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L’impresa di Jasmine: dalle Canarie ai Caraibi a bordo di una barca a remi

Marina Delfi

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Dalle isole Canarie ad Antigua, nei Caraibi, a remi: l’impresa è quella di Jasmine Harrrison, 21 anni, insegnante di nuoto part time.
Questa ragazza inglese è stata la più giovane donna ad aver remato attraverso l’Oceano Atlantico, ha rischiato di finire contro una maxi nave e un paio di volte si è rovesciata con la sua tecnologica ma piccola imbarcazione.


Jasmine quando non nuota lavora come barista a Thirsk, Yorkshire. Con questa impresa  ha raccolto 10mila sterline che devolverà in beneficenza.

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Messi e i debiti, la polveriera Barcellona alle elezioni col rischio di esplodere

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Un salto nel futuro, ma non prima di avere affrontato le insidie del presente. Domani e’ un giorno importante per il Barcellona, i cui soci sono chiamati a scegliere il nome del nuovo presidente. In tre puntano alla poltrona piu’ importante del sodalizio catalano che – come noto – ‘mes que un club (e’ piu’ di un club)’, nel senso che rappresenta l’anima catalana. Ed e’ quello che i 160 mila soci, a fronte di 110.290 votanti, chiedono al nuovo timoniere di rappresentare, dopo le defaillance degli ultimi anni. A contendersi il trono blaugrana saranno Toni Freixa, Victor Font e Juan Laporta, tutti con concrete chance di elezione. Tra perquisizioni e arresti, crisi sportiva, debito economico, pandemia e futuro incerto di Leo Messi, il nuovo n.1 ne avra’, di problemi da risolvere. Il club e’ scosso dal recente arresto dell’ex presidente Josep Maria Bartomeu, che si era dimesso il 27 ottobre 2020, lasciando un club in rovina e nelle mani di una commissione di gestione transitoria. Le elezioni sono state posticipate di sei settimane, a causa di restrizioni sanitarie, ma i problemi da affrontare non sono cambiati. Il 27 dicembre 2020 Messi aveva confidato di non avere ancora “deciso nulla” sul proprio futuro, ma in estate aveva annunciato di volersene andare, molto probabilmente fra le braccia di Pep Guardiola. Le speculazioni sul suo futuro, e il contratto faraonico da 555 milioni lordi percepiti fra novembre 2017 e giugno 2021 – rivelati da El Mundo a fine gennaio – hanno segnato la campagna presidenziale. La seconda missione urgente del neopresidente sara’ quella di negoziare lo scaglionamento del debito del club, o anche di discutere un’eventuale ulteriore riduzione degli stipendi con spogliatoio e staff. Secondo l’ultimo rapporto economico, reso pubblico a gennaio, il Barca dovra’ rimborsare 730,6 milioni entro fine giugno e oltre un miliardo (1,173 miliardi) a lungo termine. Accanto a questi problemi se ne stanno accumulando altri: il ritardo nei lavori di ristrutturazione del Camp Nou, che sarebbero dovuti iniziare nel 2017 e invece sono partiti da poco; o la la mancanza di risultati. Sebbene abbia conquistato la qualificazione per la finale della Coppa del Re, il Barca e’ quasi fuori dalla Champions (ha perso 4-1 in casa contro il PSG). Il club, tuttavia, ancora genera le maggiori entrate al mondo: 715,1 milioni nel 2019/20, secondo l’azienda Deloitte. Le sedi per le votazioni in presenza sono state ridotte da 10 a 6, ma saranno ancora le prime nella storia del club a essere organizzate in piu’ citta’ contemporaneamente (Camp Nou, Girona, Tarragona, Tortosa, Lleida e Andorra). Il via alle 8, la chiusura alle 20. Il futuro sta per cominciare.

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Figc, parte il Gravina bis con Dal Pino e Calcagno come vicepresidenti

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Il secondo mandato di Gabriele Gravina in Federcalcio bagnato dal grande Paolo Rossi, al quale stamane la Federcalcio ha tributato l’intitolazione della sala del Consiglio federale alla presenza della vedova, Federica Cappelletti: “E’ un ricordo doveroso da parte del mondo del calcio – ha detto Gravina – mi auguro di potergli dedicare presto anche il Salaria sport village”. Poi la riunione vera e propria e il primo atto ufficiale con la nomina dei due vicepresidenti: il capo della Lega di A Paolo Dal Pino, indicato come vicario da Gravina (a parita’ di voti decide il numero uno federale da statuto), e quello dell’Aic Umberto Calcagno. Parte cosi’ il Gravina-bis, con subito al centro della questione di attualita’ il destino del campionato d’Eccellenza: “Ripartira’ – ha assicurato il n.1 della Figc a margine – ho preso io la delega, insieme ai due vice presidenti, di avere un riscontro sui format per i quali aspettiamo il Consiglio Direttivo della Lega Dilettanti”, che si riunira’ il 10 marzo. “Non ci saranno retrocessioni dall’Eccellenza verso il campionato di promozione. Valore al merito sportivo, invece, per quanto riguarda le promozioni verso l’interregionale, quindi la Serie D. Il nostro ruolo e’ quello di permettere ai ragazzi di riprendere a giocare nel rispetto delle norme legate alla tutela della salute”, assicura Gravina la cui volonta’ e’ anche quella di far ripartire anche l’Eccellenza femminile di calcio a 11 e i campionati maschili e femminili di Serie C-C1 di calcio a 5. Plauso dal numero uno della Lnd Cosimo Sibilia: “Il consiglio ha accolto all’unanimita’ la volonta’ di ripresa della Lnd. Abbiamo tutto l’interesse a riprendere a giocare perche’ e’ la nostra mission e perche’ lo dobbiamo alla passione sconfinata di migliaia di tesserati. Sara’ un segnale di speranza per tutto il movimento del calcio di base”. A margine del consiglio di oggi, anche i temi di stretta attualita’ legati al Covid e ai protocolli: “Io il protocollo lo difendo. Nel protocollo c’e’ scritto in maniera chiara ‘salvo quanto disposto dall’autorita’ sanitaria’ quindi e’ un protocollo valido, ma dobbiamo trovare armonia all’interno delle Asl sul territorio nazionale. Noi vogliamo che ci sia il massimo controllo possibile, in questo senso il calcio si sta comportando in maniera responsabile”, rimarca il presidente della Federcalcio con un occhio attento anche agli Europei di giugno che prevedono quattro partite a Roma: “Stiamo continuando a lavorare e tra l’altro a giorni avremo anche una conferenza stampa con la sindaca Raggi per presentare una serie di attivita’. Chiediamo solo un intervento molto piu’ deciso in modo che si possa accelerare sui vaccini. Il format? Ceferin ha rassicurato, noi siamo sereni”, ha concluso Gravina.

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L’Inter passa a Parma, mette altro tassello scudetto

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L’Inter non sbaglia, Conte neppure: il tecnico nerazzurro sceglie Sanchez e il cileno lo premia con la doppietta che lancia i nerazzurri in fuga per lo scudetto, a piu’ sei sul Milan e a piu’ dieci sulla Juventus. Missione compiuta per Handanovic e compagni, concreti e solidi in una serata che puo’ segna il primo vero scossone al campionato. Al Tardini, l’Inter si presenta con l’intento lanciarsi in fuga, dopo il passo falso del Milan con l’Udinese, al cospetto di un Parma all’ultima spiaggia in chiave salvezza: perche’ i ducali, dopo la vittoria del Cagliari sul Bologna, con 6 punti da recuperare sul quart’ultimo posto, non possono piu’ sbagliare, in attesa dei recuperi del Torino. E’ un match tutt’altro che banale il posticipo della venticinquesima giornata di serie A, che va in scena al Tardini. Conte si affida ai rigenerati Eriksen e Perisic a centrocampo, con gli inamovibili Brozovic, Barella e Hakimi e davanti concede un turno di riposo a Martinez, azzeccando la scelta di puntare su Sanchez nel ruolo di spalla di Lukaku; D’Aversa presenta un attacco leggero composto da Man e Karamoh, con Kucka a supporto. Ma il match, nel primo tempo non decolla. Il primo episodio degno di nota avviene al sesto minuto, quando Man cade nell’area di rigore interista in seguito a un contrasto con Barella: ma e’ l’attaccante rumeno a calciare il centrocampista nerazzurro.

L’Inter si accende,m al 31′ quando Hakimi scappa a Valenti e mette in mezzo un cross basso: Eriksen si inserisce, ma l’assist e’ troppo arretrato perche’ il danese possa colpire il pallone in corsa e l’occasione sfuma. Due minuti dopo e’ Valenti a metterci una pezza: Eriksen calcia una punizione dal vertice basso sinistro della difesa ducale, Bastoni spizzica di testa e il pallone capita sui piedi di Skriniar, che a due metri dalla porta calcia a botta sicura, ma Valenti respinge e nel finale Sepe di primo tempo Sepe si fa trovare pronto su una conclusione di Lukaku. Chi non si vede e’ Sanchez: che tiene gli squilli in canna per l’avvio di ripresa. Corre il nono minuto quando Brozovic imbecca Lukaku al limite. Il gigante belga stoppa la palla di petto e trova l’inbucata inarea, il cilenobrucia i difensori e batte di sinistro di prima intenzione: Sepe tocca, ma la palla corre verso la porta e l’intervento di Gagliolo e’ tardivo, la goal line technologies assegna il vantaggio ai nerazzurri, che due minuti dopo sfiorano il raddoppio con Persic, che calcia sopra la traversa. Ma il colpo del ko e’ nell’aria e arriva al minuto 17′, sempre sull’asse Lukaku-Sanchez: il belga avvia la ripartenza dalla propria trequarti e in progressione semina gli avversari. Al limite dell’area serve Sanchez, che da solo davanti a Sepe, con un destro a giro rasoterra, in diagonale, batte Sepe per il 2-0. Il Parma e’ con le spalle al muro e prova a reagire. D’Aversa ricorre ai cambi: tra questi Pezzella, che con un lacio lungo trova Hernani al limite dell’area, che con un tiro non troppo angolato coglie impreparato Handanovic. D’Aversa inserisce anche Pelle’, ma l’Intergestisce senza patemi il finale: e’ fuga, mentre il Parma ha un piede in serie B.

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