclude la candidata – è la dimostrazione che soltanto attraverso un confronto con le categorie possiamo individuare soluzioni rapide ed efficaci. Ed è per questo che, una volta al governo della Campania, istituirò tavoli permanenti con tutte le categorie, così da produrre proposte efficaci e realmente rispondenti alle esigenze delle singole categorie”.

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Economia

Conte attacca i Benetton: ci prendono in giro, martedì porto la revoca in Consiglio dei Ministri

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“I Benetton non hanno ancora capito che questo governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull’altare dei loro interessi privati”. In una intervista con la Stampa, Giuseppe Conte fa sapere che domani, nel cdm, si deciderà sulla revoca della concessioni autostradali: i Benetton “hanno beneficiato di condizioni irragionevolmente favorevoli per loro: può bastare così. Porterò la questione della revoca in Consiglio dei ministri e decideremo collegialmente, ma non siamo disponibili a concedere ulteriori benefici”. Poi sul Fatto, intervistato aggiunge: “Se devo esprimere una valutazione personale, alla luce di tutto quanto è accaduto, sarebbe davvero paradossale se lo Stato entrasse in società con i Benetton. Non per questioni personali, che non esistono, ma per le gravi responsabilità accumulate dal management scelto e sostenuto dai Benetton nel corso degli anni fino al crollo del Morandi e anche dopo”. “I Benetton – scandisce Conte – non prendono in giro il presidente del Consiglio e i ministri, ma i famigliari delle vittime del ponte Morandi e tutti gli italiani”.

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