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Luna, fallisce la missione del primo lander privato

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Fallisce quella che avrebbe dovuto essere una missione da record: Il lander Beresheet costruito in Israele ha avuto problemi al motore principale e a uno dei sistemi di navigazione inerziale. Si ritenterà comunque fra due anni, ha detto il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu. La manovra che avrebbe dovuto portare all’allunaggio era cominciata alle 21 italiane e tutto e’ andato secondo il programma per circa 20 minuti, tanto che Beresheet, il cui nome significa ‘in principio’ aveva scattato un selfie inquadrando la targa simbolo della sua missione sullo sfondo del suolo lunare. Quando l’allunaggio sembrava ormai vicinissimo, il centro di controllo ha perso i contatti con la sonda, un blackout durato pochi minuti alla fine del quale e’ stato rilevato un problema al motore principale del lander.

Members of Israeli non-profit group SpaceIL and representatives from Israel Aerospace Industries (IAI) stand next to an unmanned spacecraft during a presentation to the media of a time capsule, intended to travel to the moon with the spacecraft in early 2019, at the clean room of IAI’s space division in Yehud, Israel December 17, 2018. REUTERS/Amir Cohen – RC13943D4340

“Abbiamo avuto un problema al veicolo. Sfortunatamente non siamo stati in grado di atterrare con successo”, ha dichiarato Opher Doron, delle Israel Aerospace Industries. Successivamente sono stati rilevati anche problemi a uno dei sistemi di navigazione inerziale ed e’ stato il fallimento di quella che avrebbe dovuto essere una missione da record, la prima che avrebbe portato un veicolo privato a toccare il suolo della Luna. Beresheet avrebbe dovuto posarsi nel Mare della Serenita’, lo stesso sito nel quale l’11 dicembre 1972 erano arrivata la missione Apollo 17 della Nasa. La missione avrebbe inoltre dovuto fare di Israele il quarto Paese a far atterrare un veicolo sulla Luna dopo Unione Sovietica, Usa e Cina. Il lander e’ stato costruito in Israele dalla SpaceIL, un’organizzazione no-profit che ha raccolto 100 milioni di dollari grazie a imprenditori, istituti di ricerca, Industrie Aerospaziali Israeliane (Iai) e Agenzia Spaziale Israeliana (Isa). Hanno partecipato anche la Swedish Space Corporation e la Nasa, che ha contribuito con le tecnologie per la comunicazione. Il gruppo Leonardo ha realizzato a Nerviano (Milano) i pannelli solari. Lanciato il 22 febbraio dalla base di Cape Canaveral, in Florida, Beresheet ha percorso piu’ orbite ellittiche intorno alla Terra prima di essere catturato dalla forza di gravita’ della Luna, il 4 aprile scorso. Sul suolo lunare il lander avrebbe dovuto raccogliere dati su composizione e magnetismo delle rocce lunari. La missione aveva partecipato al concorso Google Lunar X Prize, che nel marzo scorso aveva promesso un milione di dollari a SpaceIL se fosse riuscita nell’impresa. In serata gli sponsor del premio hanno tuttavia annunciato che la SpaceIl avra’ comunque il premio per ritentare l’impresa.

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L’ex pm antimafia Ingroia in un video: non ero ubriaco in aeroporto, solo false notizie

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Con un video pubblicato sul suo profilo Facebook, l’ex pm Antonio Ingroia ha dato la sua versione su quanto accaduto il 19 aprile all’aeroporto di Parigi. “Siamo qui per smentire false notizie – afferma Ingroia accanto alla moglie Giselle Oberti -. Uno dei problemi principali che abbiamo nel nostro Paese e’ quello della disinformazione e delle fake news. Spesso in nome della sicurezza si fanno abusi e poi la stampa fa la sua parte. Sono stato anche io vittima di questo uso pretestuoso della sicurezza. C’e’ stato un banale litigio per una questione di posti a sedere sull’aereo di Air France, il comandante ha preso ovviamente posizione a favore del membro dell’equipaggio con cui avevo litigato e si é arrivati al punto che ha deciso che io costituissi un pericolo per la sicurezza. Si sono inventati che io fossi ubriaco: tutto falso. Come e’ falso che sia stato ‘rispedito’ in Italia: ho proseguito poi il mio viaggio e sono qui in America Latina”.

https://m.facebook.com/profile.php?id=1540150460

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Napoli sprecone per 60 minuti, l’Atalanta in 30 minuti espugna il San Paolo

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Al San Paolo non c’è la folla delle grande occasioni. Il tempo è pessimo, c’è un temporale su Fuorigrotta. La delusione per l’uscita dall’Europa League si fa sentire. Il campionato è finito da tempo anche se la Juventus l’ha vinto solo ora. Con l’Atalanta forse non ci sono manco 20mila persone ad assistere ad un match che per il Napoli in caso di vittoria significherebbe la matematica qualificazione in  Champions l’anno prossimo. In attacco ci sono Mertens e Milik, Insigne è stato fatto accomodare in panchina. In difesa la leadership è di Koulibaly. Il Napoli fa la sua solita partita, al San Paolo come altrove. Possesso palla, pressing sull’avversario e proiezione sempre offensiva. Il Napoli è una squadra programmata sempre per vincere.- Anche se può succedere di perdere. Come è spesso successo quest’anno, soprattutto in match importanti. In ogni caso al 27esimo minuto grande azione offensiva del Napoli, Milik lancia sulla sinistra Malcuit che si libera del suo avversario e cross rasoterra in aria per Mertens che nel contratto con un  difensore dell’Atalanta riesce a toccare col gluteo sinistra e a mettere dentro. È il gol del vantaggio, il gol numero 80 in campionato del campione belga da quando veste la maglia azzurra. Continua il pressing del Napoli. E al 34esimo, grande parata di  Gollini su Zielinsky lanciato in rete da Milik in giornata da assist man. Secondo tempo sempre col Napoli in attacco e l’Atalanta a difendere e provare dei contropiede. Nei primi 20 minuti del secondo tempo Mertens serve un pallone che manda in porta Milik. La palla viene tolta dalla porta per un soffio. Al 67esimo sempre Mertens entra in area, batte forte ma non riesce a trovare l’angolo per insaccare la palla. Al minuto 68 Duvan Zapata lanciato in area, fino a quel momento annullato da Koulibaly, mette la palla alle spalle di Ospina con un bel tocco da sotto un cross da sinistra. Al minuto 75 Ilicic batte fortissimo a rete, Ospina respinge e pugni uniti. Al 79 minuto Pasalic su passaggio smarcante di Zapata una area, con una facilità impressionante mette la palla alle spalle di Ospina. Atalanta in vantaggio. Così finisce la partita.

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Moda, aristocratici esotismi tra India e deserto americano

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Giovani donne che amano lo stile etno-chic, quel mood adattabile a tutte le latitudini e occasioni, nomadi del lusso poco ostentato, ma colto e raffinato, viaggiatrici del mondo che si spostano da un party a Bollywood al festival di Coachella che si è appena concluso nel deserto americano della California. Sono questi i ritratti delle ragazze moderne che amano adattare la moda alle proprie esigenze, ai propri gusti e al contesto che le circonda. Non per questo sono tante le influencer, o le giovane lady che creano per se uno stile inconfondibile, connotato da aristocratico esotismo che può sconfinare in scelte di griffe e maison della haute couture come Dolce & Gabbana e Valentino . Il Coachella style, dato il successo del festival della musica che si svolge in questo periodo in California, si posiziona invece a meta’ tra lo stile hippie e bohemien. Dunque, denim a volontà, come nella nuova collezione in tela indaco a tiratura limitata di Sportmax, tutta volant per 8 pezzi basici, compresi mini-dress, salopette da portare eventualmente a pelle, jeans e camiciole. Nello stile Coachella non possono mancare le frange, il suede, le paillettes, gli stampati floreali, i colori al neon e il glitter anche per il make up, infine le stampe animalier effetto pitone anche per i costumi da bagno (Calzedonia). Via libera quindi a shorts, abitini scintillanti o in seta floreale, da Miu Miu portati con alti zoccoli di legno, T-shirt piumate sul giromanica, giacche in pelle e gilet con frange. Ai piedi sandali flat piede nudo alla schiava, oppure boot in pelle traforata (Mjus Shoes) camperos o texani.

Altra storia con la ragazza Miu Miu che mette il mini vestitino bon ton, con il cerchietto da lady e i sandali francescani modello Birkenstock, sdoganati del resto anche agli Oscar dall’attrice Frances McDormand, (i suoi erano della Birkenstock e Valentino). La pupa ha voglia di sedurre con i miniabiti tutti paillettes di Elisabetta Franchi e la sera, non ce n’e’ per nessuno con l’abito lungo azzurro cielo della California di Gucci, tutto frange di paillettes anche sulle maniche gonfie, ma con scollatura abissale sul seno. Per le ragazze che proprio non rinunciano ad una certa raffinata eleganza anche a 45 gradi all’ombra, ecco la moda di Etro, che dopo aver festeggiato nel 2018 il cinquantesimo anniversario, conferma con le sue proposte il suo stile etno-chic. Veronica Etro, che nella sua ultima sfilata ha scelto di portare sulla passerella donne di diverse eta’, icone della moda, come Edie Campbell, Alek Wek, Tatjana Patitz, Violetta Sanchez, proprio per mostrare l’ecletticita’ delle sue proposte, gioca con lo stile tipico della maison che mischia le inconfondibili fantasie Paisley a note e accessori casual, da american cow-girl. Senza dimenticare tocchi sofisticati di British style, che va a dare il risultato finale di una collezione aristocratica e colta, molto esotica. Lo splendore vittoriano e lo stile da colonie inglesi vengono contaminati da esotismi che riportano alle Indie. Corsetti stringi- vita si mettono su jodhpur, in uno stile preppy che vira verso il grunge. La ricchezza materica ispirata dalle tappezzerie genera stampe 3d ed effetti jacquard sulla maglieria, rendendo il look sofisticato, volutamente imperfetto, con un aspetto vissuto. L’iconico Paisley si alterna a tessuti cravatta in piccoli bustier, camicie ed abiti dal taglio maschile. Blazer sartoriali diventano mini abiti, mentre i boxer da uomo sono interpretati come mini shorts in un gioco di sovrapposizioni. Alte cinture definiscono la vita, mentre gli abiti e le gonne in duchesse nera sono disegnati con voluminose silhouette dall’animo regale. Ricami e paillettes fanno brillare gli abiti da sera o decorano gli stivaletti a doppia fibbia, aggiungendo un’aura dark e misteriosa.

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