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L’Inter batte il Chievo e va al terzo posto buono per la Champions ma dalla Curva Nord arrivano i soliti cori beceri e razzisti contro i napoletani

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L?Inter batte il Chievo in casa e riconquista il terzo posto, in piena zona  Champions ma non sono mancati i soliti cori beceri e razzisti contro il Napoli e i Napoletani. È accaduto nel corso del primo tempo del posticipo della trentaseiesima giornata di Serie A, quando dalla curva Nord nerazzurra sono partiti cori di discriminazione territoriale all’indirizzo della città di Napoli. Lo speaker ha ricordato che se continuavano i cori si rischiava la sospensione della partita, come aveva annunciato l’arbitro Roberto Rosetti. Una sfida aperta tenendo conto che la prossima partita sarà Napoli – Inter e che dopo i cori all’indirizzo di Koulibaly dell’andata con tutto quanto accadde in quella partita, il rischio è che gli animi si accendano ancora. Problemi anche con i laser puntati dal pubblico negli occhi dei calciatori.

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Juventus, è toto allenatore: qualcuno riparla di Conte oltre eall’incognita Pochettino

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I sogni Guardiola e Conte, le solide opzioni Sarri e Inzaghi, l’incognita Pochettino. Il copione della corsa alla panchina della Juventus regala ogni giorno sorprese e poche certezze, tra trattative vere o presunte tali portate avanti dalla dirigenza bianconera per trovare il sostituto di Allegri. Se ieri Guardiola era dato a un passo dalla societa’ bianconera, notizia poi smentita da piu’ parti, il protagonista delle indiscrezioni odierne e’ Antonio Conte e il suo presunto incontro con Paratici. Se il catalano Pep e’ la scelta che qualunque tifoso bianconero farebbe con la testa, quella dell’ex ct e allenatore della Juventus e’ la strada del cuore. I tifosi amano Conte e il tecnico salentino, che avrebbe firmato un pre-contratto con l’Inter ma che continua a tentennare per compiere l’ultimo passo, tornerebbe immediatamente in bianconero. Da superare, pero’, c’e’ il veto di Andrea Agnelli, ancora furioso per l’addio del 2014, in pieno ritiro, al punto da vanificare l’accordo verbale di massima che Conte aveva con Paratici e Nedved, stretto poco prima che deflagrasse la bomba Allegri. Eppure qualcosa si muove, tra incontri e telefonate, proprio nella direzione dell’ex Chelsea, fresco di causa vinta con la societa’ di Abramovic. Tanto piu’ che strappare Guardiola agli sceicchi del Manchester City appare alquanto arduo: dallo stipendio di 23 milioni di euro alla necessita’, in caso di arrivo del catalano, di rifondare la squadra adattandola al suo stile di gioco.

Se la tifoseria sogna, la dirigenza bianconera non puo’ che ancorarsi alla concretezza, nel tentativo di trovare il piu’ in fretta possibile il tecnico per la squadra campione d’Italia. I dubbi su Simone Inzaghi coinvolgono principalmente l’esperienza fin qui accumulata dal tecnico della Lazio, che pero’ potrebbe ritrovare a Torino il serbo Milinkovic-Savic, oggetto del desiderio della Juventus. Non chiude la porta alla Juventus l’ex Napoli Maurizio Sarri, attualmente al Chelsea, rimandando a fine stagione ogni considerazione sul futuro: “Mi piace la Premier, voglio restare al Chelsea – ha spiegato il tecnico toscano -. Dopo la finale di Europa League parlero’ col club per sapere se sono soddisfatti del mio lavoro”. Tanti sogni, alcune opzioni sul tavolo ma anche una certezza: il profilo ideale, per esperienza, qualita’ del gioco e carisma, e’ quello di Mauricio Pochettino. Dopo la finale di Champions League si potra’ tentare l’assalto al tecnico ma soprattutto al Tottenham, che ha blindato Pochettino con una clausola da 30 milioni di euro.

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Mondiali 2022 di calcio in Qatar con 32 squadre e non più 48, così ha deciso la Fifa

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La Fifa, che aveva allo studio di aumentare il format del Mondiale 2022 in Qatar da 32 a 48 squadre, giocando alcune partite in almeno un paese limitrofo, ha annunciato di aver abbandonato il progetto. Dopo aver presentato uno studio di fattibilita’, la Federcalcio mondiale aveva inserito la modifica all’ordine del giorno del suo prossimo congresso, a giugno a Parigi. Ma oggi, in una nota, ha affermato che “nelle attuali circostanze, un tale proposta non puo’ al momento essere messa in pratica”.

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Cronache

Muore a 15 anni Maicol, giovane promessa del calcio

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Un malore in casa. A nulla è valso il trasporto in ospedale. A 15 anni, dopo una lunga malattia, è morto Maicol Lentini, ex giovane promessa dell’Inter. Nel gennaio 2017 Maicol  lasciò le giovanili nerazzurre  per curarsi. Sulle sue condizioni di salute erano arrivate notizie buone. C’era chi diceva che forse poteva tornare a giocare Maicol. Invece ieri si è arreso alla malattia nella sua casa di Zerbolò, in provincia di Pavia. Messaggi di cordoglio sono arrivati dalla sua cittadina, dove è stata sospesa la campagna elettorale, e dal club nerazzurro, con un messaggio sul sito ufficiale: “FC Internazionale Milano partecipa commossa al dolore per la scomparsa del giovane Maicol Lentini. Proprietà, dirigenti, il Settore Giovanile nerazzurro, di cui Maicol ha fatto parte, squadra e tifosi si stringono attorno alla sua famiglia in questo giorno di grandissimo dolore”. Si unisce al dolore anche la Curva Nord, che nel 2017, quando Lentini aveva dovuto smettere di giocare per curarsi a Genova gli aveva dedicato uno striscione. In quella partita, Inter-Chievo del 14 gennaio 2017, anche Mauro Icardi era sceso in campo con una fascia da capitano a lui dedicata: “Auguri Maicol, non mollare!”

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