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Cinema

Luca Guadagnino scelto per girare il film su Audrey Hepburn per Apple Studios

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L’attrice Rooney Mara è stata scelta per interpretare un’ icona senza tempo dell’età d’oro di Hollywood: la  splendida Audrey Hepburn, nel film biografico prodotto da Apple.
La Hepburn, morta per un tumore nel 1993 all’età di 63 anni , è stata protagonista di film di successo come “Vacanze romane”, “Colazione da Tiffany” e “Sabrina”.

 

Audrey Hepburn non era conosciuta solo come attrice e donna di classe, ma anche come paladina dei deboli e per le sue innumerevoli iniziative di beneficenza. È stata ambasciatrice per l’UNICEF.
Rooney Mara, 36 anni, è apparsa in diversi film ed è meglio conosciuta per i suoi ruoli in “Millennium – Uomini che odiano le donne” e “Carol”, entrambi i quali le sono valsi una nomination agli Oscar.
Il suo ultimo film è “Nightmare Alley” di Guillermo del Toro.

Rooney Mara

Secondo quanto riferito, lei stessa sarà anche uno dei produttori del progetto, che sarà diretto da Luca Guadagnino, registra del film “Chiamami col tuo nome”.
Non ci resta che aspettare.

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Cinema

David, vola “È stata mano di Dio” di Paolo Sorrentino: Napoli capitale del cinema fa incetta di premi

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E’ STATA LA MANO DI DIO di Paolo Sorrentino sbanca in questa 67/ma edizione dei David di Donatello che si e’ tenuta stasera in diretta su Rai 1 dagli studi di Cinecitta’ in una serata condotta da Carlo Conti affiancato da Drusilla Foer, portandosi a casa il premio per miglior film, regia, attrice non protagonista Teresa Saponangelo, fotografia e David giovani). E’ pero’ il fantasy FREAKS OUT ad aver piu’ statuette, ben sei, ma prevalentemente tecniche, contro le cinque di E’ STATA LA MANO DI DIO. Ed esattamente il film di Mainetti vince: miglior scenografia, fotografia, produttore, trucco, acconciatura, effetti visivi-vex).

In questa edizione dall’anima partenopea bene anche QUI RIDO IO di Mario Martone che si porta a casa il Davidandato al miglior attore non protagonista, Eduardo Scarpetta, e quello ai costumi. Il film drammatico ambientato in un carcere ARIAFERMA di Leonardo Costanzo vince invece il David per il miglior attore andato a Silvio Orlando e anche la sceneggiatura originale. ENNIO, straordinario documentario di Giuseppe Tornatore dedicato a Ennio Morricone, ha ottenuto ben tre David: miglior documentario, suono e montaggio. Mentre A CHIARA di Jonas Carpignano ottiene il premio di miglior attrice protagonista che va a Swamy Rotolo. A DIABOLIK va invece un solo David, quello della canzone originale a Manuel Agnelli mentre la sceneggiatura non originale, categoria in cui correva anche TRE PIANI di Nanni Moretti, va a L’ARMINUTA, film diretto da Giuseppe Bonito e tratto dal romanzo bestseller di Donatella Di Pietrantonio. Infine, sempre nel segno di Napoli, I FRATELLI DE FILIPPO di Sergio Rubini si porta a casa il premio al miglior compositore, Nicola Piovani.

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Cinema

“La cena perfetta” tra camorra, cucina e amore

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Esce domani nei cinema “La cena perfetta” e segue tre binari, di cui uno centrale: “il fulcro del film e’ essere una commedia romantica con camorra e cucina come due binari che si muovono lateralmente all’amore”. E’ cosi’ che Salvatore Esposito, che interpreta il protagonista, definisce la pellicola girata insieme a Greta Scarano, con la direzione di Davide Minnella, al suo esordio sui lungometraggi e presentata oggi in anteprima al pubblico dell’auditorium Comicon a Napoli. Il film narra di Carmine, interpretato da Esposito, giovane figlio di boss di un piccolo clan che investe in un ristorante a Roma e manda proprio Carmine a gestirlo.

Li’ incontra Consuelo, interpretata da Scarano, che ha perso il ristorante ma resta cercando stelle Michelin. E’ questa la strada, tra camorra e cucina, che apre il sentimento tra i due e un futuro diverso per Carmine, alla fine benedetto dal padre, interpretato da Gianfranco Gallo. Esposito torna, dopo Gomorra, in una persona nata sotto la camorra ma capace di uscirne stavolta: “Sono un ragazzotto – spiega – cresciuto sotto un padre adottivo boss ma lui non e’ un criminale e anche il padre boss alla fne approvera’ Carmine. Anche in Gomorra il mio personaggio voleva scegliere ma non ha mai la chance, qui si’ e la sceglie, seguendo la passione”. Un giovane in una svolta positiva della vita, presentato in un Comicon che storicamente e’ invaso da giovani positivi della societa’, diversi dai gruppi di bullismo delle citta’: “Questo pero’ non dipende dai ragazzi singoli – spiega Esposito – ma spesso sono dei giovani di periferia abbandonati dalle famiglie, che diventano mostri e che nessuno ha mai fatto nulla per recuperarli. Questo film puo’ svegliare la coscienza ragazzi ma soprattutto e’ un grido verso le istituzioni a fare qualcosa su ragazzi che da soli non cercano vie diverse”. Vie diverse cercate e trovate dal suo personaggio anche grazie all’amore per Consuelo, che proietta la storia anche nella realta’: “la criminalita’ usa capitali – spiega Greta Scarano – da riciclare in tutte le citta’, lo fa la camorra ma anche i clan a Roma.

E’ un problema molto grande che mi sembra continui dove manca la forza delle istituzioni. Mi ha colpito di questo film la storia di un ragazzo che nasce in un contesto criminale e poi sceglie qualcosa di giusto. Ha una seconda possibilita’ e da’ un segnale ai ragazzi”. L’attrice sottolinea anche lo spessore del suo personaggio “in Italia dove – spiega – per un personaggio femminile e’ difficile avere un ruolo indipendente ma io ho sempre inseguito questa strada, non vorrei essere dipendente in una storia e stavolta io e Carmine siamo totalmente indipendenti l’uno dall’altro”. Una distanza che riavvicina i protagonisti in scena come spiega il regista: “E’ una favola vincente – dice Minnella – che parte dai problemi di due giovani toccati dalla camorra ma tra cui nasce poi una storia d’amore che mette insieme due personaggi completamenti diversi. E’ una storia d’amore che sembra impossibile, e invece loro si uniscono grazie al terzo protagonista del film, il cibo, una passione che li unisce”.

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In mostra al MAN le foto di Gianni Fiorito scattate sul set de “La mano di Dio”

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Dopo il grande successo su Netflix del film di Paolo Sorrentino “È stata la mano di Dio”, arriva a Napoli anche una mostra dedicata alla pellicola del regista napoletano.

La mostra fotografica dal titolo “È stata la mano di Dio – Immagini dal set” a cura di Maria Savarese, inaugurata appena prima di Pasqua, sarà visibile fino al 5 settembre al MAN, il Museo Archeologico Napoletano e racconta il film di Paolo Sorrentino attraverso 51 scatti ripresi sulle scene da Gianni Fiorito, grande fotografo napoletano che con passione si dedica sempre di più alla fotografia di scena cinematografica.

“La mano di Dio” racconta che negli anni ’80 a Napoli, un ragazzo ha l’occasione di vivere uno dei sogni più grandi degli amanti del calcio, quando giunge nella sua città il goleador Diego Maradona, ma a questa grande gioia si accompagnerà una tragedia inaspettata. Un film fortemente autobiografico ed intimo che ripercorre la giovinezza napoletana del regista, già premio Oscar per “La grande bellezza”.

 

 

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