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L’homeless curdo diventato milionario grazie alle pizza e agli ingredienti che si fa arrivare da Napoli

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Candele, fiori, messaggi scritti a penna sono raccolti a centinaia nei quattro angoli di Chinatown, a Manhattan, dove, sabato scorso, sono stati uccisi a sprangate quattro senza tetto. Ma ieri, quando gli abitanti della zona sono andati a rendere omaggio ai memoriali improvvisati lungo i marciapiedi, sono rimasti sorpresi: accanto ai fiori, c’era una montagna di cartoni di pizza e un tenero messaggio: “Avrei voluto con tutto il cuore essere li’ in quel momento per proteggervi”. E, sotto, la firma: “Il ragazzo della pizza”. L’autore di quel gesto e’ stato presto scoperto: è Hakki Akdeniz, un immigrato curdo di 39 anni, cresciuto in Turchia, emigrato in Canada, e poi arrivato a New York dove ha costruito una catena di pizzerie a New York. Ma prima di avere successo e diventare un milionario, Akdeniz era uno dei tanti ‘homeless’ che dormono per strada a Manhattan ed è per questo che ha voluto rendere omaggio alle vittime. Nel 2001 l’immigrato curdo era arrivato a New York con soli 240 dollari in tasca e la promessa di un posto letto da parte di un amico. Ma dopo pochi giorni, si era ritrovato senza alloggio, costretto a vivere in un lurido motel a 30 dollari a notte. Nel giro di una settimana, era rimasto senza soldi. Hakki dormi’ alla Grand Central, poi in un ricovero per ‘homeless’, comincio’ a trovare qualche lavoretto nei ristoranti come lavapiatti e poi in cucina, tra Hoboken, a ovest dell’Hudson, e il Queens. Di giorno lavorava al caldo, la sera dormiva al freddo.

Dopo otto anni, con tutti i risparmi, Akdeniz apri’ un piccolo chiosco di pizze, ma la svolta vera avvenne l’anno dopo, nel 2010, quando vinse il primo premio a una gara per il migliore pizzaiolo. I giornali cominciarono a intervistarlo. Il suo volto apparve sulle copertine dei settimanali. I ragazzini lo chiamavano, ridendo, “Champ”, campione, ma intanto compravano i tranci della sua pizza. Con i risparmi, Akdeniz riusci’ ad allargarsi, comprando un altro negozio. Aveva bisogno di un nome che diventasse un brand: scelse il suo soprannome. Cosi’ e’ nata la catena Champion Pizza, dove si mangia una pizza leggera con pomodoro che arriva da Napoli. Nel giro di qualche tempo, l’immigrato curdo che dormiva per strada e’ diventato una celebrita’, su Instagram ha 3,5 milioni di followers. Ma non ha mai dimenticato le sue origini. Spesso carica la macchina di cartoni di pizza e va a distribuirli agli ‘homeless’, ritirando le confezioni vuote. Faceva cosi’ anche con i ‘senza tetto’ di Chinatown uccisi da un altro homeless, un uomo di 24 anni, che avrebbe agito in apparenza senza alcun movente.

 

 

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Mareggiate e vento forte: ancora allerta meteo a Napoli e nel Sud. Scuole, giardini e cimiteri chiusi

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Mare agitato, vento forte di scirocco: è allerta meteo gialla dai nuovo a Napoli e in altre località della Campania e dell’intero Sud. Il Comitato operativo comunale ha deciso di tenere chiusi parchi e cimiteri, anche le scuole non apriranno i cancelli a scopo prudenziale alla luce della particolare forza dei venti nell’arco della giornata ed anche alla luce delle coincidenti previsioni meteo dei più seguiti siti del settore ( come ad esempio CNR e Aeronautica militare ). Le scuole rimarranno chiuse in molte regioni d’Italia: Sicilia, Calabria e Puglia, in parte del Lazio.

Si prevedono “venti forti di scirocco con raffiche forti o molto forti. Mare da agitato a molto agitato soprattutto al largo e lungo le coste esposte. Precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o isolato temporale, puntualmente di moderata intensità, a partire dalla nottata”.

Dall’amministrazione comunale di Napoli arrivano alcune raccomandazioni in caso di avviso di allerta meteo per forti raffiche di vento, valide ovviamente per ogni luogo. Eccole nel dettaglio

– Prestare attenzione in prossimità di alberi e strutture verticali per l’eventuale caduta di rami, alberi, pali, segnaletica o impalcature e, in ogni caso, segnalare l’eventuale stabilità precaria di tali elementi anche in situazioni ordinarie, dandone comunicazione ai numeri di emergenza 112, 113, 115;

– Assicurare stabilmente o rimuovere da finestre e balconi elementi mobili quali piante, coperture, strutture provvisorie o qualsiasi oggetto che possa essere trasportato via dal vento;

– Osservare particolare prudenza negli spostamenti limitandoli a quanto strettamente necessario.

Il Servizio Tecnico Scuole raccomanda, inoltre, ai dirigenti scolastici di non far frequentare in modo stanziale le aree esterne pertinenziali agli edifici scolastici con presenza di alberature e non utilizzare le attrezzature e le aree destinate ad attività ludiche all’aperto fino alla validità dell’allerta meteo.

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Fiaccolata a Terzigno per protestare contro lo sgombero e l’abbattimento di 14 case

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C’erano almeno trecento persone  in via Panoramica, a Terzigno, alla fiaccolata di solidarietà per le 14 famiglie, che saranno sfrattate nelle prossime ore. La gente ha animato un corteo pacifico che è partito intorno alle 19,30 alla presenza di polizia e carabinieri e si è sciolto verso le 21. È stato un modo per la gente del luogo di stare vicino a queste famiglia che rischiano di vedersi la casa rasa al suolo. Sono case che queste persone hanno acquistato regolarmente, sapendo che c’era una concessione edilizia. Licenza che poi è stata revocata. Pertanto quelle case sono ora abusive. Una situazione difficilissima, con grandissima tensione in zona.

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Autostrade, viadotti parzialmente chiusi al traffico: sicurezza non garantita

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Udite udite udite. Anzi leggete leggete leggete. Autostrade per l’Italia, società concessionaria del gruppo Atlantia, che incassa miliardi ogni anno in pedaggi, ha deciso di chiudere alcune corsie, vietare il transito ai mezzi eccezionali e vietare i sorpassi tra tir su quattro viadotti della Liguria. E perchè mai? Vuoi vedere che lo fanno per motivi di sicurezza? Pare che dopo le ultime ispezioni ordinate da Aspi a società esterne (chissà perchè si scelgono società esterne)  hanno raggiunto un punteggio di ammaloramento più alto di quello che era stato indicato da Spea, società legata al gruppo. E allora in via cautelativa i divieti resteranno fino al ripristino integrale delle parti ammalorate e alla messa in sicurezza di quanto oggi è pericoloso. Quanto dureranno i lavori? Boh, a saperlo. Come in Tangenziale a Napoli. Fanno sapere  che dureranno mesi. Quanti mesi? Mesi, per ora riescono a dire solo questo. Sotto un viadotto ligure, il Ponte Morandi (nella foto in evidenza) morirono 43 persone innocenti il 14 agosto del 2018. Vittime che chiedono giustizia.

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