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Levante si racconta: sogni, cadute, rivalse e un equilibrio ritrovato tra amore, musica e maternità

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A cuore aperto, ironica e profonda, Levante, cantautrice e scrittrice, in una intervista al Corriere della Sera,  ripercorre i momenti più significativi della sua vita e carriera: dal provino con Teddy Reno alle difficoltà a Leeds, dalla nascita di “Alfonso” al desiderio di tornare a Sanremo, fino alla maternità e all’eterna sfida con l’ego.

Il primo provino con Teddy Reno e le illusioni inglesi

A soli 13 anni Levante si presenta con due canzoni voce e chitarra al Festival degli Sconosciuti: «Duravano sei minuti l’una. Penso che Teddy Reno volesse uccidermi», dice ridendo. A 26 anni si ritrova invece a Leeds, ospite di un ragazzo che prometteva contatti discografici. Ma era tutta una farsa: «Dormivo su un materassino gonfiabile in un bagno senza gabinetto. Tornai a casa disperata, scrissi “Alfonso”».

Da “che vita di merda” a hit generazionale

“Alfonso” nasce in un momento di frustrazione profonda: «Lavoravo in un bar, non avevo tempo per i miei sogni. La strofa “che vita di merda” è uscita da sola. Era il riassunto dei miei fallimenti». La canzone diventa un cult perché, spiega Levante, «tutti si sentono fuori posto, come Alfonso a una festa dove nessuno ti considera».

Il nuovo singolo “Maimai” e quel due di picche indimenticabile

Con “Maimai” Levante serve la vendetta fredda all’ex: «Un dialogo tra due ex amanti, lui torna in ginocchio, lei dice “è troppo tardi”. Io? Mi sono ispirata a me stessa. Avevo 18 anni e un ragazzo mi aveva lasciata due giorni prima del compleanno. Quando è tornato, gli ho dato un due di picche memorabile».

L’amore, i sensi di colpa e la maternità

«L’amore e il dolore sono i sentimenti che più ci somigliano. Ho fatto male e ne ho ricevuto, ora credo di essere in pari», racconta. Parla con delicatezza della sua bimba Alma, tre anni: «Il mio senso di colpa è dovermi dividere. Ma io e Pietro siamo due bravi genitori, questo me lo riconosco».

L’ego, il karma e le sfide interiori

Levante riflette spesso sul suo ego: «Non si può annientarlo, ma non bisogna farsi trainare. Lavoro per gestirlo e restare serena. Quando sei guidato dall’ego, diventi una brutta persona». Anche l’adolescenza è stata turbolenta: ha perso il padre a 9 anni e lasciato la Sicilia a 14. «Mio padre vive nelle mie canzoni e nei miei libri. Lo sento sempre vicino».

Sanremo, X Factor e la voglia di tornare

Due Sanremo non proprio felici: «Molto stressanti, soprattutto per la mia ansia. Oggi, riguardando quelle esperienze, mi faccio tenerezza». Ma aggiunge: «Non c’è due senza tre. Sanremo oggi è un palco fondamentale». Anche X Factor è stato formativo: «Mi buttai senza autore, ero ingenua e poco strategica, ma fu una grande scuola».

Da Claudia a Levante, un nome nato per caso

Il nome d’arte nasce per scherzo da un’amica a Caltagirone, dopo l’uscita del film “Il ciclone”. «Claudia non mi è mai piaciuto. Significa zoppo. Levante invece è colui che si alza. Era destino».

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Esteri

Netanyahu “scioccato” dal post di Trump: tensione Usa-Israele sul Libano

Israele chiede chiarimenti agli Usa dopo il post di Trump sul divieto di bombardare il Libano. Netanyahu e i suoi consiglieri “scioccati”.

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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e i suoi consiglieri sarebbero rimasti “scioccati” da un post del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Nel messaggio, Trump ha affermato che Washington avrebbe proibito a Israele di effettuare bombardamenti in Libano, una dichiarazione che ha colto di sorpresa la leadership israeliana.

La richiesta di chiarimenti alla Casa Bianca

Secondo quanto riportato da Axios, Israele ha chiesto immediatamente spiegazioni alla Casa Bianca per comprendere la portata e il significato delle parole del presidente americano.

Al momento non risultano conferme ufficiali su eventuali decisioni operative in tal senso.

Un passaggio delicato nei rapporti bilaterali

L’episodio evidenzia un momento di possibile tensione nei rapporti tra Stati Uniti e Israele, tradizionalmente alleati sul piano strategico e militare.

Le dichiarazioni di Trump, se confermate nei contenuti, potrebbero incidere sulla libertà di azione israeliana nel teatro libanese, già particolarmente sensibile.

Scenario regionale in evoluzione

La vicenda si inserisce in un contesto regionale complesso, segnato da equilibri precari e da una costante attenzione agli sviluppi militari lungo il confine tra Israele e Libano.

In attesa di chiarimenti ufficiali, il caso resta aperto e contribuisce ad alimentare incertezza sul coordinamento tra Washington e Tel Aviv nelle scelte strategiche.

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Esteri

Trump ordina al Pentagono di pubblicare i documenti sugli Ufo: diffusione “molto presto”

Donald Trump annuncia la pubblicazione imminente dei documenti sugli Ufo, su indicazione al Pentagono. Attesa per i dossier Uap.

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver dato indicazione al Pentagono di rendere pubblici i documenti sugli Ufo.

Secondo quanto riferito, la diffusione dei materiali inizierà “molto presto”, senza ulteriori dettagli sui tempi o sui contenuti.

Il ruolo del Pentagono

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti è da anni impegnato nella raccolta e nell’analisi di segnalazioni relative ai cosiddetti Uap (Unidentified Aerial Phenomena), fenomeni aerei non identificati.

L’eventuale pubblicazione dei documenti potrebbe rappresentare un nuovo passo verso una maggiore trasparenza su un tema che ha attirato crescente attenzione istituzionale e pubblica.

Attese e interrogativi

Non è chiaro quali dossier verranno resi pubblici né quale sarà il livello di dettaglio delle informazioni divulgate. In passato, alcune relazioni ufficiali hanno confermato l’esistenza di eventi non spiegati, senza però trarre conclusioni definitive sulla loro natura.

Un tema tra sicurezza e interesse pubblico

La questione degli Ufo, o Uap, si colloca tra sicurezza nazionale e curiosità scientifica. L’annuncio di Trump riporta il tema al centro del dibattito, in attesa di capire se i documenti offriranno elementi nuovi o confermeranno quanto già noto.

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Economia

Dbrs Morningstar conferma il rating dell’Italia A (low): outlook stabile ma rischi dal Medio Oriente

DBRS Morningstar conferma il rating dell’Italia a A (low) con trend stabile. Rischi per la crescita legati alla guerra in Medio Oriente e all’energia.

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L’agenzia DBRS Morningstar ha confermato il rating dell’Italia a A (low) con trend stabile. La valutazione segnala una fiducia complessiva nella tenuta dei conti pubblici, pur in un contesto internazionale complesso.

I rischi legati allo scenario geopolitico

Nel giudizio dell’agenzia pesano le tensioni internazionali, in particolare gli effetti della guerra in Medio Oriente. Secondo la nota, le ricadute del conflitto potrebbero incidere sulla domanda interna e rallentare la crescita economica nel breve periodo.

Il nodo energetico

Uno dei principali fattori di vulnerabilità resta la dipendenza dell’Italia dalle importazioni di energia. Eventuali shock sui prezzi o interruzioni delle forniture potrebbero avere effetti diretti su famiglie e imprese, con conseguenze sull’andamento dell’economia.

Stabilità con margini di attenzione

Il quadro delineato da DBRS Morningstar è quindi di stabilità, ma con elementi di attenzione legati all’evoluzione dello scenario globale. L’equilibrio tra crescita e sostenibilità dei conti pubblici resta centrale nelle valutazioni future delle agenzie di rating.

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