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L’Italia giovane di Baldini riparte da Pio Esposito, ma l’1-0 al Lussemburgo è solo il primo passo
L’Italia di Silvio Baldini batte 1-0 il Lussemburgo con un gol di Pio Esposito. Una vittoria minima, ma simbolica, per una Nazionale giovane chiamata a curare le ferite della terza esclusione consecutiva dai Mondiali.
Non è una scelta tattica e nemmeno un semplice esperimento. L’Italia affidata a Silvio Baldini, commissario tecnico di transizione e da sempre uomo controcorrente, è soprattutto una provocazione. Una scossa dentro le acque stagnanti di un calcio italiano ferito, escluso per la terza volta consecutiva dalla Coppa del Mondo e costretto a guardare da lontano il resto del pianeta prepararsi al Mondiale extralarge in America.
A Lussemburgo, nella prima delle due amichevoli di giugno, la nuova Italia ha vinto 1-0. Ha deciso Pio Esposito, centravanti dell’Inter, con un colpo di testa all’inizio della ripresa. Il risultato è minimo, la prestazione sufficiente, il significato molto più largo del punteggio. Perché questa Nazionale non nasce per celebrare il presente, ma per denunciare il vuoto lasciato da anni di immobilismo.
Una Nazionale quasi Under 21
Baldini ha portato nella Nazionale maggiore molti dei ragazzi dell’Under 21, costruendo una squadra con un’età media poco sotto i 21 anni. A fare da guida c’era Gianluigi Donnarumma, capitano e unico vero veterano di una formazione piena di esordienti, talenti in cerca di spazio e ragazzi ancora da formare.
Dentro questa Italia c’erano storie diverse: gli “emigrati” del pallone come Koleosho e Chiarodia, giovani che faticano a trovare continuità in Serie A, come Ndour, e giocatori arrivati dalla Serie B, come Favasuli e Cherubini. È il ritratto sincero del calcio italiano di oggi: poco spazio ai giovani nei club, molto talento ancora grezzo, una generazione costretta spesso a crescere lontano dai riflettori principali.
Possesso, ritmo e poca concretezza
Baldini ha scelto il 4-3-3, con l’idea di tenere il pallone e farlo circolare più rapidamente rispetto ai ritmi spesso compassati del calcio italiano. La Nazionale ha provato a comandare il gioco, con Lipani al centro della manovra, Favasuli e Bartesaghi attivi sulle corsie laterali e Koleosho chiamato a dare strappi offensivi.
Il primo tempo, però, ha mostrato anche i limiti di una squadra così giovane. Il Lussemburgo, chiuso e ordinato, ha concesso poco. L’Italia ha costruito qualche occasione, ma senza continuità. Ndour ha calciato alto da buona posizione, Pio Esposito ha sfiorato il gol con un colpo di tacco nell’area piccola e Koleosho ha impegnato Moris con una conclusione centrale.
La sensazione è stata chiara: l’idea c’è, il materiale va lavorato. La gioventù porta energia, coraggio e leggerezza, ma anche imprecisione, scelte affrettate e poca cattiveria negli ultimi metri.
Pio Esposito firma la vittoria
La partita si è sbloccata al 49’. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Pisilli, Pio Esposito ha trovato la girata di testa che ha regalato all’Italia il vantaggio e poi la vittoria. Un gol semplice solo in apparenza, importante per un attaccante giovane che rappresenta una delle speranze più concrete del nuovo ciclo azzurro.
Dopo l’1-0, l’Italia ha giocato con maggiore velocità. Koleosho ha sfiorato il raddoppio, Pisilli ha colpito un palo con una girata a centro area e Fini, appena entrato, ha sprecato una buona occasione sottoporta. Anche il Lussemburgo ha provato ad affacciarsi dalle parti di Donnarumma, soprattutto sui calci piazzati, ma senza riuscire a riaprire la partita.
Il ballo dei debuttanti
Nella ripresa Baldini ha continuato ad abbassare l’età media, inserendo Fortini, Fini, Mane, Dagasso, Camarda, Ahanor e Inacio. È diventato, più che una semplice amichevole, un vero ballo dei debuttanti. Un passaggio simbolico: l’Italia che non va al Mondiale prova almeno a mostrarsi il futuro.
Il risultato conta, ma fino a un certo punto. L’1-0 contro il Lussemburgo non può bastare per dichiarare chiusa la crisi. Sarebbe ingenuo. Ma la serata ha detto qualcosa: esiste una generazione che chiede spazio, anche se non è ancora pronta per caricarsi sulle spalle tutto il peso della maglia azzurra.
Una vittoria piccola, un messaggio grande
La Nazionale di Baldini non ha incantato. Ha vinto di misura contro una squadra inferiore, ha creato meno di quanto avrebbe dovuto e ha mostrato limiti tecnici evidenti. Ma ha anche dato un segnale in un momento in cui il calcio italiano sembra incapace di rinnovarsi davvero.
Il messaggio è semplice: se il presente è fallito, bisogna avere il coraggio di guardare avanti. Non per retorica giovanilistica, ma per necessità. Baldini ha usato questa partita come una sferzata, più che come un esperimento. Ha mostrato che dietro le macerie della Nazionale esclusa dai Mondiali ci sono ragazzi che possono diventare qualcosa, a patto che il sistema abbia finalmente il coraggio di farli giocare, sbagliare e crescere.
L’Italia riparte da un 1-0 piccolo piccolo. Ma in una serata grigia, sotto la pioggia di Lussemburgo, almeno ha provato ad accendere una luce. Non basta per dimenticare le ferite di ieri. Può servire, però, per cominciare a immaginare il domani.
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