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M5s, Crimi: Stati generali online e rinviati al 14 e 15 novembre

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Vito Crimi. Capo politico del M5S

“Gli Stati Generali del MoVimento 5 Stelle sono un momento di confronto ormai non rinviabile, ma in ottemperanza alle disposizioni assunte del Governo, l’incontro nazionale non potrà che essere svolto a distanza. Per poter predisporre la modalità telematica che consenta ai tavoli di lavoro di potersi confrontare approfonditamente, la due giorni di chiusura dovrà essere rinviata di una settimana e pertanto si svolgera’ nelle date del 14 e 15 novembre”. Questa è l’ultima comunicazione fatta dal capo politico provvisorio del M5S Vito Crimi in un post sul blog delle Stelle.

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Mattarella, anche inclusione disabili è misura civiltà Stato

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“Il livello di civilta’ di un popolo e di uno Stato si misura anche dalla capacita’ di assicurare alle persone con disabilita’ inclusione, pari opportunita’, diritti e partecipazione a tutte le aree della vita pubblica, sociale ed economica”. Lo scrive il Capo dello Stato Sergio Mattarella in un messaggio nella Giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilità.

“L’Italia, in questi ultimi anni, ha compiuto molti passi avanti per temperare gli effetti delle disabilita’ e per promuovere l’autentico rispetto dei diritti delle persone che le presentano, impegnandosi ad abbattere barriere e ostacoli – fisici e anche culturali – che ne limitano le legittime aspirazioni”, prosegue il Capo dello Stato nel suo messaggio. “L’Unione Europea, nel mese scorso, ha approvato una dichiarazione, impegnativa per gli Stati membri, per costruire insieme un’Europa inclusiva nei confronti delle persone con disabilita’. E’ tuttavia necessario – particolarmente in questa emergenza sanitaria – un impegno ancora maggiore per mantenere e migliorare i livelli di cura, di sostegno e di attenzione. Anche attraverso l’ascolto e il coinvolgimento, in questa preziosa attivita’, delle associazioni e delle organizzazioni che esprimono la voce delle persone con disabilita’”, dice ancora Mattarella. “Il livello di civilta’ di un popolo e di uno Stato si misura anche dalla capacita’ di assicurare alle persone con disabilita’ inclusione, pari opportunita’, diritti e partecipazione a tutte le aree della vita pubblica, sociale ed economica”, conclude il Capo dello Stato. “Preoccupano le difficolta’ e i rischi per ottenere l’assistenza e le cure ordinarie presso i presidi medici e ospedalieri, impegnati faticosamente a fronteggiare l’emergenza Covid. Anche per eliminare queste conseguenze e per tornare a condizioni normali e’ necessario sconfiggere al piu’ presto il virus, rispettando – malgrado i disagi anche gravi – le norme di comportamento contro il contagio”. Lo scrive il Capo dello Stato Sergio Mattarella nella giornata internazionale per i diritti delle persone con disabilita’, ricordando che la pandemia rende piu’ difficile garantire loro le cure.

“E’ indubbio che la difficile condizione dovuta alla pandemia sta creando disagi e difficolta’ a tutti, anche per via delle necessarie ma dolorose restrizioni nella mobilita’ e nei contatti sociali. Ma queste diventano un impedimento assai piu’ grave per persone che si trovano gia’ a convivere con difficolta’ di movimento o di relazione”. Lo scrive Il Capo dello Stato Sergio Mattarella nella giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilita’. “Se l’isolamento per le esigenze sanitarie e’ di per se’ una condizione pesante, puo’ diventare un vero dramma se a provarlo sono persone con disabilita’ fisica o psichica. Penso a chi ha bisogno continuo di assistenza, a chi vive negli istituti, a chi in qualche modo dipende, per la sua esistenza quotidiana, da farmaci, macchinari o dal sostegno di altre persone”, prosegue il Presidente della Repubblica invitando a rispettare le norme di comportamento per contenere il contagio e sconfiggere il virus.  “La disabilita’, personale o di un familiare, in molti casi e’ associata a condizioni precarie di reddito e di occupazione. L’accesso al mondo del lavoro delle persone con disabilita’ rappresenta un nodo centrale”, prosegue il Capo dello Stato nel suo messaggio nella giornata internazionale per i diritti per le persone con disabilita’.”Particolarmente delicata e’ la condizione dei minori con disabilita’. La pandemia acuisce la difficolta’ di seguire le lezioni scolastiche. E la mancanza di relazioni con i docenti e coetanei, rischia di produrre ulteriori condizioni di emarginazione”, prosegue il Presidente della Repubblica “La disabilita’ e’ spesso, inevitabilmente, legata alla terza e alla quarta eta’. Questi anziani costituiscono, nella pandemia, una categoria particolarmente a rischio e patiscono molto la solitudine, la mancanza di dirette relazioni con familiari e conoscenti e la fatica nel gestire aspetti concreti della vita quotidiana”, dice ancora Mattarella.

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Bonafede: lettera su Mes non è un rischio per il governo. Eppure quelli che seguono Di Battista sembra facciano sul serio

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“Basta leggere la lettera per constatare che non c’e’ questo rischio. Gli stessi parlamentari che l’hanno scritta precisano che non c’e’ un problema di maggioranza”.Lo ha detto il ministro della Giustizia e capo delegazione del M5S al governo a Radio24,, rispondendo alla domanda se c’e’ il rischio che salti il governo dopo la lettera sul Mesdi alcuni parlamentari del M5s. Bonafede ha anche espresso “mssimo sostegno” al premier Conte.

L’ala dura del Movimento Cinque Stelle, quella che guarda ad Alessandro Di Battista, alza la posta sul fronte de Mes. Dice di essere disposta a votare la riforma ma alza l’asticella delle condizioni. Quindi minaccia di non votare nemmeno il dl sicurezza: due mosse che aumentano la tensione nella maggioranza e l’apprensione sulla tenuta del governo. Una strategia a tenaglia che sfida i vertici del Movimento, pochi giorni dopo gli Stati Generali, accrescendo una tensione che finisce per scaricarsi sui precari equilibri interni della coalizione, soprattutto in vista del voto del nove dicembre al Senato, dove i numeri sono notoriamente risicati e dove, almeno per ora, si esclude qualsivoglia ‘soccorso azzurro’ da parte di Forza Italia. Tutto esplode con la diffusione di una lettera, sottoscritta da 16 senatori e 42 deputati pentastellati, in cui si chiede di mettere nero su bianco nella risoluzione di maggioranza in votazione il 9 a palazzo Madama la logica della riforma inserita in u n pacchetto di misure che prevede anche il completamento delle nuove norme bancarie. Un quadro inattuabile tecnicamente da parte dell’Esecutivo, dopo l’accordo complessivo raggiunto a livello europeo, e che lascia presagire ben altre richieste come, per esempio, l’impegno formale dell’Esecutivo a non utilizzare il Fondo salva stati. Una richiesta alla quale si opporrebbero con decisione il Pd e Iv. Inviata al al capo politico del Movimento Vito Crimi, a Luigi Di Maio, al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro e ai capigruppo pentastellati, la lettera chiede, in particolare, che nella risoluzione parlamentare sia specificato che il tutto sia subordinato alla chiusura di altri elementi (EDIS e NGEU) delle riforme economico-finanziarie europee, sempre in ossequio alla logica di pacchetto, o in subordine, a rinviare quantomeno gli aspetti piu’ critici del nuovo Mes”. Nessuna dichiarazione ufficiale dei vertici M5S – a partire dal capo politico Vito Crimi – e’ filtrata nel pomeriggio dopo la diffusione della lettera. Tuttavia, come spiegano ambienti del Movimento, lo “stato maggiore” si sta muovendo, in queste ore, per mettere in campo una moral suasion sui dissidenti. “Qui si mette al rischio il governo, se vanno fino in fondo si devono prendere la responsabilita’ di far cadere tutto”, spiega un deputato dell’ala governista. L’obiettivo e’ arrivare ad una corposa riduzione dei firmatari da qui ai prossimi giorni. La trattativa, probabilmente, entrera’ nel vivo nella compilazione della risoluzione che, il 9 dicembre, la maggioranza dovra’ presentare sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte prima del Consiglio Ue. Tuttavia il dato politico di allarme resta immutato, in vista di quella che si annuncia una riunione infuocata, l’assemblea congiunta dei gruppi 5s di venerdi’. Insomma, si profila una settimana di passione al termine della quale si capira’ se questa frattura sara’ in qualche modo ricomposta, se la maggioranza trovera’ un’ intesa, o se il Mesdiventera’ lo scoglio contro cui il Conte due rischia di naufragare. E’ evidente a tutti, come il 9 dicembre, la data dell’eventuale show down, l’Italia sara’ purtroppo ancora piagata dalla drammatica pandemia e come una crisi di governo sia oggettivamente improbabile in un momento cosi’ delicato per il Paese. Ma in politica difficile fare previsioni certe. Quello che pero’ appare sicuro e’ che il centrodestra appare compatto nell’affrontare il governo, come ha dimostrato nelle ultime sedute parlamentari durante le quali tutti i rappresentanti dell’opposizione hanno fatto ostruzione contro l’abolizione del dl sicurezza. In serata e’ comunque trapelata un’ipotesi di mediazione alla quale starebbe lavorando la maggioranza: inserire nella risulzione una formula gia’ adottata altre volte, ovvero, rinviare il momento delle scelte, rimettendosi alla volonta’ del Parlamento. In questo modo si potrebbe evitare che il voto delle Aule parlamentari, il prossimo mercoledi’, possa portare una spaccatura che farebbe sbandare pericolosamente il governo.

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La scuola prova a ripartire 10 giorni prima di Natale

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C’e’ una nuova data, anche se ancora ipotetica, per il ritorno sui banchi degli studenti. E’ quella del 14 dicembre e a farla e’ stato Giuseppe Conte durante la riunione dei capigruppo di maggioranza sul prossimo dpcm. Dieci giorni, per provare a restituire un po’ di normalita’ ai ragazzi, o almeno ad una parte di loro qualora il rientro non riguardasse tutti, e dar loro quello che il premier ha definito “un bel segnale”. Contrastanti, per ora, le reazioni dei partiti alla proposta, che dovra’ comunque avere il via libera degli esperti del Cts. Favorevole Italia dei valori, che chiede pero’ trasporti adeguati, contrari gli altri schieramenti, mentre in Piemonte la protesta contro la didattica a distanza anche per le seconde e terze medie e’ finita davanti al Tar. Il dibattito in corso in questi giorni se far tornare i ragazzi nelle aule a dicembre o direttamente il 7 gennaio, dopo le vacanze di Natale, non si ferma. Non e’ un mistero che la ministra Azzolina voglia riportare in classe gli studenti, per quanto in modo graduale, nonostante la Commissione Ue sia dell’idea opposta e inviti addirittura ad allungare di una settimana le vacanze di fine anno. “Ci pensino bene e valutino con attenzione”, e’ l’invito al governo del presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli. “Capisco l’operazione simbolica – aggiunge – ma mi chiedo cosa possa accedere nei grandi centri dove i trasporti non sono pronti”. Come i dirigenti scolastici sembra pensare la maggioranza degli italiani. Secondo il sondaggio settimanale della Swg “Radar. Niente sara’ piu’ come prima #Covidisruption”, il 55% degli intervistati crede sia meglio riaprire tutte le scuole dopo le festivita’, anche se cresce la percezione che le misure di contrasto al Covid-19 assunte fino ad ora nelle scuole siano adeguate. A preoccupare, piu’ che le aule, sono i trasporti: quasi il 50% degli intervistati crede che i propri figli possano contagiarsi sui mezzi pubblici. Il campione si spacca invece sull’ipotesi di utilizzo strutturale della Dad e di riforma dei calendari scolastici: dice si’ alla Dad il 64% per i genitori con figli nella scuola secondaria di primo grado, mentre il 51% e’ favorevole a rivedere il calendario scolastico, riducendo le vacanze estive. Non guarda alle percentuali dei sondaggi, ma a quelle fornite dagli epidemiologi sui contagi, e’ il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che questa sera e’ tornato a spiegare le ragioni del suo no alle lezioni in presenza anche per le scuole medie in un incontro virtuale con alcuni studenti che da settimane ormai protestano contro la didattica a distanza. Ragioni che non sono bastate ad evitare che un centinaio di genitori sottoscrivesse il ricorso al Tar contro la decisione del governatore. “Saremo soddisfatti – dicono i ragazzi – solo quando torneremo a scuola”.

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