Collegati con noi

Ben'essere

L’Italia nella top ten per spesa delle famiglie nei ristoranti

Avatar

Pubblicato

del

L’Italia  è nella ‘top ten’ Ue per la spesa delle famiglia in ristoranti e hotel. Secondo gli ultimi dati Eurostat, nel 2017 i nuclei familiari italiani hanno ‘investito’ nella buona tavola e nei viaggi il 10,3% della loro spesa per consumi, salendo cosi’ all’ottavo posto dal nono di dieci anni fa. Nonostante la crisi, si tratta di una crescita dell’1,2% rispetto al 9,1% del 2007, e superiore alla media Ue rispettivamente dell’8,3% e dell’8,8% (+0,5%). I Paesi al top in Europa amanti del mangiare e dormire fuori sono tutti nell’area mediterranea: prima Malta (20,2% di spesa), seguita da Cipro (17,5%), Spagna (16,8%) e Grecia (15,4%). A questi si aggiunge, quinta, l’Irlanda (14,8%). Gli ultimi quattro sono stati tra i piu’ duramente colpiti dalla crisi economico-finanziaria.

Advertisement

Ben'essere

Italiani disposti a spendere anche il 10% in più per mangiare biologico

Avatar

Pubblicato

del

– Fa bene alla salute e all’ambiente, in piu’ e’ anche buono. Sono i motivi per cui gli italiani mangiano bio e la maggior parte sono disposti a spendere anche di piu’ per acquistare un prodotto biologico. Non solo, per avere la sicurezza di mangiare veramente bio, c’e’ chi si fa addirittura l’orto in casa per l”autoconsumo. E’ quanto emerge da una recente indagine dedicata al rapporto che gli italiani hanno con l’ambiente condotta dall’istituto triestino Swg. Secondo il sondaggio il 16% degli italiani acquista sempre o spesso biologico e il 54% qualche volta. I motivi sono l’attenzione alla salute per 64%, all’ambiente (56%), e il gusto migliore per il 24%. E ben il 63% degli intervistati, sottolinea l’indagine Swg, e’ disposto a spendere fino al 10% in piu’ per comprare un prodotto biologico. Inoltre, pur di avere la sicurezza di mangiare veramente bio il 28% degli italiani diventa produttore di un proprio orto sul balcone o il terrazzo di casa. Mentre il 17% e’ interessato a entrare a far parte di reti scambio con i prodotti che produce. Ad esempio, chi riesce ad avere una super produzione di pomodori, desidera scambiare la propria eccedenza con chi ha un’eccessiva produzione di carote, piuttosto che di insalata, o altro ancora.

Ma il dato di fondo che emerge da questi numeri e’ lo stretto legame per gli italiani tra il cibo biologico e la preoccupazione per la qualita’ ambientale del luogo in cui vivono, perche’ spiega Enzo Risso, direttore scientifico di SWG, “negli ultimi 15 anni il tema dell’ambiente e’ passato da una ristretta cerchia di e’lite a essere un valore dell’individuo. E in generale l’80% degli italiani pensa che l’ambiente non e’ piu’ solo una moda, ma un valore. Questo spiega la crescente attenzione degli italiani al cibo biologico, ma anche ad altri fattori come la mobilita’ elettrica, al riciclo e piu’ in generale ad evitare gli sprechi”. Per Paolo Carnemolla, presidente FederBio “l’indagine Swg conferma quello che ormai e’ chiaro fin dalla consultazione pubblica per la riforma della Pac, la politica agricola comune, vale a dire un orientamento crescente e prevalente dei cittadini a favore dell’agricoltura biologica”. Con l’avvio della discussione in Commissione agricoltura del Senato sul testo del disegno di legge sul biologico, gia’ approvato a larghissima maggioranza dalla Camera, Carnemolla sollecita la politica ad ”accelerare i tempi per dare anche all’Italia una legge nazionale che guardi al futuro di tutta l’agricoltura italiana”. Intanto, fino a domani al Centro Fiera del Garda di Montichiari (Brescia), “Vita in Campagna” raduna gli agricoltori per passione. Se ne contano in Italia circa 1,2 milioni per una spesa complessiva di oltre 1 miliardo di euro l’anno. Secondo un sondaggio realizzato su oltre 3mila appassionati dell’orto da “Vita in Campagna” le motivazioni piu’ diffuse sono consumare prodotti piu’ sani (35,4%) e vivere all’aria aperta (29,1%). Sei hobby farmer su 10 trasformano i loro prodotti, per lo piu’ in conserve e olio, e sono gli ortaggi (coltivati dal 74%) le vere star delle coltivazioni amatoriali.

Continua a leggere

Ben'essere

Premio Leone di Venezia ai proprietari di Mimì alla Ferrovia, riconoscimento internazionale ad un’azienda napoletana che raggiunge l’eccellenza nel campo della ristorazione

Avatar

Pubblicato

del

 

Ancora un riconoscimento prestigioso per i titolari del ristorante Mimí alla Ferrovia di Napoli, un luogo di culto del buon cibo partenopeo che la famiglia Giugliano porta a conquistare nuovi traguardi anno dopo anno. Michele e Ida Giugliano nel corso di una cerimonia in Senato hanno ricevuto il Premio Leone di Venezia, che viene assegnato alle aziende che si sono distinte nella loro attività.

I due titolari di Mimí alla Ferrovia, emozionantissimi come lo possono essere tutti quelli che conquistano un prestigioso riconoscimento col sudore della fronte,  hanno preso la parola  e ringraziato gli organizzatori. Il premio, ultimo solo in ordine di tempo, arriva dopo tanti altri premi ricevuti nel 2018 e il Leone d’oro alla carriera ritirato nella Laguna veneziana lo scorso dicembre. Con questo altro traguardo Mimì alla Ferrovia continua ad inanellare successi in un 2019 all’insegna della passione e del grande lavoro di squadra con tre nuovi riconoscimenti e cioè il Premio comunicatore 2019, il Premio miglior azienda 2019 e il Riconoscimento speciale per meriti professionali. Un 2019 all’insegna della cucina di tradizione per far respirare la Napoli migliore, la più buona, a chiunque desideri andare al di là dei luoghi comuni. Tra i premiati le eccellenze campane delle aziende Distilleria Petrone e Cuori di sfogliatella e gli artisti Veronica  Maja, Alessandro Haber, Gigi Marzuolo, Amedeo Goria.

Continua a leggere

Ben'essere

A Napoli c’è il drugstore del kuoko mercante, un posto dove la ricerca delle tradizioni enogastronomiche del Sud Italia è la regola

Avatar

Pubblicato

del

Gli bastò il suo primo viaggio per farci innamorare di quel nettare che è il vero Nero d’Avola, quello dai sentori di fiori e spezie, quello dei vitigni autoctoni baciati dal sole siciliano tra Pachino, Eloro e Noto, dove Mario Avallone si recava a volte anche segretamente per ritornare con intere damigiane, rigorosamente di vetro, che riempivano ogni ordine di posto della sua bellissima Pallas Ds.

Mario Avallone ha sempre ricercato e trovato le migliori produzioni enogastronomiche della penisola, anticipando di alcuni anni ciò che poi sarebbe diventato un trend generale che fa riconoscere l’Italia come il top della gastronomia internazionale.

Ora che la riscoperta dei prodotti locali, biologici, tradizionali, tipici, classici e intramontabili sono di fatto diventati i must della nostra cucina e delle maggiori ricette dei grandi chef, possiamo ben dire che un pioniere precursore di questa tendenza è stato proprio Mario Avallone, che gia’ alla fine degli anni ottanta inizia la sua ricerca dei prodotti gastronomici della tradizione a piazza Olivella, nel cuore di Montesanto, per poi trasferirsi in Rampe Brancaccio, continuando ricerca e sperimentazione per servizi di catering o come lui ama definirli “banchetti” per feste, cene e inaugurazioni di mostre d’arte, arte che insieme alla musica e al cinema sono le sue altre grandi passioni.

Arriva poi il momento dell’apertura di un posto dove poter far assaggiare al pubblico le sue ricette, non solo ai catering, ma in un ristorante che rispecchi la sua personalità e il suo modo di concepire la cucina: “per me cucinare è prima di tutto far felici le persone che siedono al mia tavolo, il mio unico scopo è quello di fare contento chi mi viene a trovare”. Cosi arriva il momento di Vicoletto Sant’Arpino, in via Chiaia ed è la Stanza del Gusto, naturale esito della prima stanza di Rampe Brancaccio dove un unico tavolo da 6 o 12 posti serviva per cene private, generalmente di amici o artisti di passaggio in città.

Dopo via Chiaia, via Costantinopoli, dove adesso la Stanza del Gusto nel centro di Napoli è meta anche dei tutti quei visitatori della città in cerca di gusti e pietanze al di fuori dei circuiti prettamente turistici.

Seguendo la rigorosa linea della ricerca oggi Avallone si lancia nella distribuzione e vendita dei prodotti che pazientemente va ricercando nel sud e centro Italia, da pochi giorni ha aperto il DRUGSTORE.

In quello che definisce l’antro di Batman, di fronte alla Stanza di via Costantinopoli, si possono trovare prodotti tipici e prima di tutto unici. Formaggi, salumi, erbe, spezie, confetture, vini, sott’oli, conserve, pomodori pelati e tanto altro in un locale dove tutto ha un ordine preciso senza dare l’impressione di averlo, dove il colore regna sovrano e si fa fatica a segnare il confine tra i prodotti gastronomici e le installazioni artistiche che abitano il Drugstore, il perché è semplice capirlo, il KUOKO Mercante, come si autodefinisce Mario Avallone, ha sempre trattato i prodotti enogastronomici, che ha cercato, cucinato e fatto assaporare, come rari e inestimabili pezzi d’ arte.

Continua a leggere

In rilievo