Cronache
Luigia Fortunato uccisa a coltellate a Loreto, il marito si costituisce: fermato per omicidio aggravato
Luigia Fortunato, 33 anni, è stata uccisa con numerose coltellate nella sua abitazione di Loreto. Il marito Sami Khemaies si è presentato ai carabinieri ed è stato fermato per omicidio aggravato. La Procura indaga sul movente.
Una lite in casa, poi la violenza. Luigia Fortunato, 33 anni, chiamata da tutti Gina, è stata uccisa con numerose coltellate nell’appartamento in cui viveva a Loreto, in provincia di Ancona.
Secondo la prima ricostruzione investigativa, la donna e il marito, Sami Khemaies, 39 anni, si trovavano da soli nell’abitazione al secondo piano di una palazzina di via Bramante. Il loro figlio minorenne era con la nonna.
Al culmine della discussione, l’uomo avrebbe preso un coltello dalla cucina e colpito ripetutamente la moglie, soprattutto all’addome e alle gambe. Gli accertamenti medico-legali dovranno stabilire il numero esatto dei colpi e la dinamica dell’aggressione.
Il messaggio alla madre e la confessione ai carabinieri
Dopo il delitto, Khemaies sarebbe uscito dall’appartamento, avrebbe preso l’automobile e si sarebbe presentato alla caserma dei carabinieri di Porto Recanati. Prima avrebbe inviato un messaggio alla madre della moglie, comunicandole di averla uccisa.
Ai militari avrebbe ripetuto la confessione, presentandosi con gli abiti ancora sporchi di sangue. Quando i carabinieri sono entrati nell’abitazione, hanno trovato Luigia Fortunato ormai senza vita, distesa nel corridoio.
L’uomo è stato sottoposto a fermo e trasferito nel carcere di Ancona. L’ipotesi contestata è quella di omicidio volontario aggravato. Dovrà essere interrogato davanti al giudice, che sarà chiamato a valutare la convalida del fermo e l’eventuale applicazione di una misura cautelare.
Le indagini sul movente
Il fascicolo è coordinato dalla Procura di Ancona. Le indagini sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Osimo, impegnati a ricostruire le ore precedenti all’aggressione e la natura dei rapporti tra i coniugi.
La coppia sarebbe stata di fatto separata pur continuando a vivere nella stessa abitazione. Al momento non risultano precedenti denunce presentate dalla donna per maltrattamenti o violenze domestiche.
Secondo quanto raccontato dai familiari, i rapporti erano però da tempo difficili e caratterizzati da frequenti discussioni. Una delle ultime liti avrebbe riguardato il centro estivo frequentato dal figlio.
Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze e verificando telefoni e messaggi per comprendere se il delitto sia maturato improvvisamente oppure sia stato preceduto da minacce o comportamenti violenti non denunciati.
Il passato dell’uomo e il tentativo di tenere unita la famiglia
Luigia aveva continuato a mantenere i rapporti tra il figlio e il padre anche durante il periodo trascorso dall’uomo in carcere per reati legati allo spaccio di droga.
Dopo la fine della detenzione, circa due anni fa, avrebbe accettato che tornasse a vivere vicino alla famiglia soprattutto per tutelare il rapporto con il bambino.
Pochi giorni prima del delitto, la coppia aveva trascorso una giornata al mare insieme al figlio e alla madre di Luigia. Un tentativo, secondo il racconto dei familiari, di preservare almeno un’apparente serenità familiare. Nulla avrebbe lasciato immaginare un’esplosione di violenza di tale gravità.
Chi era Luigia Fortunato
Originaria di Cerignola, in provincia di Foggia, Luigia Fortunato viveva da anni nelle Marche. Aveva lavorato come cameriera e successivamente come operaia.
Chi la conosceva la descrive come una donna solare, energica e legata al figlio. Sui social amici e conoscenti hanno ricordato il suo sorriso e la capacità di trasmettere allegria, ma anche il dolore per non avere compreso le difficoltà che potevano nascondersi dietro quell’apparente serenità.
Loreto proclama il lutto cittadino
La morte di Luigia ha profondamente scosso la comunità di Loreto. Il sindaco Moreno Pieroni ha parlato di uno «strazio» che coinvolge l’intera città.
La giunta comunale ha deciso di proclamare il lutto cittadino nel giorno dei funerali, come segno di vicinanza alla famiglia e di condanna della violenza contro le donne.
La qualificazione giuridica definitiva dei fatti dipenderà dagli sviluppi dell’inchiesta. Il termine femminicidio, utilizzato nel dibattito pubblico per indicare l’uccisione di una donna in un contesto di violenza di genere o di dominio nella relazione, non sostituisce l’imputazione penale che sarà formulata dalla magistratura.
Per l’indagato vale la presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva, nonostante la confessione riferita dagli investigatori e gli elementi raccolti nell’immediatezza del delitto.
Cronache
Mappatella Beach, 21 anni dopo: dalla discarica al mare di tutti
Festa alla Rotonda Diaz per i 21 anni di Mappatella Beach, trasformata da area degradata in spiaggia pubblica attrezzata e accessibile.
Da discarica a cielo aperto a spiaggia pubblica attrezzata e frequentata anche dai turisti. Mappatella Beach ha celebrato i suoi primi 21 anni con il “Mare Libero Day”, l’iniziativa promossa dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli alla Rotonda Diaz di Napoli.
Secondo gli organizzatori, durante la mattinata sulla spiaggia erano presenti circa mille persone tra residenti e visitatori stranieri. Un’immagine che, per Borrelli, dimostra cosa significhi «restituire il mare alla città».
Oggi l’arenile è gestito dal Comune di Napoli e dispone di ombrelloni, docce, servizi igienici e attrezzature sportive. È presente anche un servizio di accompagnamento in acqua per le persone con disabilità, assicurato da personale qualificato e da dispositivi dedicati.
La bonifica iniziata nel 2005
Borrelli ha ricordato le condizioni dell’area nei primi anni Duemila, quando la spiaggia era invasa dai rifiuti e interessata anche dalla presenza di uno scarico fognario.
«Nel 2005 ottenemmo la bonifica, la sabbia fu ripulita e venimmo qui a fare il primo bagno», ha raccontato il parlamentare. Da quel momento è cominciato un percorso fatto di denunce, interventi pubblici e nuovi servizi.
Una battaglia condotta anche contro occupazioni abusive, vandalismi, borseggi e comportamenti incivili. Alla gestione e alla valorizzazione della spiaggia ha contribuito anche l’associazione 100×100 Naples.
L’obiettivo dell’intero litorale accessibile
Per Borrelli, Mappatella Beach rappresenta soltanto il primo passo di un percorso che dovrà interessare tutto il litorale cittadino, da Posillipo a Bagnoli fino a Napoli Est.
«Nei prossimi dieci anni dobbiamo rendere l’intero litorale napoletano fruibile da tutti. Il mare non può essere un privilegio per pochi: deve essere libero, pulito, sicuro e accessibile», ha dichiarato.
All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, l’assessora comunale al Turismo Teresa Armato, la consigliera Flavia Sorrentino, lo speaker radiofonico Gianni Simioli e diversi rappresentanti di Europa Verde.
Cronache
Il gigante dei mari scopre l’Ischia sommersa: DreAMBoat visita Aenaria
Il superyacht DreAMBoat, lungo 111 metri, ha sostato davanti a Ischia Ponte. Gli ospiti hanno visitato Aenaria grazie alla cooperativa Marina di Sant’Anna.
Cronache
Camion per Ischia e Procida, scatta il dirottamento a Napoli: autotrasportatori in agitazione
L’ordinanza di Pozzuoli dirotta a Porta di Massa i mezzi pesanti diretti a Ischia e Procida. Gli autotrasportatori temono problemi nei rifornimenti, contestano le deroghe e chiedono soluzioni alternative.
Da lunedì 17 agosto cambia il dispositivo per il traffico commerciale diretto dal porto di Pozzuoli alle isole di Ischia e Procida. I mezzi che superano i limiti previsti dall’ordinanza comunale, con massa complessiva oltre le 3,5 tonnellate e lunghezza superiore agli otto metri, dovranno imbarcarsi dallo scalo napoletano di Porta di Massa.
La misura è stata adottata dopo le verifiche effettuate sugli edifici danneggiati dalla scossa bradisismica del 31 luglio. La presenza di due fabbricati pericolanti lungo le strade di accesso al porto puteolano ha reso necessario limitare il transito dei veicoli più pesanti. Il nuovo assetto, concepito come temporaneo, è stato definito durante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito a Ischia.
La diffida degli autotrasportatori
La soluzione ha provocato la reazione della New Atec, associazione degli autotrasportatori ischitani. Nel pomeriggio è stata inviata una diffida al prefetto di Napoli Michele di Bari e, per conoscenza, al sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, con la richiesta di riesaminare e rimodulare l’ordinanza. L’associazione ha contemporaneamente proclamato lo stato di agitazione.
Secondo gli operatori, il trasferimento degli imbarchi a Porta di Massa rischia di compromettere l’approvvigionamento alimentare e il trasporto di merci deperibili e beni di prima necessità, soprattutto durante il picco turistico di agosto. Viene contestata anche la stima secondo cui i camion interessati sarebbero circa quaranta al giorno e rappresenterebbero il 25% del traffico commerciale.
Il presidente di New Atec, Marco Galano, sostiene invece che nel periodo estivo i mezzi di questa categoria costituiscano la grande maggioranza dei veicoli commerciali diretti a Ischia.
Contestata la deroga per i camion dei rifiuti
Un altro punto contestato riguarda la deroga prevista per gli automezzi adibiti al trasporto dei rifiuti. Secondo New Atec, questi veicoli avrebbero massa e dimensioni analoghe a quelle dei camion commerciali sottoposti al divieto. L’associazione chiede quindi di chiarire perché le prescrizioni di sicurezza siano applicate in maniera differente.
Gli autotrasportatori segnalano inoltre l’assenza di soluzioni per le prenotazioni già effettuate sui traghetti in partenza da Pozzuoli fino al 31 agosto. Senza una riprogrammazione dei titoli di viaggio e delle corse, sostengono, molte imprese potrebbero trovarsi nell’impossibilità di operare.
Le proposte alternative
New Atec propone una deroga al transito tra le 2 e le 12, quando il traffico cittadino è ridotto, oppure un incremento di almeno il 70% delle corse merci da Porta di Massa. Tra le alternative viene indicato anche l’utilizzo, con un adeguato potenziamento, dello scalo di Baia.
L’associazione ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo in Prefettura con il Comune di Pozzuoli, le autorità marittime e le compagnie di navigazione. In assenza di risposte entro tre giorni, gli operatori annunciano ulteriori iniziative di protesta.
Preoccupazioni arrivano anche dalle amministrazioni isolane. Il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino considera il dispositivo insufficiente rispetto al fabbisogno di merci del periodo estivo. A Procida, il gruppo consiliare “La Procida che Vorrei” ha chiesto garanzie sulla capacità delle corse da Napoli e un eventuale aumento dei collegamenti per evitare una riduzione degli spazi destinati ai mezzi diretti sull’isola.
L’entrata in vigore dell’ordinanza numero 439 è prevista per il 17 agosto. Il provvedimento resterà legato ai tempi necessari per mettere in sicurezza i fabbricati che rendono problematico l’accesso al porto di Pozzuoli. La data e l’impianto delle limitazioni trovano conferma nelle ricostruzioni pubblicate dal Corriere del Mezzogiorno e dalla Tgr Campania.




