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Cronache

Lite finisce nel sangue, amico confessa il delitto

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Un giovane si presenta al pronto soccorso di Brunico con varie ferite. Le insistenti domande dei sanitari su come se le fosse procurate lo fanno crollare e confessa di aver ucciso un suo amico poco prima nel suo appartamento a termine di una lite e di aver poi gettato l’arma del delitto, un coltello, e il cellulare nel fiume Rienza. A questo punto chiama il 112 e ripete ai carabinieri quanto appena detto ai sanitari. E’ quanto e’ accaduto la scorsa notte nella cittadina della val Pusteria. Per il delitto e’ stato fermato il polacco, Oskar Kozlowski, di 21 anni, che da alcuni anni vive in Alto Adige. La vittima e’ Maximum Zanella, 30enne d’origine russe, adottato da bambino da una famiglia altoatesina. La Procura di Bolzano indaga per omicidio volontario, non tralasciando per il momento nessuna ipotesi. Il ritrovamento di un teschio nell’appartamento della vittima, nel quale e’ stato compiuto il delitto, e il fatto che il fermato, secondo foto pubblicate sui social media, avesse tatuato sul braccio il numero ‘666’, hanno alimentato voci su un possibile retroscena satanista. In merito la Procura ha pero’ precisato che “sul movente non ci sono ancora elementi” utili. Smentiscono nettamente questa pista i genitori della vittima, Carlo Alberto Zanella, presidente provinciale del Cai, e la moglie. Il teschio – spiegano – e’ una solo una specie di sopramobile di plastica, nient’altro. I coniugi Zanella e la loro figlia non si danno pace. Descrivono Maximum come ragazzo “timido e buono”, che in passato “ha compiuto qualche errore come tanti ragazzi”. Da sei anni viveva a Brunico e attualmente lavorava come bagnino nella piscina della cittadina. Si sentivano piu’ volte al giorno, cosi’ anche ieri sera. Il figlio sembrava tranquillo. Cosa sia successo nella ore successive lo potra’ chiarire solo Oskar Kozlowski che sara’ sentito a breve per l’interrogatorio di garanzia.

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Bimbo di 4 anni precipita dal balcone di casa, muore sul colpo: indagini della polizia

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Un bambino di quattro anni è precipitato dal balcone ed è morto sul colpo. Il fatto è accaduto nella tarda mattinata di oggi in via Foria, a Napoli. Siamo nel centro storico di Napoli. Sul posto sono giunti gli agenti della Polizia di Stato che stanno lavorando per ricostruire la dinamica dell’accaduto.

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Sma, la mamma del piccolo Paolo: non è più possibile curarlo negli Usa

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Per il piccolo Paolo, il bimbo della provincia di Bari che compira’ due anni il primo ottobre, non e’ piu’ possibile andare a Boston per sottoporsi alla terapia che argina gli effetti della Sma1: “Ieri – racconta la signora Francesca, mamma del bambino – ho inviato una mail all’ospedale pediatrico statunitense per ringraziarli della disponibilita’ e avvisandoli, pero’, che era ormai impossibile portare nostro figlio negli Usa. Secondo il cronoprogramma dell’ospedale pediatrico di Boston oggi avremmo dovuto essere li’, perche’ prima di cominciare la terapia erano necessari almeno 15 giorni per svolgere gli esami”. La terapia negli Stati Uniti puo’ essere somministrata entro i due anni di vita, quindi per Paolo non ci sarebbe stato piu’ tempo. Ora l’unica speranza e’ che, come chiesto dal governatore pugliese, Michele Emiliano, l’Aifa e il Ministero della Salute italiano diano il loro parere favorevole e autorizzino la terapia genica Zolgensma come “uso compassionevole”. “Siamo aggrappati solo a questa soluzione – prosegue la signora Francesca – in Italia la terapia puo’ essere svolta sino a quando il bambino non supera i 12,5 chili, ma e’ vietata per chi e’ gia’ tracheostomizzato o ventilato, come mio figlio. Ecco perche’ potrebbe essere autorizzata per uso compassionevole. Mi auguro che almeno arrivi una risposta da Aifa e Ministero, in tempo utile”. Se dovesse esserci il via libera, occorrera’ individuare un medico disposto, a quel punto, a firmare la prescrizione.

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Cronache

Catturato dai carabinieri a Malaga Gaetano Angrisano, latitante del clan Vinella-Grassi

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I carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno arrestato Gaetano Angrisano, 29enne napoletano ritenuto affiliato al clan Vinella-Grassi operante nei quartieri di Scampia e San Pietro a Patierno. L’uomo, irreperibile dal maggio del 2021 e destinatario di un provvedimento emesso dall’Autorità giudiziaria partenopea, dovrà scontare 11 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti.
E’ stato individuato a Malaga dal F.A.S.T. Team spagnolo con quello italiano, attivato dal Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia italiano, su precise indicazioni dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli. La localizzazione è il risultato di un’articolata indagine condotta nei mesi scorsi dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea. Il 29enne è ora in carcere, in attesa del provvedimento di estradizione.

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