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Cronache

Lite davanti a scuola, morto il nonno: inchiesta per omicidio

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È morto in ospedale dopo due settimane di agonia il nonno di 66 anni che il 3 marzo scorso aveva riportato un trauma alla testa per essere caduto durante le concitate fasi finali di una lite consumatasi all’uscita della scuola elementare di corso Trinità, nel centro storico di Sassari, dove si era recato per prendere il nipotino. Come anticipato dai quotidiani sardi nelle edizioni in edicola oggi, per il decesso dell’uomo è indagato un uomo di 35 anni con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Secondo i riscontri degli investigatori, sarebbe stato lui a colpire il 66enne con un calcio, facendolo cadere a terra. Tutto era iniziato perche’ il nonno aveva strattonato e sgridato il nipote all’uscita della scuola. Era stato ripreso da alcuni altri genitori, e in seguito al battibecco era nata una lite. Tra i tanti intervenuti anche il 35enne ora indagato per quel modo violento con cui era intervenuto nella baruffa per difendere la sua fidanzata protagonista con altri della discussione con l’anziano. Dopo aver battuto la testa sul marciapiede, la vittima era finita in ospedale. Ieri il decesso e la svolta nelle indagini.

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Cronache

Pedofilia: abusa per anni dei tre figli, arrestato

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 Un 51enne e’ stato arrestato dai carabinieri nel Trapanese con l’accusa di avere commesso ripetuti abusi su tre dei suoi quattro figli, che hanno meno di 14 anni. Nei suoi confronti il Gip di Marsala ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale continuata. Dall’indagine, avviata nel giugno 2018 a seguito di alcune segnalazione arrivate ai carabinieri della Procura, e’ emerso che l’uomo avrebbe abusato dei tre figli sin dal 2012. Due anni fa, dopo i primi accertamenti, i quattro minorenni furono trasferiti in una comunita’ protetta e segreta. Intanto, gli inquirenti stanno valutando anche eventuali responsabilita’ della madre dei bambini. L’indagine, sottolineano gli investigatori, ha portato “alla luce l’estrema condizione di disagio morale, sociale ed economico del nucleo familiare”.

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Cronache

Sfasciarono l’ospedale Covid di Boscoreale e minacciarono i sanitari per far curare il loro congiunto sparato, due arresti dei carabinieri

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I Carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata hanno  arrestati il 41enne  Giovanni Ippolito e il 39enne  Nunzio Acunzo, gravemente indiziati dei danneggiamenti al pronto soccorso dell’ospedale Covid di Boscoreale (NA) e delle minacce subite da quel personale sanitario lo scorso 6 maggio, in occasione del ferimento con colpi d’arma da fuoco del 50enne Giuseppe Carpentieri, elemento di spicco del clan Gionta.

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, ha consentito di accertare che i due soggetti, rispettivamente fratellastro e nipote acquisito di Giuseppe Carpentieri, lo avevano condotto con le proprie macchine all’Ospedale COVID di Boscotrecase, dove, incuranti della temporanea destinazione esclusiva del nosocomio alla cura della malattia infettiva, avevano minacciato il personale sanitario e danneggiato i locali del pronto soccorso pretendendo le immediate cure per il loro familiare.

In tale ambito, l’esame delle immagini di videosorveglianza ha permesso la ricostruzione non solo del loro comportamento violento, consistito nella forzatura della transenna della rampa d’accesso e della porta scorrevole del Pronto Soccorso nonchè nel danneggiamento dei locali, ma di una strategia intimidatoria per costringere i sanitari ad un immediato soccorso del Carpentieri (successivamente condotto in altro ospedale con ambulanza).

Nella circostanza, non può inoltre sottacersi, in un periodo di piena emergenza epidemiologica, la gravità di un comportamento che ha interrotto e limitato le capacità operative di un presidio pubblico funzionalmente deputato alla gestione dei casi COVID. I due indagati sono stati arrestati e sottoposti al regime di arresti domiciliari presso le loro abitazioni.

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Cronache

Fucile ad aria compressa e balestra detenuti illegalmente, una denuncia nel Casertano

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Nel corso della notte, in Santa Maria A Vico (Ce), i carabinieri della locale stazione  hanno deferito in stato di libertà un 55enne del posto ritenuto responsabile di detenzione abusiva di armi. I militari dell’Arma, a seguito di perquisizione domiciliare, hanno rinvenuto e sequestrato un fucile ad aria compressa, marca  “ liber ” , calibro 4,5, privo di punzonatura e munito di ottica di precisione e relativi piombini. Presso la stessa abitazione i carabinieri hanno poi rinvenuto e sequestrato anche una balestra ad arco con impugnatura a pistola  priva di punzonatura.

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