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Cronache

Lorenzo Sbraccia arrestato: accuse di tentata estorsione con metodo mafioso

L’imprenditore romano coinvolto nell’inchiesta Equalize, già noto per il suo ruolo nel settore edilizio e nei superbonus 110%.

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Lorenzo Sbraccia, imprenditore romano di 57 anni e fondatore della Fenice S.p.A. (oggi SBR Costruzioni Generali), è stato arrestato con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. L’arresto è avvenuto nell’ambito dell’inchiesta Equalize, che ha già coinvolto numerosi soggetti per presunti accessi abusivi a sistemi informatici e dossieraggi illeciti.

Le accuse e le indagini in corso

Secondo quanto riportato dalle autorità giudiziarie, Sbraccia avrebbe cercato di risolvere un contenzioso civile con la G&G Costruzioni, legato a lavori su un cantiere a Milano, ricorrendo a metodi intimidatori. L’imprenditore avrebbe interrotto i pagamenti dovuti all’appaltatore, portando quest’ultimo a richiedere decreti ingiuntivi per un totale di 35 milioni di euro. Per forzare una transazione a condizioni più favorevoli, Sbraccia si sarebbe rivolto a Carmine Gallo, ex poliziotto e figura centrale nell’inchiesta Equalize, chiedendo l’intervento di un “mediatore” per esercitare pressioni sulla controparte.

Tra gli arrestati figurano anche Umberto Buccarelli, avvocato di Sbraccia, e Annunziatino Romeo, ex collaboratore di giustizia legato alla ‘ndrangheta. Le autorità sottolineano che tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a prova contraria e avranno modo di difendersi nelle sedi opportune.

Equalize e i dossieraggi illeciti

L’inchiesta Equalize ha portato alla luce un presunto sistema di acquisizione illecita di dati sensibili da banche dati pubbliche, utilizzati per creare dossier su richiesta di clienti. Tra i clienti dell’agenzia investigativa Equalize, fondata da Carmine Gallo e Enrico Pazzali, figurano diverse aziende e personalità di rilievo. Sbraccia sarebbe stato uno dei principali clienti, con pagamenti che superano il milione di euro per servizi di dossieraggio.

Implicazioni per il Consorzio Venezia Nuova

La Fenice S.p.A., ora SBR Costruzioni Generali, è entrata nel Consorzio Venezia Nuova rilevando il ramo d’azienda della Nuova Coedmar, coinvolto in progetti del Mose. L’arresto di Sbraccia solleva interrogativi sulla gestione dei cantieri e sulla necessità di verifiche approfondite da parte delle autorità competenti.

L’arresto di Lorenzo Sbraccia rappresenta un ulteriore sviluppo nell’inchiesta Equalize, che continua a svelare connessioni tra illeciti informatici, dossieraggi e presunti legami con la criminalità organizzata. Le indagini proseguono per fare piena luce sui fatti e garantire il rispetto della legalità.

Nota: Tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a prova contraria, nel rispetto dei principi del garantismo e della presunzione di innocenza.

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Cronache

Escort e calciatori, inchiesta Milano: 70 sportivi coinvolti nelle feste, 4 arresti

Inchiesta a Milano su feste con escort: almeno 70 calciatori coinvolti. Quattro arresti per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

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Sono almeno settanta i calciatori che avrebbero partecipato alle feste organizzate dalla società Ma.De, al centro di un’indagine della Procura di Milano per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

I nomi degli sportivi restano riservati e, salvo alcune eccezioni citate negli atti, non risultano indagati. Essere clienti, infatti, non configura di per sé un reato.

Gli arresti e l’organizzazione

Su richiesta della procuratrice aggiunta Bruna Albertini, la gip Chiara Valori ha disposto gli arresti domiciliari per quattro persone ritenute coinvolte nell’organizzazione del giro illecito.

Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe gestito un sistema strutturato di eventi e incontri privati, coordinando le ragazze coinvolte e i contatti con clienti appartenenti anche al mondo dello sport.

Il sistema delle serate e dei contatti

Le indagini del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza hanno ricostruito un circuito di serate in locali della movida milanese, estranei alle contestazioni, e in location di lusso anche all’estero.

Le ragazze, in gran parte molto giovani, venivano indirizzate agli eventi e agli incontri privati, mentre gli organizzatori gestivano compensi e logistica.

Il business e i flussi di denaro

Secondo gli inquirenti, il giro avrebbe generato incassi per oltre 1,2 milioni di euro in meno di due anni, con una parte dei pagamenti proveniente direttamente da clienti sportivi.

Le somme sarebbero state movimentate anche attraverso conti esteri, elemento che rafforza l’ipotesi di un’attività organizzata e continuativa nel tempo.

Le testimonianze e le indagini in corso

A far emergere il sistema sarebbe stata la denuncia di una giovane, che ha raccontato modalità e condizioni di lavoro, parlando di trattenute sui compensi e di un contesto abitativo condiviso.

Le indagini proseguono con l’obiettivo di chiarire l’estensione del fenomeno e le responsabilità individuali, anche attraverso l’ascolto delle presunte vittime.

Il perimetro giudiziario

Al momento, le contestazioni riguardano esclusivamente gli organizzatori del presunto sistema illecito. La posizione dei clienti, compresi gli sportivi, resta distinta e non coinvolta sotto il profilo penale.

L’inchiesta resta aperta e in evoluzione, in attesa degli ulteriori sviluppi investigativi.

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Cronache

Studente transgender al liceo Aristofane, polemica su misgendering e sospensione: verso la carriera alias

Caso al liceo Aristofane di Roma: studente transgender denuncia umiliazioni e sospensione. In arrivo la carriera alias, intervengono sindacati e politica.

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Un caso che riaccende il dibattito sui diritti degli studenti transgender arriva dal liceo Aristofane di Roma, nel quartiere Val Melaina. Secondo quanto riferito dalla famiglia, un ragazzo che ha intrapreso un percorso di affermazione di genere sarebbe stato ripetutamente chiamato con nome e pronomi non corrispondenti alla sua identità da una docente.

La vicenda, ancora oggetto di attenzione e verifiche, è emersa attraverso il racconto della madre, che ha parlato di episodi di disagio e umiliazione protratti nel tempo.

La sospensione e le tensioni in classe

Il momento più critico sarebbe arrivato a febbraio, quando lo studente è stato sospeso per cinque giorni dopo un acceso confronto in aula. Secondo la ricostruzione familiare, il provvedimento disciplinare sarebbe seguito a una reazione del ragazzo, maturata in un contesto di forte stress.

La versione dei fatti è ora al centro dell’attenzione della comunità scolastica e dovrà essere valutata nelle sedi competenti.

La posizione della scuola

La dirigente scolastica Raffaella Giustizieri ha espresso rammarico per quanto accaduto e ha ricordato che l’istituto è impegnato nell’introduzione della cosiddetta “carriera alias”, uno strumento amministrativo che consente agli studenti in transizione di essere riconosciuti con il nome di elezione nei documenti interni.

L’approvazione del regolamento, inizialmente prevista per metà aprile, è stata rinviata ma resta imminente.

Interventi di sindacati e politica

Sul caso sono intervenute diverse realtà. La Flc Cgil ha sottolineato il dovere delle istituzioni scolastiche di garantire un ambiente inclusivo e rispettoso, evidenziando i rischi legati a comportamenti discriminatori.

La deputata Irene Manzi ha parlato di possibile violazione della dignità dello studente, mentre il sindacato DirigentiScuola ha chiesto l’attivazione rapida della carriera alias.

Anche Marilena Grassadonia ha evidenziato il valore educativo di tali strumenti, definendoli una responsabilità della comunità scolastica.

Il tema più ampio dell’inclusione scolastica

La Rete degli studenti medi ha definito l’episodio grave, sottolineando come situazioni analoghe non siano isolate nel sistema scolastico italiano.

Il caso si inserisce in un dibattito più ampio sull’inclusione, la formazione del personale e l’educazione alle differenze, temi su cui si confrontano istituzioni, sindacati e mondo della scuola.

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Cronache

Castel Maggiore, coppia trovata morta in casa: ipotesi omicidio-suicidio, indagini in corso

Due coniugi trovati morti a Castel Maggiore. Si indaga per omicidio-suicidio. Disposta l’autopsia per chiarire dinamica e cause.

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Due coniugi, un uomo di 73 anni e una donna di 63, sono stati trovati senza vita nella loro abitazione a Castel Maggiore, nel Bolognese. La scoperta è avvenuta nel primo pomeriggio, quando il figlio dell’uomo, preoccupato per l’assenza di risposte ai suoi messaggi, si è recato nell’appartamento trovando i corpi.

L’allarme è stato dato al 112, con l’intervento dei carabinieri della stazione locale e della compagnia di Borgo Panigale.

L’ipotesi investigativa

Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, si tratterebbe di un omicidio-suicidio. L’uomo avrebbe ucciso la moglie, probabilmente nella serata precedente, per poi togliersi la vita alcune ore dopo.

Le cause esatte e la dinamica dell’accaduto dovranno essere accertate con precisione attraverso gli esami medico-legali e gli approfondimenti investigativi.

Gli accertamenti della Procura

Sul posto sono intervenuti anche i militari della sezione investigazioni scientifiche e il pubblico ministero di turno Federica Messina.

La Procura ha disposto l’autopsia su entrambi i corpi, passaggio ritenuto necessario per chiarire tempi e modalità del decesso.

Il contesto familiare

Secondo quanto emerso, la coppia attraversava da tempo una fase di crisi e, pur continuando a convivere, sarebbe stata di fatto separata.

Le indagini proseguono per ricostruire con esattezza quanto accaduto nelle ore precedenti al ritrovamento, in un quadro che al momento resta in fase di verifica da parte degli inquirenti.

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