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Esteri

L’ex presidente della Federcalcio cinese condannato all’ergastolo per corruzione

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Chen Xuyuan, l’ex presidente della Federcalcio cinese, è stato condannato alla pena dell’ergastolo per corruzione in seguito a un’azione decisa da Pechino per contrastare il malaffare nel calcio nazionale. Un tribunale della provincia di Hubei ha emesso la sentenza, dichiarandolo colpevole di aver accettato tangenti, secondo quanto riportato dal Quotidiano del Popolo, l’organo ufficiale del Partito comunista cinese.

Secondo le informazioni divulgate, Chen avrebbe abusato della sua posizione all’interno della Federazione e di altri organismi affiliati tra il 2010 e il 2023, per accettare illegalmente somme di denaro da terzi, per un totale di 81,03 milioni di yuan, pari a circa 11 milioni di dollari statunitensi.

Questa condanna rappresenta un duro colpo per il calcio cinese e riflette gli sforzi sempre più intensi del governo per eliminare la corruzione nel mondo dello sport. L’azione legale contro Chen Xuyuan è solo l’ultimo episodio di una campagna più ampia contro la corruzione che ha visto numerosi funzionari di alto livello coinvolti in scandali finanziari.

La sentenza dell’ergastolo invia un chiaro messaggio che la corruzione non sarà tollerata nel mondo dello sport cinese e che coloro che violano la legge affrontano conseguenze severe. Questo evento potrebbe anche servire da monito per altri funzionari sportivi, sottolineando l’importanza dell’integrità e della trasparenza nel settore.

Tuttavia, mentre questa condanna segna un passo avanti nella lotta contro la corruzione nel calcio cinese, rimangono ancora sfide significative da affrontare per garantire una governance trasparente e responsabile nel settore sportivo nazionale. Il caso di Chen Xuyuan potrebbe essere solo la punta dell’iceberg di un problema più ampio che richiede un’impegno continuo da parte delle autorità per essere risolto completamente.

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Esteri

Idf, cinque i corpi di ostaggi recuperati a Gaza

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L’esercito israeliano ha recuperato nelle ultime ore nella Striscia di Gaza i corpi di cinque degli ostaggi rapiti il 7 ottobre. In un comunicato l’Idf elenca i loro nomi, alcuni dei quali già noto da ieri sera: Maya Goren, oltre ai soldati Ravid Aryeh Katz, Oren Goldin, Tomer Ahimas e Kiril Brodski. I resti sono stati portati in Israele, fa sapere l’esercito dello Stato ebraico.

I corpi dei 5 ostaggi sono stati recuperati dalla 98ma divisione dell’Idf in un tunnel a Khan Yunis dove l’esercito in questi ultimi giorni è tornato ad operare. Decisive – è stato spiegato – sono state “precise informazioni di intelligence” da parte dello Shin Bet, ottenute anche attraverso gli interrogatori di miliziani di Hamas catturati a Gaza. I cinque israeliani furono uccisi durante l’attacco del 7 ottobre e i loro corpi trascinati a Gaza.

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Esteri

Mosca, elicottero militare cade nel sud-ovest russo, tutti morti

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Un elicottero militare russo Mi-28 si è schiantato in un’area disabitata nella regione di Kaluga, nel sud-ovest della Federazione russa, provocando la morte di tutti i membri dell’equipaggio. Lo scrive la Tass, citando fonti del ministero della Difesa, che aggiunge che una commissione d’inchiesta delle forze aerospaziali russe è sul posto per indagare le cause dello schianto.

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Ambiente

Petroliera affonda nelle Filippine, 1,4 mln di litri in mare

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Una petroliera battente bandiera filippina che trasportava 1,4 milioni di litri di olio combustibile industriale si è capovolta ed è affondata nelle acque al largo di Manila. Lo hanno riferito le autorità filippine, precisando che si sta cercando di contenere una fuoriuscita. “Siamo riusciti a salvare 16 dei 17 membri dell’equipaggio, uno è disperso”, ha detto il ministro dei Trasporti Jaime Bautista in un briefing.

Forti venti e onde alte stanno ostacolando gli sforzi di risposta, ha detto Bautista. La nave è affondata nella baia di Manila, a quasi sette chilometri (4,3 miglia) al largo del comune di Limay, nella provincia di Bataan, vicino alla capitale, nelle prime ore del mattino. La MT Terra Nova “si è capovolta e alla fine si è immersa”, ha detto in un rapporto la guardia costiera filippina. La guardia costiera ha detto che stava indagando “se ci fosse una perturbazione meteorologica nella zona quando si è verificato l’incidente. È stata rilevata una marea nera e il personale di protezione dell’ambiente marino si è mobilitato per contribuire a contenerla.

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