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L’Italia marcia ancora con Stano, un anno dopo è sempre oro

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Massimo Stano non tradisce. Uno dei cinque atleti d’oro dell’Italia ai Giochi di Tokyo, ma anche l’unico in piena forma, si e’ laureato campione mondiale nella 35km di marcia a Eugene, salvando la reputazione di un’Italia che rischiava di lasciare il Mondiale negli Stati Uniti con la sola medaglia di bronzo, per quanto apprezzata, di Elena Vallortigara nel salto in alto. Dopo le sofferenze per il ritiro di Marcell Jacobs, che ha trascinato in basso anche i colleghi della staffetta, le medaglie di legno di Gimbo Tamberi nell’alto e Andrea Dallavalle nel salto triplo, nell’ultima giornata della manifestazione l’inno di Mameli ha potuto finalmente farsi sentire anche in Oregon. Dopo l’oro olimpico di Tokyo nella 20 km, il marciatore azzurro e’ quindi riuscito a trionfare anche ai Mondiali nella nuova distanza della 35 km, che finora aveva coperto solo due volte. Ha fatto una gara strepitosa, completata con il record italiano di 2h23:14 e con un forcing finale devastante negli ultimi cinque chilometri, quando ha staccato tutti gli avversari rimasti in gruppo insieme a lui. Stano ha piegato nell’ultimo chilometro il giapponese che partiva da leader mondiale stagionale Masatora Kawano, argento, e preceduto anche lo svedese Perseus Karlstrom, bronzo, per tagliare il traguardo avvolto da una bandiera tricolore e col pollice in bocca, immancabile dedica alla figlioletta. Il successo dell’atleta delle Fiamme Oro e’ storico anche perche’ l’Italia mancava dal gradino piu’ alto del podio ai Mondiali all’aperto da 19 anni: l’ultimo a salirci era stato Giuseppe Gibilisco nell’asta a Parigi 2003. Quello del trentenne barese di Palo del Colle, allenato da Patrizio Parcesepe, e’ il sesto titolo mondiale per l’atletica azzurra nella marcia. “Ho dato piu’ di quello che avevo, ma ci tenevo a vincere questo mondiale, a dimostrare che Tokyo non e’ stato un caso e che potevo fare bene anche su una distanza diversa. Mi sentivo bene e nella mia testa non poteva finire che cosi’ – ha detto a caldo l’atleta pugliese -. Sono contento di non aver deluso le aspettative e di aver portato un oro che tutti si aspettavano, e perche’ cosi’ il movimento della marcia puo’ avere nuova linfa. Una dedica speciale – ha aggiunto – ad Antonella Palmisano, che e’ infortunata e non ha potuto gareggiare qui ma sono sicuro che sarebbe stata in grado di ripetersi come ho fatto io”. “Probabilmente essere stato celebrato meno dopo Tokyo mi ha dato meno pressioni – ha sottolineato – non ho avuto tantissimi problemi durante la stagione e questo certamente mi ha dato la possibilita’ di riconfermarmi ma l’atletica non e’ matematica”. In attesa delle gare della notte, l’Italia e’ 14/a nel medagliere, insieme con Belgio e Uganda, con una medaglia d’oro e una di bronzo. Un bilancio che risente dei tanti acciacchi che hanno reso difficile, o impossibile, l’approccio all’evento delle punte di diamante azzurre. Il maggior rammarico e’ forse legato al quarto posto di Tamberi, che vincendo il dolore avrebbe meritato almeno il podio nella gara dell’alto. Un dispiacere anche per Larissa Iapichino, affacciatasi ad un grande palcoscenico con determinate aspettative ma eliminata gia’ nelle qualificazioni nel salto in lungo, Anche per lei, come per tanti altri azzurri, c’e’ alle porte un Europeo a Monaco di Baviera per rifarsi. Stano ha annunciato che fara’ la 20 km, ma intanto ha fatto un appello al Cio perche’ a Parigi ci sia anche la 35…

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Tennis, Napoli Cup ATP250, torna lo stadio del mare da 4mila posti sul lungomare: uno spettacolo

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Sono iniziati i lavori per la costruzione dell’Arena da 4.000 posti sul lungomare di Napoli, in Rotonda Diaz: sarà l’attrazione e il cuore pulsante della Tennis Napoli Cup, torneo Atp250 in programma dal 17 al 23 ottobre (qualificazioni il 15 e il 16 ottobre). Dopo la trasformazione della superficie di tre campi del Tennis Club Napoli, da terra rossa a cemento, è partita l’operazione più importante, con l’allestimento dell’Arena che rappresenta il gioiellino dell’appuntamento mondiale in Villa.

”Nonostante il maltempo di questi giorni che ci sta facendo inevitabilmente soffrire – ha spiegato l’organizzatore Cosimo Napolitano – saremo pronti. Contiamo per mercoledì 12 o giovedì 13 ottobre di effettuare le tanto attese prove tennistiche”. Con la direzione dei lavori affidata all’architetto Diego Marotta, il team di Italstage ha iniziato a montare una parte delle tribune dell’Arena.  I passaggi che seguiranno nei prossimi giorni per l’allestimento del campo centrale in cemento sono tutti importanti e in sequenza: ”Si tratta di passaggi uno successivo all’altro, obbligatori per la perfetta realizzazione del campo – illustra nei particolari Cosimo Napolitano -. Si provvederà a disegnare e gettare il bordo del perimetro del campo, che poi verrà riempito con degli inerti che creeranno la base per stendere la platea di legno, con il tappetino, il cemento e la relativa resina”. L’Arena sarà una struttura ad alta tecnologia, tutto l’impianto perimetrale del campo sarà dotato di tecnologia Led con un backdrop di due metri sul lato corto del campo centrale, come nei grandi tornei dell’ATP Tour. ”Durante il challenger del 2021 a Napoli abbiamo fatto intravedere le novità che metteremo in pratica nell’ATP 250 – ha aggiunto Napolitano -, qualcosa di bello che a Napoli non si è mai visto. Ora le stiamo realizzando tutte, con l’aggiunta di effetti grafici particolari e nuovi, tutto ad altissima tecnologia”.

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Tennis: Sonego vince torneo Metz, Bublik sconfitto in due set

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 L’azzurro Lorenzo Sonego ha vinto il torneo Atp 250 di Metz, in Francia, battendo in due set in finale il kazako Alexander Bublik, col punteggio di 7-6, 6-2. Per il torinese si trattava della prima finale del 2022, la quinta in carriera, che gli ha consentito di portare a tre i tornei vinti nel circuito, dopo Antalya 2019 e Cagliari 2021.

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Tennis: Panatta attacca Tiafoe e Sock, trogloditi contro Federer

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Adriano Panatta all’attacco di Frances Tiafoe e Jack Sock: a suo avviso la coppia americana ha mancato gravemente di rispetto a Roger Federer e Rafa Nadal nel doppio di Laver Cup di venerdi’ sera, partita d’addio del campione svizzero. “Ho trovato di cattivo gusto, volgare e villano che quei due americani tiravano a tutta forza in faccia a Federer e Nadal”, ha detto Panatta intervenendo al Festival dello Sport a Trento, “lo fanno solo perche’ non sono capaci di fare altro. Non sanno minimamente cos’e’ il tennis. Nemmeno lo possono capire. Sono dei trogloditi del tennis ma soprattutto due villani nei confronti di due campioni del calibro e dell’educazione di Federer e Nadal. Ho pensato: Dio perche’ non mi dai la possibilita’ di entrare in campo come quando avevao 25 anni…”.

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