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L’Inter affonda col Real, gli ottavi appesi a un filo ma l’arbitraggio è stato penoso

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La partita che doveva essere “come una finale” e in cui all’Inter si chiedeva il salto di qualita’ si trasforma in un incubo per i nerazzurri e Antonio Conte, che fa materializzare lo spettro della clamorosa eliminazione nei gironi di Champions League. A San Siro il Real Madrid non solo vince 2-0 grazie ai gol di Hazard e all’autorete di Hakimi, ma domina per tutti i 90′ Lukaku e compagni (in 10′ per un’ora dopo un ingenuo rosso per proteste a Vidal), adesso ad un passo dal baratro. Complicando ancora di piu’ la posizione di Antonio Conte, sempre piu’ nel mirino dei tifosi nerazzurri. La sua Inter e’ irriconoscibile, molle e senza carattere, incapace di creare gioco e pure di arginare le ondate spagnole. E i dubbi sulla gestione dell’ex Juve continuano a crescere, perche’, invece di crescere, la sua squadra sembra addirittura peggiorare di partita in partita, tradito pure da Vidal, che lui ha fortemente voluto per alzare il livello d’esperienza della squadra. L’Inter resta cosi’ desolatamente ultima in classifica e, complice la vittoria del Borussia Moenchengladbach contro lo Shakhtar, servira’ piu’ di una impresa per qualificarsi agli ottavi: i nerazzurri dovranno vincere le ultime due gare, sperando che i tedeschi non facciano nemmeno un punto.

Cosa che, alla luce delle ultime prestazione, sembra pressoche’ impossibile. D’altronde i nerazzurri, in una gara che Conte aveva definito “senza vie di scampo”, entrano in campo con la stessa voglia di un’amichevole estiva. Cosi’ dopo 4′ di torello madrileno, Barella stende Nacho in area: dal dischetto Hazard batte Handanovic e di fatto la partita si chiude gia’ qui. L’Internon reagisce, il Real sfiora diverse volte il raddoppio e al 33′ arriva anche il regalo di Vidal, che si fa espellere per proteste dopo un contatto in area con Varane (ma su cui l’arbitro Taylor sorvola correttamente).

In inferiorita’ numerica e sotto di un gol, la serata si trasforma in un totale dominio blancos, con gli uomini di Zidane che accelerano a piacimento, mettendo in mostra una differenza di qualita’ imbarazzante anche senza due titolarissimi come Sergio Ramos e Benzema. Nella ripresa Conte prova a mettere una pezza passando al 441, ma la situazione non migliora tanto che arriva il raddoppio, con una conclusione ravvicinata di Rodrygo deviata in porta da Hakimi. L’Inter fa intravedere qualche timido segnale di ripresa con Perisic, ma e’ piu’ demerito del Real che frena nel finale che un reale merito nerazzurro. C’e’ spazio anche per Eriksen, in una triste passerella a pochi minuti dal triplice fischio: l’immagine del fallimento di un progetto che sembra andare sempre piu’ verso il naufragio definitivo.

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L’Inter vince il derby col Milan e va in semifinale di coppa Italia

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La pennellata di Eriksen, travestitosi per una sera da uomo della provvidenza, regala all‘’Inter uno dei derby piu’ pazzi degli ultimi anni, tra scontri in campo, l’infortunio dell’arbitro Valeri e un super recupero. Il Milan va ko infatti solo al 52′ della ripresa per una punizione del centrocampista danese, inserito come mossa della disperazione da Conte (che saltera’ le prossime due gare di campionato per squalifica dopo lo scontro con Maresca a Udine) nel finale e capace di regalare ai nerazzurri la vittoria per 2-1 che vale la semifinale di Coppa Italia contro la vincente della sfida tra Juventus e Spal.

L’epilogo di una stracittadina magari poco divertente dal punto di vista tecnico, ma che ha regalato sicuramente emozioni. Protagonista nel bene e nel male Zlatan Ibrahimovic: lo svedese prima regala il vantaggio alla squadra di Pioli, poi poco prima dell’Inter fa esplodere la rabbia di Lukaku con rissa sfiorata e nella ripresa si fa espellere per doppia ammonizione, aprendo alla rimonta interista, con il pareggio su rigore dello stesso belga e poi, quasi all’ultimo respiro, la punizione di Eriksen. Un derby aperto da un’accoglienza un po’ troppo calorosa da parte delle due tifoserie, con circa 1.500 tifosi nerazzurri ad attendere la squadra fuori da San Siro nonostante le norme anti-Covid. In campo domina il turnover ma non troppo, con Conte e Pioli che fanno riposare soltanto alcuni dei big.

Il Milan parte meglio, anche se il tecnico rossonero perde quasi subito Kjaer per un problema muscolare alla coscia sinistra. L’Inter alza i ritmi e trova un super Tatarusanu su un mancino ravvicinato di Lukaku, ma nel momento migliore dei nerazzurri e’ il solito Ibrahimovic a trascinare i suoi, regalando il vantaggio al Milan con un destro a incrociare da posizione defilata che sbatte sul palo e si insacca per il suo 499/o gol in carriera con i club. Gli uomini di Conte reagiscono con un colpo di testa di Sanchez salvato sulla riga da Hernandez e da Tomori, ma e’ nel finale di primo tempo che la gara si scalda sul serio, con lo scontro tra Lukaku e Ibrahimovic. Tra i due volano parole grosse: “Vai a fare le sue stronz… vodoo, piccolo asino”, le parole dello svedese, “vaffa… a te e tua moglie, vuoi parlare della madre? Figlio di putt…”, la risposta del belga. Uno scontro che prosegue anche verso gli spogliatoi, con Lukaku trattenuto a fatica dai compagni e dal team manager. Episodio che porta a due gialli pesanti, perche’ l’attaccante nerazzurro era diffidato (saltera’ la semifinale d’andata), mentre a inizio ripresa Ibrahimovic si fa espellere per doppia ammonizione. Conte si gioca la carta Hakimi, con il passaggio alla difesa a 4. Ma serve un “regalo” di Leao, che stende ingenuamente Barella in area, con Valeri che solo al Var concede il rigore trasformato da Lukaku per il pareggio. L’Inter alza la pressione, ma il protagonista diventa lo stesso fischietto romano, costretto a uscire intorno al 35′ per un infortunio muscolare che porta ad uno stop di circa 8′ della gara. Nel finale ci provano Hakimi e Vidal, ma il protagonista nel finale diventa Tatarusanu, che salva prima su Lautaro poi su Lukaku da due passi nel maxi recupero da 10′. E quando i supplementari sembrano ormai una certezza, la pennellata di Eriksen dal limite manda i titoli di coda: Inter in semifinale, con vista sulla Juve. Milan che si lecca le ferite pensando gia’ al campionato e alla sfida con il Bologna di sabato.

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F1, Leclerc riparte da Ferrari 2018: la Rossa mi mancava

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“Si torna al volante della ‘bestia’, mi e’ mancato molto tutto questo”. Riparte la stagione di Charles Leclerc alla guida della Ferrari, una rossa del 2018 in attesa di togliere i veli alla monoposto che partecipera’ al Mondiale 2021 al via in Bahrain il 28 marzo. Il pilota monegasco e’ sceso in pista a Fiorano al volante della SF71H del 2018: 113 giri per il ferrarista, guarito pochi giorni fa dal Covid. Prima di salire nell’abitacolo Leclerc ha immortalato nelle proprie Stories su Instagram il garage di Fiorano all’interno del quale si nota il cofano motore con il numero #16 che contraddistingue le vetture del monegasco da quando esordi’ in F1 con la Sauber nel 2018. Alle 9.30 in punto di questa mattina Leclerc e’ uscito dai box della pista di Fiorano per un installation lap sulla SF71H del 2018 dando formalmente il via alla stagione 2021 della scuderia di Maranello. Il pilota monegasco, che e’ tornato al volante a 44 giorni dal Gran Premio conclusivo della stagione 2020, disputato il 13 dicembre ad Abu Dhabi, oggi ha dunque avuto modo riprendere contatto con la squadra, le procedure e la guida di una monoposto di Formula 1. Leclerc ha seguito un programma articolato, provando diverse partenze e lavorando in previsione del nuovo campionato che prendera’ il via a marzo con i test pre-stagionali. Ad osservare attentamente il pilota del Principato di Monaco c’era il suo compagno di squadra Carlos Sainz che domani gli dara’ il cambio sulla stessa monoposto. Per lo spagnolo si trattera’ dell’esordio assoluto al volante di una Ferrari di Formula 1. Sainz sara’ in pista anche nella mattinata di giovedi’, mentre nel pomeriggio lascera’ il posto a Mick Schumacher, pilota della Ferrari Driver Academy che in questa stagione sara’ impegnato in Formula 1 con l’Haas F1 Team. Venerdi’ sulla SF71H si alterneranno invece il tedesco, che girera’ al mattino, e Callum Ilott, collaudatore della scuderia, che salira’ in macchina nel pomeriggio.

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Olimpiadi salve, approvato il decreto per l’autonomia del Coni

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Sembra scongiurato il pericolo di una mancata partecipazione dell’Italia alle Olimpiadi paventato a causa della mancata autonomia del nostro Comitato Olimpico Nazionale. Infatti il consiglio dei ministri di questa mattina, riunitosi sotto la presidenza di Giuseppe Conte ha approvato un decreto-legge recante misure urgenti in materia di organizzazione e funzionamento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) su proposta dello stesso Conte e del ministro per le Politiche giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora. È stato l’ultimo atto proposto e firmato dal presidente del Consiglio Conte prima di consegnare le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato.

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