Cronache
L’estradizione negata e la liberazione di Abedini-Najafabani: il caso che ha coinvolto Italia, Stati Uniti e Iran
Quando intorno all’una del pomeriggio di ieri la porta della sua cella nel carcere di Opera si apre per comunicargli che non verrà estradato negli Stati Uniti, Mohammad Abedini-Najafabani resta incredulo. Il 38enne ingegnere iraniano, accusato dagli Usa di aggirare l’embargo per fornire componenti elettronici a duplice uso civile e militare ai pasdaran iraniani, fatica a comprendere immediatamente la notizia. Dopo qualche istante, accenna un sorriso e scoppia in lacrime.
Ad anticipare il comunicato ufficiale del ministro della Giustizia Carlo Nordio, è il suo avvocato, Alfredo De Francesco, che lo raggiunge in carcere poco dopo la decisione. I due parlano brevemente, ma Abedini-Najafabani chiede di mantenere la riservatezza su quanto discusso. Poche ore dopo, il cittadino iraniano viene trasferito a Linate, dove un volo diretto a Teheran, organizzato dall’Aise, lo riporta in patria.
La decisione di liberare Abedini-Najafabani è giunta dopo che la V Corte d’Appello di Milano ha revocato la custodia cautelare su richiesta del ministro Nordio. Il Guardasigilli ha motivato la scelta sulla base dell’articolo 718 del codice di procedura penale, che consente la revoca della custodia cautelare qualora non sussistano le condizioni necessarie per l’estradizione.
La vicenda ha subito un cambio di rotta significativo rispetto a poche settimane fa, quando Nordio stesso aveva sollecitato la custodia cautelare del cittadino iraniano. Tuttavia, nel frattempo, l’avvocato De Francesco aveva portato avanti argomentazioni giuridiche che mettevano in dubbio la doppia imputabilità delle accuse americane, requisito indispensabile per l’estradizione.
La vicenda si intreccia con tensioni diplomatiche tra Italia, Stati Uniti e Iran. Abedini-Najafabani era stato arrestato il 16 dicembre su mandato statunitense, pochi giorni dopo il fermo immotivato in Iran della giornalista italiana Cecilia Sala. La sua liberazione è avvenuta nelle settimane successive, contribuendo a sbloccare una situazione delicata.
Dal punto di vista giuridico, l’accusa degli Stati Uniti, che includeva l’associazione a delinquere e il supporto a un’organizzazione classificata come terroristica, non trovava piena corrispondenza con i reati previsti dall’ordinamento italiano. Questo ha rappresentato un elemento decisivo nella scelta di Nordio di esercitare la facoltà ministeriale di bloccare l’estradizione.
L’avvocato De Francesco, che ha seguito il caso con discrezione e determinazione, ha sottolineato come il suo cliente avesse sempre confidato nella giustizia. «Ringrazio tutti coloro che hanno sostenuto questo percorso, accompagnandoci con la preghiera», ha dichiarato il legale.
Il caso di Abedini-Najafabani segna un momento di grande complessità nelle relazioni internazionali e solleva interrogativi sull’equilibrio tra giustizia e diplomazia. La decisione di Nordio evidenzia la delicatezza del ruolo del diritto internazionale in situazioni che coinvolgono accuse controverse e paesi con interessi divergenti.
Cronache
Escort e calciatori, inchiesta Milano: 70 sportivi coinvolti nelle feste, 4 arresti
Inchiesta a Milano su feste con escort: almeno 70 calciatori coinvolti. Quattro arresti per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.
Cronache
Studente transgender al liceo Aristofane, polemica su misgendering e sospensione: verso la carriera alias
Caso al liceo Aristofane di Roma: studente transgender denuncia umiliazioni e sospensione. In arrivo la carriera alias, intervengono sindacati e politica.
Cronache
Castel Maggiore, coppia trovata morta in casa: ipotesi omicidio-suicidio, indagini in corso
Due coniugi trovati morti a Castel Maggiore. Si indaga per omicidio-suicidio. Disposta l’autopsia per chiarire dinamica e cause.


